(Dal Resoconto Sommario) Bilancio dello Stato per l’anno 2003 e bilancio pluriennale 2003-2005. Tabella n. 4 Stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali per l’anno finanziario 2003 (limitatamente alle parti di competenza). La Commissione prosegue l’esame, rinviato nella seduta di ieri. Lino DUILIO (MARGH-U) svolge preliminarmente alcune considerazioni relative al quadro macroeconomico all’interno del quale si collocano le disposizioni contenute nei documenti di bilancio: pur auspicando che tale quadro si muova nella direzione indicata, nutre in proposito alcune perplessità, peraltro suffragate da precedenti esperienze di previsioni che sono state smentite in una logica di bipartisan della realtà. Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, fa presente, in merito al controverso comma 2 dell’articolo 19, recante verifica sui flussi di cassa delle Casse previdenziali privatizzate – posto che la disposizione getta un’ombra non tranquillizzante su quegli enti perché interpretata come misura prodromica ad uno spossessamento della loro autonomia che lo stesso Governo ha ribadito essere un valore da potenziare – di aver presentato, insieme ad altri deputati della maggioranza, un emendamento soppressivo, non formale o provocatorio dal punto di vista dialettico, ma di sostanza. Nel condividere i rilievi evidenziati in proposito dal deputato Lo Presti nella seduta di ieri, auspica che si possa giungere, con la collaborazione del Governo, ad una rapida soluzione del problema. Cesare CAMPA (FI), nel condividere le perplessità del presidente in merito all’articolo 19, preannuncia l’intenzione di presentare un emendamento all’articolo 21 sul divieto di cumulo per ovviare ad una situazione penalizzante ed iniqua nei confronti di coloro che, già in pensione, potrebbero essere esclusi dai benefici previsti. Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.
Legge finanziaria per l’anno 2003.
C. 3200-bis Governo.
C. 3201 Governo.
(Parere alla V Commissione).
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio).
Rispetto al quadro tendenziale ottimistico, caratterizzato da un tasso di crescita dell’occupazione che arriva fino al 59,2 per cento e da una significativa caduta della disoccupazione, rileva che i dati programmatici sono ancora più ottimistici. Inoltre, in merito all’analisi comparativa tra tendenziale e programmatico in materia di costo del lavoro ed inflazione, osserva per quest’ultima che nei documenti è riportato un primo dato che consentirà di verificare lo scarto esistente tra inflazione programmata ed inflazione reale.
Soffermandosi in particolare sull’articolo 12, comma 3, del disegno di legge finanziaria, che estende agli enti pubblici previdenziali la riduzione, in misura non inferiore al 10 per cento, delle spese di funzionamento per i consumi intermedi non obbligatori, chiede alcuni chiarimenti al rappresentante del Governo, posto che la disposizione si inserisce in una logica di razionalizzazione dell’attività degli enti previdenziali e quindi di rispetto virtuoso, che non può che condividere. In particolare, chiede se non sia il caso di collegare nel testo una norma di indirizzo di razionalizzazione rispetto all’autonomia degli enti; paventa il rischio, nel caso contrario, che si arrivi o ad una pura restrizione dei consumi degli enti o ad una penalizzazione di questi ultimi, stante il rapporto fra consumi intermedi e consumi finali.
In merito all’articolo 19, comma 2, recante verifica sui flussi di cassa delle Casse previdenziali privatizzate, esprime la preoccupazione di queste ultime per il controllo previsto, inteso come un qualcosa che potrebbe preludere ad una loro fagocitazione. Anche in proposito, chiede al rappresentante del Governo se non sia il caso di collegare la verifica sui flussi di cassa all’obbiettivo di prevedere esplicitamente il perseguimento di un equilibrio duraturo all’interno dei bilanci di questi enti, per evitare di scoprire che gli eventuali squilibri costringano o a ripianare il bilancio o addirittura, come nel caso dell’INPDAI, a chiudere l’istituto ed ad inserirlo nell’INAIL.
Sui rinnovi contrattuali e sulle disposizioni in materia di controllo della contrattazione integrativa, previste dall’articolo 20, chiede al Governo se le risorse quantificate siano da considerarsi sufficienti rispetto agli obbiettivi posti e come il tutto si rapporti al patto con le organizzazioni sindacali, al fine di consentire un pacifico rinnovo dei contratti nel settore.
Sull’articolo 21 muove rilievi critici di sostanza costituzionale, posto che il suo contenuto rappresenta un’inversione di campo nella competenza delle regioni, soprattutto alla luce della modifica del Titolo V, Parte II, della Costituzione, per cui, prevedendo sul piano nazionale una legge che comporta obblighi per queste realtà territoriali, si esercita un vulnus all’interno della norma stessa. Chiede pertanto di comprendere come si concili questo intervento, che disciplina organici, assunzioni di personale, razzionalizzazione di enti e spese, con le modifiche introdotte a livello costituzionale, che contemplano l’autonomia di queste realtà.
Esprime apprezzamento per la disposizione contenuta nell’articolo 25 sulla spesa assistenziale per i lavoratori esposti all’amianto.
In merito all’articolo 26, che prevede la confluenza dell’INPDAI nell’INPS, chiede di conoscere se l’alto numero dei portieri degli immobili alienati dall’istituto sia contemplato nel comma 4 dell’articolo in questione, e cioè se sia trasferito all’INPS, conservando il regime previdenziale vigente presso l’ente di provenienza, o se si sia trovata un’altra soluzione.
Nello spirito bipartisan esprime poi apprezzamento per la decisione, stabilita all’articolo 27, di abolire il divieto di cumulo tra pensioni di anzianità e redditi da lavoro.
Infine, per le implicazioni finanziarie che ne potrebbero derivare, chiede al presidente di farsi portavoce presso l’ufficio di presidenza affinché valuti l’opportunità di dar luogo ad una audizione del ministro con riferimento alla grave situazione determinatasi nel comparto della FIAT.
Sulla questione dell’abolizione del divieto di cumulo tra pensioni di anzianità e redditi da lavoro, norma già presente nel disegno di legge di delega in materia previdenziale, pur condividendo la scelta di anticiparne il contenuto – sia pure con determinati paletti – nella legge finanziaria, segnala un problema pratico e di equità di trattamento per coloro che già si siano posti in pensione e che potrebbero non essere in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi stabiliti ora come requisiti per l’accesso a questi benefici. Auspica pertanto che sia possibile rivedere questo profilo stridente, riuscendo a trovare, in collaborazione con il Governo, un soluzione che non mortifichi le aspettative di alcune migliaia di soggetti che si trovano in tale situazione.
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