La Grecia è bersaglio di un doppio messaggio oggi. Da Bruxelles, l’Eurogruppo ha detto che sta perdendo tempo e che il governo di Alexis Tsipras deve accelerare sul piano delle riforme. Da Washington DC il dipartimento del Tesoro fa capire che tutto dipende da Atene e che servono più riforme strutturali.
Nel giorno in cui le sette riforme presentate dalla Grecia ai ministri delle Finanze dell’Eurozona sono state giudicate insufficienti per sbloccare parte dell’ultima tranche da 7,2 miliardi di euro di aiuti, è il sottosegretario al Tesoro americano Nathan Sheets a cambiare rotta rispetto ai commenti pubblici fatti recentemente dall’amministrazione Obama e dal segretario al Tesoro Jack Lew, che avevano fatto pressioni sui creditori europei affinché allentassero le tensioni nei negoziati con Atene quando quest’ultima non aveva ancora ottenuto l’estensione da quattro mesi dei finanziamenti Ue.
Nel suo intervento odierno alla conferenza 2015 della National Association for Business Economics (Nabe), Sheets si è concentrato sulla Grecia: “Ulteriori riforme strutturali sono necessarie per permettere al lato dell’offerta della sua economia di competere con successo in Europa e a livello internazionale. E’ importante che la Grecia lavori con i partner europei e la comunità internazionale per sostenere il suo progresso verso la ripresa e le riforme”.
I negoziati tecnici con la Grecia, ha poi affermato il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Domborvskis “devono concludersi entro aprile, ma se fosse necessario accelerare le istituzioni europee saranno pronte. Resta molto da fare e quello che conta a l’attuazione pratica del programma. Ci sono ancora tante cose da fare a livello tecnico”.
























