Le compagnie aeree bussano al Congresso chiedendo aiuti dopo due anni di rosso costante. La Corporate America, ancora invischiata nelle secche della recessione 2001 e degli scandali 2002, pensa a tagliare i piani pensione dei dipendenti risultati troppo pesanti per i conti anemici degli ultimi tempi. Nessuna parola, invece, sulle paghe d’oro e sui piani pensione dei loro vertici e amministratori delegati.
A mettere il dito sulla piaga – in maniera indiretta – è il Congresso americano, il quale riferendosi ai 3,2 miliardi di dollari di aiuti pensati per le società dei cieli (e giudicati eccessivi dalla Casa Bianca) non ha mancato di auspicare, sì la corresponsione della cifra ma anche una riflessione sui propri stipendi da parte dei loro amministratori.
Nonostante le ultime stagioni negative – e stime sul futuro poco rosee data la guerra in Iraq e la diffusione della polmonite acuta – i boss delle compagnie aeree continuano a presentare il profilo di ’Paperoni’.
Lo scorso anno – secondo le cifre raccolte dalla stampa americana – l’amministratore delegato di Delta Airlines, Leo Mullin ha portato a casa – tra stipendio regolare, bonus e stock-option – 32 milioni di dollari; Gordon Bethune, numero uno di Continental, 15 milioni di dollari e David Siegel, guida di Us Airways (appena uscita dalla bancarotta ), 10 milioni di dollari.
Buste paga pesanti, ancora, per Richard Anderson di Northwest Airlines, con 2,7 milioni di dollari e Glenn Tilton, amministratore delegato di United Airlines (autrice del più ampio fallimento nella storia del’aviazione civile) che ha guadagnato 13,6 milioni di dollari.
Tuttavia, se i compensi dei manager delle compagnie aeree appaiono indelicati rispetto alle difficoltà in cui versano le loro aziende, altrettanto risultano le manovre compiute delle società quotate per tutelare i piani pensione dei loro manager mente vengono tagliati – adducendo problemi di bilancio – quelli dei dipendenti.
A far risaltare le discrepanze è uno studio di carattere governativo, ripreso dal Wall Street Journal, secondo cui, molte aziende di spicco – lo scorso anno – hanno utilizzato fondi pensionistici esterni al fine di preservare i preziosi piani pensione dei propri manager senza risentire dell’andamento della società.
Tra le imprese citate dal Wsj, le compagnie aeree Delta Airlines e United Airlines, la ex Philip Morris, Altria, la casa farmaceutica Abbott Laboratoires, la società assicurativa Conseco.
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