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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale (dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, previdenza sociale (dai Resoconti Sommari)

19 Giugno 2013
in Senato

3ª Seduta

Presidenza del Presidente  

PAGANO     

Orario: dalle ore alle ore 16,25 alle ore 16,30 

La Sottocommissioneha adottato la seguente deliberazione per il provvedimento deferito:alle Commissioni 3a e 8a riunite:

 (589) Ratifica ed esecuzione della Convenzione dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) n. 186 sul lavoro marittimo, con  Allegati, adottata a Ginevra il 23 febbraio 2006 nel corso della 94ma sessione della Conferenza generale dell’OIL, nonché norme di adeguamento interno: parere favorevole.

10ª Seduta 

Presidenza del Presidente

SACCONI 

Interviene il vice ministro del lavoro e delle politiche sociali Maria Cecilia Guerra.                

La seduta inizia alle ore 15,30.

ESAME DI ATTI PREPARATORI DELLA LEGISLAZIONE COMUNITARIA 

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle misure intese ad agevolare l’esercizio dei diritti conferiti ai lavoratori nel quadro della libera circolazione dei lavoratori (COM (2013) 236 definitivo)

(Seguito e conclusione dell’esame, ai sensi dell’articolo 144 del Regolamento, dell’atto comunitario sottoposto al parere motivato sulla sussidiarietà. Approvazione della risoluzione Doc. XVIII, n. 3)

Riprende l’esame, sospeso nella seduta del 5 giugno scorso.

La senatrice MUSSOLINI (PdL) illustra una proposta di risoluzione, di segno favorevole con un rilievo, pubblicata in allegato al resoconto della seduta.

Il senatore BERGER (Aut (SVP, UV, PATT, UPT) – PSI) si richiama all’articolo 8 del testo della proposta di direttiva, evidenziando l’opportunità di garantire il principio di bilinguismo per l’accesso al pubblico impiego.

A giudizio della senatrice MUNERATO (LN-Aut), fermo restando il giusto principio della libertà di circolazione dei lavoratori, lo stato di crisi globale e la conseguente disoccupazione che penalizza in particolare i giovani dovrebbero spingere in direzione di una tutela innanzitutto dei diritti dei lavoratori che siano cittadini italiani.

Il presidente SACCONI precisa che la proposta di direttiva lascia intatte le prerogative attualmente spettanti nel settore agli Stati membri. Coglie l’occasione per richiamare le considerazioni già svolte nella precedente seduta in ordine ad alcune situazioni di dumping sociale, in particolare in alcune regioni italiane. Dà altresì atto al senatore Berger della fondatezza del richiamo da lui effettuato alla tutela del bilinguismo.

Presente il prescritto numero dei senatori, mette quindi ai voti la proposta di risoluzione illustrata dalla senatrice Mussolini, che risulta approvata, con il voto contrario delle senatrici CATALFO (M5S), PAGLINI (M5S) e MUNERATO (LN-Aut) e l’astensione dei senatori PUGLIA (M5S) e BENCINI (M5S).

IN SEDE CONSULTIVA 

(783) Conversione in legge del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, recante disposizioni urgenti per il recepimento della direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell’edilizia per la definizione delle procedure d’infrazione avviate dalla Commissione europea, nonché altre disposizioni in materia di coesione sociale

(Parere alle Commissioni 6a e 10a riunite. Seguito e conclusione dell’esame. Parere favorevole con osservazioni)

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta del 12 giugno scorso.

Il presidente relatore SACCONI (PdL) illustra una bozza di parere da lui redatta, pubblicata in allegato al resoconto della seduta, di segno favorevole con tre specifici richiami. Il primo concerne il riferimento a fenomeni di abuso della mobilità in deroga, rispetto ai quali reputa opportuno sollecitare l’adozione di criteri più rigorosi di utilizzo dell’istituto. Il secondo rilievo attiene alla necessità di una più stretta integrazione tra politiche attive e politiche passive. Infine, viene caldeggiata l’assunzione di un ruolo più attivo da parte dell’INPS, al fine di evitare il ripetersi della paralisi degli ultimi mesi, determinata dalla mancata capacità di governo dei flussi.

Il senatore BERGER (Aut (SVP, UV, PATT, UPT) – PSI) si sofferma sulla questione implicata dall’articolo 17 del decreto-legge in esame, in materia di qualificazione e operatività degli installatori di impianti concernenti le fonti rinnovabili, sollevata dalla senatrice Gatti nel corso della precedente seduta, proponendo di farne oggetto di specifica osservazione.

La senatrice GATTI (PD) precisa che l’articolo 17 del decreto-legge già risolve la questione, riconoscendo opportunamente la qualifica professionale anche a quegli artigiani che, pur privi di un titolo specifico, possiedono però apprezzabile pratica aziendale.

Concorda il presidente relatore SACCONI (PdL), secondo il quale semmai l’obbligatorietà della revisione annuale avrebbe dovuto funzionare da calmiere con riferimento alle tariffe applicate.

La senatrice MUSSOLINI (PdL) ritiene superflua la promozione di corsi di formazione da parte delle regioni secondo metodiche tradizionali in una fase come quella attuale, caratterizzata da un forte incremento dell’apprendimento a distanza e tramite piattaforme e-learning.

Il presidente relatore SACCONI (PdL) osserva che tali notazioni, pur di indubbio interesse, attengono tuttavia alla concreta attuazione delle modalità di formazione professionale, e dunque riguardano materia di squisita competenza regionale.

La senatrice CATALFO (M5S) si sofferma sul dettato dell’articolo 17 del decreto-legge in conversione, segnalando l’opportunità che gli installatori conseguano la qualifica professionale come certificazione delle competenze e all’esito di corsi professionali di breve durata finalizzati a colmarne le carenze formative. Avanza quindi dubbi con riferimento al comma 2 del medesimo articolo, auspicando che non si proceda al riconoscimento di ulteriori soggetti formatori, evitando di aprire dunque la via alla creazione di entità nuove.

La senatrice Rita GHEDINI (PD) fa osservare che la materia è di competenza regionale e rispetto ad essa non è dunque legittimamente possibile inserire indicazioni di tipo prescrittivo.

La senatrice CATALFO (M5S) sottolinea che il riconoscimento dei criteri afferenti i crediti formativi viene comunque effettuato a livello statale.

Il presidente relatore SACCONI (PdL) rileva la differenza fra il settore dell’istruzione e quello della formazione professionale, di cui ribadisce la competenza regionale. Ciò posto, ritiene comunque possibile che le notazioni avanzate rispettivamente dalla senatrice Mussolini e dalla senatrice Catalfo possano costituire oggetto di altrettante raccomandazioni alle Commissioni di merito.

La senatrice CATALFO (M5S) si richiama al fascicolo dei crediti dei cittadini, che tiene conto di tutti i crediti formativi, comunque acquisiti.

La senatrice Rita GHEDINI (PD) insiste che la potestà certificativa ricade nella competenza regionale.

Il vice ministro GUERRA fa osservare che, ai sensi dell’articolo 17, le regioni possono alternativamente attivare direttamente il programma di formazione ovvero accreditare soggetti cui riconoscono il ruolo di fornitori di formazione. Invita altresì a considerare che in materia di criteri per la concessione degli ammortizzatori sociali in deroga, l’articolo 4, comma 2, del decreto-legge n. 54, attualmente in corso d’esame alla Camera dei deputati, demanda la definizione dei criteri di concessione ad un decreto del Ministro del lavoro, emanato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, acquisito il parere della Conferenza permanente Stato-regioni e sentite le parti sociali.

Il presidente relatore SACCONI (PdL)  chiede riscontro in ordine alla avvenuta approvazione presso l’altro ramo del Parlamento di un emendamento in materia di sottoposizione del decreto in questione al parere delle competenti Commissioni parlamentari.

Il vice ministro GUERRA, nel confermare tale circostanza, osserva che la disamina delle disposizioni contenute nel citato decreto-legge n. 54, una volta incardinato al Senato il relativo esame, rappresenterà l’occasione per una riflessione ulteriore sul tema degli ammortizzatori sociali da parte della Commissione.

Il senatore PUGLIA (M5S) si sofferma dettagliatamente sul contenuto dell’articolo 21 del decreto-legge, dubitando della certezza delle entrate ivi previste.

Il presidente relatore SACCONI (PdL), riassumendo il dibattito, dà lettura di una nuova stesura della propria bozza di parere, pubblicata in allegato al resoconto della seduta, nella quale dà atto con favore dell’impegno assunto dal Governo in ordine al reintegro dei capitoli di bilancio sulle politiche del lavoro precedentemente decurtati. Sottolinea che altre considerazioni, pur interessanti, sono tuttavia estranee alla competenza della Commissione. Un’ulteriore osservazione concerne i processi formativi utili a conseguire le qualifiche di installatori, a proposito dei quali si segnalano la rilevanza dell’esperienza lavorativa e l’opportunità di valorizzare i sistemi di apprendimento a distanza.

Presente il prescritto numero di senatori, mette quindi ai voti tale nuova proposta di parere.

La Commissione approva all’unanimità.

Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento per l’armonizzazione all’assicurazione generale obbligatoria dei requisiti minimi di accesso al sistema pensionistico del personale del comparto difesa-sicurezza e del comparto vigili del fuoco e soccorso pubblico, nonché di categorie di personale iscritto presso l’INPS, l’ex-ENPALS e l’ex-INPDAP (n. 11)

(Osservazioni alle Commissioni 1a e 4a riunite. Seguito dell’esame e rinvio)

Riprende l’esame, sospeso il 28 maggio scorso.

La senatrice GATTI (PD) dà conto di una proposta di osservazioni da lei redatta, di segno favorevole con osservazioni, pubblicata in allegato al resoconto della seduta odierna.

Il presidente SACCONI sottolinea che la proposta contiene significative critiche allo schema in esame e vuole rappresentare il contributo attivo della Commissione a un ripensamento da parte del Governo in carica nei confronti di un atto che è stato predisposto dal Governo Monti. In questo senso, evidenzia la portata del richiamo, contenuto in premessa, alla disomogeneità dello schema e alla necessità di prestare adeguata e peculiare attenzione nei confronti del comparto sicurezza-difesa che, per la specificità connessa al servizio prestato, merita attenzione particolare. Per queste ragioni, tuttavia, egli suggerisce l’adozione di osservazioni concentrate sulle criticità da evidenziare alle Commissioni di merito, astenendosi da prese di posizione esplicite di segno favorevole o contrario.

 

La senatrice GATTI (PD) avanza perplessità con riferimento alla eventualità di un parere che non rechi una specifica evidenziazione dell’esito formale, ritenendo in alternativa possibile unicamente la mancata espressione del parere, che reputa comunque non opportuna.

Il vice ministro GUERRA sottolinea che l’atto ha una struttura complessa e attiene a situazioni diversificate e segnala che il Governo sta valutando tutte le opzioni possibili in ordine al successivo corso dell’atto stesso.

Il presidente SACCONI, in considerazione della necessità di chiarire opportunamente la portata del parere, anche atteso che esso riguarda la materia previdenziale, che è di stretta competenza della Commissione, a maggior ragione ove le Commissioni di merito dovessero pervenire ad invitare il Governo a stralciare la parte relativa al personale del comparto difesa-sicurezza, vigili del fuoco e soccorso pubblico, dispone il rinvio del seguito dell’esame alla prossima seduta.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 16,25.

RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE

SULL’ATTO COMUNITARIO N. COM (2013) 236 DEFINITIVO SOTTOPOSTO AL PARERE MOTIVATO SULLA SUSSIDIARIETA’

(Doc. XVIII, N. 3)

La Commissione lavoro, previdenza sociale,

esaminata ai sensi dell’articolo 144, comma 1, del Regolamento, la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle misure intese ad agevolare l’esercizio dei diritti conferiti ai lavoratori nel quadro della libera circolazione dei lavoratori (COM (2013) 236 definitivo);

premesso che la proposta di direttiva in esame fonda la propria ratio sull’applicazione di una delle quattro libertà fondamentali dell’Unione europea, quella della libera circolazione dei lavoratori (articoli 45 e 46 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea), e del diritto di non essere discriminati in base alla nazionalità per quanto riguarda l’accesso all’impiego, la retribuzione e le altre condizioni di lavoro;

considerato che, nonostante il 2013 sia stato proclamato l’ “Anno europeo dei cittadini”, si registra ancora un forte divario tra teoria e pratica nell’applicazione del principio di libera circolazione e parità di trattamento per i cittadini europei, determinato in parte anche dalla scarsa conoscenza delle norme comunitarie in materia;

osservato che il recepimento di tali norme ha talvolta creato delle distonie con la normativa nazionale in tema di permessi di lavoro e soggiorno per i cittadini comunitari e che sarebbe necessario un graduale processo di armonizzazione interno;

valutato che, per sostenere e promuovere la parità di trattamento di tutti i lavoratori comunitari, come previsto all’articolo 5, è auspicabile che gli Stati membri potenzino le strutture esistenti, che già a livello nazionale si occupano di difesa dei diritti dei cittadini, evitando il più possibile l’istituzione di nuovi organismi;

preso atto che la proposta è conforme ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità;

si esprime in senso favorevole, facendo rilevare che la rimozione degli ostacoli per la libera circolazione dei lavoratori, in uno spirito di vera reciprocità all’interno dell’Unione, come ribadito anche nelle conclusioni del Consiglio europeo del 28-29 giugno 2012, rappresenta un passo decisivo verso il raggiungimento di una compiuta cittadinanza europea.

 

SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE

SUL DISEGNO DI LEGGE N. 783

 

 

La Commissione lavoro, previdenza sociale,

esaminato il disegno di legge in titolo,

esprime, per quanto di competenza, parere favorevole, con le seguenti osservazioni.

Si segnala anzitutto l’esigenza che vengano negoziati con le regioni e le province autonome, sentite le parti sociali, criteri di autorizzazione all’utilizzo degli ammortizzatori sociali in deroga, con particolare riguardo alla mobilità e alla durata dei trattamenti.

Si sottolinea inoltre la necessità di garantire la maggior qualificazione dell’integrazione tra politiche passive e politiche attive, evitando usi impropri.

Si richiama infine la necessità di un adeguato controllo dei flussi di spesa attraverso il ruolo dell’INPS, tale da assicurare tempi brevi di erogazione e stima preliminare dei flussi in relazione alle disponibilità, nonché un monitoraggio ex post della spesa erogata a ciascuna regione.

 

 

 

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

SUL DISEGNO DI LEGGE N. 783

 

 

La Commissione lavoro, previdenza sociale,

esaminato il disegno di legge in titolo,

esprime, per quanto di competenza, parere favorevole, con le seguenti osservazioni.

Si segnala anzitutto l’esigenza che vengano negoziati con le regioni e le province autonome, sentite le parti sociali, criteri di autorizzazione all’utilizzo degli ammortizzatori sociali in deroga, con particolare riguardo alla mobilità e alla durata dei trattamenti.

Si sottolinea inoltre la necessità di garantire la maggior qualificazione dell’integrazione tra politiche passive e politiche attive, evitando usi impropri.

Si richiama infine la necessità di un adeguato controllo dei flussi di spesa attraverso il ruolo dell’INPS, tale da assicurare tempi brevi di erogazione e stima preliminare dei flussi in relazione alle disponibilità, nonché un monitoraggio ex post della spesa erogata a ciascuna regione.

Con riferimento ai processi formativi per conseguire qualifiche professionali, di cui all’articolo 17, ferma restando la competenza regionale in materia, si invitano le Commissioni di merito a segnalare l’importanza dell’esperienza lavorativa pregressa ai fini del conseguimento dei crediti formativi, nonché l’utilità dell’apprendimento a distanza per il conseguimento delle qualifiche in questione.

Conclusivamente, si valuta positivamente l’impegno assunto dal Governo in ordine alla reintegrazione dei capitoli di bilancio delle politiche del lavoro precedentemente decurtati.

 

 

SCHEMA DI OSSERVAZIONI PROPOSTO DAL RELATORE

SULL’ATTO DEL GOVERNO N. 11

           

 

L’11a Commissione permanente, esaminato lo schema di decreto del Presidente della Repubblica in titolo,

premesso che lo schema in esame rappresenta un’armonizzazione di regimi pensionistici speciali, rispetto all’elevamento dei requisiti minimi per il pensionamento, disposto con la recente riforma previdenziale, dettata dall’articolo 24 del decreto-legge n. 201 del 2011;

considerata la disomogenità dello schema che include una pluralità di settori;

segnalato che il comparto del settore sicurezza e difesa, per la specificità connessa al servizio prestato, più volte riconosciuta anche in sede parlamentare, ha necessità di una particolare e specifica attenzione;

esprime osservazioni favorevoli, sottolineando i seguenti elementi.

            Con riferimento all’articolo 7, si invitano le Commissioni di merito a considerare che l’applicazione del regime retroattivo previsto dallo schema avrebbe l’effetto abnorme di negare ai lavoratori già in quiescenza il diritto al trattamento pensionistico sulla base dell’aggravamento dei requisiti di accesso introdotto da una normativa sopravvenuta. Si osserva altresì che gli accordi sottoscritti da questi lavoratori dopo il 15 settembre 2012 si basavano sulla legittima aspettativa di applicazione dei requisiti pensionistici previsti dalla normativa di settore, e che l’applicazione dei nuovi requisiti risulta pertanto essere retroattiva.

            Con riferimento al personale di cui all’articolo 8, si segnala l’opportunità di modulare l’incremento temporale dell’accesso al pensionamento, in particolare per le donne, al fine di evitare un aumento drammatico dell’età del pensionamento stesso.

 

 

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