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Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

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Home - Camera - Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

22 Ottobre 2009
in Camera

SEDE REFERENTE

Martedì 17 luglio 2007. – Presidenza del presidente della XII Commissione Mimmo LUCÀ. – Intervengono i sottosegretari di Stato per il lavoro e la previdenza sociale Antonio Michele Montagnino e per la salute Giampaolo Patta.

La seduta comincia alle 12.25.

Norme in materia di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro.
C. 2849 Governo, approvato dal Senato e C. 2636 Fabbri.
(Seguito dell’esame e rinvio).

Le Commissioni proseguono l’esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta dell’11 luglio 2007.

Antonino LO PRESTI (AN), intervenendo sull’ordine dei lavori, stigmatizza il grave ritardo con cui è giunto il rappresentante del Governo e invita la presidenza a rappresentare il problema al Presidente della Camera.

Mimmo LUCÀ, presidente, assicura che la presidenza si farà carico del problema segnalato dal deputato Lo Presti. Avverte quindi che sono state presentate proposte emendative riferite al provvedimento in titolo (vedi allegato).

Augusto ROCCHI (RC-SE), relatore per la XI Commissione, ritiene che la drammaticità del fenomeno degli infortuni sul lavoro richieda una comune assunzione di responsabilità da parte della maggioranza e dell’opposizione, al fine di consentire una rapida approvazione del provvedimento in esame. Osserva quindi che alcune delle proposte emendative presentate, da parte di esponenti di maggioranza e di opposizione, sono ragionevoli e anche condivisibili. La loro approvazione, tuttavia, comporterebbe la necessità di trasmettere nuovamente il provvedimento al Senato, comportando un notevole ritardo nell’approvazione definitiva dello stesso, anche a causa della sessione di bilancio che impegnerà il Parlamento dopo l’interruzione estiva dei lavori. Propone quindi, anche a nome del relatore per la XII Commissione, l’individuazione di uno strumento parlamentare idoneo ad impegnare il Governo rispetto alle questioni su cui si registra una convergenza tra maggioranza e opposizione. Si riferisce, in particolare, alle questioni sollevate dalle proposte emendative riferite: alla copertura finanziaria del provvedimento in esame; all’opportunità di un’impostazione non soltanto sanzionatoria, ma anche premiale e incentivante, specie verso gli artigiani e le piccole imprese; al ruolo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e agli altri istituti attuativi del decreto legislativo n. 626 del 1994; all’esigenza di un soggetto di coordinamento territoriale per consentire un salto di qualità nella prevenzione degli infortuni sul lavoro. Quanto allo strumento parlamentare idoneo a impegnare il Governo su questi temi, ritiene che potrebbe essere individuato in un ordine del giorno ovvero in una risoluzione, presentati da deputati di maggioranza ed opposizione. Chiede pertanto se i gruppi di opposizione siano disponibili a valutare la soluzione prospettata. In caso contrario, procederà ad esprimere il parere sugli emendamenti presentati.

Luigi FABBRI (FI) dichiara preliminarmente di apprezzare le considerazioni svolte dal collega Rocchi e annuncia che il suo gruppo, pur nutrendo forti riserve sull’impostazione del provvedimento in esame, non assumerà un atteggiamento ostile nel corso dell’esame in Assemblea, poiché condivide la necessità di un intervento in materia di sicurezza del lavoro. Rileva tuttavia che il provvedimento in titolo ha un’impostazione esclusivamente sanzionatoria e, pertanto, diametralmente opposta a quella auspicata dall’opposizione. Ricorda altresì che la materia è caratterizzata da una notevole stratificazione normativa, che renderebbe piuttosto necessario un serio sforzo di semplificazione. Per le ragioni esposte, ritiene di non poter accedere alla proposta dei relatori.

Angelo COMPAGNON (UDC) apprezza l’atteggiamento dei relatori e ricorda come anche l’opposizione, essendo convinta della necessità di adottare un provvedimento in materia di sicurezza del lavoro, abbia sin qui tenuto un comportamento responsabile, confermato da proposte emendative che non hanno affatto carattere ostruzionistico. Osserva peraltro che Governo e maggioranza sembrano interessati esclusivamente ad approvare rapidamente il provvedimento in titolo e ad evitare un nuovo esame da parte del Senato, mentre ritiene che sia più importante garantire la qualità dell’intervento legislativo in materia. Quanto agli strumenti, diversi dagli emendamenti, proposti dai relatori, come risoluzioni o ordini del giorno, osserva che essi sono poco incisivi e dichiara, pertanto, che anche il suo gruppo non potrà accedere alle loro proposte.

Salvatore MAZZARACCHIO (FI) rileva che, a suo avviso, i relatori non hanno individuato soluzioni concrete, alternative all’approvazione degli emendamenti presentati.

Antonino LO PRESTI (AN) si associa alle considerazioni svolte dai colleghi Fabbri e Compagnon e dichiara pertanto che anche il suo gruppo non potrà aderire alla proposta formulata dai relatori. Osserva altresì che l’esigenza di celerità rappresentata dal collega Rocchi potrebbe comunque essere salvaguardata riducendo da 9 a 6 mesi il termine per l’esercizio della delega.

Il sottosegretario Antonio Michele MONTAGNINO osserva innanzitutto che l’esigenza di una rapida approvazione del provvedimento in esame deriva dalla necessità di una comune assunzione di responsabilità a fronte di un problema drammatico. Ricorda quindi che il Senato ha svolto un esame attento e approfondito, approvando emendamenti sia di maggioranza sia di opposizione, alcuni dei quali erano volti a inserire nel testo norme immediatamente precettive. Pertanto, sebbene il provvedimento in esame sia certamente ancora perfettibile, la sua approvazione definitiva prima dell’interruzione estiva dei lavori estivi parlamentari avrebbe il vantaggio di consentire l’immediata applicazione di tali disposizioni.

SEDE REFERENTE

Martedì 17 luglio 2007. – Presidenza del presidente della XI Commissione, Gianni PAGLIARINI. – Intervengono i sottosegretari di Stato per il lavoro e la previdenza sociale Antonio Michele Montagnino e per la salute Giampaolo Patta.

La seduta comincia alle 18.30.

Norme in materia di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro.
C. 2849 Governo, approvato dal Senato e C. 2636 Fabbri.
(Seguito dell’esame e rinvio).

Le Commissioni proseguono l’esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta antimeridiana odierna.

Gianni PAGLIARINI, presidente, ricorda che, al termine della seduta antimeridiana, il deputato Delbono ha illustrato il suo emendamento 1.73, chiedendo al rappresentante del Governo di fornire chiarimenti al riguardo.

Il sottosegretario Antonio Michele MONTAGNINO chiarisce che la norma di copertura contenuta alla lettera p) del comma 2 dell’articolo 1 del provvedimento in esame è riferita alle risorse di cui all’articolo 1, comma 780, della legge finanziaria per il 2007, restando del tutto impregiudicata la riduzione dei contributi a carico degli artigiani stabilita al comma medesimo. Il Governo invita comunque i componenti le Commissioni a valutare l’opportunità di ribadire questa precisazione all’interno di un apposito ordine del giorno.

Angelo COMPAGNON (UDC) rileva che l’emendamento 1.73 è sottoscritto da quindici colleghi della maggioranza e che lo stesso deputato Delbono ha riconosciuto che il provvedimento in esame può essere migliorato. Ciò è la conferma, a suo avviso, che la maggioranza sbaglia a respingere tutti gli emendamenti presentati, che non hanno affatto carattere ostruzionistico. Annuncia pertanto che i deputati del suo gruppo abbandonano i lavori per protesta verso l’atteggiamento di chiusura della maggioranza nei confronti di tutte le proposte migliorative avanzate dall’opposizione.

Emilio DELBONO (Ulivo) reputa particolarmente rilevante il chiarimento fornito dal rappresentante del Governo, il quale elimina le possibili ambiguità interpretative della norma, e ritiene significativo che tale chiarimento rimanga agli atti. Valuterà comunque l’opportunità di presentare un ordine del giorno al riguardo. Ritira quindi il suo emendamento 1.73.

Simone BALDELLI (FI) ritiene che il collega Delbono abbia posto un problema reale, dovuto alla cattiva formulazione della norma di cui alla lettera p) del comma 2 dell’articolo 1. Segnala quindi che, sotto il profilo della chiarezza normativa, il provvedimento in esame presenta numerosi aspetti problematici, che crede saranno segnalati nel parere del Comitato per la legislazione.

Gianni PAGLIARINI, presidente, constata l’assenza dei presentatori dell’emendamento Compagnon 1.74, identico all’emendamento Delbono 1.73: s’intende vi abbiano rinunciato.

Simone BALDELLI (FI), intervenendo sull’ordine dei lavori, desidera ribadire quanto già rappresentato in Assemblea nella seduta appena conclusa, riconoscendo che la Presidenza ha assicurato tempi congrui per l’esame preliminare del provvedimento in titolo, ma segnalando, al contempo, che il tempo a disposizione per l’esame delle proposte emendative, presentate da deputati sia di maggioranza sia di opposizione, è insufficiente. Ritiene altresì che i tempi di esame degli emendamenti potrebbero essere ampliati, in considerazione del fatto che, a suo avviso, l’esame del provvedimento in Assemblea non inizierà il prossimo lunedì 23 luglio, come previsto.

Gianni PAGLIARINI, presidente, reputa comprensibili le considerazioni svolte dal collega Baldelli, ma ricorda che le Commissioni si sono comunque impegnate a concludere entro giovedì prossimo l’esame del provvedimento in titolo.

Augusto ROCCHI (RC-SE), relatore per la XI Commissione, ricorda, per i colleghi che fossero assenti nella seduta antimeridiana, che l’invito al ritiro formulato dai relatori in riferimento ad alcune proposte emendative, denota l’assenza di una contrarietà di merito e la disponibilità a sottoscrivere ordini del giorno o risoluzioni che recepiscano i medesimi contenuti.

SEDE CONSULTIVA



Martedì 17 luglio 2007. – Presidenza del presidente Gianni PAGLIARINI.

La seduta comincia alle 14.10.

Decreto-legge n. 81/07: Disposizioni urgenti in materia finanziaria.
Nuovo testo C. 2852 Governo.

(Parere alla V Commissione).
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole).

La Commissione inizia l’esame del provvedimento in oggetto.

Teresa BELLANOVA (Ulivo), relatore, fa presente che la Commissione è chiamata ad esprimere il parere sul nuovo testo del disegno di legge di conversione del decreto legge 2 luglio 2007, n. 81 recante disposizioni in materia finanziaria, come risultante dagli emendamenti approvati dalla Commissione Bilancio. Ricorda che la Commissione aveva deciso di non esprimere il parere sul testo originario del decreto legge, in considerazione dell’intervenuto accordo tra il Governo e le parti sociali in materia di trattamenti pensionistici più bassi, di cui la Commissione non conosceva i dettagli nel momento dell’esame del decreto medesimo.
Sottolinea quindi che l’articolo 5 del nuovo testo del decreto-legge, recante interventi in materia pensionistica, è stato sostanzialmente riscritto a seguito dell’approvazione della nuova formulazione dell’emendamento 5.26 del Governo intervenuto sulla base dell’accordo raggiunto con le parti sociali.
Rispetto alla precedente formulazione dell’articolo, sono stati stabiliti direttamente nel decreto-legge gli incrementi dei trattamenti pensionistici più bassi e i requisiti dei soggetti aventi diritto a tali benefici, mentre il testo originario, nell’ambito delle risorse appositamente stanziate, prevedeva che fosse un decreto ministeriale a stabilire i criteri di determinazione dell’incremento e le modalità e i termini di corresponsione. Inoltre, si provvede a precisare in maniera più puntuale, in termini di benefici attribuiti e di risorse a ciò destinate, gli altri interventi previsti, volti al miglioramento del meccanismo di perequazione per le pensioni di importo tra tre e cinque volte il trattamento minimo mensile vigente nell’assicurazione generale obbligatoria (A.G.O.) e ad introdurre misure agevolative relative al riscatto degli anni del corso legale di laurea e alla totalizzazione dei periodi assicurativi maturati presso diverse gestioni previdenziali per i soggetti ai si applichi in maniera integrale il metodo contributivo di calcolo della pensione.
Più in dettaglio, osserva che il nuovo testo dell’articolo 5, al comma 1, in primo luogo provvede a delimitare la platea degli aventi diritto ai benefici pensionistici in questione, facendo riferimento ai soggetti con età pari o superiore a 64 anni e che siano titolari di uno o più trattamenti pensionistici a carico dell’A.G.O. e delle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della medesima, gestite da enti pubblici di previdenza obbligatoria. A tali soggetti è corrisposta, a decorrere dall’anno 2007, una somma aggiuntiva determinata, secondo quanto previsto nella Tabella A allegata, in funzione dell’anzianità contributiva complessiva e della gestione di appartenenza a carico della quale è liquidato il trattamento principale. Pertanto, per i lavoratori dipendenti si prevede l’attribuzione di un incremento di 262 euro per il 2007 e di 336 euro a decorrere dal 2008 per le anzianità contributive fino a 15 anni, di 327 euro per il 2007 e di 420 euro a decorrere dal 2008 per le anzianità contributive superiori a 15 anni e non superiori a 25 anni, di 392 euro per il 2007 e 504 euro a decorrere dal 2008 per le anzianità contributive superiori invece a 25 anni. Invece, per i lavoratori autonomi si prevede l’attribuzione di un incremento di 262 euro per il 2007 e di 336 euro a decorrere dal 2008 per le anzianità contributive fino a 18 anni, di 327 euro per il 2007 e di 420 euro a decorrere dal 2008 per le anzianità contributive superiori a 18 anni e non superiori a 28 anni, di 392 euro per il 2007 e 504 euro a decorrere dal 2008 per le anzianità contributive superiori invece a 28 anni. Viene poi precisato che, nel caso in cui il soggetto sia titolare sia di pensione diretta sia di pensione ai superstiti si tiene conto della sola anzianità contributiva relativa ai trattamenti diretti. Nel caso in cui il soggetto sia titolare solo di pensioni ai superstiti, ai fini dell’applicazione dei criteri di cui alla predetta Tabella A, l’anzianità contributiva complessiva è computata al sessanta per cento, ovvero alla diversa percentuale riconosciuta dall’ordinamento per la determinazione del medesimo trattamento pensionistico.
Quanto alle modalità di erogazione, il nuovo testo dell’articolo 5 dispone che la somma aggiuntiva prevista sia corrisposta dall’INPS, con riferimento all’anno 2007, in sede di erogazione della mensilità di novembre ovvero della tredicesima mensilità, e dal 2008 in sede di erogazione della mensilità di luglio ovvero dell’ultima mensilità corrisposta nell’anno, e spetti a condizione che il soggetto non possegga un reddito complessivo individuale relativo all’anno stesso superiore a una volta e mezza il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti. A tal fine, si tiene conto dei redditi di qualsiasi natura, compresi i redditi esenti da imposte e quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva, eccetto sia quelli derivanti dall’assegno per il nucleo familiare ovvero dagli assegni familiari e dall’indennità di accompagnamento, sia il reddito della casa destinata ad abitazione principale, i trattamenti di fine rapporto comunque denominati e gli emolumenti arretrati sottoposti a tassazione separata.
Fa poi presente che il nuovo testo dell’articolo 5 stabilisce come, nei confronti dei soggetti che soddisfano le condizioni indicate e per i quali l’importo complessivo annuo delle pensioni, al netto dei trattamenti di famiglia, risulti superiore alla soglia reddituale indicata e inferiore al limite costituito dalla predetta soglia reddituale aumentata della somma aggiuntiva di cui alla Tabella A, la medesima somma aggiuntiva viene corrisposta solamente in maniera parziale fino a concorrenza del predetto limite. Nel caso in cui i soggetti aventi diritto all’incremento dei trattamenti pensionistici non risultino beneficiari di prestazioni presso l’INPS, il casellario centrale dei pensionati provvede ad individuare l’ente incaricato dell’erogazione del medesimo incremento, che provvede negli stessi termini e con le medesime modalità indicate nel caso di erogazione da parte dell’INPS. Inoltre, l’articolo 5 dispone che l’incremento dei trattamenti pensionistici non è considerato reddito né ai fini fiscali né ai fini della corresponsione di prestazioni previdenziali ed assistenziali, con esclusione dall’anno 2008, per un importo pari a 156 euro, dell’incremento delle maggiorazioni sociali di cui all’articolo 38 della legge finanziaria 2002. Pertanto l’articolo 5 dispone, al comma 5, che a decorrere dal 1o gennaio 2008, l’incremento delle pensioni in favore di soggetti disagiati di cui al citato articolo 38 della legge n. 448 del 2001 è concesso secondo i criteri ivi stabiliti, fino a garantire un reddito proprio pari a 580 euro al mese per tredici mensilità e, a decorrere dalla medesima data, l’importo del limite di reddito personale per aver diritto all’incremento è rideterminato in 7.540 euro. Per gli anni successivi al 2008 il limite di reddito annuo di 7.540 euro è aumentato in misura pari all’incremento dell’importo del trattamento minimo pensionistico a carico del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti rispetto all’anno precedente.
Il comma 6 provvede invece ad introdurre, per il triennio 2008-2010, un miglioramento del meccanismo di perequazione per le pensioni di importo compreso tra tre e cinque volte il trattamento minimo mensile vigente nell’A.G.O. In particolare si prevede che per tali pensioni si applichi una rivalutazione automatica pari al 100 per cento dell’indice ISTAT che misura il costo della vita.
Il comma 7 affida quindi ad un successivo decreto ministeriale, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, la fissazione delle modalità di attuazione dell’articolo, prevedendo altresì che in fase di prima applicazione delle norme riguardanti la corresponsione degli incrementi delle pensioni basse il Governo, d’intesa con i sindacati, procede entro il mese di dicembre 2008 alla verifica dell’attuazione medesime norme.
Infine il comma 8 istituisce, a decorrere dal 2008, un Fondo per il finanziamento, nel limite di 267 milioni di euro per il 2008, di 234 milioni di euro per il 2009 e di 200 milioni di euro dal 2010, di misure agevolative relative al riscatto degli anni del corso legale di laurea e alla totalizzazione dei periodi assicurativi maturati presso diverse gestioni previdenziali, rivolte, in particolare, ai soggetti per i quali si applichi in maniera integrale il metodo contributivo di calcolo della pensione, al fine di migliorare la misura dei trattamenti pensionistici. Il comma stabilisce altresì che resta fermo il principio di armonizzazione dei sistemi previdenziali di cui all’articolo 2, comma 22, della legge 8 agosto 1995, n. 335, al fine di garantire l’applicazione di parametri identici per i diversi enti.
Alla luce di quanto illustrato, valutato favorevolmente il nuovo testo dell’articolo 5 del decreto legge, formula una proposta di parere favorevole sul provvedimento in esame (vedi allegato).

Emilio DELBONO (Ulivo), intervenendo in dichiarazione di voto, sottolinea, a nome del suo gruppo, la soddisfazione in ordine ad alcune decisioni adottate dal Governo che hanno consentito di concludere l’accordo con le parti sociali. Dichiara di non condividere la polemica sviluppatasi soprattutto presso gli organi di stampa in ordine alla tutela e difesa delle giovani generazioni che sarebbe garantita esclusivamente dall’equilibrio del sistema previdenziale. A tale proposito precisa che la cosiddetta riforma Maroni, innalzando la soglia dell’età pensionabile, si poneva come obiettivo un equilibrio del sistema previdenziale esclusivamente a breve termine. Tale riforma non prendeva in alcun modo in considerazione i temi del riscatto degli anni di laurea e della totalizzazione dei periodi contributivi. Ritiene pertanto che il provvedimento in esame, proprio in quanto reca misure agevolative su tali punti, costituisca un primo efficace segnale in favore del trattamento pensionistico delle giovani generazioni. Esprimendo comunque perplessità in ordine alla assegnazione alla Commissione solo in sede consultiva del provvedimento in esame, preannuncia voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore, ritenendo che il provvedimento in esame segni una discontinuità nella qualità della legislazione in materia pensionistica.

Simone BALDELLI (FI), fa presente che, pur muovendo dalle medesime considerazioni del collega Delbono, giunge a conclusioni diverse. In primo luogo, sottolinea che il tema delle pensioni viene esaminato dalla Commissione al termine di una trattativa sindacale che non ha visto alcun coinvolgimento del Parlamento. Riconosce la presenza nel provvedimento in esame di elementi positivi per il trattamento previdenziale delle giovani generazioni, quali il riscatto del corso legale di laurea e la totalizzazione dei periodi contributivi. Ritiene però che tali elementi non possano essere considerati separatamente dal tema dell’abbassamento della soglia dell’età pensionabile. A tale proposito osserva che tale tema rappresenta un elemento negativo, non solo per il relativo costo sul piano finanziario, ma anche a causa del ruolo incisivo che alcuni sindacati esercitano nell’interesse di una parte di pensionati, mettendo così in discussione il futuro delle giovani generazioni non adeguatamente rappresentate nel mondo sindacale. Invita a prestare particolare attenzione a quanto dichiarato da economisti ed esperti in ordine all’abbassamento della soglia dell’età pensionabile, i quali per il loro pensiero finiscono per mettere a rischio la propria vita. Richiama poi le considerazioni enunciate dal Governatore della Banca d’Italia secondo il quale il cosiddetto «tesoretto» avrebbe dovuto essere destinato alla riduzione del debito pubblico e quindi alla riduzione della pressione fiscale. Pertanto, preannuncia voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore, ritenendo che, nonostante gli elementi positivi previsti nel testo in esame per le giovani generazioni, la trattativa in corso per l’abbassamento della soglia dell’età pensionabile produca comunque un danno per le medesime giovani generazioni.

Antonino LO PRESTI (AN), intervenendo in dichiarazione di voto, preannuncia voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore. Reputa opportuno richiamare l’attenzione sulle dichiarazioni del Governatore della Banca d’Italia in ordine alla maggiore opportunità di destinare le risorse dell’extra gettito per la riduzione della pressione fiscale e circa l’opportunità di un innalzamento della soglia pensionabile. Conclude invitando a raccogliere gli appelli provenienti da soggetti che non appartengono ad alcuno schieramento politico e che invitano a muoversi in modo diverso in ordine alla destinazione dell’extragettito.

Angelo COMPAGNON (UDC), intervenendo in dichiarazione di voto, preannuncia il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore. Sottolinea come il Governo abbia perso l’opportunità di destinare le maggiori risorse verso obiettivi che avrebbero comunque consentito di migliorare il quadro economico del Paese. Sottolinea infine il ruolo marginale che la Commissione svolge sul tema della previdenza. A tale proposito richiama l’attenzione sul problema di carattere generale relativo ai rapporti tra Esecutivo e Parlamento, il quale si trova molto spesso nella condizione di ratificare decisioni adottate dal Governo a seguito di accordi conclusi con altri soggetti non appartenenti al circuito della rappresentanza.

Gloria BUFFO (SDpSE) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore, ritenendo che il provvedimento in esame presenti tre aspetti di particolare interesse. In primo luogo, il provvedimento incide su una delle disuguaglianze esistenti nel Paese, e quindi sull’ ampio numero di lavoratori con trattamenti pensionistici bassi. In secondo luogo, il testo reca misure agevolative a favore dei trattamenti pensionistici delle giovani generazioni. In terzo luogo, reputa positivamente il riferimento, ai fini della determinazione dell’incremento del trattamento pensionistico, esclusivamente al reddito individuale e non a quello familiare.

Augusto ROCCHI (RC-SE), preannunciando il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore, sottolinea la contraddizione tra quanto sostenuto dalle forze di opposizione in ordine alle condizioni finanziarie del Paese durante la propria attività di Governo e le dichiarazioni del Governatore della Banca d’Italia che si muovono in senso contrario. Con riferimento al provvedimento in esame, fa presente che probabilmente si sarebbe potuto fare di più sul piano della redistribuzione delle risorse economiche. Ritiene comunque importante che l’opera di redistribuzione sia stata avviata.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole del relatore.

La seduta termina alle 14.45.

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