Mentre il governo Renzi si prepara a presentare una proposta di legge sulla rappresentanza sindacale, oggi Inps, Confindustria e sindacati hanno firmato la convenzione sulla certificazione degli iscritti, utile all’attuazione dell’accordo raggiunto l’anno scorso tra le parti sociali sulle regole per la rappresentatività, ossia il Testo Unico sulla rappresentanza.
I leader di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, lo ritengono un “passo importante” e, sulle spinte legislative di Governo e Parlamento sui temi della rappresentanza e rappresentatività sindacale, chiedono il rispetto dell’autonomia delle parti che in questi ultimi anni hanno fatto passi avanti attuando, in parte, l’articolo 39 della Costituzione.
Nel dettaglio, si tratta di una convenzione che ha validità triennale e, ai fini della certificazione della rappresentanza delle organizzazioni sindacali, farà riferimento a quanto stabilito dall’accordo interconfederale del 28 giugno 2011 e del Testo Unico sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014.
“Con la convenzione di oggi – ha detto Susanna Camusso – la misurazione della rappresentanza è ormai estesa a gran parte del mondo del lavoro”. Il numero uno della Cgil ha ricordato che fino ad oggi la certificazione degli iscritti era già possibile con i dati dell’Inps sui pensionati e quelli dell’Aran per quanto riguarda i settori pubblici. Camusso ha auspicato di proseguire questo lavoro, dopo aver firmato accordi con le associazioni d’impresa che fanno capo a Confindustria, anche con analoghe convenzioni con le altre associazioni d’imprenditoriali. “Per completare l’opera – ha affermato – è bene costruire analoghi sistemi di rappresentanza per le associazioni datoriali”. Per quanto riguarda il possibile intervento del governo su questo tema, Camusso ha sottolineato che con la firma della convenzione di oggi “applichiamo una parte dell’articolo 39 della Costituzione. Ma manca un pezzo che le parti da sole non possono risolvere”, che riguarda il principio dell’erga omnes, affinché gli accordi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali rappresentative siano vincolanti per tutti e quindi efficaci. “Quella di oggi è una giornata positiva e importante – ha concluso Camusso – abbiamo fatto un buon lavoro”.
Il leader della Cisl, Annamaria Furlan, ha sottolineato che “abbiamo fatto un buon accordo. Ora bisogna lavorare subito per la raccolta dei dati e partire con i contratti perché bisogna dare certezza alla contrattazione”.
Furlan ha ricordato che nel Paese c’è un clima che “non sempre riconosce in modo così solerte, come ha fatto l’Inps con il presidente Tito Boeri, il lavoro delle parti sociali. L’accordo lo ha voluto fortemente il sindacato per rendere assolutamente certe le relazioni industriali e trasparente la rappresentanza. Tutto alla luce del sole e con regole certe”. Pertanto, in merito “alla volontà di legiferare su questo tema, dico che arrivano tardi di un paio di anni – ha concluso il numero uno della Cisl – l’accordo di oggi rende operativa la certificazione degli iscritti. Sono altri i temi urgenti su cui Governo e Parlamento devono convogliare il loro impegno: crescita, sviluppo e, quindi, lavoro”.
Anche per il numero uno della Uil, Carmelo Barbagallo, quello di oggi è un “giorno importante. È passato un po’ di tempo, c’è stata una corsa ad ostacoli. Ora siamo arrivati. Non abbiamo mai avuto problemi a farci contare. Lo abbiamo fatto nel pubblico impiego e siamo felici del risultato raggiunto”.
Il segretario generale della Uil ha aggiunto: “Non abbiamo capito perché alla vigilia di questa giornata qualcuno abbia balenato l’idea di fare una legge sulla rappresentanza e rappresentatività. Se la si vuole fare, allora la si deve fare su tutto e non solo sull’articolo 39 della Costituzione. Deve riguardare anche l’articolo 46 con la partecipazione dei lavoratori agli utili dell’impresa.
Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha così sottolineato l’importanza della firma di oggi: “È una normativa che ci permette di arrivare alla misurazione obiettiva della rappresentanza ai fini della contrattazione nazionale di categoria. Determina chi è titolato a contrattare e a firmare accordi (c’è una soglia del 5% per poter partecipare alle contrattazioni, ndr)”.
Boeri ha aggiunto che l’accordo è “importante” e assicura “stabilità al sistema delle relazioni industriali”. In ogni caso, la misura della rappresentatività “va completata coi dati ottenuti dai sindacati alle elezioni delle Rsu. Questa seconda parte è affidata al Cnel. I dati saranno resi disponibili dall’Inps. Noi siamo già pronti e ad aprile partiremo con una prima rilevazione che sarà poi resa pubblica nel mese di maggio. Quello di oggi è un passo importante – ha concluso il presidente dell’Inps – per il sistema delle relazioni industriali, che colma un vuoto nella seconda parte dell’articolo 39 della Costituzione”.
Il direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci, ha ricordato che l’accordo interconfederale del 2014 è stato “un atto di grande maturità delle parti sociali, che hanno attuato un principio che giaceva da 70 anni in Costituzione. Un atto di straordinaria importanza, come l’accordo sottoscritto oggi all’Inps”.
Panucci ha inoltre auspicato che tutto possa filare liscio a partire dai prossimi rinnovi contrattuali, le cui trattative avverranno sulla base delle nuove regole. “C’è l’impegno di Boeri in questo senso – ha aggiunto il direttore generale di Confindustria -. Per quanto riguarda possibile intervento legislativo su questa materia, crediamo che l’accordo debba andare a regime presto e, quindi, è opportuno verificare prima come andrà”.
























