Il 14 febbraio non è un giorno qualsiasi per il mondo del lavoro. Nel giorno di San Valentino di 24 anni fa, nel 1984, si consumò una tragedia per il mondo sindacale. Per alcuni, perché altri pensano che sia stato fondato allora il nuovo sindacato e che da lì presero il via le nuova relazioni industriali.
In quei giorni si stava trattando un nuovo sostanzioso taglio al sistema di scala mobile. A Palazzo Chigi c'era da pochi mesi Bettino Craxi, ministro del Lavoro era Gianni De Michelis. Il taglio portato alla scala mobile con l'accordo del 1983 non era stato sufficiente a frenare l'inflazione, che viaggiava tra il 15 e il 20%. Bisognava intervenire ancora e fu avviata una difficile trattativa. Alla fine tutti avevano capito che era necessario un altro taglio al meccanismo di indicizzazione e si era calcolato di dover bloccare qualche punto di scala mobile, tre o quattro, non molti. L'intervento era possibile sul piano tecnico, il rimbalzo per i salari non ci sarebbe stato o comunque sarebbe stato molto più pesante il vantaggio nel medio periodo. Ma c'era un ostacolo politico che sembrava insormontabile. Il Pci non accettava il taglio, un anno prima Luciano Lama aveva sudato sette camicie per convincere Botteghe Oscure sulla necessità di tagliare la scala mobile. Stavolta sembrava impossibile. Perché Bettino Craxi poneva grande enfasi a questo atto per sottolineare la sua capacità di intervenire nell'economia con tempestività e senza grande rispetto per le tradizioni, soprattutto per quella specie di riserva che il Pci aveva sempre mantenuto sui temi attinenti al lavoro, in una sorta di tacita divisione di influenze con la Dc. Il lavoro era terreno minato e il Pci non tollerava che si facesse qualcosa di importante senza il suo placet.
Una battaglia di non poco conto, perché il Psi di Bettino Craxi si era imposto, dal momento in cui aveva cambiato il segretario e tutta la linea politica, proprio di erodere posizioni al Pci. Insomma, il Psi era per il Pci il vero antagonista del momento, più ancora della Dc, pur eterna rivale. E accettare un taglio alla scala mobile, simbolo della forza operaia, baluardo estremo delle difesa dei salari, avrebbe significato per il Pci cedere alle velleità del Psi.
Insomma, da Botteghe Oscure venne un vero e proprio niet, che, in quegli anni, diventava un ordine per la Cgil, sulla quale si scaricò tutto il peso di questa difficile situazione. La confederazione era composta da comunisti, ossequiosi delle indicazioni del partito, e da socialisti, anch'essi attenti alle parole d'ordine che venivano da via del Corso, dove era la segreteria del Psi. Finì nel modo peggiore, perché il sindacato e la Cgil si divisero platealmente. Cisl e Uil accettarono il taglio di quattro punti di scala mobile, la Cgil no. Ma dentro la confederazione si operò una netta divisione, perché i socialisti, anche senza mettere in discussione la loro fedeltà al voto espresso dalla maggioranza della confederazione, non nascosero il loro disappunto.
Fu una divisione forte, pesante per quel momento. Di unità sindacale non si parlava da tanto, da più di dieci anni, ma la frattura fu forte lo stesso , anche perché attraversava la Cgil, e questo era un fatto tutto nuovo. Anche se Lama, fin dal giorno in cui sancì con un grande comizio a San Giovanni a Roma il suo dissenso con il Governo Craxi, si preoccupò soprattutto di affermare che tutte le energie dovevano essere spese, a quel punto, solo per ricostruire l'unità.
Non fu facile, perché il Pci insistette nel suo errore e volle cancellare con un referendum la legge che aveva cancellato, come da accordo separato, i quattro punti di scala mobile, poi diventati solo tre. Il referendum ci fu, ma gli italiani non vollero abolire quella legge e passò la linea del Psi, della Cisl, della Uil e dei socialisti della Cgil. Un passaggio difficile, perché ricostruire l'unità d'azione fu abbastanza facile, ma per il mondo del lavoro recuperare la propria autonomia fu un cammino lungo e doloroso.
Massimo Mascini



























