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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

20 Gennaio 2015
in Senato

126ª Seduta

Presidenza del Presidente

SACCONI 

Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Teresa Bellanova.          

La seduta inizia alle ore 8,30.

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE  

Il presidente SACCONI ricorda che nella giornata di martedì si sono svolte le audizioni dei rappresentanti delle categorie interessate sugli atti del Governo n. 134 (contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti) e n. 135 (ammortizzatori sociali e ricollocazione dei lavoratori disoccupati), come convenuto nella seduta della Commissione del 15 gennaio. La documentazione consegnata nel corso di esse sarà resa disponibile sulla pagina web della Commissione. In tale pagina è altresì attiva una casella mail alla quale è possibile far pervenire da parte di tutti i soggetti interessati documentazioni, studi e memorie. Quanto al dibattito, precisa che il suo intento non è quello di ridurre la Commissione a tempi più ristretti di quelli di cui la Commissione stessa ritiene più opportuno disporre: nessuna compressione, dunque, ferma restando l’emissione del parere entro il termine assegnato, affinché il Governo possa tenerne utilmente conto. Nel corso della illustrazione da lui svolta, in qualità di relatore, sull’atto del Governo n. 134 aveva unicamente sottolineato che l’adozione del decreto costituisce la premessa per quella robusta incentivazione che l’Esecutivo ha disposto con la legge di stabilità e che, in assenza di esso, non si rende possibile al datore di lavoro accedere alle previste agevolazioni. Sulla base di questo presupposto, al di là del merito, ci può a suo giudizio essere una generale condivisione sui tempi di espressione del parere, tanto più che nella sua stessa relazione non sono mancate considerazioni critiche; la libera critica va infatti conciliata con il principio di responsabilità, che chiede l’adozione di queste misure in tempi brevi, per consentire le assunzioni connesse al beneficio fiscale. Anticipa che il successivo calendario dei lavori dovrà comunque tener conto dell’intenso lavoro dell’Aula e delle convocazioni del Parlamento in seduta comune, che comunque non sospendono il termine per l’espressione del parere sugli atti governativi, che avrà pertanto priorità su ogni altra incombenza della Commissione. Al fine di consentire una efficace programmazione e regolazione delle sedute, che andranno evidentemente ad inserirsi nelle pieghe degli altri lavori parlamentari, sollecita i senatori ad iscriversi in discussione generale.

La Commissione prende atto.

IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO 

Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti (n. 134)
(Parere al Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell’articolo 1, commi 7 e 11,  della legge 10 dicembre 2014, n. 183. Seguito dell’esame e rinvio) 

Riprende l’esame, sospeso nella seduta del 15 gennaio scorso.

Il senatore PUGLIA (M5S) osserva preliminarmente che alla discussione generale sull’atto e a quella riguardante l’atto del Governo n. 135 si giunge dopo lo svolgimento di audizioni che hanno avuto luogo secondo un calendario molto serrato. Da esse sono venuti stimoli assai interessanti, in particolare riguardanti alcune criticità nella procedura dei licenziamenti, e segnatamente di quelli collettivi. Elementi di ulteriore peso sono stati apportati, oltre che dai rappresentanti dell’Associazione giuristi democratici, da quella dell’Associazione consulenti del lavoro, che ha evidenziato profili attinenti ad aspetti di carattere pratico che sarebbe opportuno chiarire fin d’ora, evitando la successiva necessità di circolari esplicative. In questo senso, sottolinea l’esigenza di sollecitare l’INPS a chiarire ai datori di lavoro le modalità di accesso ai benefici previdenziali. Invita quindi il Governo ad una profonda revisione dell’atto in esame, che determina un sensibile arretramento nel rapporto tra datore di lavoro e lavoratore. L’articolo 1 della Costituzione fonda la Repubblica sul lavoro, ed è presidio e fondamento assoluto di tutti gli altri diritti costituzionalmente sanciti; è dunque paradossale che proprio il PD, che ai principi costituzionali e all’origine storica della Carta costituzionale tanto spesso si richiama, finisca per pretermetterne i valori. Se un licenziamento è stato effettuato ingiustamente, appare impossibile rapportarlo unicamente alla corresponsione di una somma di denaro; meglio sarebbe stato creare un percorso di accompagnamento all’occupazione, come evocato peraltro nel corso delle audizioni dagli stessi rappresentanti della Confindustria, che hanno segnalato l’opportunità di destinare quelle somme ai centri per l’impiego. Sotto questo aspetto l’atto di Governo appare viziato da eccesso di delega e andrebbe perciò integralmente rivisto. Il suo Gruppo convoglierà comunque il complesso delle proprie osservazioni critiche o che non troveranno accoglimento in una bozza di parere alternativo a quello che verrà formulato dal relatore.

Il senatore  BERGER (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE) segnala preliminarmente la necessità che la formulazione del parere e la conseguente adozione del decreto da parte del Governo avvenga in tempi brevi, sottolineando la forte attesa dei lavoratori e dei datori di lavoro nel suo territorio, in relazione alla fruizione degli sgravi fiscali connessi alle nuove assunzioni.

Nel condividere pienamente i contenuti della illustrazione svolta dal presidente relatore Sacconi, chiede chiarimenti in ordine ad alcuni punti specifici, ed innanzitutto sulla equiparazione tra lavoro pubblico e lavoro privato con riferimento alle disposizioni contenute nello schema di decreto. Sollecita inoltre la possibilità di applicare il contratto a tutele crescenti anche con riferimento al rapporto di apprendistato. Chiede infine al Governo di chiarire se le aziende che si trovino al di sotto dei 15 dipendenti e che vogliano ricorrere a nuove assunzioni, col conseguente beneficio fiscale, debbano successivamente essere considerate per ciò assoggettate al regime delle imprese che si trovino al di sopra dei 15 dipendenti: da una garanzia esplicita di non passaggio dall’uno all’altro regime deriverebbero infatti forti incentivi all’assunzione.

La senatrice BENCINI (Misto) giudica particolarmente utili le considerazioni rivenienti dalle audizioni dei rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro. In particolare, molti dei rappresentanti sindacali hanno sottolineato che l’atto di Governo n. 134, più che tutele crescenti, crea nuove tipologie di licenziamento. Nello specifico, i rappresentanti dell’USB hanno svolto rilievi critici con riferimento ai licenziamenti effettuati per fatto materiale e all’inversione dell’onere della prova che l’atto determina. Tali elementi pongono il lavoratore in una condizione di maggiore precarietà e di evidente ricattabilità, che vanno a suo avviso assolutamente scongiurate.

Chiede quindi un definitivo chiarimento in ordine alla applicabilità dell’atto di Governo anche al settore pubblico, esclusa pubblicamente dal ministro Madia, ma invece affermata dal presidente relatore Sacconi, in assenza di esplicite esclusioni. L’accesso al pubblico impiego avviene normalmente per concorso; diversamente, il rapporto di lavoro si instaura a tempo determinato. Da ultimo, però, questa fattispecie ha riguardato anche insegnanti, medici e infermieri, che pure avevano superato una selezione concorsuale. 

Il presidente relatore SACCONI interviene brevemente a precisare che il suo ragionamento è fondato su una più generale omologazione tra lavoro pubblico e privato, al netto delle amministrazioni d’ordine, che non possono che essere assoggettate al regime pubblicistico. Allo stato, la diversità ha avuto conseguenze distorsive: ove, infatti, i lavoratori pubblici fossero stati soggetti alla regolazione del lavoro a termine prevista nel settore privato, non avrebbero potuto crearsi aspettative di sistemazione. Inoltre non può ignorarsi che nel tempo si è sviluppata una progressiva privatizzazione del rapporto di lavoro pubblico, dimostrato anche dallo spostamento della competenza sulle relative controversie al giudice del lavoro. Premesso che tutto ciò che non è esplicitamente escluso nel settore pubblico dovrebbe evidentemente anche in esso trovare applicazione, egli esprime il dubbio che l’evoluzione del lavoro possa trovare giovamento da una segmentazione delle regole, anziché da un tendenziale avvicinamento.

La senatrice BENCINI (Misto), riprendendo il proprio intervento, pur apprezzando le considerazioni del Presidente relatore, osserva che l’atto di Governo non contiene una nuova disciplina del rapporto di lavoro e che i dubbi e le incertezze interpretative che esso determina andrebbero esplicitamente fugate.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

Schema di decreto legislativo recante disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati (n. 135)

(Parere al Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell’articolo 1, commi da 1 a 4, e 11,  della legge 10 dicembre 2014, n. 183. Seguito dell’esame e rinvio) 

Riprende l’esame, sospeso nella seduta del 15 gennaio scorso.

Il senatore PUGLIA (M5S) osserva preliminarmente che l’atto sostanzia l’avvio di un processo di miglioramento degli strumenti e di semplificazione delle procedure. La sua parte si attendeva però l’introduzione da parte del Governo di un chiarimento con riferimento alticket licenziamenti, come previsto dall’ordine del giorno G/1698/5/11 (testo 2), riferito al disegno di legge di stabilità ed accolto dal Governo nel dibattito in Commissione. Appare infatti singolare che, nel momento della risoluzione del rapporto, il datore di lavoro sia costretto a pagare la stessa cifra, sia nel caso che il licenziamento riguardi un dirigente che nell’eventualità che esso riguardi un lavoratore. Personalmente si sarebbe attesa anche la fissazione di un indennizzo per i lavoratori a partita IVA, tanto più che, per effetto della legge di stabilità, la normativa che ad essi consente l’accesso alle agevolazioni fiscali è fruibile solo se si trovino al di sotto dei 15.000 euro. Da ciò l’opportunità che l’indennità di disoccupazione venga estesa anche alle partite IVA. Anche su questi aspetti ritiene che il provvedimento, fermi restando gli aspetti positivi che pure contiene, andrebbe complessivamente rivisto.

Il senatore BERGER (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE), premesso il proprio favore alle misure contenute nello schema di decreto, chiede un chiarimento in ordine all’applicazione dei voucher. Fino al 31 dicembre 2014 era infatti possibile usufruire di ammortizzatori sociali, con pagamento attraverso voucher, anche nel caso di lavoratori occasionali; il termine non viene tuttavia prorogato nel decreto-legge n. 192 del 2014, cosiddetto “milleproroghe”, attualmente in esame alla Camera dei deputati, aprendo dunque evidenti incertezze: sollecita dunque un chiarimento con riferimento al periodo transitorio.

Atteso che finora, in caso di licenziamento o di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, andava pagata l’ASpI, chiede inoltre di precisare se, ove ciò avvenga a seguito del nuovo regime, e dunque con riferimento ad un contratto a tutele crescenti, la corresponsione del trattamento vada o meno effettuata. Anche sullo schema di decreto legislativo in esame, richiama le considerazioni già svolte con riferimento all’atto di Governo n. 134, segnalando la necessità di provvedere con sollecitudine, vista la forte attesa di lavoratori e datori di lavoro.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 9,25.

Riunione n. 26
MARTEDÌ 20 GENNAIO 2015

Presidenza della Vice Presidente

SPILABOTTE            

 Orario: dalle ore 20,40 alle ore 22,10

AUDIZIONI INFORMALI SUGLI ATTI DI GOVERNO NN. 134 (SCHEMA DECRETO LEGISLATIVO CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO A TUTELE CRESCENTI) E 135 (SCHEMA DECRETO LEGISLATIVO AMMORTIZZATORI SOCIALI E RICOLLOCAZIONE DEI LAVORATORI DISOCCUPATI)  

Riunione n. 25
MARTEDÌ 20 GENNAIO 2015

Presidenza della Vice Presidente

SPILABOTTE

 Orario: dalle ore 14,45 alle ore 16,15

 

AUDIZIONI INFORMALI SUGLI ATTI DI GOVERNO NN. 134 (SCHEMA DECRETO LEGISLATIVO CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO A TUTELE CRESCENTI) E 135 (SCHEMA DECRETO LEGISLATIVO AMMORTIZZATORI SOCIALI E RICOLLOCAZIONE DEI LAVORATORI DISOCCUPATI)  

 

Riunione n. 24

MARTEDÌ 20 GENNAIO 2015

 

Presidenza della Vice Presidente

SPILABOTTE 

               

 

Orario: dalle ore 8,30 alle ore 9,30

 

AUDIZIONI INFORMALI SUGLI ATTI DI GOVERNO NN. 134 (SCHEMA DECRETO LEGISLATIVO CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO A TUTELE CRESCENTI) E 135 (SCHEMA DECRETO LEGISLATIVO AMMORTIZZATORI SOCIALI E RICOLLOCAZIONE DEI LAVORATORI DISOCCUPATI)  

 

 

MARTEDÌ 20 GENNAIO 2015

Presidenza della Vice Presidente

SPILABOTTE

Orario: dalle ore 8,30 alle ore 9,30

AUDIZIONI INFORMALI SUGLI ATTI DI GOVERNO NN. 134(SCHEMA DECRETO LEGISLATIVO CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO A TUTELE CRESCENTI) E 135 (SCHEMA DECRETO LEGISLATIVO AMMORTIZZATORI SOCIALI E RICOLLOCAZIONE DEI LAVORATORI DISOCCUPATI)  

 

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