Comitato ristretto per l’esame dei disegni di legge nn. 3233 e 2429
Riunione n. 4
MERCOLEDÌ 10 OTTOBRE 2012
Relatore: GIULIANO (PdL)
Orario: dalle ore 14,30 alle ore 15,25
(3233) Deputato MOFFA ed altri. – Norme per promuovere l’equità retributiva nel lavoro giornalistico, approvato dalla Camera dei deputati
(2429) LANNUTTI ed altri. – Norme per promuovere l’equità retributiva e la regolarizzazione contrattuale nel lavoro giornalistico
(Seguito dell’esame e rinvio)
353ª Seduta
Presidenza del Presidente
Interviene il ministro del lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero.
La seduta inizia alle ore 15,25.
SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI
Il presidente GIULIANO comunica che, ai sensi dell’articolo 33, comma 4, del Regolamento, sono state chieste l’attivazione dell’impianto audiovisivo a circuito interno, nonché la trasmissione radiofonica.
Poiché non vi sono osservazioni, tali forme di pubblicità sono dunque adottate per il prosieguo dei lavori.
Il presidente GIULIANO avverte che la pubblicità della seduta sarà inoltre assicurata attraverso la resocontazione stenografica.
La Commissione prende atto.
PROCEDURE INFORMATIVE
Comunicazioni del Ministro del lavoro e delle politiche sociali sugli effetti dell’accorpamento degli enti previdenziali e sul nuovo modello di governance dell’INPS
Il ministro Elsa FORNERO rileva preliminarmente che la questione del buon funzionamento dell’Istituto deputato alla gestione della previdenza pubblica in Italia è oggetto di grande attenzione sia da parte del Parlamento che del Governo. Richiama, in proposito, le disposizioni del decreto-legge cosiddetto “salva-Italia” finalizzate alla definizione del processo di razionalizzazione e di riordino degli assetti organizzativi e funzionali degli enti previdenziali attraverso la creazione di un unico polo, derivante dalla fusione per incorporazione dell’INPDAP e dell’ENPALS nell’INPS. Obiettivi di tale unificazione erano il conseguimento di risparmi strutturali di gestione e di uniformità nei livelli di servizio. La decisione di tale unificazione comporta profonde implicazioni, sia di carattere organizzativo che previdenziale. Sottolinea comunque l’assoluta infondatezza di recenti articoli di stampa nei quali si è sostenuto che l’operazione di accorpamento avrebbe determinato effetti di deterioramento del bilancio dell’INPS, tali da comportare un problema di sostenibilità dell’intero sistema pensionistico, sostanzialmente conseguente dai disavanzi dell’INPDAP. Tali affermazioni, derivanti da una rappresentazione meramente contabile, ovviamente prevista al momento dell’adozione del decreto “salva-Italia”, originano dall’infondato presupposto di una inadempienza delle amministrazioni dello Stato rispetto ai versamenti contributivi di competenza.
Dà quindi conto delle conclusioni alle quali è pervenuto un gruppo di lavoro da lei costituito proprio al fine di approfondire il tema della governance dell’INPS e fornire in tempi rapidi indicazioni ai fini dell’attuazione di un modello evoluto di governance. Il gruppo di lavoro ha stilato un documento ampio, contenente una approfondita disamina dei problemi ed una indicazione delle possibili soluzioni e degli obiettivi da raggiungere. Il nucleo centrale della parte propositiva riguarda la necessità di una precisazione dei compiti e dei ruoli dei diversi organismi di indirizzo, di amministrazione, di gestione e di controllo. Si suggerisce innanzitutto la attribuzione della funzione di indirizzo ad un Consiglio di indirizzo strategico e vigilanza (CISV), il cui numero dei componenti sarebbe ridotto a dodici, in modo da privilegiarne l’operatività e l’assunzione di responsabilità. Molto discusso è stato il tema dell’organo monocratico, che verrebbe sostituito da un Consiglio di amministrazione, molto limitato nel numero – l’alternativa è dai tre ai cinque membri -, spiccatamente professionalizzato e fortemente dedicato, che nel suo interno nominerebbe il Presidente ed eventualmente un Amministratore delegato. Il Direttore generale avrebbe la responsabilità della gestione e sarebbe scelto tra i dirigenti generali dell’Istituto, ovvero tra esperti delle discipline attinenti ai compiti dell’Istituto stesso. Infine, sarebbe opportuna una migliore definizione dei compiti assegnati al Collegio dei sindaci, anch’esso ridotto nel numero, in modo da favorirne l’esercizio delle funzioni di controllo sul complesso delle gestioni amministrate dall’Istituto, sul buon uso delle risorse, sull’appropriatezza e la correttezza della gestione e sulla instaurazione di buone prassi ispirate a principi di efficienza, trasparenza e servizio ai cittadini. Il Governo è ora pronto a presentare il proprio progetto di governance secondo queste linee ed a sottoporlo alle valutazioni del Parlamento.
Il presidente GIULIANO ringrazia il Ministro per la sua esposizione ed apre il dibattito.
Il senatore CASTRO (PdL) sottolinea che la sua parte ha accolto fin dall’inizio con molto favore la creazione di un unico polo previdenziale, avanzando tuttavia forti preoccupazioni riguardo allo stato di avanzamento del progetto, sul versante della sostenibilità non tanto dei conti, quanto della stessa operazione di integrazione, che non può essere ridotta ad una mera sommatoria di enti. Non è a suo tempo riuscita l’integrazione tra INAIL e ISPESL e ciò alimenta il timore che analoga esperienza negativa possa riguardare oggi l’INPS. La sensazione è quella di un procedere secondo logiche troppo burocratiche e non miranti al risultato, mentre si è di fronte alla più rilevante operazione di merger mai realizzata in Italia. I dubbi riguardano in particolare l’assenza di una cultura del controllo di gestione e della autentiche attività di procurement e di una nebulosità sui compiti del facility manager, nonché sui contorni e le finalità delle operazioni di dismissione del patrimonio immobiliare. Rispetto a questi obiettivi, egli ritiene di cogliere atteggiamenti old fashioned e comunque poco funzionali a conseguire con tempestività e ruvidezza i risultati conseguenti ad un rapido intervento sulla governance. Per queste ragioni, egli esprime pieno favore allo schema suggerito dall’istruttoria tecnica promossa dal Ministro e oggi illustrato in Commissione. Ciò con specifico riferimento al Consiglio di indirizzo strategico e di vigilanza, che, secondo quanto evidenziato, avrebbe compiti molto diversi dal classico CIV, ed al Comitato di gestione, a composizione snella, che esprimerebbe al suo interno un Amministratore delegato. In questa stessa linea, il Direttore generale avrebbe caratteristiche tali da non rappresentare un imbuto organizzativo. Egli invita il Ministro a rimetter mano anche al Collegio dei sindaci, onde evitare inibizioni eccessive nei confronti del Consiglio di amministrazione: l’attenzione va rivolta innanzitutto alla caratura culturale e professionale dei componenti, che andrebbe individuata tenendo conto dell’esigenza di garantire comunque l’efficienza dell’ente ed il conseguimento degli obiettivi. Conclusivamente, auspica che si completi rapidamente il cambiamento di governance dell’Ente, di cultura e anche di uomini, se necessario, ribadendo che attualmente l’operazione di fusione sta procedendo più lentamente di quanto necessario ed auspicabile.
La senatrice POLI BORTONE (CN:GS-SI-PID-IB-FI) condivide largamente il nuovo impianto del sistema di governance degli enti previdenziali, richiamando la necessità di realizzare un ente più flessibile ed in grado di affrontare le tematiche del nuovo Welfare, dell’invecchiamento della popolazione, delle nuove povertà, della condizione di lavoro degli uomini e delle donne: fattori, questi, che contraddistinguono l’avvenuto cambiamento epocale del mondo del lavoro. Si chiede tuttavia se nell’effettuare l’accorpamento si sia avuta conoscenza esatta di tutte le criticità passate ed esistenti. In proposito, si sofferma in particolare sulle carenze del sistema informatico, purtroppo non rispondente alle esigenze di immediatezza dei cittadini.
Un’altra area delicata riguarda il patrimonio immobiliare. Al riguardo sottolinea l’utilità di piani di rigenerazione urbana e di rifunzionalizzazione dei tanti edifici di proprietà degli enti e che versano in situazioni di assoluto degrado. Infine, esprime forte apprezzamento nei confronti del Ministro per il vigore e la decisione che stanno contraddistinguendo la sua azione di governo anche su questo punto.
Il senatore NEROZZI (PD) rileva che il sistema di governance monocratica dell’INPS non ha funzionato, ponendo spesso Parlamento, Governo e parti sociali in forte difficoltà: da ciò l’esigenza di un intervento deciso e da porre in essere in tempi rapidi. Con riferimento al nuovo sistema tratteggiato dal Ministro, esprime favore nei confronti della struttura del Consiglio di amministrazione, auspicandone una composizione limitata ad un massimo di tre membri, onde evitare ritorni al passato, e concorda sul ridisegno della figura e della natura del Direttore generale. Concorda altresì con i compiti che spetterebbero al CISV e con l’opportunità di una composizione ristretta, nella quale tuttavia non dovrebbero essere presenti tecnici, dovendo l’organo essere espressione delle forze sociali. Anche a questo riguardo sottolinea la necessità di operare con grande tempestività, onde evitare che queste problematiche risultino ancora in discussione a ridosso della prossima campagna elettorale politica. Auspica comunque che da pratiche eccessivamente lottizzatrici praticate dal precedente Governo non si passi a modi di operare troppo rispondenti a logiche burocratiche posti in essere da un Governo tecnico.
Quanto al disavanzo dell’INPDAP, sottolinea che esso deriva da più elementi, ed innanzitutto dalla diminuzione demografica degli addetti alla pubblica amministrazione e dei nuovi assunti, segnalando comunque la necessità di controllare il reale adempimento dei rispettivi obblighi da parte di tutti gli enti locali. Su questi elementi sono essenziali risposte più precise da parte dell’Ente; resta comunque da chiedersi da quale fonte siano originate le notizie riportate dalla stampa, che hanno ingenerato un caos notevole e sulle quali sarebbero necessari chiarimenti anche da parte del Presidente dell’INPS.
La senatrice CARLINO (IdV), pur ringraziando il ministro Fornero per il suo intervento, ritiene che la gestione della fusione degli enti previdenziali ricordi quella dei lavoratori cosiddetti esodati: notizie allarmanti, smentite decise ma poco convincenti, un accavallarsi confuso di dati e dichiarazioni contraddittorie da parte dei vertici delle varie istituzioni coinvolte. La sua parte da tempo chiedeva a gran voce, con emendamenti ed iniziative legislative, l’accorpamento dei vari enti previdenziali e la creazione di un unico istituto nazionale di previdenza ed ha accolto dunque con favore la creazione del cosiddetto SuperINPS, ritenendola un’occasione per rendere più efficiente il sistema e conseguire concreti risparmi di spesa. Reputa tuttavia che, più che ad una razionalizzazione, oggi si assista ad una mera sommatoria di organismi e di consigli di amministrazione, con risparmi inevitabilmente assai minori del previsto.
Quanto alla questione dell’equilibrio finanziario del nuovo ente, ricorda che la relazione tecnica del cosiddetto “salva-Italia” quantificava in non meno di 20 milioni di euro i risparmi ottenibili già nel 2012 dall’accorpamento degli enti di previdenza, risparmi che avrebbero dovuto salire poi a 50 milioni nel 2013 e a 100 milioni nel 2014. Solo ora emergono invece chiaramente gli effetti derivanti dall’accorpamento sul bilancio del SuperINPS, dati gli enormi problemi contabili dell’INPDAP. Ciò che è più grave è che, come crudamente sintetizzato dalla stampa, per prassi consolidata, erano le stesse amministrazioni pubbliche a non versare la quota dei contributi previdenziali di loro competenza. E su questo fronte le scelte compiute negli ultimi anni e portate avanti anche dall’attuale Governo non hanno certo aiutato. Fra gli elementi che appesantiscono il sistema pensionistico del settore pubblico spicca infatti il rapporto fra lavoratori e pensionati: i primi, che pagano i contributi, diminuiscono, mentre i secondi, che usufruiscono delle prestazioni, aumentano; il fenomeno è stato ulteriormente aggravato dal blocco del turn over, che ha impedito di assumere nel caso in cui non veniva rispettato il patto di stabilità. Ciò dovrebbe far riflettere anche su altre scelte operate in questi anni, ad esempio sulla gestione della previdenza integrativa. I lavoratori delle imprese private con più di 50 addetti che decidono di lasciare il loro TFR all’azienda, versano i loro contributi al fondo di tesoreria dell’INPS. Dal 2010 in poi, con una decisione che la sua parte ha strenuamente combattuto, queste somme sono state prelevate per alimentare la spesa corrente dello Stato. Il tutto è stato giustificato come una misura di emergenza, nel contesto di una crisi internazionale, la Corte dei conti per due anni consecutivi ha messo in evidenza l’anomalia di questi prelievi: infatti si tratta di somme che devono essere contabilizzate sulla previdenza integrativa, e quindi devono essere ripristinate, perché altrimenti si rischia di alimentare ulteriore debito pubblico.
Anche per i fondi integrativi dei dipendenti pubblici esistono diverse situazioni problematiche, per esempio quella di Espero, il fondo dei dipendenti della scuola, che potenzialmente può generare gli stessi squilibri che l’INPDAP ha prodotto sui conti INPS.
Conclusivamente, dichiara di restare in attesa della sottoposizione di uno schema concreto di riordino, sul quale si riserva di pronunciarsi.
La senatrice Cristina DE LUCA (Per il Terzo Polo:ApI-FLI)nel condividere le considerazioni già avanzate nei rispettivi interventi dai senatori Castro e Nerozzi, segnala l’esigenza di ricevere risposte adeguate su una serie di nodi critici. Il primo riguarda senz’altro la necessità di omogeneizzare le banche dati degli enti, che allo stato non dialogano tra loro, a fronte di risposte che i cittadini hanno diritto di ottenere. La seconda delicata questione attiene al patrimonio immobiliare degli enti, la cui rilevazione è essenziale e pregiudiziale al razionale utilizzo futuro. Atteso che l’argomento era stato già sollevato dal presidente dell’INPS nel corso dei suoi interventi in Commissione il 13 marzo e il 3 aprile scorsi, ritiene opportuno conoscere se si sia trattato di un mero annuncio, ovvero si tratti di un processo in corso e, in questo caso, quale ne sia lo stato di avanzamento. In via generale, giudica comunque scandaloso il modo stesso con il quale si comunica su questioni riguardanti le situazioni previdenziali dei lavoratori. I temi che attengono agli istituti di previdenza toccano la vita dei cittadini, e soprattutto di quelli più fragili; dare informazioni semplificate su temi complessi in modo confuso e allarmistico risulta quindi del tutto inammissibile. Pur non competendo al Ministro la comunicazione effettuata da parte degli enti – che tuttavia sono vigilati dal suo Dicastero -, ritiene importante che essi vengano richiamati ad una maggior correttezza ed efficacia comunicativa.
Il senatore MAZZATORTA (LNP)rileva che in realtà le disposizioni del decreto-legge cosiddetto “salva-Italia” riferite alla governance dell’INPS si sono essenzialmente limitate ad aumentare da 24 a 30 il numero dei componenti del Consiglio di vigilanza. Il Presidente dell’ente, in fase di scadenza nel 2012, è stato poi prorogato fino al 31 dicembre del 2014. Quanto al Collegio sindacale dell’INPDAP, che pur ha consentito il conseguimento di un disavanzo patrimoniale enorme, due suoi componenti sono stati ricollocati nell’INPS e cinque sono stati promossi Direttori generali e inseriti nella Ragioneria generale dello Stato. Ciò evidenzia una palese differenza tra gli enunciati del Governo in carica e le sue pratiche, sulla quale non può che appuntarsi la sua forte preoccupazione e la sua vigorosa critica.
Replica agli intervenuti il ministro FORNERO, che, ripromettendosi di tornare più ampiamente sulle questioni sottoposte, coglie l’occasione per precisare che entro i prossimi giorni sarà approntato il piano di accorpamento a livello territoriale. Anche per quello che concerne le reti informatiche, è a buon punto l’uniformizzazione, che consentirà di dare omogeneità di trattamento e di informazione. Certamente il Governo ha indicato in questi settori risparmi moderati, che conta di realizzare. Tutti gli enti sono stati d’altronde oggetto di una spending review, la cui seconda tranche è arrivata solo ieri. Sulla questione delle restituzione della quattordicesima, si è concordato su una dilazione di 36 mesi, anziché 24. Ella insiste comunque sull’esigenza della massima trasparenza contabile e ribadisce l’importante obiettivo conseguito dal Governo nel quadro della sostenibilità finanziaria del sistema pensionistico. Anticipa infine incidentalmente che è in corso da parte del Governo un accurato approfondimento ed una effettiva ricognizione del numero e della situazione dei cosiddetti lavoratori esodati.
Il presidente GIULIANO ringrazia il Ministro e, in considerazione dell’imminente inizio dei lavori dell’Assemblea, toglie la seduta.
La seduta termina alle ore 16,30.
352ª Seduta
Presidenza del Presidente
Interviene il vice ministro del lavoro e delle politiche sociali Martone.
La seduta inizia alle ore 15,35.
PROCEDURE INFORMATIVE
Interrogazioni
Il vice ministro MARTONE risponde all’interrogazione 3-02923 della senatrice Ghedini, riguardante la necessità di attivare procedure semplificate ed accelerate per l’erogazione di trattamenti a sostegno del reddito per i lavoratori delle province colpite dal sisma del maggio scorso. A tal proposito fa presente che il Governo sta valutando l’ipotesi di prevedere, con strumento d’urgenza, che la particolare indennità riconosciuta dal comma 1 dell’articolo 15 del decreto-legge n. 74 del 2012, convertito, con modificazioni, con legge n. 122 del 2012, ai lavoratori subordinati sia definita anchesecondo le forme e con le modalità previste per la concessione degli ammortizzatori in deroga.
Segnala inoltre che il Governo sta valutando l’ipotesi di modificare la disposizione di cui al comma 2 del richiamato articolo 15, che prevede il riconoscimento di un indennità una tantum ai collaboratori coordinati e continuativi. In particolare, si sta pensando di prevedere che i requisiti per beneficiare di tale indennità non siano quelli di cui all’articolo 19, comma 2, del richiamato decreto-legge n. 185 del 2008, ma quelli da definire con il decreto previsto dal comma 3 dell’articolo 15 citato, in tal modo assicurando maggiore autonomia e modularità a tale misura di incentivazione.
A conferma dell’interesse per le vicende dei lavoratori delle province colpite dal sisma del maggio scorso, il Governo è in procinto di adottare con procedura d’urgenza una disposizione normativa finalizzata a rendere disponibili risorse finanziarie di importo apprezzabile, al fine di alleviare le difficoltà individuali dei residenti e rilanciare la domanda economica nel suo complesso. In particolare, si consentirebbe ai lavoratori di accedere alle anticipazioni previste dall’articolo 11, comma 7, del decreto legislativo n. 252 del 2005, “Disciplina delle forme pensionistiche complementari”, anche a prescindere dal possesso del requisito degli otto anni di iscrizione alla singola forma pensionistica complementare.
Per quanto infine concerne la questione della sottoscrizione da parte dell’INPS del Protocollo d’intesa, fa presente che l’Istituto ha reso noto che la sottoscrizione di detto protocollo è già intervenuta; la questione è pertanto da ritenersi superata.
La senatrice GHEDINI (PD), dichiaratasi soddisfatta della risposta, coglie l’occasione per soffermarsi sul riconoscimento della concessione degli ammortizzatori in deroga. Si compiace che il Governo abbia nel frattempo fatto il punto su alcune questioni rimaste aperte, in particolare con riferimento all’articolo 15 del decreto-legge n. 74, ed esprime soddisfazione per la possibilità di garantire l’accesso alle anticipazioni previste dall’articolo 11 del citato decreto legislativo n. 252 a prescindere dal requisito di otto anni di iscrizione alle forme pensionistiche complementari. Raccomanda al Governo di prevedere la possibilità – come già fatto con riferimento ai lavoratori residenti nelle zone terremotate dell’Aquila – di rateizzare la restituzione delle quote IRPEF dei versamenti contributivi sospesi. Infine, con riferimento alla proroga per l’accesso agli ammortizzatori in deroga per le zone in questione, chiede che ciò venga reso possibile quanto meno fino a giugno 2013.
Il vice ministro MARTONE risponde quindi all’interrogazione 3-02791, del senatore Ranucci, riguardante talune irregolarità riscontrate in relazione a società e cooperative operanti per conto di SDA Express Courier (SDA Spa), facente parte del gruppo Poste Italiane Spa, divenuta nel tempo partner unico per la gestione distributiva, logistica e per la vendita a distanza. La predetta società avrebbe utilizzato, in qualità di addetti alla distribuzione, lavoratori in nero facenti capo – come dipendenti o soci lavoratori – a cooperative spesso fittizie o comunque caratterizzate da brevi periodi di inattività.
Al riguardo, specifica che, all’esito di verifiche ispettive svolte nell’ottobre 2011 dal competente Ufficio Territoriale del Lavoro presso le sedi diRoma, è emerso che il 52 per cento circa dei lavoratori facenti capo a società e cooperative operanti per conto della SDA Spa è risultato irregolare e, tra questi, il 32 per cento “in nero”. Sono state quindi irrogate sanzioni per un ammontare pari a 54.000 euro e sono state rilevate omissioni contributive per un importo complessivo pari ad 70.000 euro circa. La Direzione Generale dell’attività ispettiva del Ministero del lavoro ha peraltro richiesto ai propri uffici territoriali i dati relativi agli accertamenti effettuati nel corso dell’ultimo biennio su tutto il territorio nazionale, nei confronti della SDA Spa e delle aziende appaltatrici che svolgono, per conto di quest’ultima, attività di consegna di pacchi/plichi, nonché servizi di smistamento, facchinaggio e movimentazione merci. Si è avuto un riscontro di numerose violazioni con riferimento a fenomeni di lavoro irregolare, di evasione contributiva, di mancato rispetto della normativa in materia di orario di lavoro, nonché diverse infrazioni di carattere amministrativo ed in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Verifiche ispettive sono tuttora in corso su tutto il territorio nazionale; la situazione evidenziata dall’interrogante costituirà comunque oggetto di costante attenzione e monitoraggio da parte del Ministero del lavoro anche nell’ambito della prossima programmazione dell’attività di vigilanza.
Da ultimo, nell’informare che – lo scorso 19 settembre – la SDA Spaha comunicato di aver attivato una procedura di mobilità nei confronti di 114 lavoratori, il rappresentante del Governo assicura la più ampia disponibilità a valutare ogni possibile soluzione diretta a tutelare la posizione dei lavoratori in questione.
Per quanto attiene invece ai profili di competenza del Ministero dello sviluppo economico, il Vice ministro Martone fa presente che tale Dicastero ha direttamente acquisito da Poste Italiane Spa le seguenti informazioni. La società SDA Spa ha riferito di attuare tutti i controlli finalizzati alla verifica di eventuali evasioni contribuite ed assicurative da parte dei suoi fornitori e – qualora accerti eventuali inadempimenti – di intervenire anche interrompendo i rapporti di collaborazione, qualora gli stessi non provvedano alla tempestiva regolarizzazione delle situazioni non conformi alla vigente normativa. La Società ha inoltre precisato che il rapporto giuridico intercorrente con i suoi fornitori è basato su un contratto di trasporto che non comporta la responsabilità solidale del committente – normativamente stabilita in materia di appalto – né obblighi di verifica e di informativa. Pur tenendo nella massima considerazione la posizione espressa dalla società interessata, il Vice ministro conferma che gli uffici del suo Dicastero continueranno a svolgere, in modo imparziale ed approfondito, i propri compiti di vigilanza, controllo e sanzione.
Il senatore RANUCCI (PD) si dichiara soddisfatto della risposta, giudicando impensabili violazioni tanto gravi da parte della SDA. I dati della risposta sono sconfortanti; reputa pertanto che il gruppo Poste Italiane Spa debba farsi parte dirigente per scongiurare il perpetuarsi di violazioni gravi come quelle evidenziate nell’atto ispettivo a sua firma.
IN SEDE REFERENTE
(3181) TREU ed altri. – Interventi a sostegno del pensionamento flessibile e della solidarietà intergenerazionale
(Seguito dell’esame e rinvio)
Riprende l’esame, sospeso nella seduta del 3 ottobre scorso.
Il PRESIDENTE ricorda che si è concluso il ciclo di audizioni programmate.
La senatrice SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI) preannuncia la presentazione di un’iniziativa legislativa sullo stesso tema.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
(3400) TOFANI ed altri. – Norme per favorire il miglioramento della sicurezza delle macchine e delle attrezzature di lavoro
(Seguito dell’esame e rinvio)
Riprende l’esame, sospeso nella seduta del 3 ottobre scorso.
Si passa all’illustrazione degli emendamenti, pubblicati in allegato al resoconto della seduta del 3 ottobre scorso.
La senatrice CARLINO (IdV) illustra l’ordine del giorno G/3400/1/11 e gli emendamenti 1.1 e 3.1, di cui è prima firmataria.
Il senatore NEROZZI (PD)evidenzia che sul testo del disegno di legge si è registrata unanime condivisione dei componenti della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro con particolare riguardo alle cosiddette “morti bianche”, invitando pertanto la senatrice Carlino a valutare l’opportunità delle proposte di modifica presentate.
La senatrice CARLINO (IdV) dichiara quindi di ritirare l’ordine del giorno G/3400/1/11.
Il presidente GIULIANO, relatore, invita la proponente ad approfondire altresì l’opportunità di mantenere l’emendamento 1.1, ritenendo il riferimento generico alle pubbliche amministrazioni previsto nel disegno di legge più appropriato e corretto.
La senatrice CARLINO (IdV) si riserva di condurre ulteriori approfondimenti complessivi relativi alla opportunità di mantenere gli emendamenti presentati dal suo Gruppo.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
(3007) TREU ed altri. – Misure a sostegno della ricollocazione dei lavoratori licenziati
(700) ROILO. – Norme per favorire il reinserimento dei lavoratori espulsi precocemente dal mondo del lavoro
(1466) VALENTINO. – Disposizioni in materia di ricollocazione dei disoccupati di lunga durata
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)
Riprende l’esame congiunto, sospeso nella seduta del 3 ottobre scorso.
Il PRESIDENTE ricorda che al disegno di legge n. 3007, scelto come testo base, sono stati proposti emendamenti, pubblicati in allegato al resoconto della seduta del 3 ottobre scorso, e che sul disegno di legge e su tali emendamenti è già pervenuto il parere non ostativo della 1a Commissione permanente. Rammenta altresì che si è in attesa del parere della Commissione bilancio.
Si passa all’illustrazione degli emendamenti.
In considerazione dell’assenza dei proponenti, vengono dati per illustrati gli emendamenti 1.8, del senatore Mazzatorta, 1.1, 1.3, 1.4 e 1.5, del senatore Fasano.
La senatrice SPADONI URBANI (PdL) rinuncia all’illustrazione degli emendamenti a sua firma 1.2, 1.9 e 1.10.
La relatrice Cristina DE LUCA (Per il Terzo Polo:ApI-FLI) dà conto della ratio dell’emendamento 1.7, nonché dell’emendamento 1.0.1.
Si passa agli emendamenti all’articolo 2.
Vengono dati per illustrati gli emendamenti 2.8, del senatore Mazzatorta e 2.2 e 2.4, a firma del senatore Fasano.
La senatrice CARLINO (IdV) dà conto del contenuto degli emendamenti 2.1, 2.3, 2.5, 2.6 e 2.7, da lei presentati.
Il senatore CASTRO (PdL) illustra il suo emendamento 2.9.
La senatrice SPADONI URBANI (PdL) rinuncia quindi ad illustrare il suo emendamento 3.1; viene quindi dato per illustrato l’emendamento 4.1, a firma del senatore Fasano.
Si passa agli emendamenti all’articolo 6.
La senatrice SPADONI URBANI (PdL) rinuncia all’illustrazione del suo emendamento 6.1.
La senatrice CARLINO (IdV) dà ragione dell’emendamento 6.2, a sua firma.
L’emendamento 6.3 è illustrato dalla relatrice Cristina DE LUCA (Per il Terzo Polo:ApI-FLI), che ne segnala la finalità di armonizzazione del testo con la legge di riforma del mercato del lavoro.
Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 16,25.


























