Il tasso di disoccupazione giovanile in Italia resta il più alto dei Quindici paesi Ue.
Secondo i dati diffusi da Eurostat, l’uffico statistico dell’Ue, il nostro paese ha segnato a gennaio 2003 una percentuale del 27,7, in lievissimo aumento rispetto ai mesi precedenti (in ottobre 2002 era al 26,8), lontano dalla media Ue del 15,5%.
Alto, ma pur sempre inferiore a quello dell’Italia, anche il tasso della Spagna, in gennaio al 23%, o della Francia al 20,7%.
I dati diffusi da Eurostat evidenziano un tasso superiore di disoccupati tra le donne con età inferiore ai 25 anni che è risultato del 31,4% nel gennaio rispetto a quello degli uomini che si è fermato al 24,9%. Cifre molto lontane da quelle di altri paesi Ue, come l’Austria dove la disoccupazione di giovani donne è del 7,1% o di quella della Danimarca che si ferma al 5,8% (gennaio 2003).
Nel febbraio 2003, il tasso di disoccupazione dei giovani nella sola zona euro è stato pari al 16,8% con una forbice tra il 6,9 di Olanda e Austria e il 27,7 dell’Italia.
Complessivamente il tasso di disoccupazione nella zona euro è salito all’8,7% in febbario 2003, contro l’8,6 di gennaio, mentre nei Quindici resta stabile al 7,9. Per l’Italia, invece, il dato disponibile è relativo al mese di gennaio quando la disoccupazione è rimasta al 9%.
Eurostat ha diffuso anche i dati relativi ai paesi di prossima adesione all’Ue (Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia e Slovenia). In questo caso i dati di febbraio 2003 indicano una forbice che va dal 20,2% della Polonia al 3,9 di Cipro e al 5,8 della Slovenia.
Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali
Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu






















