Le imprese di Eurolandia hanno accelerato il passo ai massimi da 4 anni a questa parte. I risultati delle indagini tra i responsabili degli approvvigionamenti si sono rivelati anche più solidi del previsto: a marzo il Purchasing managers’ index (Pmi) è infatti salito a 54,1 punti, dai 53,3 di febbraio, segnando il massimo da 46 mesi (dal maggio del 2011). La stima preliminare è stata comunicata dalla società di ricerche Markit Economics, secondo cui anche l’occupazione ha segnato una forte spinta, con il maggiore incremento fin dall’agosto del 2011.
In questa indagine i 50 punti rappresentano il limite tra crescita e contrazione dell’attività.
Secondo Markit la performance risente dell’incremento dei nuovi ordini, anch’essi in ulteriore accelerazione fino a toccare le più alte stime da maggio 2011.
La ripresa ha coinvolto ampiamente i settori di terziario e manifatturiero. Tutte notizie positive “per una regione che attende segnali dal quantitative easing introdotto dalla Bce – ha commentato il capo economista Chris Williamson – nella speranza che stia dando stimolo all’economia reale”.
Nel corso del mese, osserva Markit con un comunicato, le spinte deflazionistiche sono rallentate. La media dei prezzi di vendita di beni e servizi ha registrato il calo più lento dallo scorso luglio, in parte dovuto alla necessità di alcune aziende di trasferire al cliente l’incremento dei costi. I prezzi di acquisto hanno mostrato l’aumento mensile più significativo dallo scorso luglio, dovuto in parte ai maggiori costi d’importazione legati all’indebolimento dell’euro sul dollaro, e in parte all’aumento dei costi del personale.
I prezzi di vendita e di acquisto del settore manifatturiero sono aumentati per la prima volta in sette mesi, anche se in percentuale modesta. Nel settore terziario invece, i prezzi di vendita sono calati ma al tasso più debole su nove mesi, mentre i prezzi di acquisto hanno indicato il più forte rialzo dallo scorso luglio.
Da un punto di vista nazionale, la crescita dell’attività tedesca è accelerata al tasso più veloce su otto mesi, toccando il record di aumento dei nuovi ordini su nove mesi. In Germania la produzione industriale è aumentata ad un tasso notevolmente più rapido, giungendo al più alto valore in quasi un anno e mantenendo il passo col forte ritmo di espansione del terziario, al record su sei mesi.
Nel frattempo, si è registrato un rincaro dei prezzi di acquisto per la prima volta in quattro mesi, causando l’incremento dei prezzi di vendita. Le indagini francesi sul Pmi hanno indicato un’espansione dell’attività per il secondo mese consecutivo, anche se ad un tasso moderato rispetto al picco su 42 mesi toccato a febbraio e attestandosi notevolmente al di sotto del valore tedesco. L’aumento dei nuovi ordini ha comunque acquistato velocità, toccando valori record da agosto 2011. Continua invece a deludere il settore manifatturiero francese, con la produzione in calo.
Secondo williamson “le condizioni degli affari stanno anche migliorando. In generale all’interno della regione, la crescita del settore terziario ha di nuovo superato quella registrata nel manifatturiero, ma entrambi i settori hanno assistito ad un miglioramento dei tassi di crescita. Mentre le aziende del terziario e i manifatturieri sono stati aiutati dal favorevole abbassamento dei prezzi per i consumatori, i produttori industriali sono stati anche supportati dagli esportatori che hanno beneficiato dell’indebolimento dell’euro”.
“Durante il mese, anche le pressioni deflazionistiche hanno rallentato e questo lo si deve ad un aumento dei salari e dei costi d’importazione, risultato quest’ultimo del deprezzamento dell`euro. I dati dell`indagine indicano quindi che il quantitative easing della Bce è stato introdotto in un momento in cui la ripresa economica dell`area euro ha già iniziato ad acquistare forza. Questo è di buon auspicio per la regione che potrebbe usufruire di ulteriori miglioramenti delle condizioni generali degli affari nei mesi a seguire. In più potrebbe anche stimolare maggiori investimenti e assunzioni, garantendo quindi la sostenibilità della ripresa. Persistono comunque le preoccupazioni, in particolare per la Grecia e la Russia, che ci ricordano come la continua ripresa non è per niente garantita”.
























