“Siamo contrari a un intervento legislativo per consentire maggiore flessibilità ai contratti di lavoro relativi ad Expo 2015”. E’ quanto si legge in una nota congiunta della Cgil, nazionale, della regione Lombardia e milanese.
“A livello territoriale, infatti, – prosegue la nota – da tempo, tutto il sindacato si è reso disponibile alla stipula di accordi utili a regolare le condizioni di lavoro, la legalità, e sono in corso confronti sulle prestazioni lavorative, nel rispetto dei contratti e delle peculiari esigenze di un evento straordinario come Expo. Se si vuole fare questo, già lo si sta facendo; se invece si pensa di utilizzare a pretesto Expo per rilanciare la logica della deregolamentazione del lavoro e della derogabilità dei contratti, riproponendo magari i contenuti dell’articolo 8 dell’ultima legge finanziaria del governo Berlusconi, allora si è proprio fuori strada. Si inserisce, infatti, un elemento dannoso di tensione nelle relazioni sindacali e si renderebbe un pessimo servizio al lavoro prezioso ed unitario che si è fatto e si sta facendo a Milano ed in Lombardia”.
“Expo – conclude la nota – è un appuntamento fondamentale e un’occasione importante per il prestigio del Paese e per il rilancio della crescita e dello sviluppo. Serve coesione sociale e non divisione; determinazione all’obiettivo e non ritardi burocratici; in una parola fatti e non parole. Siamo infine ovviamente disponibili ad un incontro col governo sui temi degli investimenti e dell’occupazione relativi ad Expo 2015”. (LF)


























