Le strategie per ovviare a una ripresa che non crea posti di lavoro e per riportare a livelli accettabili un tasso di disoccupazione elevato, la necessità di investimenti nella formazione e la volontà di mantenere al contempo la base occupazionale e quella produttiva sono stati tra i temi principali affrontati durante il primo summit dei ministri del welfare dei Paesi del G20, promosso dal presidente americano Barack Obama dopo i lavori del vertice di Pittsburgh del settembre scorso. Lo ha riferito il ministro del lavoro e delle politiche sociali Maurizio Sacconi che rappresentava l’Italia. Sul tema della disoccupazione, il ministro Sacconi ha osservato che “il problema non é tanto la quantità di disoccupati, ma il fatto che per alcuni gruppi di persone, sempre le stesse, si cronicizzi una situazione di lontananza dal lavoro, ovvero che possano restare senza lavoro a lungo”. Sacconi ha sottolineato che si sta lavorando per fare in modo che “la crescita non generi poca occupazione, ma si traduca in nuovi posti di lavoro”. Al centro delle discussioni del G20 del lavoro é stato appunto “il tema dell’investimento nelle competenze per evitare che le persone entrino nella trappola della dipendenza del sostegno al reddito. E’ necessario che la politica del lavoro entri a pieno titolo nelle strategie a sostegno della crescita”. Rispondendo a chi chiedeva se sia possibile fare previsioni su quando il mercato del lavoro uscirà dalla fase critica e il tasso di disoccupazione comincerà a calare, Sacconi ha spiegato che, anche se non é possibile fare stime precise, “é nelle nostre mani la possibilità di fare in modo che a parità di crescita ci sia un aumento dell’occupazione”. (FRN)
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