“In questo Jobs Act c’è una sfida alle aziende: se a fine 2015 riusciremo ad avere una riduzione concreta dell’utilizzo dei contratti precari e un’assunzione maggiore di donne, saremo nella direzione giusta”. Lo ha detto la senatrice del Pd Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato, intervistata a Radio Città Futura sulle novità introdotte dal Jobs Act.
“La maggioranza delle assunzioni che si fanno da cinque anni a questa parte, è stata fatta soltanto con contratti precari – aggiunge la Fedeli -. Il contratto a tutele crescenti non sarà la panacea di tutti i mali, ma offre un’opportunità di contratto fortemente poco costoso per le aziende, quindi con dei vantaggi economici notevoli per tre anni. Penso che tutte le aziende devono accettare la sfida e assumere giovani e in particolare giovani donne, dando anche un segnale non solo di fiducia e di contrasto alla precarietà, ma capendo che, assumendo le ragazze, in tre anni puoi permettere loro di fare un figlio, non mettendole più nelle condizioni di scegliere tra il lavoro o la possibilità di fare un figlio. Questa è la sfida del 2015”.
“Applicare il contratto a tutele crescenti non è un obbligo, ma una scelta – conclude la Fedeli -. C’è una responsabilità da parte delle aziende, è un’opportunità che viene offerta e costruita in modo utile, è ora che anche loro diventino grandi e mature. Se continuano a pensare di assumere soltanto con contratti precari, vuol dire che la loro collocazione produttiva e competitiva sui mercati non funziona, non sono imprenditori che hanno voglia di fare il loro mestiere nel miglior modo possibile.
Chi si sottrae a questo, continua ad essere solo lagnoso e voler sfruttare delle condizioni con una visione miope anche della funzione dell’imprenditore”.

























