All’inizio del 2014, l’unità di crisi presso il ministero dello Sviluppo Economico ha in carico un totale di 159 tavoli di confronto aperti per aziende in crisi, che coinvolgono circa 120.000 lavoratori. A fornire i dati è l’Osservatorio Cisl.
Il numero di esuberi ammonta in media al 15% dei lavoratori delle imprese, 18 delle quali (per 2.300 dipendenti) hanno dichiarato la cessazione di attività. Nel 2013 sono stati sottoscritti 62 accordi che hanno consentito di evitare oltre 12.000 riduzioni di organico.
Tra i tavoli di crisi che da gennaio 2014 vedranno impegnati il ministero dello Sviluppo Economico e i sindacati, “vi sono aziende e marchi storici per il Paese, in tutti i settori produttivi: dall’elettronica alle ceramiche, dal tessile alle energie rinnovabili, dalla chimica all’elettrodomestico, fino all’automotive”. Inoltre “sono in atto pesanti ristrutturazioni in Finmeccanica e Fincantieri, su cui abbiamo aperto un confronto con il Governo”, ha concluso la Cisl.


























