“Serve un piano per il lavoro e la fretta produce sempre cattivi accordi”. È il monito della leader della Cgil, Susanna Camusso, intervistata dalla Stampa.
“Per il terzo anno la cassa integrazione è a livello record – afferma – 1 miliardo di ore e quasi 10 mila fabbriche interessate e c’è una cosa che il governo ha gravemente sottovalutato ed è un problema che resta aperto: nel cambiare così bruscamente ed erroneamente le norme pensionistiche non ha, infatti, tenuto conto dei contraccolpi sul mercato del lavoro”.
In sostanza, secondo la Camusso “i lavoratori che stavano in un piccolo esercizio, in una piccola attività che hanno deciso di licenziarsi perché avevano abbastanza vicino il traguardo di una pensione che ormai non arriva invece più. Ed ora non solo sono disoccupati, ma avendo 58-59 anni nessuno offre più loro un posto. In un mercato del lavoro così debole è stato un errore prolungare di 5-6 anni l’età della pensione”.
Il segretario della Cgil fa sapere di aver avuto un contatto telefonico con il presidente del Consiglio, Mario Monti e lo considera “una conferma dell’impegno del governo ad aprire il confronto, ma senza fretta perché continuare a farci dettare i tempi da Bruxelles è un altro errore”.
Un altro fronte di lavoro con il governo sarà quello della riflessione sugli ammortizzatori sociali “per trovare una soluzione che copra davvero tutti – aggiunge Camusso – . E poi occorre dare risposte ai giovani e avviare un piano per l’occupazione e per trovare le risorse economiche si deve parlare anche di legalità e di sommerso”.
C’è un punto fermo al quale la leader della Cgil non intende rinunciare: “se mi si propone di aumentare l’indennità della disoccupazione in cambio della rinuncia alla norma antidiscriminatoria sui licenziamenti, dico no”. (LF)
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