“La riforma del lavoro in via di approvazione non potrà avere effetti positivi sull’occupazione se non verranno rapidamente attuate politiche più incisive per la crescita”. Lo sostiene in una nota il Segretario Generale Aggiunto della Cisl Giorgio Santini. “Nella valutazione della riforma – sostiene – va comunque tenuto conto del contesto difficile e dei vincoli che ne hanno severamente condizionato l’esito: le risorse limitate ed il clima emergenziale aggravato dalla recessione dell’economia”. “Nonostante queste difficoltà – aggiunge – la riforma definisce strumenti positivi per migliorare il lavoro dei giovani, promuovendo l’apprendistato come contratto dominante per l’accesso all’occupazione. Inoltre avvia a soluzione nodi storici del mercato del lavoro, da anni oggetto di forti contrapposizioni, contrastando gli abusi della flessibilità, superando il dualismo degli ammortizzatori sociali tra inclusi ed esclusi, e risolvendo in maniera equilibrata la questione della flessibilità in uscita e dell’articolo 18, indicato, a torto, in sede internazionale come il problema principale del nostro mercato del lavoro”.
“Il voto di fiducia ha impedito alcuni miglioramenti chiesti anche dalla Cisl – sottolinea Santini – in particolare un prolungamento della transizione verso il nuovo regime degli ammortizzatori sociali, per tenere conto del prolungarsi della crisi produttiva”.
“Dopo l’approvazione della riforma – conclude – le parti positive possono essere realmente valorizzate sul terreno dell’attuazione, con tempi rapidi e modalità condivise, puntando prioritariamente ad utilizzare fino in fondo le potenzialità del nuovo apprendistato per le assunzioni dei giovani, e ad affidare con più decisione alle politiche attive il compito di riqualificare e reimpiegare i lavoratori espulsi dal ciclo produttivo. Queste sono le maggiori sfide che Stato, Regioni e parti sociali sono chiamati ad affrontare, per portare il mercato del lavoro italiano al livello dei migliori standard europei” (LF)


























