“Le vicende di queste ultime ore, relative all’ennesima inchiesta su tangenti nella realizzazione di grandi opere, meritano una forte assunzione di responsabilità da parte del Governo, del Parlamento e di tutte le forze politiche”. Così si è espresso, in una nota, il segretario confederale della Cisl, Luigi Sbarra. “Non perdano tempo i partiti ed il Governo a polemizzare o a ‘turbarsi’, ma si accelerino i tempi – come il sindacato, e la Cisl in particolare, hanno più volte sollecitato – del recepimento delle Direttive europee e del Nuovo Codice degli appalti, che possono arginare un fenomeno ormai diventato insopportabile come la corruzione, che sta diventando un vero e proprio cancro della nostra società”.
“Se davvero si vuole mostrare che il nostro Paese vuole, può e sa uscire dalla crisi, dobbiamo estirpare questa mala pianta – ha continuato Sbarra – prendiamo esempio dal nostro Pontefice che, con determinazione e senza tentennamenti, sta indicando la via del cambiamento. Ritroviamo anche noi le nostre radici ed un’etica della politica e della ‘cosa pubblica’ che ci riportino alla trasparenza ed alla serietà nel gestire risorse che vengono dal lavoro e dalle tasse di tanti cittadini onesti. Usciamo dalla politica degli annunci e delle buone intenzioni, sul sistema degli appalti bisogna con coerenza varare leggi – verificando poi la loro applicazione – che abbiano il coraggio di fissare dei paletti in questo settore, paletti che il sindacato ha da tempo individuato. Non consentire un uso indiscriminato delle deroghe; superare definitivamente il ricorso al massimo ribasso nelle gare, in favore della proposta economicamente più vantaggiosa; ridurre drasticamente le stazioni appaltanti ed i centri di spesa; battere la cattiva concorrenza; rafforzare i vincoli dei contratti da applicare; limitare il subappalto; rendere vincolanti le clausole sociali; indicare nel bando il contratto che si intende applicare”. “Battere la corruzione ed il malaffare si può e si deve – ha concluso Sbarra – ci vuole solo la volontà politica. Abbiamo il dovere, tutti insieme, di voltare pagina e restituire credibilità al nostro Paese”.
























