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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

16 Ottobre 2013
in Senato

32ª Seduta

Presidenza del Presidente

SACCONI 

Interviene la sottosegretaria di Stato per il lavoro e le politiche sociali Jole Santelli.             

La seduta inizia alle ore 15.

IN SEDE REFERENTE 

(1051) SACCONI ed altri.  –  Delega al Governo in materia di informazione e consultazione dei lavoratori, nonché per la definizione di misure per la democrazia economica

(Esame e rinvio)

Il presidente SACCONI (PdL), relatore, introduce l’esame segnalando che il disegno di legge è reso necessario essendo scaduta la delega conferita al Governo all’interno della legge n. 92 sul mercato del lavoro e si radica nell’urgente necessità di una disciplina che metta a disposizione dell’autonomia contrattuale strumenti attraverso cui coinvolgere, con modalità diversamente descritte, i lavoratori nella vita dell’impresa. Si tratta di strumenti pensati in una logica cooperativa e non conflittuale delle relazioni industriali. Dopo aver richiamato il lungo iter che ha caratterizzato l’esame parlamentare della disciplina, a partire dalla XIV legislatura, ricorda che nella XVI legislatura il Governo chiese al Parlamento di sospendere l’iter per circa un anno, in attesa di un avviso comune tra le parti. Nel frattempo il Ministero del lavoro curò l’elaborazione del Codice della partecipazione, in cui furono censite le migliori pratiche frutto del monitoraggio a livello nazionale delle esperienze lavorative ed i principali riferimenti normativi a livello comunitario e nazionale. Purtroppo quell’avviso comune non si realizzò, specie a causa della diffidenza dei datori di lavoro nei confronti di una strumentazione considerata ambigua in relazione al contesto delle relazioni industriali, ancora non orientato nel senso di una condivisione di fatiche e risultati. Nel dibattito parlamentare svoltosi nella stessa legislatura si registrò altresì un contrasto fra le sensibilità delle Commissioni riunite, Lavoro e Finanze, cui era stato affidato l’esame dei disegni di legge in materia. Nella disposizione successivamente inserita all’interno della legge n. 92 sul mercato del lavoro, che conteneva la previsione di una delega al Governo ad elaborare uno o più decreti legislativi finalizzati a favorire le forme di coinvolgimento dei lavoratori nell’impresa, attivate attraverso la stipula di un contratto collettivo aziendale, non si prevedeva una dotazione finanziaria, nell’auspicio che ad essa si provvedesse all’interno della legge di stabilità. Tanto premesso, il Presidente relatore chiede se il Governo ritenga possibile che la disciplina contenuta nel disegno di legge in esame possa essere già assunta in un vettore di rapido esame, e innanzitutto nella legge di stabilità, e se esso possa assumere un impegno con riferimento ad una dotazione finanziaria diretta – all’interno della stessa legge di stabilità – ovvero indiretta, vale a dire in altro momento contestuale alla produzione dei decreti delegati. In alternativa, auspica che nel corso dell’iter del provvedimento esso possa essere trasfuso in una delega a contenuto immediatamente dispositivo. L’obiettivo è comunque quello di garantire la massima tempestività di approvazione.

Si apre la discussione generale.

A nome del Governo, interviene immediatamente la sottosegretaria SANTELLI, che anticipa l’intento del suo Dicastero di proporre l’inserimento del tema all’interno del disegno di legge di stabilità. La disposizione conterrà un riferimento alla dotazione finanziaria, con piena disponibilità sia ad una diretta previsione all’interno del disegno di legge che a un rinvio ai successivi decreti legislativi. In questo modo il Governo intende accogliere un’evidente sollecitazione ampiamente condivisa dai Gruppi parlamentari, come emerge dai nomi dei firmatari del disegno di legge.

A giudizio del senatore ICHINO (SCpI), il disegnodi legge dà un seguito positivo all’intenso lavoro svolto nella scorsa legislatura. Il senso pratico dell’iniziativa risiede quasi tutto nella modalità del regime fiscale di quei pagamenti effettuati dall’azienda ai dipendenti, e ai quali si applica oggi un regime penalizzato, nonché in una modifica della disposizione del Codice civile che oggi vieta la partecipazione dei lavoratori ai Consigli di sorveglianza. Le altre pratiche partecipative che il disegno di legge reca potrebbero infatti già oggi essere attivate con qualsiasi contratto aziendale. In questo senso, il disegno di legge è essenzialmente un manifesto a favore delle pratiche partecipative. Queste forme di partecipazione sono suscettibili di essere scelte liberamente ed alternativamente l’una all’altra. Il contenuto del Testo unificato approvato dalle Commissioni riunite nel corso della scorsa legislatura era molto rilevante sul piano pratico, perché intendeva creare le condizioni per lo spostamento del baricentro della contrattazione collettiva verso i luoghi di lavoro, in analogia al trend che si registra nei Paesi europei a maggior tasso di industrializzazione ed ha dunque contribuito senz’altro a preparare il terreno sul piano politico per l’evoluzione che si è successivamente verificata.

La senatrice Rita GHEDINI (PD) segnala che il disegno di legge in esame, che reca le firme di tutti i rappresentanti dei Gruppi di maggioranza in Commissione, riproduce il testo che, nel passaggio tra la Commissione e l’Assemblea del disegno di legge che sarebbe divenuto la legge n. 92 sul mercato del lavoro, aveva registrato l’accordo fra i due relatori e all’interno dei Gruppi della maggioranza. Ciò consente di ripartire con consapevolezza da un lavoro di approfondimento e di sintesi che nella scorsa legislatura aveva conosciuto anche momenti di difficoltà, in ragione della diversa enfasi posta sulle varie opzioni dalle varie forze politiche. Auspica quindi che le disposizioni adottate dal Governo consentano l’utilizzo di queste forme anche all’interno delle piccole e medie imprese, che rappresentano l’entità a maggior diffusione in Italia. Ciò anche in considerazione del fatto che i testi dei decreti legislativi attuativi della delega circolati informalmente nella scorsa legislatura presentavano al riguardo una certa debolezza. Da ciò l’auspicio di una maggiore attenzione all’utilizzo della bilateralità e a strumentazioni che consentano di applicare la disciplina anche ad aziende di piccola dimensione. Accoglie con favore la disponibilità esplicitata dalla sottosegretaria Santelli, ma reputa molto importante l’adozione di un’accurata disciplina di informazione e di confronto dei piani di sviluppo aziendale, a maggior ragione in considerazione della fase che il Paese sta attraversando. Il recente accordo interconfederale aiuta a definire le modalità attraverso cui regolare la rappresentanza anche nei contratti di partecipazione: occorre ora comprendere quale sia la possibile evoluzione di questi accordi e se si reputi necessario un intervento legislativo. In questo senso il tema della rappresentanza resta cruciale. Un ulteriore elemento da approfondire concerne le difficoltà di inserimento di una disposizione a carattere ordinamentale all’interno della legge di stabilità.

Il senatore LEPRI (PD), nell’esprimere apprezzamento per l’iniziativa, si chiede per quali ragioni l’eventuale stanziamento dovrebbe riguardare unicamente la disposizione di cui all’articolo 1, comma 1, lettera e) del disegno di legge. Anche recentemente si sono viste esperienze che hanno sostenuto la partecipazione, ad esempio attraverso la corresponsione di incentivi correlati all’aumento di produttività. Ciò rende non comprensibile la preclusione di un finanziamento con riferimento anche ad altre forme di partecipazione. Una scelta univoca potrebbe peraltro rappresentare un rischio, oltre a rivelarsi la spia dell’introduzione di un meccanismo non autenticamente partecipativo. Ulteriori perplessità riguardano la previsione della partecipazione dei lavoratori nei Consigli di sorveglianza – che rappresentano un’eccezione – e non anche nei Consigli di amministrazione, che potrebbe apparire motivata da qualche perplessità da parte datoriale, ovvero da timori dei lavoratori di essere investiti in eccessive responsabilità di impresa.

Il senatore BAROZZINO (Misto-SEL) coglie preliminarmente l’occasione della presenza della Sottosegretaria in Commissione per sollecitare il Governo a riferire nei tempi più rapidi sulla delicata situazione della Irisbus e sulla delocalizzazione degli impianti che l’azienda sta realizzando. Osserva quindi che la prima forma di democrazia è quella partecipativa, invitando i componenti della Commissione ad un esame della realtà attento e scevro da pregiudizi, che tenga conto che il mantenimento del posto di lavoro è primario interesse anzitutto del lavoratore. Si riserva la presentazione di emendamenti al disegno di legge, sul quale auspica che si svolga un dibattito autentico ed adeguatamente approfondito.

La senatrice MUSSOLINI (PdL) segnala che il disegno di legge ha radici lontane nel tempo e presenta nel suo stesso seno elementi di conflittualità. Nell’attuale situazione economica italiana occorre tenere conto dell’esigenza di snellire e semplificare i processi, ferme restando le esigenze di tutela della dignità del lavoratore. La partecipazione implica poteri decisionali e suddivisione di responsabilità, e dunque anche delle perdite. In questo quadro, il testo non deve comportare ulteriori gravami sulle aziende e mettere in moto un processo virtuoso.

La senatrice CATALFO (M5S) avanza dubbi in ordine al contenuto del comma 2 dell’articolo 1, richiamando la necessità di tenere conto dell’andamento del dibattito dei disegni di legge in tema di rappresentanza, attualmente all’esame della corrispondente Commissione della Camera dei deputati. Avanza altresì dubbi in ordine ai contenuti delle lettere c) ed e) del comma 1 dell’articolo 1. Si riserva conclusivamente l’espressione di una posizione articolata sul provvedimento e l’eventuale presentazione di emendamenti al testo.

Conclusivamente, il presidente relatore SACCONI (PdL) sottolinea il rilievo delle posizioni oggi espresse dai rappresentanti di quasi tutti i Gruppi parlamentari ed osserva che l’iter parlamentare del provvedimento potrebbe già ritenersi esaurito se all’interno del disegno di legge di stabilità dovesse figurare una disposizione che recepisse il contenuto dell’iniziativa legislativa. Nel corso del dibattito sono state a suo giudizio efficacemente segnalati i punti salienti del disegno di legge, finalizzato a garantire una partecipazione ai risultati, intesi in senso lato, nella vita dell’impresa. Ciò evoca una strumentazione di favore nei confronti del lavoratore, al quale, ad esempio, potrebbe essere richiesta una prestazione in giornata festiva o semifestiva. Per queste ragioni gli incentivi afferiscono a questa parte del disegno di legge. L’iniziativa, lungi dal volere assumere un unico modello di riferimento, costituisce un elenco di opzioni, di contenuto fra loro alternativo, come sottolineato dal senatore Ichino. In ogni caso resta fermo l’obiettivo di non creare confusioni nel ponte di comando aziendale, atteso che la fabbrica è luogo di gerarchie, e le responsabilità devono essere certe ed identificabili. Quanto ai disegni di legge riguardanti la rappresentanza e la rappresentatività, ribadisce la sua piena contrarietà a qualunque regolamentazione sulla materia, paventando i rischi di un irrigidimento delle modalità con le quali si definiscono aspetti delle relazioni industriali, che devono invece conservare caratteristiche di libertà e responsabilità.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 16.

 

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