(Dal Resoconto Sommario)
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Sacconi.
IN SEDE REFERENTE
(848-B) Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro, approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati
(Seguito dell’esame e rinvio)
Si riprende l’esame sospeso nella seduta di ieri.
Il PRESIDENTE avverte che riprenderà la votazione degli emendamenti all’articolo 1 del disegno di legge n. 848-B.
Dopo una dichiarazione di voto favorevole della senatrice PILONI, a nome del gruppo Democratici di sinistra-l’Ulivo, l’emendamento 1.92 è respinto.
E’ altresì respinto l’emendamento 1.93.
Dopo una dichiarazione di voto favorevole della senatrice PILONI, a nome del gruppo Democratici di sinistra-l’Ulivo, sono quindi respinti gli emendamenti 1.94 e 1.96, posti separatamente ai voti.
La senatrice PILONI annuncia quindi il voto favorevole del gruppo Democratici di sinistra-l’Ulivo sugli emendamenti 1.127 e 1.95 che, posti congiuntamente ai voti in quanto identici, sono respinti.
Sono altresì respinti gli emendamenti 1.97 e 1.101, sul quale aveva annunciato il voto favorevole del gruppo Democratici di sinistra-l’Ulivo, la senatrice PILONI.
Posti separatamente ai voti, sono quindi respinti gli emendamenti 1.100, 1.99, 1.136 – a favore del quale il senatore BATTAFARANO annuncia il voto favorevole del gruppo Democratici di sinistra-l’Ulivo – , 1.102 e 1.98, dopo che su di esso la senatrice PILONI ha annunciato il voto favorevole del gruppo Democratici di sinistra-l’Ulivo.
La senatrice PILONI ricorda che la lettera f) del comma 2 dell’articolo 1 del disegno di legge in titolo prevede l’incentivazione del coordinamento e raccordo tra operatori privati e pubblici nel settore dell’intermediazione di manodopera. La norma è di per sé discutibile e, in particolare, il ricorso al termine “incentivazione” con riferimento al coordinamento appare quanto mai ambiguo. In tale contesto, l’inciso introdotto dalla Camera, riguardante il rispetto delle competenze delle regioni e delle province dovrebbe comunque essere integrato con la previsione della consultazione delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. Per tali motivi, il gruppo Democratici di sinistra-l’Ulivo voterà a favore dell’emendamento 1.103.
L’emendamento 1.103, posto ai voti, è respinto.
Il senatore BATTAFARANO annuncia quindi il voto favorevole del gruppo Democratici di sinistra-l’Ulivo sugli emendamenti 1.121, 1.122 e 1.123, sottolineando che in essi, pur con formulazioni differenziate, vengono correttamente richiamate le competenze legislative delle regioni e le funzioni amministrative dei comuni, delle province e delle città metropolitane, come previsto dagli articoli 117 e 118 della Costituzione.
Posti separatamente ai voti, sono quindi respinti gli emendamenti 1.121, 1.123, 1.122, 1.104, 1.109, 1.105, 1.106, 1.107 e 1.108.
Dopo che il senatore BATTAFARANO ha espresso l’auspicio che venga accolto l’emendamento 1.138, a favore del quale voteranno i senatori del Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo, lo stesso emendamento, posto ai voti, è respinto.
Dopo una dichiarazione di voto favorevole della senatrice PILONI, a nome del Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo, è posto ai voti e respinto l’emendamento 1.110.
Posti separatamente ai voti, sono altresì respinti gli emendamenti 1.137 e 1.111.
La senatrice PILONI richiama quindi l’attenzione sull’emendamento 1.112, che propone una formulazione molto più puntuale di quella introdotta dalla Camera dei Deputati alla fine della lettera f). Per tale motivo, il Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo voterà a favore di tale emendamento.
L’emendamento 1.112, posto ai voti, è quindi respinto.
Dopo la reiezione dell’emendamento 1.139, il senatore BATTAFARANO sottolinea che l’emendamento 1.140 ripropone il tema del rafforzamento delle strutture pubbliche del collocamento, già più volte sollevato dal Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo che, pertanto, esprimerà su di esso un voto favorevole.
L’emendamento 1.140, posto ai voti, è quindi respinto.
La senatrice PILONI annuncia, a nome del Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo, il voto favorevole sull’emendamento 1.1000 che, opportunamente, obbliga gli operatori privati a mettere il proprio archivio a disposizione dell’operatore pubblico e delle imprese.
L’emendamento 1.1000, posto ai voti, è quindi respinto.
Intervenendo quindi a nome della sua parte politica, per dichiarare il voto favorevole sull’emendamento 1.10, la senatrice PILONI ricorda che esso si riferisce alla lettera g) del comma 2 dell’articolo 1 del disegno di legge in titolo, recante il principio di delega relativo alla ridefinizione del regime del trattamento dei dati relativi all’incontro tra domanda ed offerta di lavoro. L’emendamento in votazione integra le condivisibili modifiche apportate dalla Camera dei Deputati, prevedendo che la cittadinanza ovvero l’origine regionale o nazionale siano inclusi tra i dati la cui trattazione è vietata.
Posti separatamente ai voti sono quindi respinti gli emendamenti 1.10 e 1.116.
La senatrice PILONI annuncia quindi il voto favorevole del Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo sull’emendamento 1.125 che, opportunamente, sostituisce al riferimento allo stato matrimoniale, il riferimento allo stato civile o di convivenza di fatto, adottando una formulazione molto più consona alla attuale realtà della società italiana. Per le stesse motivazioni, la sua parte politica voterà anche favore del successivo emendamento 1.117.
Posti separatamente ai voti, sono quindi respinti gli emendamenti 1.125 e 1.117.
Sono posti congiuntamente ai voti, in quanto di identico contenuto, e respinti gli emendamenti 1.1 e 1.141. E’ altresì respinto l’emendamento 1.118.
La senatrice PILONI segnala quindi la rilevanza dell’emendamento 1.142 che rafforza il principio dell’autotutela del lavoratore attraverso l’esercizio del diritto di sciopero. Su tale emendamento, pertanto, il voto del Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo è favorevole.
Il senatore MONTAGNINO annuncia che il Gruppo Margherita-DL – l’Ulivo voterà a favore dell’emendamento 1.142.
L’emendamento 1.142, posto ai voti è quindi respinto.
Con distinte votazioni, sono quindi respinti gli emendamenti 1.120, 1.128 e 1.115.
Il senatore MONTAGNINO osserva che l’emendamento 1.9 intende evitare che il consenso del lavoratore al trattamento dei dati personali possa essere estorto. Per tale motivo, il Gruppo Margherita-DL – l’Ulivo voterà a favore di tale emendamento.
La senatrice PILONI si associa alle valutazioni del senatore Montagnino, e annuncia il voto favorevole del Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo sull’emendamento 1.9, che mira a riequilibrare la posizione meno favorevole del lavoratore come parte contraente nel contratto di lavoro.
L’emendamento 1.9 è quindi posto ai voti e respinto.
Dopo una dichiarazione di astensione del senatore MONTAGNINO e di voto favorevole della senatrice PILONI, ciascuno a nome delle rispettive parti politiche, l’emendamento 1.119 è respinto.
E’ altresì respinto l’emendamento 1.124.
La senatrice PILONI ritiene che il riferimento ai cittadini extracomunitari, nella parte della lettera h) del comma 2 dell’articolo 1 relativa alla prevenzione del lavoro irregolare, è quanto mai opportuno e, per tale motivo, annuncia il voto favorevole della sua parte politica sull’emendamento 1.114.
Il senatore MONTAGNINO aggiunge la sua firma all’emendamento 1.114, a favore del quale il Gruppo Margherita-DL – l’Ulivo voterà, sottolineando l’importanza di una disposizione che rafforzi l’azione di contrasto del lavoro irregolare con particolare riferimento ai cittadini extracomunitari.
Posto ai voti l’emendamento 1.114 è respinto.
La senatrice PILONI esprime quindi perplessità sulla formulazione dell’emendamento 1.143, sul quale, a titolo personale, si asterrà.
Il senatore MONTAGNINO fa presente che l’integrazione della lettera h) del comma 2 dell’articolo 1 proposta con l’emendamento 1.143 ha riguardo essenzialmente all’esigenza di considerare la posizione di regola svantaggiata delle donne sul mercato del lavoro.
A tale emendamento aggiunge la sua firma la senatrice DATO.
Posto ai voti, l’emendamento 1.143 è respinto.
Dopo una dichiarazione di voto favorevole, a nome del Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo, della senatrice PILONI, sono posti congiuntamente ai voti, in quanto di identico contenuto, e respinti, gli emendamenti 1.129, 1.133 e 1.144.
Posti separatamente ai voti sono quindi respinti gli emendamenti 1.20 e 1.32.
Il senatore MONTAGNINO esprime quindi la sua contrarietà alla lettera l) del comma 2 dell’articolo 1, in particolare laddove viene previsto un unico regime autorizzatorio o di accreditamento anche per gli intermediari pubblici, oltre che per quelli privati. Comunque, anche qualora si volesse accogliere un tale principio, è bene specificare che il predetto sistema si applica alle province ed ai comuni e non, genericamente, agli enti locali, come prevede la modifica introdotta dall’altro ramo del Parlamento. Pertanto, a nome della sua parte politica, annuncia il voto favorevole sull’emendamento 1.33.
Sull’emendamento 1.33 e sul successivo emendamento 1.34, il senatore BATTAFARANO annuncia il voto favorevole del Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo.
Posti separatamente ai voti, sono quindi respinti gli emendamenti 1.33, 1.34 e 1.36.
La senatrice PILONI osserva che la firma da lei apposta all’emendamento 1.35, che non condivide nel merito, ha il solo fine di consentirne la messa in votazione, considerato che per i disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica la trattazione in Commissione degli emendamenti è condizione della loro ammissibilità in Assemblea. Pertanto, ella voterà contro l’emendamento 1.35.
Anche il senatore MONTAGNINO annuncia che il Gruppo Margherita-DL – l’Ulivo voterà contro l’emendamento 1.35 che, posto ai voti, è respinto.
Sono altresì respinti, con distinte votazioni, gli emendamenti 1.19 e 1.18.
Il senatore BATTAFARANO fa presente che l’emendamento 1.148 è il primo di un gruppo di proposte di modifica che si riferiscono all’inserimento dei consulenti del lavoro tra i soggetti potenzialmente destinatari dell’autorizzazione a svolgere l’attività di intermediazione di manodopera. In sede di illustrazione degli emendamenti, già i Gruppi politici dell’opposizione hanno esposto i motivi della loro contrarietà a questa modifica introdotta dalla Camera dei Deputati, contrarietà riferita non alla categoria dei consulenti del lavoro, le cui qualità professionali sono da tutti riconosciute ed apprezzate; quanto piuttosto al rischio che la disposizione all’esame possa dare adito ad una rincorsa tra categorie professionali, senza alcun reale vantaggio per un ordinato assetto del mercato del lavoro. Annuncia pertanto il voto favorevole della sua parte politica sull’emendamento 1.148 e sugli altri emendamenti aventi ad oggetto la stessa materia.
Dopo che la senatrice DATO ha dichiarato di aggiungere la sua firma all’emendamento 1.148, il senatore MONTAGNINO, nel dichiarare di sottoscrivere tutti gli emendamenti che fanno riferimento ai consulenti del lavoro, precisa che in tale scelta non vi è alcuna avversione nei confronti della categoria, il cui elevato livello di qualificazione professionale è noto. Proprio per questo, però, è da ritenere gravemente sbagliata la scelta di assegnare ai consulenti del lavoro nuove funzioni, che esulano dalla loro sfera di competenze: tra l’altro, l’attribuzione di compiti specifici in materia di collocamento – a titolo individuale, come sembrerebbe dalla formulazione della disposizione all’esame, e non in forma societaria – può dare luogo ad un conflitto di interesse con il datore di lavoro. Si tratta di un problema rilevante, anche se è nota l’indifferenza che su di esso viene manifestata dai Gruppi politici del Centro-destra. Occorre poi considerare che l’ordine del giorno accolto dal Governo contribuisce ad accreditare una discutibile interpretazione, in senso estensivo, del principio di delega all’esame.
Il riferimento ai consulenti del lavoro appare quindi come un tentativo maldestro di ingraziarsi tale categoria: seguendo questa linea, non si perseguono gli obiettivi di modernizzazione e di semplificazione più volte annunciati dal Governo ma, al contrario, si alimentano rischi di complicazione e burocratizzazione del sistema, rischi aggravati anche dal discutibile inserimento delle università e delle scuole secondarie superiori tra i soggetti potenzialmente abilitati all’intermediazione di manodopera.
Il sottosegretario SACCONI fa presente che sul tema da ultimo richiamato dal senatore Montagnino, sarebbe opportuno rileggere un recente contributo di Marco Biagi sul ruolo di intermediazione di manodopera svolto dalle università e dalle scuole secondarie superiori, soprattutto in raccordo alle attività di tirocinio. Su tale tema vanno considerate inoltre le recenti esperienze di buone pratiche realizzate, per impulso dello stesso prof. Biagi, dall’Università di Modena. Peraltro, recenti incontri con i rettori e i responsabili degli istituti di secondo grado che svolgono attività di formazione tecnica superiore hanno confermato il vivo interesse per un’iniziativa tesa a rendere esplicita e trasparente un’attività che viene già svolta oggi in modo informale, soprattutto in relazione al tirocinio.
Per quanto riguarda poi la questione dei consulenti del lavoro, il rappresentante del Governo ribadisce che il regime unico di autorizzazione o di accreditamento dovrà essere modulato in relazione alle caratteristiche oggettive e soggettive dei soggetti richiedenti. Ciò premesso, è escluso che vi possano essere persone fisiche o giuridiche ammesse ad esercitare tale attività prescindendo in parte dai requisiti oggettivi che attengono alla stabilità, all’efficienza ed alla capitalizzazione, mentre non si può escludere che vengano dati per acquisiti alcuni requisiti soggettivi nel caso in cui la qualifica o l’iscrizione ad un albo professionale o altro titolo documenti che alcuni soggetti ne sono già in possesso.
Al di là di una formulazione forse non formalmente perfetta del principio di delega all’esame, deve essere chiaro che il Governo non ha alcuna intenzione di creare un regime di favore o condizioni privilegiate quanto al possesso dei requisiti oggettivi. Inoltre, in materia di regolazione non si può prescindere dalla positiva esperienza maturata fino ad oggi per quel che concerne le agenzie di lavoro interinale: essa, tra l’altro, suggerisce di elevare e non certo di diminuire il livello di capitalizzazione richiesto.
Il senatore TREU osserva che quando venne varata la normativa sul lavoro interinale si pensava ad un settore composto da un numero limitato di soggetti, poiché l’esperienza maturata in diversi paesi europei aveva dimostrato che ciò costituisce una condizione di efficienza del mercato. Partendo da tale premessa, è senz’altro opportuno fare riferimento anche al ruolo che l’università e le scuole secondarie superiori possono svolgere per favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro, ma occorre tenere presente, con riferimento all’intervento del Sottosegretario, che il tirocinio non costituisce un rapporto di lavoro. Pertanto, il fatto che università e istituti superiori stipulino accordi con le imprese per promuovere l’attività di tirocinio, spesso preliminare all’assunzione, è senz’altro positivo e, in proposito, occorre ricordare che l’Università di Modena, nelle esperienze richiamate dal Sottosegretario, si è mossa proprio in questa direzione. Ben altra cosa, invece, è sostenere che le università e gli istituti di scuola secondaria di secondo grado possono in generale svolgere attività di intermediazione di manodopera. In questo caso, occorrerebbe almeno chiarire che essa è riferita esclusivamente agli allievi.
Per quel che riguarda la questione dei consulenti del lavoro, se si porta alle estreme conseguenze il ragionamento che sembra essere alla base delle scelte del Governo, se ne potrebbe dedurre che ogni ordine professionale può essere autorizzato a svolgere attività di intermediazione. E’ però una logica sbagliata, che può dare luogo ad una impropria e caotica rincorsa tra le categorie, distogliendo l’attenzione dalla questione cruciale, che riguarda la definizione dei requisiti oggettivi per il conseguimento dell’autorizzazione, soprattutto in ordine alla forma societaria e alla capitalizzazione. Il riferimento ai consulenti del lavoro, introdotto dalla Camera dei Deputati, appare comunque poco chiaro nelle finalità e pertanto sarebbe opportuno che esso venisse meno.
Il senatore BATTAFARANO, dopo avere espresso apprezzamento per il fatto che il Sottosegretario abbia accettato il confronto sulla questione all’esame, fornendo risposte ai quesiti postigli, osserva che lo stesso Rappresentante del Governo ha riconosciuto implicitamente che l’indicazione di una categoria professionale nell’ambito di un principio di delega ha costituito una scelta infelice, quanto meno dal punto di vista della tecnica legislativa. Se venisse meno la pervicace volontà del Governo e della maggioranza di insistere nel voler approvare definitivamente il disegno di legge n. 848-B, nel testo trasmesso dalla Camera dei Deputati, sarebbe possibile correggere alcune disposizioni che, anche dal punto di vista dei Gruppi politici della maggioranza, risultano imprecise e suscettibili da dare luogo ad effetti indesiderati. Sarebbe bene, ad esempio, chiarire che l’attività di intermediazione svolta dalle scuole e dalle università è limitata agli iscritti.
Il PRESIDENTE, nell’osservare che il confronto fin qui svoltosi ha opportunamente approfondito il merito di alcuni importanti profili del provvedimento all’esame, mette ai voti l’emendamento 1.148, che è respinto.
Sono quindi posti congiuntamente ai voti, in quanto di identico contenuto, e respinti gli emendamenti 1.3, 1.145 e 1.21.
La senatrice PILONI annuncia quindi che il Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo voterà a favore degli emendamenti 1.126 e 1.146. Prende atto con soddisfazione che il Sottosegretario ha escluso la possibilità che nei decreti legislativi vengano precostituite posizioni di maggior favore per taluni soggetti quanto alla determinazione dei requisiti oggettivi necessari al conseguimento dell’autorizzazione o dell’accreditamento. Tra i predetti requisiti, appare inoltre pacifico che l’attività di intermediazione dovrà essere svolta in forma societaria ma, proprio per tale ragione, e considerato che anche i consulenti del lavoro, come qualsiasi altro soggetto, dovranno costituirsi in società, la soppressione, prospettata dagli emendamenti 1.126 e 1.146, del riferimento ai suddetti professionisti appare estremamente opportuna, quanto meno al fine di eliminare un elemento pletorico del testo.
Anche il senatore MONTAGNINO ritiene che gli emendamenti 1.126 ed 1.146 debbano essere approvati, poiché sopprimono una norma le cui finalità sono sospette e che, nella migliore delle ipotesi, appare superflua. Pertanto, il Gruppo Margherita-DL – l’Ulivo voterà a favore di tali emendamenti.
Il relatore TOFANI ritiene che non si debba drammatizzare oltre misura la questione dei consulenti del lavoro e che i chiarimenti forniti dal Rappresentante del Governo, in ordine alle caratteristiche ed ai requisiti oggettivi che verranno richiesti per ottenere l’autorizzazione a svolgere l’attività di intermediazione di manodopera, sono sufficienti a chiarire i dubbi e ad evitare che la discussione degeneri in un inutile processo alle intenzioni. Quanto all’esigenza di circoscrivere agli iscritti l’attività di intermediazione svolta dalle università e dagli istituti di istruzione secondaria superiore, fa presente che un ordine del giorno in tal senso troverebbe, almeno da parte sua, un accoglimento positivo.
La senatrice PILONI ribadisce di ritenersi tranquillizzata dalle dichiarazioni del Sottosegretario circa gli intendimenti del Governo in ordine alla determinazione dei requisiti oggettivi richiesti per conseguire l’autorizzazione a svolgere attività di intermediazione. Tali dichiarazioni, però, rendono ancora più forte il dubbio sull’utilità di un riferimento esplicito ai consulenti del lavoro, una volta che sia stato chiarito che la intermediazione può essere svolta solo in forma societaria.
Il sottosegretario SACCONI richiama l’attenzione sulla formulazione del principio di delega di cui alla lettera l) del comma 2 dell’articolo 1, tale da consentire che nei decreti legislativi venga chiarito che le università e le scuole superiori possono svolgere alcune ben definite funzioni di servizio all’incontro tra domanda ed offerta di lavoro limitatamente ai propri allievi. Nel caso dell’università e delle scuole superiori, come in altri casi, occorrerà basarsi sulla natura del soggetto per definirne l’ambito delle attività suscettibili di essere autorizzate. Anche per quel che riguarda il tirocinio occorre tenere conto che esso spesso costituisce la premessa dell’incontro tra domanda ed offerta di lavoro e, pertanto, rientra tra le attività che già oggi alcuni settori dell’università svolgono in questa direzione.
Il Governo intende favorire la costruzione di un mercato del lavoro in un paese che ne è stato sempre privo e, in particolare, intende agevolare l’interlocuzione tra chi cerca lavoro e i soggetti gestori dei servizi per l’impiego: si tratta di un processo non facile e scontato, che per avviarsi richiede la presenza di una notevole pluralità di operatori. Pertanto, egli auspica che l’offerta di servizi sia molto articolata, e non si limiti a un numero limitato di soggetti. Per quel che riguarda i consulenti del lavoro, a suo parere è opportuno che la delega citi esplicitamente una categoria che dovrebbe assumersi una serie di funzioni che hanno esplicito riferimento al funzionamento del mercato del lavoro. Ai consulenti del lavoro sono correlate non tutte le categorie ed ordini professionali ma solo quelle affini, citate nell’ordine del giorno già accolto dal Governo. Si tratta di una scelta che non ha nulla a che vedere con i timori, paventati in alcuni interventi, di improprie agevolazioni volte a favorire interessi corporativi. Soprattutto per quel che riguarda i livelli di capitalizzazione, il Governo intende fissare parametri elevati, proprio al fine di garantire una adeguata tutela delle persone in cerca di occupazione.
Posti congiuntamente ai voti, in quanto di identico contenuto, gli emendamenti 1.126 e 1.146 sono respinti.
Il senatore DEMASI propone quindi di interrompere i lavori odierni della Commissione, al fine di consentire a tutti i Gruppi politici un momento di riflessione sui vari aspetti del disegno di legge all’esame che dovranno essere affrontati nei prossimi giorni.
Il PRESIDENTE prende atto della richiesta del senatore Demasi e, poiché su di essa non si fanno obiezioni, considerato anche l’imminente inizio della seduta dell’Assemblea, avverte che i lavori odierni della Commissione sono conclusi.
Avverte altresì che da parte di alcuni Gruppi politici gli è pervenuta la richiesta di non tenere la seduta già convocata per domani alle ore 15. Considerata anche l’assenza del Rappresentante del Governo a causa di altri impegni politici già precedentemente assunti, propone di non tenere la seduta di domani.
Conviene la Commissione.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali
Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

























