In Italia è urgente “una riforma strutturale del fisco che faccia pagare chi ha di più e paga poco in proporzione” e che punti sempre maggiormente alla lotta all’evasione e alla progressività del sistema. A chiederlo è il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, in occasione di una conferenza stampa sul fisco.
“Siamo assolutamente convinti come Cisl – ha detto Furlan – che una riforma tra le più serie e urgenti che il Paese deve fare è la riforma del fisco”. Secondo Furlan in Italia “il carico fiscale, in modo troppo aspro e insopportabile, pesa sulle spalle dei lavoratori dipendenti e dei pensionati e non si sa che cosa sia il termine progressività”. Inoltre proprio dalla ricerca svolta dalla Cisl emerge “un evidente fallimento del federalismo fiscale”, ha aggiunto. Quanto al bonus da 80 euro, secondo Furlan, ha rappresentato “un sostegno a parte della popolazione, ma ci sia dimenticati di incapienti e pensionati”.
Furlan ha dunque annunciato, entro marzo, la presentazione di una proposta “molto chiara e precisa” sul fisco, da portare “al governo nazionale e all’attenzione dell’opinione pubblica” nei luoghi di lavoro, nelle piazze, nei mercati.
Quattro le linee guida della riforma fiscale targata Cisl. In primis un ripensamento del federalismo fiscale. Secondo Furlan, infatti, “il federalismo fiscale è assolutamente fallito. Se anche in anni di crisi abbiamo visto un aumento esponenziale delle tasse locali, senza un miglioramento dei servizi, è evidente che qualcosa lì si deve fare: occorre tagliare gli sprechi delle Regioni e ancor più dei Comuni e tagliare gli sprechi nelle diecimila società dei servizi pubblici locali che, spesso, hanno bilanci in rosso e non erogano servizi”.
Secondo punto della riforma a cui la Cisl sta lavorando è un “ripensamento del fisco locale” della tassazione sulla casa. Per il numero uno della Cisl, l’Italia “ha una tassazione assolutamente considerevole sulla casa, in particolare sulla prima casa, ma poco si fa sui grandi patrimoni immobililari”. I grandi “possedimenti immobiliari, spesso, sono in mano a società finanziarie che fanno speculazione, e devono pagare in proporzione molto di più”, ha spiegato Furlan chiedendo un “sistema per cui chi ha due case non debba pagare come chi ne ha tremila”.
Terzo punto della riforma una revisione delle tassazioni sulle “grandi, grandi ricchezze finanziarie”, ha spiegato Furlan, precisando: “Non voglio però usare il termine patrimoniale” perché non è di questo che si tratterebbe.
Quarto punto intensificazione della lotta all’evasione fiscale. “Non dico che non si è fatto nulla – ha osservato – ma con il modello Cortina portiamo a casa poco, poco. Bisogna usare tutte le risorse che ci sono per portare avanti la lotta all’evasione e bisogna mettere in rete i patrimoni di conoscenza”. Inoltre Furlan ha suggerito di “utilizzare sistemi che in altri paesi funzionano bene”, suggerendo di adottare modelli che spingano i cittadini a chiedere le fatture per potersele poi scaricare in occasione della dichiarazione dei redditi.
F.P.



























