Lo sciopero dei rider di Glovo e Deliveroo, che oggi ha interessato Firenze, Milano e Bologna con manifestazioni incentrate su sicurezza, caldo estremo e diritti, riporta al centro anche il tema della regolazione contrattuale del settore. A intervenire è Confintesa, che richiama il contratto collettivo nazionale per le piattaforme digitali di consegna e la logistica urbana dell’ultimo miglio, sottoscritto insieme a Co.N.A.P.I. Nazionale e depositato al Cnel il 5 maggio 2026.
Secondo il segretario generale confederale Francesco Prudenzano, la mobilitazione conferma la persistenza del modello di remunerazione a cottimo nel food delivery, nonostante i procedimenti giudiziari in corso e l’entrata in vigore del decreto-legge 62/2026.
“La vicenda di Firenze mostra che la protezione retributiva del lavoratore non si realizza soltanto con l’aumento nominale della tariffa a consegna, ma richiede un impianto contrattuale che riconosca il tempo di connessione effettivo e le condizioni di lavoro reali. È questo il senso del compenso per il tempo di disponibilità operativa e delle maggiorazioni per condizioni meteorologiche avverse”, afferma Prudenzano.
Confintesa ricorda che il contratto depositato al Cnel prevede, tra le principali misure, un compenso minimo per il tempo di connessione anche in assenza di ordini assegnati, maggiorazioni per il lavoro notturno, festivo e svolto in condizioni meteorologiche avverse, un compenso aggiuntivo per le consegne oltre una determinata distanza, norme sulla trasparenza algoritmica con diritto al riesame umano delle decisioni automatizzate, limiti giornalieri e settimanali ai tempi di connessione con riposo minimo garantito, oltre a strumenti di bilateralità e sanità integrativa.
“Non è mancata la contrattazione, è mancata l’applicazione. Fino a quando gli strumenti contrattuali depositati non troveranno operatori che li adottino, la protezione dei lavoratori resterà un tema di sistema”, conclude il segretario generale di Confintesa.



























