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Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

10 Settembre 2014
in Senato

96ª Seduta

Presidenza del Presidente

SACCONI 

Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Teresa Bellanova.                        

La seduta inizia alle ore 8,30.

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE  

Il presidente SACCONI, atteso il largo consenso manifestato nel corso della precedente seduta sul disegno di legge n. 1558, in tema di deroghe all’accesso al trattamento pensionistico, e considerata l’esigenza di una rapida approvazione dello stesso, chiede ai singoli rappresentanti dei Gruppi di far conoscere in tempi brevi la propria disponibilità a rinunciare alla fase emendativa, anche in relazione ad un’eventuale richiesta di trasferimento alla sede deliberante.

Fin d’ora preannunciano la propria disponibilità in tal senso, a nome dei rispettivi Gruppi, il senatore SERAFINI (FI-PdL XVII), la senatricePARENTE (PD), il senatore ICHINO (SCpI), il quale si riserva la facoltà di proporre eventualmente soltanto ordini del giorno, il senatorePUGLIA (M5S), la senatrice BENCINI (Misto-ILC) e il senatore BAROZZINO (Misto-SEL).

IN SEDE REFERENTE 

(1428) Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino dei rapporti di lavoro e di sostegno alla maternità e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro  

(24) ZELLER e BERGER.  –  Disposizioni in favore delle madri lavoratrici in materia di età pensionabile  

(103) Maria Grazia GATTI ed altri.  –  Disciplina delle modalità di sottoscrizione della lettera di dimissioni volontarie e della lettera di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro  

(165) Laura BIANCONI.  –  Disposizioni in materia di agevolazioni per la conciliazione dei tempi delle lavoratrici autonome appartenenti al settore dell’imprenditoria, del commercio, dell’artigianato e dell’agricoltura  

(180) Rita GHEDINI ed altri.  –  Misure a sostegno della genitorialità, della condivisione e della conciliazione familiare  

(183) Rita GHEDINI ed altri.  –  Norme applicative dell’articolo 4, commi da 16 a 23, della legge 28 giugno 2012, n. 92, in materia di contrasto al fenomeno delle dimissioni in bianco  

(199) ICHINO ed altri.  –  Misure per favorire l’invecchiamento attivo, il pensionamento flessibile, l’occupazione degli anziani e dei giovani e per l’incremento della domanda di lavoro  

(203) Loredana DE PETRIS ed altri.  –  Disposizioni in materia di modalità per la risoluzione del contratto di lavoro per dimissioni volontarie della lavoratrice, del lavoratore, nonché del prestatore d’opera e della prestatrice d’opera  

(219) Silvana Andreina COMAROLI ed altri.  –  Disposizioni temporanee in materia di contratti di lavoro, concernenti l’introduzione di clausole di flessibilità oraria e di modificazione delle mansioni del lavoratore con l’applicazione di misure indennitarie e l’attuazione di programmi di formazione professionale  

(263) SANGALLI ed altri.  –  Agevolazioni fiscali per l’assunzione di manager e consulenti di direzione nelle piccole e medie imprese  

(349) DE POLI.  –  Modifica all’articolo 8 della legge 23 luglio 1991, n. 223, concernente l’applicazione, in caso di trasferimento d’azienda, dei benefici economici previsti per i datori di lavoro che assumono lavoratori in mobilità  

(482) DE POLI.  –  Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, in materia di rafforzamento dell’istituto del congedo parentale a sostegno dei genitori di bambini nati prematuri o gravemente immaturi ovvero portatori di gravi handicap  

(500) DE POLI.  –  Modifica all’articolo 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e all’articolo 4 del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, in materia di agevolazioni per la ricollocazione di lavoratori licenziati da privati datori di lavoro non imprenditori  

(555) ICHINO ed altri.  –  Misure sperimentali per la promozione dell’occupazione e il superamento del dualismo fra lavoratori protetti e non protetti. Modifiche alla legge 28 giugno 2012, n. 92, in materia di contratto a termine, di lavoro intermittente e di associazione in partecipazione  

(571) BITONCI.  –  Disciplina del documento unico di regolarità contributiva  

(625) BERGER ed altri.  –  Modifica all’articolo 70 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, in materia di semplificazione della disciplina del lavoro occasionale in agricoltura  

(716) NENCINI.  –  Disposizioni per favorire il reinserimento dei lavoratori espulsi precocemente dal mondo del lavoro e per il sostegno ai disoccupati di lunga durata, non più ricollocabili, prossimi alla pensione in ragione dell’età e del monte contributi versati  

(727) BAROZZINO ed altri.  –  Ripristino delle disposizioni in materia di reintegrazione nel posto di lavoro di cui all’articolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300  

(893) Sara PAGLINI ed altri.  –  Ripristino delle disposizioni in materia di reintegrazione del posto di lavoro di cui all’articolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300  

(936) DI MAGGIO ed altri.  –  Disposizioni per promuovere la conservazione e la valorizzazione del capitale umano nelle imprese attraverso progetti di riqualificazione che possono includere attività produttiva connessa all’apprendimento  

(1100) FRAVEZZI ed altri.  –  Modifica all’articolo 70 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, in materia di semplificazione della normativa relativa alle prestazioni di lavoro occasionale di tipo accessorio nel settore agricolo  

(1152) Loredana DE PETRIS ed altri.  –  Istituzione del reddito minimo garantito  

(1221) ICHINO ed altri.  –  Disposizioni volte a favorire l’utilizzazione in attività di utilità pubblica delle competenze e capacità delle persone sospese dalla prestazione lavorativa contrattuale con intervento della cassa integrazione guadagni  

(1279) SACCONI ed altri.  –  Delega per la predisposizione di uno Statuto dei lavori e disposizioni urgenti in materia di lavoro 

(1312) Mariarosaria ROSSI ed altri.  –  Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167, in materia di apprendistato di riqualificazione  

(1409) Disposizioni in materia di modalità per la risoluzione consensuale del contratto di lavoro per dimissioni volontarie, approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall’unificazione dei disegni di legge d’iniziativa dei deputati Vendola ed altri; Teresa Bellanova ed altri

(Seguito dell’esame congiunto e rinvio) 

Prosegue l’esame congiunto, sospeso nella seduta del 4 settembre.

Il presidente SACCONI (NCD), relatore, comunica che è pervenuto il parere della Commissione bilancio in ordine all’emendamento 1.1000 del Governo e agli emendamenti riformulati nella seduta del 16 luglio.

Annuncia inoltre che, allo scadere del termine fissato per le ore 13 di ieri, sono stati presentati 9 ordini del giorno relativi a emendamenti in precedenza ritirati (pubblicati in allegato al resoconto). Informa altresì che il Governo sarebbe orientato a predisporre un emendamento in tema di unificazione delle attività ispettive del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Si passa quindi alla votazione degli emendamenti accantonati, iniziando da quelli riferiti all’articolo 1.

Verificata la presenza del numero legale, è messo ai voti l’emendamento 1.1000, che risulta approvato.

Il presidente SACCONI (NCD) avverte che l’emendamento 1.87 (testo 3), sul quale la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, non verrà posto in votazione.

All’esito di distinte, successive votazioni, vengono quindi respinti gli emendamenti 1.86 (testo 2), 1.88 (testo 2), 1.93, 1.94 e 1.95, sui quali il rappresentante del GOVERNO e il presidente SACCONI (NCD), relatore, avevano precedentemente espresso avviso contrario.

Il rappresentante del GOVERNO e il presidente SACCONI (NCD), relatore, invitano al ritiro dell’emendamento 1.96, al quale aggiunge la propria firma la senatrice CATALFO (M5S). L’emendamento, posto comunque ai voti, è respinto.

Il rappresentante del GOVERNO e il presidente SACCONI (NCD), relatore, invitano i proponenti a ritirare l’emendamento 1.117.

Accede alla richiesta il senatore LEPRI (PD), che ritira l’emendamento, riservandosene l’eventuale trasformazione in ordine del giorno.

Favorevoli il presidente SACCONI (NCD), relatore, e il rappresentante del GOVERNO, gli identici emendamenti 1.107 (testo 2) e 1.108 (testo 2), posti ai voti, sono approvati.

Si passa alla votazione degli emendamenti accantonati riferiti all’articolo 2.

L’emendamento 2.45 (testo 2), sul quale era stato già espresso avviso favorevole dal presidente SACCONI (NCD), relatore, e dal rappresentante del GOVERNO, è messo ai voti ed approvato.

La senatrice MUNERATO (LN-Aut) ritira quindi l’emendamento 2.49, su invito del presidente SACCONI (NCD), relatore, e del rappresentante del GOVERNO.

La Commissione approva invece l’emendamento 2.51 (testo 3), con la soppressione, di carattere esclusivamente formale, suggerita dal senatore ICHINO, dell’avverbio “eventualmente”.

L’emendamento 2.52 (testo 2) è dichiarato precluso dall’approvazione del precedente emendamento.

La senatrice CATALFO (M5S), aderendo alla richiesta del presidente SACCONI (NCD), relatore, e del rappresentante del GOVERNO, ritira gli emendamenti 2.59 (testo 2), 2.60 e 2.65 (testo 2).

Anche l’emendamento 2.66, su invito del presidente SACCONI (NCD), relatore, e del rappresentante del GOVERNO, viene ritirato dal senatore ICHINO (SCpI).

Favorevoli il presidente SACCONI (NCD), relatore, e il rappresentante del GOVERNO, la Commissione approva quindi l’emendamento 2.83 (testo 3).

La senatrice CATALFO (M5S), su richiesta del presidente SACCONI (NCD), relatore, e del rappresentante del GOVERNO, ritira l’emendamento 2.85 (testo 2), riservandosi di trasfonderne i contenuti, con particolare riferimento alla lettera s-ter), in un ordine del giorno.

Gli emendamenti 2.87 (testo 2), 2.88 e 2.89, nonché gli identici emendamenti 2.93 e 2.94, sono ritirati dai rispettivi proponenti.

Si passa alla votazione degli emendamenti accantonati all’articolo 3.

La Commissione approva l’emendamento 3.30 (testo 2), con conseguente preclusione dell’emendamento 3.39.

Gli emendamenti 3.40, 3.46, 3.47 e 3.48, in adesione ad un invito del presidente SACCONI (NCD), relatore, e del rappresentante del GOVERNO, vengono ritirati dai rispettivi proponenti.

Si passa alla votazione dell’unico emendamento accantonato riferito all’articolo 5.

Il rappresentante del GOVERNO e il presidente SACCONI (NCD), relatore, confermano avviso favorevole sull’emendamento 5.41 (testo 2), al quale aggiungono la firma le senatrici CATALFO (M5S), PAGLINI (M5S), TAVERNA (M5S) e BENCINI (Misto-ILC) e i senatori PUGLIA(M5S), PAGANO (NCD), SERAFINI (FI-PdL XVII), PICCINELLI (FI-PdL XVII) e ORELLANA (Misto-ILC).

Posto in votazione, l’emendamento 5.41 (testo 2) è approvato all’unanimità.

Si passa agli emendamenti all’articolo 6.

Il presidente SACCONI (NCD), relatore, avverte che gli emendamenti 6.3, 6.4, 6.5 e 6.6., sui quali la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, non verranno posti ai voti.

All’esito di distinte, successive votazioni sono respinti gli emendamenti 6.1 e 6.2, previo parere contrario del presidente SACCONI (NCD), relatore, e del rappresentante del GOVERNO.

Risultano quindi approvati, con successive e distinte votazioni, gli emendamenti 6.100 e 6.200, nonché l’emendamento 6.7.

Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 9,20.

ORDINI DEL GIORNO AL DISEGNO DI LEGGE

N. 1428

G/1428/13/11

BENCINI

Il Senato,

in sede di discussione del disegno di legge recante «Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino dei rapporti di lavoro e di sostegno alla maternità e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro»,

premesso che:

l’articolo 3 del disegno di legge in esame, reca una delega al Governo in materia di semplificazione delle procedure e degli adempimenti;

il comma 2 del predetto articolo indica tra i principi e criteri direttivi per l’esercizio della delega: alla lettera e), la revisione del regime delle sanzioni, tenendo conto dell’eventuale natura formale della vioalzione, in modo da favorire l’immediata eliminazione degli effetti della condotta illecita, nonchè valorizzazione degli istituti di tipo premiale;

l’istituto della diffida accertativa di crediti patrimoniali, come disciplinato dall’articolo 12 del decreto legislativo n. 124 del 2004, è finalizzato a creare un collegamento più stretto tra l’attività di vigilanza svolta dagli ispettori del lavoro e la soddisfazione dei diritti dei lavoratori;

l’istituto del ravvedimento operoso, con riferimento alle disposizioni già presenti in materia di IVA e di imposte sui redditi, prevede una riduzione della sanzione nei confronti di chi si adoperi spontaneamente per riimediare ad una violazione commessa;

impegna il Governo:

in relazione alla lettera e), comma 2, articolo 3, del provvedimento in esame, a valorizzare l’istituto della diffida e introdurre l’istituto del ravvedimento operoso.

G/1428/14/11

PAGANO, SERAFINI

Il Senato,

in sede di discussione del disegno di legge recante «Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino dei rapporti di lavoro e di sostegno alla maternità e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro»,

premesso che:

l’articolo 5 del disegno di legge in esame reca una delega al Governo per la revisione e l’aggiornamento delle misure volte a tutelare la maternità e le forme di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro;

impegna il Governo:

a prevedere adeguati strumenti di sostegno alla famiglia attraverso la regolazione dei rapporti di lavoro nell’ambito dei servizi di cura ed assistenza alla persona, in particolare forniti da cooperative sociali e realtà del terzo settore, finalizzata a coniugare le esigenze di flessibilità dei servizi ai cittadini assistiti con quelle di conciliazione dei tempi di lavoro e di famiglia dei lavoratori.

G/1428/15/11

PAGANO, SERAFINI

Il Senato,

in sede di discussione del disegno di legge recante «Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino dei rapporti di lavoro e di sostegno alla maternità e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro»,

premesso che:

il disegno di legge in esame è finalizzato ad affrontare il delicato e rilevante tema dell’occupazione, sotto i diversi profili inerenti il mondo del lavoro e attinenti al sistema delle tutele e del sostegno alle attività presenti nel mercato del lavoro;

nel contesto descritto assume fondamentale rilievo il settore delle piccole imprese e delle imprese artigiane, le quali si avvalgono spesso della collaborazione familiare, anche a carattere occasionale, svolta senza la corresponsione di compensi;

impegna il Governo:

a regolare con certezza le collaborazioni familiari di parenti e affini, entro il terzo grado, nell’ambito delle piccole imprese dell’artigianato e del commercio che, in quanto a carattere saltuario, non costituiscono rapporto di lavoro.

G/1428/16/11

PUGLIA, CATALFO, PAGLINI, CIOFFI, CASTALDI, FUCKSIA, PETROCELLI, GIROTTO, LEZZI, VACCIANO, GIARRUSSO, BULGARELLI,SCIBONA, MARTELLI, MANGILI, BLUNDO, DONNO, BERTOROTTA

Il Senato,

in sede di discussione del disegno di legge recante «Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino dei rapporti di lavoro e di sostegno alla maternità e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro» (AS 1428),

premesso che:

l’articolo 3 del disegno di legge in esame reca disposizioni di delega al Governo in materia di semplificazione delle procedure e degli adempimenti;

considerato che:

impegna il Governo:

a porre in essere opportuni provvedimenti normativi e/o regolamentari finalizzati a modificare e/o chiarire l’articolo 49 della legge 9 marzo 1989, n. 88, prevedendo l’obbligo per l’INPS di fornire a ciascun datore di lavoro il dato del valore totale dell’aliquota contributiva applicata specificando anche i relativi valori delle singole gestioni assistenziali e previdenziali che la compongono.

G/1428/17/11

PUGLIA, CATALFO, PAGLINI, FUCKSIA, CIOFFI, CASTALDI, PETROCELLI, GIROTTO, LEZZI, VACCIANO, GIARRUSSO, BULGARELLI,SCIBONA, MARTELLI, MANGILI, BLUNDO, DONNO, BERTOROTTA

Il Senato,

in sede di discussione del disegno di legge recante «Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino dei rapporti di lavoro e di sostegno alla maternità e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro» (AS 1428),

premesso che:

l’articolo 3 del disegno di legge in esame reca disposizioni di delega al Governo in materia di semplificazione delle procedure e degli adempimenti;

considerato che:

impegna il Governo:

sopprimere l’obbligo di vidimazione da parte dell’organismo territorialmente competente del registro infortuni, di cui al decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale del 12 settembre 1958;

al fine di semplificare ed unificare gli adempimenti, prevedere la possibilità per i datori di lavoro, ai fini della tenuta dei registro degli infortuni e della statistica degli infortuni, di sostituire il registro cartaceo degli infortuni con registrazioni su supporto informatico contenenti tutti i dati dell’infortunio previsti dal decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale del 12 settembre 1958, purché tali dati siano immediatamente disponibili mediante stampa, a richiesta degli organi di vigilanza. Tali registrazioni devono comprendere anche gli infortuni occorsi a lavoratori che operino presso le proprie unità produttive in distacco o in somministrazione, ai sensi del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 ed anche i lavoratori per gli eventi con prognosi fino a tre giorni escluso quello dell’evento;

G/1428/18/11

FUCKSIA, CATALFO

Il Senato,

in sede di discussione del disegno di legge recante «Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino dei rapporti di lavoro e di sostegno alla maternità e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro» (AS 1428),

premesso che:

l’articolo 3 del disegno di legge in esame reca disposizioni di delega al Governo in materia di semplificazione delle procedure e degli adempimenti;

considerato che:

impegna il Governo:

la soppressione dell’obbligo di vidimazione del registro infortuni da parte dell’organo di vigilanza territorialmente competente, di cui al decreto del Ministro del lavoro e della Previdenza sociale del 12 settembre 1958 e, conseguentemente, la possibilità di gestire tale registro indifferentemente su supporto cartaceo o elettronico, nel rispetto del formato e dei contenuti già previsti dalla normativa vigente;

G/1428/19/11

PARENTE, ANGIONI, D’ADDA, FAVERO, FEDELI, RITA GHEDINI, LEPRI, PEZZOPANE, SANTINI, SPILABOTTE

Il Senato,

in sede di discussione del disegno di legge recante «Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino dei rapporti di lavoro e di sostegno alla maternità e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro» (AS 1428),

premesso che:

il disegno di legge in esame prevede il riordino complessivo degli strumenti di tutela del reddito in costanza e in caso di perdita del lavoro;

dal 2009 ad oggi sono state impegnate ingenti risorse finanziarie provenienti anche dai Fondi Strutturali (FSE) e dalla fiscalità generale per garantire continuità produttiva alle imprese e sostegno al reddito dei lavoratori occupati in settori produttivi non coperti da ammortizzatori finanziati in via assicurativa;

pertanto, nell’ambito degli interventi oggetto del disegno di legge in esame occorre porre particolare attenzione all’utilizzo e al reperimento delle risorse, incluse quelle rivenienti dalla fiscalità generale, approfondendo il funzionamento delle tutele rappresentate da ASpI e miniASpI al fine di definirne accuratamente i settori di applicazione e le caratteristiche di riferimento, anche in considerazione dell’obiettivo di estendere le tutele ai settori oggi esclusi;

infatti, l’articolo 1, comma 2, lettera a), numero 7) del disegno di legge in esame prevede la revisione dell’àmbito di applicazione della cassa integrazione ordinaria e straordinaria, nonché dei fondi di solidarietà bilaterali;

tale revisione potrebbe garantire una riforma di grande impatto sociale, anche in considerazione del perdurare delle condizioni di crisi;

per quanto riguarda la disciplina dell’AspI, sarebbe opportuno prevedere la possibilità di vincolare gli eventuali risparmi di spesa, derivanti dalla suddetta revisione, al finanziamento delle disposizioni in materia di ammortizzatori sociali, servizi per il lavoro e politiche attive, la cui definizione potrebbe essere  stabilita  annualmente con la legge di stabilità;

ciò consentirebbe un passaggio graduale alle varie forme di assicurazione e mutualità e garantirebbe l’efficacia del sistema;

impegna il Governo:

a valutare la possibilità di vincolare gli eventuali risparmi di spesa derivanti dalla revisione dell’ambito di applicazione della cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria e dei fondi di solidarietà bilaterali al finanziamento delle disposizioni in materia di ammortizzatori sociali, servizi per il lavoro e politiche attive.

G/1428/20/11

PARENTE, ANGIONI, D’ADDA, FAVERO, LEPRI, RITA GHEDINI, PEZZOPANE, SPILABOTTE

Il Senato,

in sede di discussione del disegno di legge recante «Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino dei rapporti di lavoro e di sostegno alla maternità e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro» (AS 1428),

premesso che:

l’articolo 2reca una delega al Governo in materia di servizi per l’impiego e di politiche attive per il lavoro;

fra i principi ed i criteri direttivi cui il Governo deve attenersi per l’esercizio della delega è indicata la valorizzazione delle sinergie tra servizi pubblici e privati, al fine di rafforzare le capacità d’incontro tra domanda ed offerta di lavoro, prevedendo, a tal fine, la definizione dei criteri per l’accreditamento e per l’autorizzazione dei soggetti che operano sul mercato del lavoro e la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni nei servizi pubblici per l’impiego;

la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni nei servizi pubblici per l’impiego dovrebbe risolvere il deficit di efficacia ed efficienza della rete dei servizi pubblici per l’impiego (SPI), garantendo servizi uniformemente diffusi e prestazioni omogenee su tutto il territorio nazionale;

per realizzare questo importante risultato e rendere davvero innovativa la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni nei servizi pubblici per l’impiego è necessario prevedere adeguati stanziamenti di risorse;

impegna il Governo:

a garantire le risorse aggiuntive, eventualmente necessarie, al fine di rendererealmente incisiva la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni nei servizi pubblici per l’impiego e di assicurare servizi uniformemente diffusi e prestazioni omogenee su tutto il territorio nazionale.

G/1428/21/11

RITA GHEDINI, PARENTE, BENCINI

Il Senato,

in sede di discussione del disegno di legge recante «Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino dei rapporti di lavoro e di sostegno alla maternità e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro» (AS 1428),

premesso che:

le politiche del lavoro e gli interventi di riforma si sono concentrati finora soprattutto sul lavoro subordinato e solo di recente hanno raggiunto l’ambito dei lavori parasubordinati o economicamente dipendenti, con interventi comunque parziali ed episodici;

del tutto in ombra è rimasto il variegato mondo dei lavori autonomi e delle professioni, con un ritardo storico ingiustificato a fronte della crescente importanza dei lavori svolti in autonomia nell’economia moderna, e in particolare nella nostra, ma anche del ruolo ad esso assegnato dalla Costituzione del 1948;

la Carta fondamentale, infatti, non solo valorizza espressamente l’iniziativa imprenditoriale (articolo 41), ma stabilisce che la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme (articolo 35, primo comma);

è necessario riconoscere e conseguentemente disciplinare in maniera organica e coerente una realtà economica di dimensione e importanza decisive per lo sviluppo dei moderni sistemi produttivi e in particolare per la crescita di un terziario di qualità, a sua volta cruciale per garantire la competitività di un sistema economico quale il nostro: si tratta anche di una leva economica fondamentale per l’efficienza pubblica, per il contributo che le professioni possono dare allo svolgimento di rilevanti funzioni pubbliche e per la stessa exit strategy dalla crisi economica e industriale in cui ancora versa il Paese;

considerato che:

impegna il Governo:

allo scopo di attuare i princìpi costituzionali di valorizzazione del lavoro e di tutela di tutte le sue forme, di cui agli articoli 1 e 35 della Costituzione, in conformità con il principio di libertà dell’iniziativa economica privata, di cui all’articolo 41 della Costituzione, e con i princìpi fondamentali dell’ordinamento comunitario nonché con le indicazioni europee dello Small Business Act (SBA), a valutare l’opportunità di porre in essere, già con il prossimo intervento di carattere economico – finanziario, ogni atto di competenza volto a promuovere il lavoro autonomo e professionale, nelle sue diverse configurazioni, in particolare, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, garantendo una maggiore equità di trattamento e inclusione nel sistema nazionale di protezione sociale anche ai lavoratori autonomi e ai professionisti, con priorità per coloro che svolgono attività con apporto lavorativo prevalentemente proprio al di fuori dell’attività di impresa, assicurando un riordino delle norme di previdenza e assistenza e consentendo un migliore accesso alle prestazioni sociali delle lavoratrici e dei lavoratori autonomi e dei professionisti.

95ª Seduta

Presidenza della Vice Presidente

SPILABOTTE 

Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Franca Biondelli.    

La seduta inizia alle ore 16.

IN SEDE REFERENTE 

(1558) Modifiche alla disciplina dei requisiti per la fruizione delle deroghe riguardanti l’accesso al trattamento pensionistico, approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall’unificazione dei disegni di legge d’iniziativa dei deputati Fedriga e Caparini; Delia Murer ed altri; Damiano ed altri; Renata Polverini; Fedriga ed altri; Titti Di Salvo ed altri; Airaudo ed altri 

(217) Silvana Andreina COMAROLI ed altri.  –  Modifiche agli articoli 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e 6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, in materia di requisiti per la fruizione delle deroghe in materia di accesso al trattamento pensionistico  

(1169) BAROZZINO ed altri.  –  Modifiche agli articoli 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e 6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, concernenti i requisiti per la fruizione delle deroghe in materia di accesso al trattamento pensionistico

(Esame congiunto e rinvio) 

Introducendo l’esame, il relatore Mario MAURO (PI), ricorda che il tema della salvaguardia dei lavoratori prossimi al raggiungimento dei requisiti pensionistici secondo i criteri previgenti alla riforma del sistema pensionistico (cd. riforma “Fornero”), noto come questione degli esodati, è molto avvertito dalle diverse forze politiche. Al riguardo alcuni provvedimenti posti in essere nel 2011 e nel 2012 hanno permesso di correggere diverse distonie presenti nel quadro normativo precedente. Il disegno di legge n. 1558, approvato dalla Camera dei deputati, si fonda sulla necessità di dare soluzione definitiva ad alcune problematiche lasciate irrisolte dalla riforma del sistema previdenziale. In particolare, i primi due articoli concernono i contingenti di soggetti per i quali sia applicabile la disciplina previgente, rispetto alle norme poste dall’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, sui requisiti per la pensione di vecchiaia e la pensione di anzianità. In particolare, mentre l’articolo 1 riduce la dotazione numerica e le corrispondenti risorse finanziarie di due contingenti, il successivo prevede la costituzione di un ulteriore contingente. Infatti i commi da 1 a 3 dell’articolo 1 operano una riduzione della dotazione numerica e delle corrispondenti risorse finanziarie del contingente stabilito dall’articolo 22 del decreto-legge n. 95 del 2012, e circoscrivono una delle categorie di soggetti rientranti nel contingente medesimo, costituita dai lavoratori per i quali le imprese abbiano stipulato in sede governativa entro il 31 dicembre 2011 accordi intesi alla gestione delle eccedenze occupazionali, con impiego di ammortizzatori sociali, ancorché alla data del 4 dicembre 2011 tali lavoratori non risultino cessati dall’attività lavorativa e collocati in mobilità, a condizione che essi maturino i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità (o di mobilità lunga). La novella di cui alla lettera b) del comma 1 richiede altresì che i lavoratori siano percettori del trattamento straordinario di integrazione salariale e il loro rapporto di lavoro cessi entro il 30 dicembre 2016 per il collocamento in mobilità, ovvero siano cessati o cessino dall’attività lavorativa entro il 31 dicembre 2014 e siano collocati in mobilità. Il contingente in oggetto viene ridotto da 55.000 a 35.000 unità, con corrispondente rideterminazione da 40.000 a 20.000 unità della quota destinata ai lavoratori oggetto degli accordi in sede governativa e conseguente riduzione delle risorse finanziarie stanziate. Il successivo comma 4 riduce da 6.500 a 2.500 unità la dotazione numerica e le corrispondenti risorse finanziarie del contingente stabilito dall’articolo 11 del decreto-legge n. 102 del 2013. Tale contingente è destinato ai soggetti aventi determinati requisiti anagrafici, contributivi e di reddito, il cui rapporto di lavoro sia cessato tra il l° gennaio 2009 ed il 31 dicembre 2011, in ragione della risoluzione unilaterale del rapporto.

L’articolo 2 introduce un ulteriore contingente, la cui dotazione numerica – pari complessivamente a 32.100 unità (comma 6) – è articolata per le singole categorie di soggetti beneficiari, nei termini e nelle dotazioni numeriche per singole quote specificati dal comma 1. L’articolo successivo disciplina la prosecuzione volontaria della contribuzione pensionistica con riferimento ad una delle categorie interessate da un precedente contingente di deroga ai requisiti per il trattamento pensionistico, individuata dalla lettera e) dell’articolo 1, comma 194, della legge n. 147 del 2013. La norma di interpretazione autentica – avente, quindi, effetto retroattivo – di cui al comma 1 specifica che la deroga suddetta alla disciplina generale sui contributi volontari può concernere solo i versamenti relativi ai sei mesi successivi alla fine del periodo di fruizione dell’indennità di mobilità. Il comma 2 dispone la riapertura dei termini per il pagamento, sempre con riferimento ai versamenti relativi ai sei mesi successivi alla fine del periodo di fruizione dell’indennità di mobilità. L’articolo 4 infine  reca le norme finanziarie e contabili conseguenti.

Dopo aver dato brevemente conto del contenuto delle altre due iniziative legislative all’ordine del giorno, esaminate congiuntamente, il relatore propone di adottare quale testo base per il seguito dell’esame il disegno di legge approvato dalla Camera, al quale riferire le eventuali proposte di modifica.

La Commissione conviene.

Per approfondire al meglio i diversi aspetti di un tema così rilevante, il senatore Mario MAURO (PI), relatore, suggerisce inoltre di procedere a un ciclo di audizioni mirate dei soggetti istituzionali e delle categorie interessate, allo scopo di maturare gli opportuni miglioramenti del testo, senza ovviamente prescindere dal quadro relativo alle disponibilità economiche di contesto e con l’intendimento di offrire una soluzione finalmente definitiva alla problematica. Al riguardo invita i Commissari a formulare in tempi brevi le rispettive proposte e si riserva di formularne a sua volta, in modo che questa fase di approfondimento possa svolgersi nei tempi più rapidi, al fine di consentire la massima tempestività di approvazione del provvedimento. Riferisce infine di aver già avuto nella mattinata odierna un incontro informale con una delegazione di soggetti rientranti nella categoria, che gli hanno rappresentato l’urgenza della conclusione dell’iter.

Il senatore ICHINO (SCpI) chiede se, tenuto conto delle interlocuzioni avute per le vie brevi con rappresentanti degli esodati da parte di molti componenti della Commissione e attesa la specificità della questione, risulti davvero imprescindibile la necessità di acquisire ulteriori elementi conoscitivi. Lo svolgimento di audizioni nel caso di specie rischierebbe a suo avviso di ridursi ad un fatto meramente rituale, mentre è necessario pervenire alla discussione di merito. In questo quadro, la sua parte politica presenterà emendamenti rivenienti dall’atto Senato n. 199 (active aging), per la parte riconducibile alla materia oggetto del disegno di legge n. 1558 e congiunti.

La senatrice PARENTE (PD) concorda sull’inopportunità di svolgere audizioni, atteso che la materia è nota e il valore assoluto è rappresentato dall’esigenza di una rapida conclusione dell’iter. A tal fine, il suo Gruppo si asterrà dall’attività emendativa, demandando ogni ulteriore questione a fasi temporalmente successive e ad altre occasioni.

La senatrice CATALFO (M5S) annuncia che anche il suo Gruppo ha incontrato una delegazione di lavoratori cosiddetti esodati e che dall’incontro è emersa l’esigenza di accelerare i tempi di approvazione della nuova normativa, che non devono travalicare il mese corrente, per non compromettere la salvaguardia stessa. Allo scopo di pervenire ad una programmazione dei lavori della Commissione che tenga conto di tale necessità, prospetta la convocazione di un Ufficio di Presidenza della Commissione allargato ai rappresentanti dei Gruppi.

A tutti replica il relatore Mario MAURO (PI), osservando che, ove si ritenesse il problema noto in ogni suo aspetto e totale fosse la condivisione nei confronti del testo già approvato dall’altro ramo del Parlamento, si potrebbe immediatamente procedere all’approvazione. Diversamente, reputa importante l’acquisizione dei dati dell’INPS ed il loro confronto con quelli forniti dai rappresentanti degli esodati. Le audizioni, peraltro, potrebbero svolgersi in modo da poter concludere l’esame del disegno di legge n. 1558 in coda al disegno di legge delega sul lavoro. In ogni caso, condivide l’esigenza di individuare un termine certo per la conclusione dell’itermedesimo.

La presidente SPILABOTTE nota conclusivamente che dal dibattito è emersa la comune volontà politica di pervenire celermente all’approvazione del provvedimento, concernente un problema annoso, che necessita di risposte immediate.

Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.

 

 

            La seduta termina alle ore 16,30.

 

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