47ª Seduta
Presidenza del Presidente
Interviene il ministro del lavoro e delle politiche sociali Giovannini.
La seduta inizia alle ore 15.
SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI
Il presidente SACCONI comunica che, ai sensi dell’articolo 33, comma 4, del Regolamento, sono state chieste l’attivazione dell’impianto audiovisivo anche sul canale satellitare e sulla web-TV, nonché la trasmissione radiofonica, e che la Presidenza del Senato ha fatto preventivamente conoscere il proprio assenso.
Poiché non vi sono osservazioni, tali forme di pubblicità sono dunque adottate per il prosieguo dei lavori.
Il presidente SACCONI avverte che la pubblicità della seduta sarà inoltre assicurata attraverso la resocontazione stenografica.
La Commissione prende atto.
PROCEDURE INFORMATIVE
Comunicazioni del Ministro del lavoro e delle politiche sociali sulle politiche attive del lavoro e sul programma europeo Garanzia giovani
Il ministro GIOVANNINI rileva che, nei sette mesi nei quali l’Esecutivo ha sviluppato la propria azione, sulle politiche attive e passive del lavoro sono stati investiti oltre 5 miliardi in più di quanto previsto a legislazione vigente: uno sforzo senza precedenti, dettato dalla gravità della condizione occupazionale. In tale periodo sono stati anche adottati numerosi provvedimenti finalizzati a migliorare le regole del mercato del lavoro, a stimolare la creazione di nuovi posti di lavoro, a favorire l’inserimento dei disabili, a rafforzare le tutele dei lavoratori e a potenziare gli strumenti di sostegno al reddito. Gli interventi sul mercato del lavoro hanno iniziato a dispiegare i loro effetti, generando 36.000 posti di lavoro destinati a giovani, donne e over-fifties e portando così, per la prima volta da quasi un anno e mezzo, nel terzo trimestre 2013 a un saldo positivo tra assunzioni e cessazioni dei rapporti di lavoro. Al riguardo illustra alcune tabelle, riguardanti altresì l’impatto dei provvedimenti intrapresi sulla spesa per le politiche attive del lavoro e la sintesi degli interventi legislativi che hanno riguardato la regolazione del mercato del lavoro e le politiche attive. Mentre alcuni settori – in particolare edilizia e terziario – appaiono ancora in forte difficoltà, nell’industria manifatturiera nel terzo trimestre 2013 si riscontrano già un aumento delle ore lavorate per dipendente e una riduzione delle ore fruite di Cassa integrazione guadagni. Nonostante questi segnali positivi, in generale tuttavia il numero di occupati ha continuato a diminuire e il tasso di disoccupazione a salire, a causa delle debolezze strutturali dell’economia italiana. Ovviamente le politiche del lavoro non possono da sole invertire la tendenza dell’occupazione, il cui andamento segue la ripresa congiunturale. Piuttosto, le politiche del lavoro devono creare le migliori condizioni, anche di carattere funzionale, per favorire l’incontro tra domanda ed offerta. Nei prossimi mesi molto andrà fatto in questa direzione. In particolare, le politiche per il lavoro, finora concentrate principalmente sul contenimento della crisi, dovranno ora puntare ad un approccio maggiormente attivo. E’ con questa convinzione che il Governo, pur aumentando gli stanziamenti per gli ammortizzatori sociali, nei mesi passati ha altresì impostato una strategia per la realizzazione di un piano straordinario per le politiche attive nel biennio 2014-2015. Fin dal suo insediamento, l’Esecutivo ha operato per rispondere alle emergenze economiche e sociali determinate dalla lunga crisi che ha colpito il Paese, operando numerosi interventi nel campo delle politiche del lavoro e del welfare. In particolare, con il decreto-legge n. 66, a giugno 2013 si è intervenuti sulle regole del mercato del lavoro, aumentando la flessibilità in entrata, semplificando l’apprendistato, dando nuove opportunità per l’assunzione di specialisti da parte di reti d’impresa, eliminando il limite di 35 anni di età per costituire le società semplificate. La creazione di nuova occupazione è stata sostenuta con incentivi all’assunzione di giovani, con il rifinanziamento della legge per l’imprenditoria giovanile, con borse di studio lavorative per i giovani NEET nel Mezzogiorno e nelle amministrazioni centrali dello Stato, con l’istituzione di un incentivo permanente per l’assunzione di disoccupati e per le imprese che, alla fine di un contratto a termine, lo convertano a tempo indeterminato, nonché attraverso incentivi per l’assunzione di donne e over-fifties. In questo modo, in sei mesi sul piano legislativo sono stati recuperati ritardi accumulati nel tempo a vari livelli. In parallelo, è stato condotto un censimento dei Centri per l’impiego ed è stato istituito il Fondo per le politiche attive. Lo spostamento in direzione delle politiche attive ha rappresentato per il Governo uno degli obiettivi principali. Il primo passo di questa strategia è stata l’attivazione presso il Ministero del lavoro della Struttura di missione, con numerosi compiti di coordinamento e promozione delle politiche attive. Il secondo passo è stato rappresentato dal Piano per la Garanzia giovani, che, presentato a Bruxelles alla fine del 2013, ha ricevuto il parere positivo della Commissione europea e sta ora passando alla fase operativa, che prevede il coinvolgimento anche delle parti sociali, del terzo settore, delle associazioni dei giovani. Il giovane che si iscrive alla Garanzia giovani verrà inserito in un sistema integrato per l’intero territorio nazionale, dove verrà registrato il suo percorso, che sarà accessibile a tutti i soggetti abilitati a fornire il servizio, come i Centri per l’impiego e le agenzie autorizzate. Ciò renderà possibile adottare criteri di contendibilità fra le strutture e di premialità per quelle più efficienti, nonché il monitoraggio delle azioni e la eventuale sussidiarietà nei confronti delle regioni. Molte delle competenze per il funzionamento del mercato del lavoro sono assegnate alle autonomie locali e l’eterogeneità delle procedure nei diversi territori rappresenta uno dei limiti principali all’attuale assetto istituzionale. Di conseguenza la strategia del Governo è orientata ad una forte cooperazione interistituzionale, al fine di aumentare le opportunità di lavoro di chi oggi è disoccupato o inattivo e accrescere la rioccupabilità di chi oggi fruisce di ammortizzatori sociali. Nei prossimi giorni il Ministero proporrà alle regioni di sottoscrivere un impegno per realizzare, in analogia a quanto fatto per la Garanzia giovani, un Piano straordinario per le politiche attive. A tal fine Italia Lavoro è stata incaricata di completare il censimento delle politiche attive e ISFOL quello delle attività formative. In parallelo, andrà definita una programmazione finalizzata al miglioramento dei servizi all’impiego, attesa l’eterogeneità dei centri in termini qualitativi e il limitato investimento in Italia. L’obiettivo da conseguire in un biennio è quello di portare il sistema dei servizi per l’impiego al livello medio europeo, favorendo anche integrazione tra strutture pubbliche e private.
Il presidente SACCONI ringrazia il Ministro per l’ampia esposizione e dichiara aperto il dibattito.
Il senatore BAROZZINO (Misto-SEL) interviene criticamente rilevando la profonda diversità esistente tra l’Italia che si presenta davanti ai suoi occhi e quella illustrata nella propria esposizione dal Ministro. A suo giudizio, il programma Garanzia giovani dovrebbe basarsi su modelli di tirocinio e di apprendistato profondamente diversi da quelli oggi esistenti, che rappresentano contratti di tipo anomalo, utilizzati per modalità diverse da quelle proprie e che hanno danneggiato anche quelle piccole e medie imprese che avevano resistito alla crisi economica. Ritiene inoltre che il Governo debba fornire qualche spiegazione in ordine alle ricadute occupazionali di operazioni come la recente Fiat-Chrysler, evitando che ancora una volta il prezzo ricada unicamente sui lavoratori italiani. Nella scorsa settimana la Commissione lavoro, insieme alla corrispondente Commissione della Camera dei deputati, ha ascoltato il commissario europeo Andor, al quale egli ha posto delle domande, ottenendone tuttavia risposte che non hanno fugato i suoi dubbi né chiarito le questioni da lui rappresentate. Infine, egli sottolinea che, per rendere credibili le iniziative del Governo, non è sufficiente la creazione di portali informatici, peraltro non da tutti utilizzati, ma occorrerebbe garantire la reale conoscenza da parte dei cittadini delle opzioni che il mercato del lavoro offre.
La senatrice CATALFO (M5S) accoglie favorevolmente l’annunciata iniziativa finalizzata al riordino dei servizi all’impiego. Non crede tuttavia che i dati relativi alla produzione industriale abbiano un trend positivo e si chiede quali azioni il Governo stia adottando per contrastare la disoccupazione. I dati statistici relativi a quella giovanile forniti dal Ministro riguardano giovani inoccupati e disoccupati di età ricompresa tra i 15 e i 24 anni, contraddicendo così quell’alternativa tra istruzione e formazione che dovrebbe riguardare i giovani nella fascia di età tra i 15 i 18 anni. Ove inoltre analoghe rilevazioni venissero effettuate anche per altre fasce di età, il dato statistico degli inoccupati sarebbe destinato a crescere. Ella chiede pertanto quali misure finalizzate al contrasto della disoccupazione il Governo intenda porre in essere con riferimento ai soggetti di altre fasce di età. Domanda altresì con quali modalità verrà attuato il sistema di premialità cui faceva riferimento il Ministro, se ci sia interrogati sui diversi tipi di occupazione esistenti all’interno delle varie regioni e se il meccanismo di premialità non finisca per incidere sugli operatori. Si domanda inoltre se sia stato previsto nelle procedure di programmazione dei corsi di formazione un sistema legato alle reali richieste vocazionali del territorio e se si sia pensato ad un monitoraggio del sistema. Reputa altresì importante chiarire se esistano possibilità di reale reinserimento lavorativo per i soggetti percettori di ammortizzatori sociali. Infine si chiede se il sistema del tutoraggio verrà implementato in tutte le regioni e quando verrà messa in atto la sperimentazione del progetto SIA (Sostegno per l’inclusione attiva).
La senatrice PARENTE (PD) esprime grande soddisfazione per la capacità manifestata dal Governo italiano, il primo ad aver ricevuto il via libera dell’Europa sul piano per la Garanzia giovani. Nel panorama attuale è motivo di grande conforto lo sbocco così offerto ai giovani, che costituisce la premessa perché in Italia siano davvero implementate politiche attive al lavoro. Nel frattempo il piano Youth Guarantee va attuato, all’interno di un sistema che naturalmente evidenzia le difficoltà dell’Italia, attese le diversità fra il Nord e il Sud con riferimento al funzionamento dei Centri per l’impiego e un sistema complessivo che è assai indietro rispetto al resto dei Paesi d’Europa. Per queste ragioni, chiede al Ministro di fare in questi mesi uno sforzo informativo continuo, affinché il Parlamento possa essere reale interlocutore nella concreta realizzazione di tali politiche: un nuovo intervento del Ministro dinanzi alla Commissione a fine febbraio prossimo potrebbe utilmente consentire anche una piena conoscenza della situazione esistente all’interno della varie regioni italiane. Chiede infine chiarimenti in ordine alla possibilità di utilizzo per le politiche attive del lavoro dei fondi dell’Unione europea riprogrammati a favore delle regioni del Mezzogiorno.
La senatrice MUSSOLINI (FI-PdL XVII), pur prendendo atto dei dati esposti dal Ministro, osserva che, nonostante gli sforzi profusi dal Governo, il numero degli occupati appare in diminuzione e quello dei disoccupati in rialzo. Ritiene fondamentale che tutti i progetti vengano calati nella realtà italiana, ritenendo indispensabile una semplificazione delle regole e delle procedure e l’adozione di misure che non prescindano dalla lotta alla corruzione, che ha effetti negativi evidenti sull’occupazione. Conclusivamente coglie l’occasione per manifestare la propria profonda insoddisfazione nei confronti dell’esposizione fatta la scorsa settimana dal commissario europeo Andor in ordine alle politiche europee di sua competenza.
Il senatore ICHINO (SCpI) esprime soddisfazione perché l’Italia è stata la prima a livello europeo ad aver adempiuto l’impegno a presentare il piano di attuazione della Youth Guarantee; soddisfazione tuttavia temperata dalla consapevolezza che l’Italia è penultima a livello europeo nell’implementazione degli strumento per facilitare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. In Italia quasi non esiste alternanza scuola-lavoro e la rilevazione del tasso di coerenza dei corsi di formazione rispetto agli sbocchi occupazionali non è stata finora mai effettuata. Propone pertanto al Ministro di cominciare ad aggiungere, nelle dichiarazioni programmatiche, anche dei riferimenti quantitativi alle misure adottate, giacché la buona politica consiste in impegni verificabili e dei quali si deve essere chiamati a rispondere. Chiede altresì di conoscere con quali strutture si intenda compiere la rilevazione cui il Ministro faceva riferimento, suggerendo allo scopo ISFOL e Italia Lavoro. Sempre in tema di formazione, osserva che molte regioni, e innanzitutto Lombardia e Lazio, stanno muovendosi in modo ottimale. Youth Guarantee rappresenta comunque un impegno a fornire a ciascun giovane uno strumento che lo mobiliti nel mercato del lavoro, giungendo, anche se non per la generalità, all’inserimento in un’azienda. I Centri per l’impiego devono comunque intersecarsi con l’offerta da parte delle Agenzie private; è indispensabile muoversi in questa direzione, che è anche contendibilità della funzione stessa di coaching. In questo senso, il principio della remunerazione a risultato riveste a suo avviso grandissima importanza.
La senatrice MUNERATO (LN-Aut) esprime rilievi fortemente critici su quanto esposto dal Ministro, dubitando degli effetti positivi da lui evidenziati e ritenendo assai minimali gli interventi legislativi adottati, anche in campo previdenziale. L’Italia è un Paese in cui molte persone hanno perso lavoro e stipendio, e questa realtà evidentemente sfugge a chi si limita a esaminare la situazione stando davanti allo schermo di un computer o dietro una scrivania. Non ritiene che né le misure esposte né il Piano per le politiche attive rappresentino iniziative convincenti e dalle quali siano attendibili ricadute positive.
A giudizio della senatrice D’ONGHIA (PI) gli effetti delle politiche del Governo non saranno visibili immediatamente, perché molte aziende continuano a chiudere. Ritiene tuttavia opportuno condurre uno sforzo in direzione di una semplificazione e delle verifiche sui risultati. A parte ogni iniziativa di carattere emergenziale, al fine di ridare fiducia alle imprese e agli imprenditori occorre creare condizioni a carattere strutturale, e non solo “salvagenti” per recuperare una parte dei disoccupati, ed a questo scopo è fondamentale lavorare innanzitutto sul cuneo fiscale, ripensare la politica industriale, specie nel settore manufatturiero, adottare misure di semplificazione procedurale: azioni chiare, dunque, e di lungo periodo. Anche nel settore della formazione è opportuno inserire il riferimento alla produttività, legando ad essa gli incentivi, e pensare alla formazione anche all’interno delle stesse imprese.
Secondo il senatore BERGER (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE) l’esposizione del Ministro ha evidenziato l’esistenza di segnali molto positivi con riferimento ai contratti a tempo indeterminato e all’apprendistato. Si registrano però ancora chiusure di molte aziende e l’aumento del tasso di disoccupazione relativamente ad alcune aree. La ripresa del settore manifatturiero dà molta speranza. Molto è stato fatto a livello di interventi riguardanti le politiche passive, mentre egli riscontra la necessità di interventi reali sotto il profilo delle politiche attive del lavoro. In questo quadro, auspica un rafforzamento dei Centri per l’impiego, che consenta un reale incrocio tra lavoratori formati e offerta di lavoro. Assai rilevante è stata in questo quadro la creazione di un portale, che nella sua regione funziona in modo efficace. Ciò non è riconducibile all’esistenza di maggiori finanziamenti, atteso che molte risorse sono state destinate al Mezzogiorno. Egli auspica inoltre l’adozione di iniziative di forte contrasto alla disoccupazione, giudicando allo scopo indispensabili misure di flessibilizzazione, di detassazione della produttività, di incremento della contrattazione aziendale e territoriale e iniziative di sussidiarietà.
Il presidente SACCONI ritiene che alla base dell’esclusione dei giovani dal mercato del lavoro esista un forte disastro educativo; auspica pertanto capacità di orientamento delle scelte educative e raccordo tra saperi teorici e saperi pratici. In questo senso reputa essenziale la realizzazione di servizi di placement mirati e la fissazione a 14 anni dell’età minima per l’integrazione tra scuola e lavoro. Dichiara altresì di condividere la linea esposta dal senatore Ichino con riferimento ai servizi per l’impiego, concordando che nell’immediato i servizi vadano tutti posti in competizione tra loro, utilizzando i fondi come voucher spendibili almeno in parte in collegamento con i risultati. Le limitate risorse a disposizione non devono dar luogo a spese dal lato pubblico. In questo senso, egli coglie l’occasione per ribadire che le competenze in materia di lavoro vanno tutte riportate allo Stato. In materia di politiche attive, auspica la possibilità di avvalersi della trasformazione dei sussidi in dote per chi assume, con il limite dei 18 mesi di fruibilità della Cassa integrazione, oltre i quali sia doveroso accettare una congrua offerta di lavoro.
Nel replicare agli intervenuti, il ministro GIOVANNINI precisa innanzitutto che i dati da lui messi a disposizione non hanno natura statistica, ma derivano dal numero di comunicazioni obbligatorie; corrispondono pertanto ad altrettanti contratti avviati. Dopo aver ribadito la natura e gli obiettivi del Fondo Garanzia giovani, precisa che la sua posizione, lungi dall’essere immotivatamente ottimista, muove dalla considerazione che un saldo positivo, sia pur minimo, tra assunzioni e cessazioni di rapporti di lavoro rappresenti comunque un risultato migliore rispetto ai saldi negativi registrati precedentemente. Quanto al portale informatico del Ministero, sottolinea che esiste comunque un Piano di comunicazione che consentirà di raggiungere tutti gli interessati; una comunicazione efficace sarà consentita anche dall’apporto positivo delle associazioni, incluse quelle giovanili, e dei sindacati. Nel corso della sua esposizione egli non ha affrontato tutte le azioni finalizzate alla crescita, ma si è limitato ad esporre quelle di sua competenza. Nell’illustrazione si è concentrato sull’inattività giovanile; molti strumenti possono essere tuttavia essere immaginati anche a favore di altre fasce di età. Ribadisce altresì l’opportunità di una competizione fra strutture per l’impiego private e pubbliche. In materia di formazione, la competenza è delle regioni, con le quali in questi mesi il suo Dicastero ha cercato di costruire un rapporto di reciproca fiducia. Le stesse modalità varranno ai fini del reinserimento lavorativo dei percettori di ammortizzatori sociali. La sperimentazione del SIA avverrà in tute le regioni; indicazioni utili per migliorare i contenuti della formazione professionale verranno poi da un comitato di esperti, presieduto dal professor De Mauro, costituito congiuntamente dal Ministero dell’istruzione e dal Ministero del lavoro, sui risultati dell’indagine PAAC dell’OCSE, da cui l’Italia emerge in posizione di coda in merito alle competenze della popolazione in età lavorativa. Le indicazioni degli esperti sono attese per i primi di febbraio. E’ comunque indubitabile che il tema dei Centri per l’impiego rappresenti uno dei talloni di Achille per l’Italia, anche in considerazione della forte eterogeneità tra front office e back office esistenti tra i centri. Egli respinge comunque con forza le critiche espresse in ordine alla conoscenza solo teorica della situazione economica e occupazionale del Paese. Precisa altresì che sul supporto informatico sono evidenziati dati che rappresentano unicamente la punta di un iceberg, e dietro i quali si celano le matrici specifiche per ciascun intervento ed un attivo e continuo monitoraggio delle azioni. Conclusivamente, rivendica come un successo l’adozione del piano Garanzia giovani da parte dell’Italia, non solo per ciò che esso rappresenta in sé, ma anche perché esso consente di scardinare la logica appoggiata da altri Paesi, finalizzata a negare una dimensione sociale dell’Unione europea e una riconduzione di questi temi a logiche puramente nazionali.
Il presidente SACCONI ringrazia conclusivamente il Ministro e tutti gli intervenuti al dibattito, dichiarando conclusa l’audizione.
La seduta termina alle ore 16,30.


























