La Guardia Costiera, in concorso con la Marina Mercantile e le unità navali dell`operazione “Triton”, pur senza il dispositivo “Mare Nostrum”, ha già salvato oltre il 40% in più di naufraghi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il dato è stato fornito dal Cocer della Marina Militare (che rappresententa anche il personale della Capitaneria di Porto/Guardia Costiera) che ha sottolineato “la grande professionalità del personale” che, si ricorda, oltre al soccorso in mare, è chiamato anche a svolgere importanti compiti di amministrazione dei porti e di polizia.
Ricordando che, in funzione dei compiti effettivamnenti svolti, il Cocer ha chiesto anche per i militari della Guardia Costiera lo status di forza di polizia, si ricorda che i militari “raramente percepiscono straordinari, a fronte di centinaia di ore in esubero che forse non recupereranno mai”. Si chiede, quindi, per migliorare il servizio, nuovo personale e 200 “Guardia Coste” che, ha spiegato il delegato Cocer, Antonello Ciavarelli, “costerebbero solo 4 milioni di euro l`anno, oppure si potrebbero inglobare gli esuberi dei colleghi tecnici della Marina che saranno messi in mobilità in seguito alla ‘legge Di Paola’. Non si comprende perché molti politici auspicano una ripresa di Mare Nostrum, nonostante i normali costi più elevati di carburante ed equipaggio delle navi adatte ad attività belliche, e non pensano – conclude Ciavarelli – che per la nostra economica flotta ‘non da guerra’ a confronto basterebbe molto meno”.
























