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Home - Camera - Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

22 Ottobre 2009
in Camera

SEDE REFERENTE

Martedì 19 giugno 2007. – Presidenza del presidente Gianni PAGLIARINI.

La seduta comincia alle 14.10.

Norme in materia previdenziale in favore di lavoratori con familiari gravemente disabili.
C. 71 Volontè, C. 1841 Grimoldi, C. 1902 Bellillo, C. 2208 Satta, C. 2444 Zanotti.
(Seguito dell’esame e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 12 giugno 2007.

Katia BELLILLO (Com.It), in qualità di primo firmatario della proposta di legge C. 1902, sottolinea la necessità di rispondere con sollecitudine alla richiesta di riconoscimento di diritti per lavoratori aventi a carico familiari gravemente disabili. Auspicando un rapido esame delle proposte di legge in titolo, evidenzia l’opportunità di procedere all’audizione di rappresentanti del Coordinamento Nazionale Famiglie disabili Gravi e Gravissimi, costituito il 1o febbraio 2007, a cui sono collegati gruppi di famiglie e coordinamenti territoriali. Ritiene infatti utile un confronto con i rappresentanti di tale organismo, al fine di procedere al riconoscimento, agli effetti previdenziali, del lavoro di cura e di assistenza svolto da lavoratori nei confronti di familiari portatori di handicap. Ricordando che nella maggioranza dei casi i lavoratori con familiari gravemente disabili sono donne, rileva l’importanza di adeguati finanziamenti ai fini dell’attuazione della legge n. 104 del 1992. Dichiara di condividere la proposta avanzata nella seduta del 29 marzo 2007 di costituire un Comitato ristretto, ritenendo opportuno un esame in tale sede ai fini della definizione di un testo unificato che consenta di rispondere ad un tema delicato, quale quello del sostegno a lavoratori che forniscono costante assistenza a familiari gravemente disabili, con una soluzione che garantisca un salto di civiltà.

Carmelo PORCU (AN) rileva come il tema del sostegno in favore di lavoratori con familiari gravemente disabili non risulti oggetto di specifica disciplina legislativa: ritiene pertanto necessario un intervento, quale quello indicato dalle proposte di legge in titolo, che consenta di colmare il vuoto legislativo. In tale ottica reputa prezioso il lavoro che la Commissione è chiamata a svolgere, considerato altresì che il tema affrontato dai provvedimenti in esame presenta inevitabilmente risvolti di ordine culturale. Dichiarando di condividere pienamente l’intervento normativo che si intende introdurre, ricorda che nella legge finanziaria per il 2007 è stato istituito un fondo per l’autosufficienza il cui stanziamento non è congruo rispetto agli obiettivi che s’intendono perseguire attraverso l’istituzione del fondo medesimo. Evidenziando come provvedimenti quali quelli in esame comportino oneri finanziari di notevole entità, richiama l’attenzione sulle sollecitazioni provenienti dalle associazioni di categoria il cui accoglimento andrebbe attentamente valutato alla luce degli oneri da esso derivanti. In considerazione della necessità di disporre di ampie risorse finanziarie al fine di rendere credibile l’intervento in favore di lavoratori con familiari gravemente disabili, reputa necessario, in primo luogo, conoscere la posizione del Governo su tale intervento, e in secondo luogo un attento e approfondito lavoro da parte di un Comitato ristretto.

Amalia SCHIRRU (Ulivo) sottolinea che le proposte di legge in esame affrontano un tema di grande delicatezza. Ritiene opportuna un’attenta analisi della realtà che sono costretti a vivere i lavoratori aventi familiari portatori di handicap ai quali forniscono costantemente assistenza, con ripercussioni sul piano psicologico e sul piano della propria vita lavorativa. Fa presente aspettative di coloro che da anni richiamano l’attenzione del Parlamento sul tema del riconoscimento di un sostegno ai lavoratori con familiari gravemente disabili. Conclude evidenziando l’opportunità di una verifica circa il grado di invalidità necessario ai fini del riconoscimento dei benefici previdenziali per i lavoratori. Ritiene infatti che, oltre alla percentuale di invalidità pari al cento per cento, andrebbe richiesta anche la gravità dell’invalidità medesima, che non sempre è associata al riconoscimento della percentuale massima.

Emilio DELBONO (Ulivo) esprime apprezzamento per i contenuti delle proposte di legge in titolo. Condivide poi l’ipotesi di costituzione di un Comitato ristretto, anche al fine di individuare esattamente l’ammontare degli oneri finanziari derivanti dall’attuazione dell’intervento normativo e la conseguente copertura finanziaria.

Carmen MOTTA (Ulivo) richiama l’importanza del tema del sostegno ai lavoratori con familiari gravemente disabili. Reputa necessario un esame approfondito al fine di non ingenerare false illusioni su coloro che riservano grandi aspettative dall’intervento normativo.
Rilevando come sia necessaria una quantificazione degli oneri derivanti dall’attuazione dell’intervento normativo, ricorda che nella XIV legislatura l’Assemblea stava per approvare una proposta di legge in materia di non autosufficienza il cui iter si dovette interrompere a causa della carenza di una copertura finanziaria degli oneri derivanti dall’attuazione dell’intervento normativo. Ricorda poi come in occasione dell’esame delle ultime due leggi finanziarie alla Camera dei deputati sono stati presentati emendamenti incidenti sul tema del sostegno ai lavoratori con familiari gravemente disabili, trasformati in ordini del giorno accolti poi come raccomandazione.
Alla luce di tale considerazione ritiene fondamentale acquisire la certezza della copertura finanziaria di un intervento normativo su tale tema.

Gianni PAGLIARINI, presidente e relatore, segnala che il tema affrontato dalle proposte di legge in esame è un tema di grande rilievo culturale e sociale e che tali proposte tentano di colmare un vuoto legislativo attraverso un intervento che si colloca all’interno di una più ampia politica in favore dell’autosufficienza. Rileva come la sottoscrizione delle proposte di legge in titolo da parte di deputati appartenenti sia a gruppi di maggioranza che a gruppi di opposizione evidenzia la natura trasversale del tema del sostegno ai lavoratori con familiari gravemente disabili, necessario anche al fine di eliminare il fenomeno della ghettizzazione che pure ha caratterizzato la realtà italiana. Si dichiara concorde con la proposta dell’onorevole Bellillo di procedere all’audizione informale del Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili Gravi e Gravissimi. Ritiene poi opportuno conoscere la posizione del Governo sul tema oggetto delle proposte di legge in esame per poi passare alla costituzione di un Comitato ristretto per l’elaborazione di un testo unificato che consenta di rispondere in modo efficace alle richieste di intervento.
Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell’esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.45.


SEDE CONSULTIVA

Martedì 19 giugno 2007. – Presidenza del presidente Gianni PAGLIARINI.

La seduta comincia alle 14.45.


Norme a tutela dei diritti costituzionali dei professori incaricati esterni.
Nuovo testo C. 1743.
(Parere alla VII Commissione).
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole).

La Commissione prosegue l’esame del provvedimento in oggetto, rinviato nella seduta del 12 giugno 2007.

Donata LENZI (Ulivo), relatore, constatata l’assenza di interventi, formula una proposta di parere favorevole.

La Commissione approva la proposta di parere favorevole del relatore.

DELIBERAZIONE DI RILIEVI


Martedì 19 giugno 2007. – Presidenza del presidente Gianni PAGLIARINI.

La seduta comincia alle 14.50.

Schema di relazione all’Assemblea sulle tematiche relative ai cambiamenti climatici.
(Rilievi alla VIII Commissione).
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l’esame dello schema di relazione in oggetto.

Gianni PAGLIARINI, presidente, avverte che la Commissione è chiamata, nell’ambito di un procedimento modellato su quello per l’esame degli atti del Governo, a deliberare eventuali rilievi alla VIII Commissione (Ambiente, territorio e lavori pubblici) sullo schema della relazione in ordine ai cambiamenti climatici che la predetta Commissione presenterà all’Assemblea, ai sensi dell’articolo 143, comma 1, del regolamento. Ricorda inoltre che l’iniziativa della relazione è partita dalla Conferenza dei presidenti dei gruppi che, nella riunione del 24 gennaio 2007, ha convenuto sull’opportunità di avviare un dibattito parlamentare sulla materia ed ha conseguentemente richiesto alla VIII Commissione di svolgere un lavoro istruttorio acquisendo anche le valutazioni delle altre Commissioni, per riferire infine all’Assemblea, ai fini dell’avvio di una giornata di dibattito sul clima.
Aggiunge che, sulla base di tale indicazione, e previo svolgimento di un’intensa attività istruttoria, la VIII Commissione ha trasmesso lo schema di relazione in oggetto, su cui chiede alla XI Commissione di formulare i rilievi e le osservazioni di competenza, possibilmente entro giovedì 21 giugno, intendendo giungere alla definitiva approvazione della relazione entro l’ultima settimana del mese di giugno.

Tommaso PELLEGRINO (Verdi), relatore, osserva che lo schema di relazione in esame evidenzia come i Governi siano ormai consapevoli dell’esistenza del fenomeno dei cambiamenti climatici e del fatto che esso, causato in buona parte dalle attività umane, va necessariamente affrontato con tempestività. Occorre, pertanto, riflettere sui problemi più rilevanti che fanno riferimento a questo fenomeno, confrontandosi con l’esistenza, in molti Paesi, di una ancora consistente quantità di fonti energetiche fossili e con il quadro preoccupante fornito dall’ultimo rapporto approvato dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), in ambito ONU, sulle prospettive dei cambiamenti climatici.
L’attuazione degli impegni connessi al Protocollo di Kyoto, secondo le linee indicate dall’Unione europea, rappresentano sfide decisive in cui le istituzioni politiche sono chiamate a dare prova di lungimiranza. L’Italia tuttavia è in notevole ritardo rispetto agli obiettivi del Protocollo di Kyoto, poiché, a fronte di un obiettivo nazionale da raggiungere entro il 2012 di riduzione del 6,5 per cento delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990, l’Italia ha fatto segnare un aumento costante delle emissioni.
Lo schema sottolinea come alcuni Paesi europei (Germania e Gran Bretagna) stanno introducendo appositi provvedimenti per rendere legalmente vincolanti gli obiettivi relativi alla riduzione di anidride carbonica. Sulla base di tali indicazioni, nello schema di relazione si precisa che anche l’Italia dovrebbe atteggiarsi in maniera analoga di fronte al problema dei cambiamenti climatici, dando un posto di rilievo ai relativi interventi negli indirizzi politici generali e nella politica economica del Paese, a partire dal prossimo DPEF, che può costituire un primo «banco di prova» in tale direzione.
Lo schema di relazione illustra specifiche strategie e proposte di intervento, che fanno capo, in particolare, all’adozione di politiche di mitigazione e politiche di adattamento. Tra le linee di azione indicate nel testo, particolare rilievo assumono gli interventi nel campo del risparmio energetico, nel settore dell’edilizia, nella promozione delle fonti rinnovabili, nel rilancio di una politica infrastrutturale e dei trasporti basata sull’intermodalità, nella promozione delle nuove tecnologie, nel sostegno alle politiche agricole eco-compatibili. Lo schema inoltre mette in evidenza alcune criticità esistenti nel meccanismo dello scambio di emissioni (Emission Trading) e in quello degli incentivi per le energie rinnovabili, e si conclude con un invito a cogliere l’occasione della lotta ai cambiamenti climatici come una grande opportunità di rilancio e modernizzazione del «sistema Paese», che sia in grado di metterlo al passo con le democrazia più avanzate.
Con riferimento ai profili delle tematiche relative ai cambiamenti climatici che possono avere maggiore attinenza con le competenze della XI Commissione, osserva che lo schema di relazione prevede che l’adozione delle nuove tecnologie, necessarie per attuare una riduzione dei gas serra, potrà costituire una notevole opportunità sul piano della formazione e dell’occupazione di personale molto specializzato. Sarà quindi necessario incoraggiare tali nuove tecnologie anche per le positive ricadute che potranno avere sul piano dell’occupazione, soprattutto per quanto riguarda l’occupazione di tecnici specializzati e ricercatori.
Pertanto, come evidenziato dallo schema in esame, ritiene che occorre compiere notevoli passi in avanti nella ricerca energetica, con un forte incremento dei finanziamenti pubblici e stimolando un maggior impegno da parte dell’economia privata, in modo da rendere possibile alle agenzie di ricerca del Paese e alle università di impegnarsi nei campi di ricerca più promettenti per il risparmio energetico e per le energie rinnovabili. Inoltre occorre valorizzare la ricerca sul clima e sulla meteorologia in ambito universitario, per sopperire al sottodimensionamento del medesimo settore di ricerca, sia in termini in termini di personale sia in termini di risorse finanziarie.
Ricorda poi che la VIII Commissione, nella seduta del 12 giugno successiva alla trasmissione dello schema di relazione, ha svolto l’audizione informale delle organizzazioni sindacali sulle tematiche relative ai cambiamenti climatici. In particolare, dalla documentazione depositata da CGIL, CISL e UIL in sede di audizione, viene posto in rilievo come, al fine di dare concretezza alla strategia dello sviluppo sostenibile e della tutela dell’ambiente, sia necessario procedere al riconoscimento dei lavoratori e dei loro rappresentanti quali soggetti legittimati alla tutela dell’impatto ambientale sui luoghi di lavoro. Considerato che qualsiasi attività lavorativa determina condizioni di impatto ambientale, le citate organizzazioni sindacali hanno rimarcato la necessità di fornire al lavoratore una serie di strumenti normativi e contrattuali per rivendicare una tutela sul piano ambientale, analogamente a quella sulla sicurezza. Specularmente per il datore di lavoro andrebbe previsto – secondo quanto dichiarato dalle organizzazioni sindacali – l’obbligo di rendere operativo un programma di miglioramento ambientale continuo con riferimento all’impatto della attività produttiva.
Precisa che alcuni risultati in tal senso sono stati già raggiunti dalla contrattazione collettiva, in particolare da quella relativa ai lavoratori delle raffinerie e della chimica. Difatti in tali settori il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) si occupa anche di questioni ambientali e quindi assume la denominazione di RLSA (dove A sta evidentemente per Ambiente), per cui dispone di un monte ore per la formazione specifica e gli viene riconosciuta come attività sindacale l’attività riferita al rapporto con le istituzioni esterne all’attività lavorativa. Il RLSA vigila non solamente per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, ma esplica la sua funzione anche a salvaguardia della comunità locale sul piano ambientale controllando che sia rispettato l’impegno del datore di lavoro al miglioramento continuo degli impatti ambientali diretti e indiretti dell’attività produttiva.
Riservandosi comunque di valutare eventuali osservazioni risultanti dal dibattito, preannuncia l’intenzione di proporre rilievi che invitino la Commissione di merito a valutare l’opportunità di prevedere nello schema di relazione la necessità di riconoscere i lavoratori e i loro rappresentanti quali soggetti legittimati alla tutela ambientale sui luoghi di lavoro, estendendo la figura del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e l’ambiente (RLSA), attualmente presente nel settore chimico, alla generalità dei settori produttivi, o comunque sostenendo la contrattazione collettiva nella predisposizione di analoghi strumenti di tutela ambientale sui luoghi di lavoro.

Gianni PAGLIARINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell’esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.

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