Nel triennio 1999-2001 l’Italia ha sensibilmente ridotto – da una media di 6,0 a una di 3,8 miliardi di euro l’anno – gli aiuti di stato all’industria manifatturiera, facendo registrare un forte calo (per circa 3 miliardi di euro l’anno) degli interventi pubblici a favore di tutti i comparti produttivi. In termini assoluti l’Italia è al terzo posto dell’Ue (dopo Germania e Francia) ma l’economia nazionale è sempre meno sorretta dal sostegno statale.
È quanto emerge dal rapporto – anticipato dall’Ansa – sugli aiuti di stato nell’Ue, che sarà approvato domani dalla Commissione europea. Il documento traccia un panorama dettagliato della situazione nei Quindici sulla base dei dati più aggiornati, relativi al periodo 1999-2001.
Gli aiuti di stato all’economia hanno raggiunto nell’Ue la quota di 85,7 miliardi di euro l’anno nel periodo 1999-2001, in calo rispetto ai 93,4 miliardi annui del triennio 1997-1999. In termini assoluti la classifica vede in testa la Germania, che pure ha ridotto in modo sensibile gli aiuti di stato, passando da 27,8 a 24,8 miliardi di euro, seguita dalla Francia (16,4 miliardi annui) e l’Italia, scesa dai 14,5 miliardi l’anno del triennio 1997-1999 agli 11,6 del 1999-2001.
Il calcolo in termini pro-capite vede invece in testa il Lussemburgo (578 euro), che precede Finlandia (396) e Danimarca (360). L’Italia, con 231 euro per abitante si posiziona appena al di sopra della media europea (226).
Il documento sottolinea che ad incidere sensibilmente sulla riduzione complessiva degli aiuti di Stato nell’Ue, hanno contribuito “le riduzioni degli aiuti regionali da parte di Italia e Germania”. “Nel 1993 – ricorda la relazione – i due paesi rappresentavano circa il 90% degli aiuti complessivi alle regioni (17 miliardi di euro in Germania e 7 miliardi di euro in Italia), mentre nel 2001 il livello di aiuti è diminuito rapidamente per attestarsi a quota 2,5 miliardi di euro in Germania e 2,1 miliardi di euro in Italia”.
La tendenza generale al ribasso nell’Ue è confermata dalla riduzione dei sostegni al settore manifatturiero: la media annua è scesa nell’Ue a 23,4 miliardi di euro nel triennio 1999-2001 dai 29,1 del 1997-99. I quattro big dell’Ue distribuiscono la maggior parte degli aiuti all’industria: la Germania è in testa con 8,7 miliardi di euro l’anno, seguita dall’Italia e dalla Francia con 3,8 miliardi, e dal Regno Unito con 1,3 miliardi.
“La forma più diffusa di aiuti di Stato all’industria – osserva il documento – sono le sovvenzioni che rappresentano il 63% degli aiuti dell’Ue”. “Il sistema di controllo degli aiuti di Stato – si legge nella relazione – ha imposto una sana disciplina ai quindici stati membri” e la maggior parte di essi è sulla «buona strada» rispetto all’impegno di ridurre gli interventi pubblici a favore dei comparti produttivi nazionali.
“Tuttavia – fa notare il documento – gli aiuti cumulati che hanno raggiunto gli 86 miliardi di euro nel 2001 provocano ancora considerevoli distorsioni della concorrenza sul mercato unico”.
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