206ª Seduta
Presidenza del Vice Presidente
MORRA
La seduta inizia alle ore 15,45.
SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE
Con riferimento all’esame dell’Atto di Governo n. 332, in tema di lavori usuranti, sul quale si sono svolte ieri audizioni informali di CGIL, CISL, UIL, UGL, SIN.PA, CONFINDUSTRIA e R.ETE. IMPRESE ITALIA, la senatrice GHEDINI (PD) chiede che vengano ascoltati anche i rappresentanti delle organizzazioni della cooperazione e dei lavoratori agricoli.
La Commissione conviene.
IN SEDE CONSULTIVA
(1843) Deputato FEDI ed altri. – Modifiche al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in materia di diritti e prerogative sindacali di particolari categorie di personale del Ministero degli affari esteri, approvato dalla Camera dei deputati
(Parere alla 3a Commissione. Esame e rinvio)
Il senatore CASTRO (PdL) illustra il disegno di legge, che reca modifiche al decreto legislativo n. 165 del 2001, riconoscendo specifici diritti e prerogative sindacali a determinate categorie di personale dipendente del Ministero degli affari esteri. Il testo, in particolare, conferisce al personale in servizio presso le rappresentanze diplomatiche e consolari, nonché presso gli istituti italiani di cultura all’estero, anche ai fini del calcolo della rappresentatività sindacale nell’ambito dell’esercizio dell’elettorato attivo, il diritto a partecipare all’elezione delle rappresentanze sindacali unitarie. Esso inoltre sancisce l’applicazione delle disposizioni del titolo terzo del citato decreto legislativo n. 165, in materia di contrattazione collettiva e rappresentatività sindacale, anche nei confronti del personale in servizio presso le sedi diplomatiche e consolari, nonché presso gli istituti italiani di cultura all’estero, ancorché assunto con contratto regolato dalla legge locale. Il relatore ritiene che l’attribuzione del diritto a partecipare all’elezione delle RSU, e dunque ad esercitare le cosiddette “agibilità sindacali”, a soggetti estranei al perimetro legale e contrattuale costituirebbe un vulnus grave ed irrimediabile ai principi fondanti della regolazione del lavoro italiana in materia di relazioni industriali. Godrebbero infatti dei diritti sindacali soggetti non sottoposti né alla legge italiana, né al contratto collettivo. Ove poi si volesse ritenere prevalente la considerazione dell’unicità soggettiva del datore di lavoro, si giungerebbe alla conseguenza di una contaminazione nella rappresentanza per effetto della mescolanza di aree contrattuali differenti. Egli ribadisce inoltre il principio della primazia delle parti sociali nella regolazione in via di autonomia delle aree e delle modalità di esercizio della rappresentanza, attraverso lo strumento della contrattazione collettiva. Per queste ragioni, ritiene che la Commissione debba esprimere sul disegno di legge un parere contrario, nell’auspicio che la Commissione di merito non dia ulteriore corso al provvedimento.
La senatrice CARLINO (IdV), rilevata la delicatezza delle questioni sollevate dal relatore, chiede un rinvio del seguito dell’esame, onde consentirne il necessario approfondimento.
Il senatore NEROZZI (PD), premesso che a tutti i lavoratori vanno garantiti il godimento dei diritti sindacali e l’esercizio della rappresentanza e ribadita la necessità che la decisione su questi temi venga rimessa alla contrattazione, auspica che i sindacati confederali possano trovare autonomamente una base per l’esercizio di tale diritto, reputando un grave errore mettere mano ad un’iniziativa legislativa in materia. Paventa inoltre il rischio che il provvedimento abbia la reale finalità di “premiare” i sindacati italiani, evidenziando che taluni non risultano rappresentativi di almeno tre comparti e che il provvedimento potrebbe rappresentare un cavallo di Troia per consentire loro l’acquisizione di una rappresentanza generale.
Il relatore CASTRO (PdL), nell’esprimere l’auspicio che in ciascun Paese si sviluppi la contrattazione e conseguentemente l’instaurazione di una rappresentanza, ritiene che il principio possa essere garantito più utilmente attraverso l’adozione di una direttiva quadro del Ministero degli affari esteri, contenente l’indicazione di una sorta di piattaforma garantita dei diritti dei lavoratori.
Il senatore PASSONI (PD), nel segnalare la particolare delicatezza della materia in esame, pur convenendo che il provvedimento, peraltro già approvato dalla Camera dei deputati, può dar luogo a forti dubbi, mette tuttavia in guardia dai rischi indotti dalla semplice espressione di un parere contrario tout court. Sicuramente la situazione cui il provvedimento ha riguardo rappresenta una vera e propria anomalia; sarebbe perciò utile che il parere indicasse alla Commissione di merito le modifiche al testo necessarie per offrire soluzioni positive e concrete. Un eventuale arresto dell’iter del provvedimento avrebbe come conseguenza la mera negazione dei diritti ai lavoratori in questione: egli insiste perciò sull’opportunità di individuare soluzioni che salvaguardino i principi senza avere effetti altamente distorsivi sulla legislazione italiana.
Il relatore CASTRO (PdL), premesso che la competenza della Commissione si radica negli effetti altrimenti disgregativi dei principi generali della rappresentanza, pur apprezzando le osservazioni del senatore Passoni, mette in guardia dal rischio di cadere in un atteggiamento di paternalismo contrattuale, segnatamente nei confronti di Paesi la cui tradizione sindacale può presentarsi assai diversa da quella italiana, quando non addirittura inesistente. Ritiene peraltro che la situazione possa essere assimilabile a quella dei lavoratori delle aziende multinazionali.
Il senatore PASSONI (PD) interviene nuovamente per precisare che, nel caso di specie, lungi dall’essere in discussione le regole sindacali, occorre garantire comunque diritti a lavoratori che allo stato ne sono privi.
Il relatore CASTRO (PdL) esprime piena disponibilità a formulare una bozza di parere nella quale si auspichi una soluzione affidata alla contrattazione, ma esprime dubbi in ordine alla possibilità di riferire la contrattazione alle soggettività sindacali locali. Sottolinea altresì che il tema, lungi dall’assumere connotati ideologici, ha invece ricadute giuridiche pesantissime.
La senatrice GHEDINI (PD) suggerisce di ovviare a questo inconveniente attraverso una perimetrazione delle materie.
Il senatore NEROZZI (PD) ribadisce la necessità di individuare soluzioni idonee ad offrire strumenti di carattere positivo per l’esercizio dei diritti dei lavoratori.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato
SULLA 55A SESSIONE DELLA COMMISSIONE SULLO STATO DELLE DONNE
La senatrice SPADONI URBANI (PdL) riferisce sulla 55a sessione della Commissione sullo stato delle donne, organizzata dall’ONU a New York dal 22 al 24 febbraio scorso, cui ha partecipato, in rappresentanza della Commissione, insieme con la senatrice Garavaglia, che rappresentava la Commissione istruzione. Ritiene che l’interesse del dibattito svoltosi nel corso della Sessione renderebbe opportuno un approfondimento della materia.
Il presidente MORRA, nel ringraziare la senatrice Spadoni Urbani per la propria disponibilità e nell’anticipare che rappresenterà la sua richiesta al presidente Giuliano, assicura che la documentazione acquisita nel corso dell’iniziativa verrà posta a disposizione della Commissione.
SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI
Il PRESIDENTE avverte che la seduta della Commissione convocata per domani alle ore 9 non avrà luogo.
La seduta termina alle ore 16,30.

























