Spesa in cambio di lavoro. Questo il programma lanciato a Modena dall’Emporio Portobello. Una risposta concreta dei servizi volontari modenesi ai bisogni delle 450 famiglie in difficoltà individuate in base al loro quoziente Isee. Ogni famiglia riceve gratuitamente una tessera su cui, al momento di fare la spesa, vengono caricati dei punti (inseriti in base alle indicazioni dei Servizi sociali del Comune di Modena) così come contrassegnato dai prodotti esposti negli scaffali. Le tessere vengono assegnate alle famiglie bisognose per un tempo limitato e rinnovate se le condizioni di bisogno persistono o assegnate ad altre famiglie in difficoltà nel caso in cui invece migliorino.
Niente carità, dunque, ma l’opportunità di poter mettere un piatto a tavola tutti i giorni, offrendo in cambio il proprio lavoro (nel supermercato stesso, nelle scuole, ai front desk delle associazioni coinvolte, ecc) nell’ottica di un cambiamento radicale nello stile dei consumi e di un nuovo welfare, in cui la parola d’ordine è dignità.
“Chiediamo in cambio, a chi usufruirà del servizio, di venire almeno una volta a settimana a lavorare come volontario presso la struttura. È il segno concreto che non stiamo facendo nessuna carità, ma cerchiamo di coinvolgere direttamente gli utenti nel percorso di uscita dal disagio” spiega a “Il Fatto Quotidiano” Angelo Morselli, presidente del Centro per il Volontariato “L’idea ci è venuta semplicemente ascoltando i problemi dei nostri concittadini”.
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