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Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale

Commissione Lavoro, previdenza sociale

22 Ottobre 2009
in Senato

(Dal Resoconto Sommario)

MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2003
192a Seduta

Presidenza del Presidente
ZANOLETTI
Intervengono i sottosegretari di Stato per il lavoro e le politiche sociali SACCONI e Grazia SESTINI.

La seduta inizia alle ore 15,20.

IN SEDE DELIBERANTE
(2303) Modifiche all’ articolo 70 del testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, in materia di indennità di maternità per le libere professioniste, approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall’unificazione dei disegni di legge d’iniziativa dei deputati Mantini; Siniscalchi; Costa; Benedetti Valentini; Gazzara
(1335) BOREA ed altri. – Modifiche urgenti in tema di indennità di maternità alle libere professioniste
(1361) MAGNALBO’. – Modifiche all’ articolo 70 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, in tema di indennità di maternità alle libere professioniste
(1895) BUCCIERO. – Modifiche urgenti in tema di indennità di maternità alle libere professioniste
(Seguito della discussione congiunta e approvazione)

Si riprende la discussione congiunta sospesa nella seduta del 23 settembre scorso.

Il PRESIDENTE ricorda preliminarmente che nella sopracitata seduta del 23 settembre scorso si è conclusa la discussione generale sul disegno di legge in titolo ed è stato altresì fissato per giovedì 25 settembre alle ore 18 il termine per la presentazione di eventuali ordini del giorno ed emendamenti.

Il PRESIDENTE, nelle funzioni relatore, e il sottosegretario Grazia SESTINI, dichiarano di rinunciare all’intervento di replica.

Il PRESIDENTE illustra l’ordine del giorno n. 0/2303/11/1.

Dopo che la Rappresentante del Governo ha manifestato il proprio avviso favorevole in ordine all’ordine del giorno testé illustrato, il PRESIDENTE, previa verifica del numero legale per deliberare, pone ai voti lo stesso, che viene approvato all’unanimità.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) chiede alla rappresentante del Governo chiarimenti in ordine alle modalità con cui viene garantita la sussistenza di una situazione di equilibrio tra contributi versati e prestazioni erogate, in riferimento alle delibere degli enti previdenziali di categoria – alla luce della disposizione normativa di cui all’articolo 83, commi 2 e 3, del decreto legislativo n. 151 del 2001- .

Il sottosegretario GraziaSESTINI, dichiarando di non disporre al momento dei dati richiamati dal senatore Ripamonti, si riserva di fornire i chiarimenti richiesti in altra sede.

Il PRESIDENTE avverte che non sono stati presentati emendamenti e che, pertanto, si passerà alla votazione degli articoli del disegno di legge n. 2303, a suo tempo adottato dalla Commissione come testo base.

Il PRESIDENTE pone ai voti l’articolo 1, che viene approvato all’unanimità.

Successivamente, posto ai voti, viene approvato all’unanimità l’articolo 2.

Il PRESIDENTE sottopone quindi a votazione finale il disegno di legge n. 2303, per l’approvazione nel suo complesso.

La Commissione approva all’unanimità.

Il PRESIDENTE avverte che risultano conseguentemente assorbiti i disegni di legge n. 1335, n. 1361 e n. 1895.



IN SEDE REFERENTE
(848-bis) Delega al Governo in materia di incentivi alla occupazione, di ammortizzatori sociali, di misure sperimentali a sostegno dell’ occupazione regolare e delle assunzioni a tempo indeterminato, nonchè di arbitrato nelle controversie individuali di lavoro, risultante dallo stralcio deliberato dall’Assemblea il 13 giugno 2002 degli articoli 2, 3, 10 e 12 del disegno di legge d’iniziativa governativa
(514) MANZIONE. – Modifica all’ articolo 4 della legge 11 maggio 1990, n. 108, in materia di licenziamenti individuali
(1202) RIPAMONTI. – Modifiche ed integrazioni alla legge 11 maggio 1990, n. 108, in materia di licenziamenti senza giusta causa operati nei confronti dei dipendenti di organizzazioni politiche o sindacali
(2008) DI SIENA ed altri. – Misure per l’ estensione dei diritti dei lavoratori

– e petizione n. 449 ad essi attinente

(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)

Si riprende l’esame congiunto sospeso nella seduta del 24 settembre scorso.

Il PRESIDENTE ricorda che nella precedente seduta è proseguita la votazione degli emendamenti e dei subemendamenti riferiti all’articolo 1, fino al subemendamento 1.1/99.

Interviene il senatore BATTAFARANO (DS-U) per dichiarazione di voto favorevole sul subemendamento 1.1/61, anche a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, sottolineando l’esigenza che le misure di incentivazione finanziaria siano orientate nell’ottica della promozione di rapporti di lavoro stabili.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U), dopo aver manifestato la volonta di aggiungere la propria firma al subemendamento in questione, preannuncia, anche al nome del gruppo parlamentare di appartenza, il proprio voto favorevole sullo stesso, precisando che la formulazione del testo, prospettata nell’ambito della proposta emendamentiva in esame, risulta più chiara e più precisa.

Posto ai voti, il subemendamento 1.1/61 viene respinto.

Dopo che il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) ha raccomandato l’accoglimento dell’emendamento 1.32, lo stesso, posto ai voti, viene respinto.

Viene poi respinto, con apposita votazione, l’emendamento 1.33.

Il senatore BATTAFARANO (DS-U) interviene per dichiarazioni di voto sul subemendamento 1.1/87, preannunciando anche a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole in ordine allo stesso.

Posto ai voti, il subemendamento 1.1/87 viene respinto.

Successivamente, con separate votazioni, vengono respinti l’emendamento 1.34 e il subemendamento 1.1/26.

Il senatore BATTAFARANO (DS-U) raccomanda l’accoglimento dell’emendamento 1.71, volto ad estendere l’ambito applicativo della disposizione normativa in questione, attraverso l’inclusione, tra i presupposti per l’adozione di misure di incentivazione finanziaria, anche della trasformazione in contratto a tempo indeterminato di tutte le fattispecie che non costituiscono rapporto di lavoro.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) dichiara, anche a nome del Gruppo di appartenenza, il voto favorevole sull’emendamento in questione.

Posto ai voti, l’emendamento 1.71 viene respinto dalla Commissione.

Dopo che il senatore BATTAFARANO (DS-U) ha annunciato che il Gruppo Democratici di sinistra-l’Ulivo voterà a favore dell’emendamento 1.72, lo stesso, posto ai voti, viene respinto.

Il senatore GRUOSSO (DS-U) raccomanda quindi l’accoglimento dell’emendamento 1.73, sottolineando l’esigenza di incentrare le misure di incentivazione sulla promozione di rapporti lavorativi a tempo indeterminato.

Posto ai voti, l’emendamento 1.73 viene respinto.

Successivamente viene respinto, previa apposita votazione, il subemendamento 1.1/88.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) raccomanda l’accoglimento del subemendamento 1.1/44 precisando che lo stesso è finalizzato ad incentivare la trasformazione in rapporto di lavoro a tempo indeterminato delle prestazioni d’opera a carattere continuativo, di cui agli articoli 2222 e seguenti del Codice civile, nonché dei rapporti di associazione in partecipazione ed infine delle tipologie di lavoro contemplate dall’articolo 4 della legge n. 30 del 2003.

Posto ai voti, il subemendamento 1.1/44 viene respinto.

La Commissione accoglie, con apposita votazione, il subemendamento 1.1/43.

Successivamente, con separate votazioni, vengono respinti il subemendamento 1.1/100 e l’emendamento 1.36.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U), nel raccomandare l’accoglimento del subemendamento 1.1/28, rileva che lo stesso è volto a salvaguardare la parte più debole del rapporto di lavoro, ossia il lavoratore, da strategie politiche orientate nell’ottica della individualizzazione del rapporto stesso, prefigurate anche nell’ambito della legge n. 30 del 2003.

La senatrice PILONI (DS-U) rileva che la formulazione della lettera c) dell’emendamento governativo 1.1 risulta ambigua e fuorviante, in quanto il tenore del testo normativo in questione sembra configurare l’incentivazione economica all’utilizzo del part-time come una vera e propria elargizione di denaro, anziché come una decontribuzione o una detassazione. Propone pertanto di accantonare il subemendamento 1.1/28, al fine di approfondire ulteriormente i profili connessi allo stesso.

Il senatore TREU (Mar-DL-U) precisa che il rilievo, prospettato in ordine alla formulazione della lettera c) dell’emendamento governativo 1.1, riveste una valenza tecnica. In particolare, l’utilizzo della dizione “erogate” risulta riduttiva, essendo opportuno introdurre una formulazione più generica, comprensiva di varie tipologie di incentivazione.

Il sottosegretario SACCONI aderisce alla proposta di accantonamento, rilevando tuttavia che l’erogazione di incentivi al part-timedirettamente al prestatore di lavoro consente, alla stregua della disciplina comunitaria, la possibilità di circoscrivere l’ambito di applicazione di tale misura anche a una parte del territorio nazionale, mentre la scelta di un diverso modulo operativo potrebbe creare qualche problema sotto tale profilo.
In riferimento al rilievo tecnico prospettato dal senatore Treu, rileva che l’espressione utilizzata nella lettera c) dell’emendamento 1.1 risulta sufficientemente ampia.

Il PRESIDENTE, quindi, accantona l’esame dei subemendamenti 1.1/28 e 1.1/62, di identico tenore.

Successivamente, con separate votazioni, vengono respinti i subemendamenti 1.1/3 e 1.1/27.

Dopo che il senatore BATTAFARANO (DS-U) ha raccomandato l’accoglimento del subemendamento 1.1/63, i senatori RIPAMONTI (Verdi-U) e MONTAGNINO (Mar-DL-l’Ulivo) dichiarano entrambi di aggiungere la propria firma allo stesso.

Posto ai voti, il subemendamento 1.1/63 viene respinto.

Successivamente, con separate votazioni, vengono respinti gli emendamenti 1.37 e 1.38.

Il senatore VANZO (LP) dichiara di ritirare i subemendamenti 1.1/115 e 1.1/114.

Viene poi respinto, con apposita votazione, l’emendamento 1.39.

Dopo che i senatori RIPAMONTI (Verdi-U), TREU (Mar-DL-U), DATO (Mar-DL-U) e MONTAGNINO (Mar-DL-U) hanno dichiarato di aggiungere la propria firma al subemendamento 1.1/64, lo stesso, posto ai voti, viene respinto.

Successivamente, posti congiuntamente ai voti, vengono respinti l’emendamento 1.40 e il subemendamento 1.1/82, di identico tenore.

Viene poi accolto, con apposita votazione, il subemendamento 1.1/66, dopo che i senatori MONTAGNINO (Mar-DL-U), DATO (Mar-DL-U) e TREU (Mar-DL-U) hanno dichiarato di aggiungere la propria firma allo stesso.

Successivamente, posto ai voti, viene respinto l’emendamento 1.41.

La senatrice PILONI (DS-U) riformula il subemendamento 1.1/65, nel modo di seguito indicato: al comma 1, lettera c), sostituire le parole: “sei anni conviventi” con le seguenti: “8 anni ovvero 12 anni se adottati o in affidamento”.

Dopo che i senatori MONTAGNINO (Mar-DL-U), DATO (Mar-DL-U) e TREU (Mar-DL-U) hanno dichiarato di aggiungere la propria firma al subemendamento 1.1/65 (testo 2), lo stesso viene approvato, con conseguente assorbimento dei subemendamenti 1.1/4 e 1.1/67.

Successivamente, posti congiuntamente ai voti, vengono approvati l’emendamento 1.2 e il subemendamento 1.1/113, di identico tenore.

Vengono poi respinti, con separate votazioni, i subemendamenti 1.1/69 e 1.1/68.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) dichiara il voto favorevole, anche a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, sull’emendamento 1.42, giudicando incongrua la scelta di circoscrivere le misure di incentivazione al part-time ai lavoratori di età superiore ai 55 anni.

Il senatore TREU (Mar-DL-U) sottolinea l’esigenza di un coordinamento della disciplina in questione con quella contenuta nell’ambito di direttive emanate a livello comunitario.

Il sottosegretario SACCONI precisa che l’ampliamento della platea dei destinatari delle misure di incentivazione del ricorso del lavoro a tempo parziale, conseguente all’eventuale riduzione del limite dei 55 anni, rischierebbe di ampliare eccessivamente gli oneri finanziari connessi a tale misura.

Posti congiuntamente ai voti, vengono poi respinti l’emendamento 1.42 e il subemendamento 1.1/5, di identico tenore.

Successivamente posto ai voti, viene respinto il subemendamento 1.1/29.

La senatrice PILONI (DS-U), nel raccomandare l’accoglimento del subemendamento 1.1/70, precisa che lo stesso è volto a sopprimere la parte finale del testo normativo contemplato alla lettera c) dell’emendamento governativo 1.1, nell’ottica prospettica di una ridefinizione della platea dei destinatari delle misure di incentivazione.

Posto ai voti il subemendamento 1.1/70 viene respinto.

Dopo che il senatore GRUOSSO (DS-U) ha raccomandato l’accoglimento del subemendamento 1.1/70, la Commissione respinge lo stesso con apposita votazione.

Successivamente con separate votazioni vengono respinti i subemendamenti 1.1/71, 1.1/73, 1.1/109 e 1.1/30.

La senatrice PILONI (DS-U) e i senatori MONTAGNINO (Mar-DL-U),RIPAMONTI (Verdi-U), TREU (Mar-DL-U) e BATTAFARANO (DS-U) aggiungono la propria firma al subemendamento 1.1/6, facendolo proprio.

Il subemendamento 1.1/6 posto ai voti, viene accolto dalla Commissione.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U), nel raccomandare l’accoglimento dell’emendamento 1.43, evidenzia che lo stesso non risulta ispirato da finalità ostruzionistiche, in quanto la ratio di tale proposta emendativa si incentra sull’esigenza di garantire l’utilizzo di moduli concertativi in caso di crisi aziendale.

Posti congiuntamente ai voti, vengono respinti l’emendamento 1.43 e il subemendamento 1.1/72, di identico tenore.

Successivamente, posto ai voti, viene respinto il subemendamento 1.1/31.

Dopo che la senatrice PILONI (DS-U) ha preannunciato che il Gruppo dei Democratici di sinistra-l’Ulivo voterà a favore del subemendamento 1.1/89, lo stesso, posto ai voti, viene respinto.

Il senatore TREU (Mar-DL-U) nel raccomandare l’accoglimento del subemendamento 1.1/8, evidenzia che la ratio sottesa allo stesso si incentra sull’esigenza di incentivare prioritariamente i contratti di lavoro a contenuto formativo nelle piccole e medie imprese, atteso che riguardo alle stesse è ravvisabile un maggiore deficit formativo dei lavoratori.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) preannuncia, anche a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole sul subemendamento in questione, sottolineando che lo stesso comporta conseguenze favorevoli, sia per i lavoratori che per le imprese.

La senatrice PILONI (DS-U) dichiara anche a nome del proprio Gruppo di appartenenza, il voto favorevole sul subemendamento 1.1/8, sottolineando che i benefici contributivi in esso citati vengono mantenuti per i due anni successivi alla scadenza del contratto a contenuto formativo, qualora lo stesso sia trasformato in rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Specifiche agevolazioni contributive – prosegue l’oratrice – sono poi riconosciute ai lavoratori impegnati in qualità di tutore nelle iniziative formative interne alle imprese.

Posto ai voti il subemendamento 1.1/8 viene respinto.

Il subemendamento 1.1/7 viene dichiarato decaduto per l’assenza dei presentatori.

Il senatore MALABARBA (Misto-RC) dichiara, anche a nome della componente di Rifondazione comunista del Gruppo misto, il voto favorevole sul subemendamento 1.1/101.

Posto ai voti, il subemendamento 1.1/101 viene respinto.

Il senatore VANZO (LP) ritira poi il subemendamento 1.1/112.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) raccomanda l’accoglimento del subemendamento 1.1/34, sottolineando la necessità di evitare che i processi di delocalizzazione comportino il trasferimento di attività produttive inquinanti dalle aree territoriali del nord a quelle del Mezzogiorno.

La senatrice PILONI (DS-U) precisa che il fine che politiche di riequilibrio territoriale deve essere quello di favorire l’effettuazione di investimenti in aree a basso tasso occupazionale.

Posti congiuntamente ai voti vengono respinti i subemendamenti 1.1/34, 1.1/74 e 1.1/111.

Il sottosegretario SACCONI, modificando il proprio avviso espresso precedentemente, formula parere favorevole in ordine al subemendamento1.1/110.

Dopo che la senatrice PILONI (DS-U), i senatori MONTAGNINO (Mar-DL-U), TREU (Mar-DL-U), RIPAMONTI (Verdi-U), BATTAFARANO (DS-U) e MALABARBA (Misto-RC) hanno dichiarato di aggiungere la propria firma al subemendamento 1.1/110, lo stesso, posto ai voti, viene accolto.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) nel raccomandare l’accoglimento del subemendamento 1.1/33, rileva che solo l’adozione di moduli di programmazione negoziata può garantire un congruo inserimento territoriale per le attività produttive.

Dopo che il senatore MALABARBA (Misto-RC) ha dichiarato di aggiungere la propria firma al subemendamento 1.1/33, lo stesso viene respinto con apposita votazione.

Successivamente, posto ai voti, viene respinto il subemendamento 1.1/75.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) raccomanda l’accoglimento del subemendamento 1.1/32, sottolineando l’opportunità di adottare moduli di sviluppo “autocentrato”, idonei a valorizzare le tradizioni e le vocazioni locali.

Posto ai voti il subemendamento 1.1/32 viene respinto.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) raccomanda poi l’accoglimento del subemendamento 1.1/42, evidenziando che l’incentivazione dell’innovazione tecnologica è suscettibile di accrescere gli standards di competitività delle attività produttive italiane.

La senatrice PILONI (DS-U), dopo aver aggiunto la propria firma al subemendamento in questione, esprime il proprio rammarico per il parere negativo formulato dal rappresentante del Governo in ordine allo stesso.

Il senatore MONTAGNINO (Mar-DL-U), dopo aver aggiunto la propria firma al subemendamento 1.1/42, evidenzia l’importanza dell’innovazione tecnologica, al fine di garantire la competitività delle imprese, attraverso il raggiungimento di adeguati standards di qualità dei prodotti.

Posto ai voti il subemendamento 1.1/42 viene respinto.

Il senatore MALABARBA (Misto-RC) nel dichiarare, anche a nome della componente di Rifondazione comunista del Gruppo misto, il voto favorevole al subemendamento 1.1/102, evidenzia che fenomeni di disoccupazione strutturale vanno fronteggiati attraverso adeguate misure di garanzia del reddito, senza tuttavia condizionare l’erogazione delle stesse all’accettazione, da parte del lavoratore, di qualsivoglia tipologia di rapporto di lavoro.

Posto ai voti il subemendamento 1.1/102 viene respinto.

Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 16,30.

DISEGNO DI LEGGE N. 2303


ORDINI DEL GIORNO


0/2303/1/11


Zanoletti, relatore

        La Commissione, esaminato il disegno di legge n. 2303 e i disegni di legge allo stesso abbinati,

            impegna il Governo a valutare la possibilità di prefigurare, per l’emanazione delle delibere di enti previdenziali di categoria volte ad innalzare gli importi delle indennità di maternità, la stessa procedura indicata dall’articolo 83 commi 2 e 3 del decreto legislativo n. 151 del 2001, in relazione all’assunzione di deliberazioni per la riduzione dei contributi dovuti ai fini del trattamento di maternità.

redazione

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