Comincia a prendere corpo l’atteso intervento di Matteo Renzi sul lavoro. Ieri sera alle 21 il segretario del Pd ha fatto uscire una mail con le linee guida di questo prossimo provvedimento. Non a caso lo ha fatto nel giorno in cui l’Istat dava notizia del nuovo crollo dell’occupazione. Il tasso di disoccupazione nel nostro paese è infatti arrivato al 12,7%, quella dei giovani tra i 15 e i 24 anni è al 41,6%. Cifre troppo alte per rinviare ancora interventi a fermare questa emorragia.
L’idea di fondo del segretario del Pd è che il lavoro non si crea per decreto, ma spingendo le imprese a investire e a occupare di più. Di qui azioni concrete che aiutino la competitività delle aziende, come un taglio del 10% al costo del’energia, la riduzione delle tasse per chi produce lavoro e invece l’aumento per chi opera nel mondo della finanza. Sempre per sostenere le imprese il documento di Renzi indica altri interventi, come l’eliminazione dell’obbligo di iscriversi alle camere di commercio per le piccole imprese, azioni di semplificazione amministrativa, interventi per l’agenda digitale.
Ma soprattutto il job Act prevederà finalmente l’avvio di una politica industriale per sette settori indicati come punti di snodo della crescita dell’economia, indicando per ognuno le azioni da avviare per un effettivo sviluppo.
Infine le regole sul lavoro. Entro otto mesi verrà varato un codice del lavoro con tutte le norme relative. L’idea di fondo è quella di un contratto di inserimento a tempo indeterminato a tutele crescenti nel tempo che serva a sfoltire la massa dei contratti attualmente esistenti. Sarà previsto anche un assegno universale per chi perde il posto di lavoro che sarà corrisposto a tutti, anche a chi oggi non ne avrebbe diritto. E’ prevista la costituzione di una Agenzia che coordinerà i centri per l’impiego. Sarà varata una legge per la rappresentatività sindacale e sarà prevista la presenza di rappresentanti dei lavoratori nel cda delle grandi aziende.
Questa l’ossatura di base della prossima legislazione del lavoro per il segretario del Pd, che sarà discussa il 16 dalla Direzione del partito. Le primissime reazioni non sono negative, ma Palazzo Chigi non ha gradito un intervento così diretto, anche perché Matteo Renzi ha accompagnato il varo di questa nota con giudizi molto negativi nei confronti del governo di Enrico Letta. Quest’ultimo ha reagito rispondendo in maniera abbastanza stizzita, preannunciando sue indicazioni nella materia del lavoro in “tempi debiti”. Il ministro Giovannini, ha detto Letta, sta lavorando in merito.



























