Forse per la prima volta i sindacati e Matteo Renzi si ritrovano dalla stessa parte: entrambi “brindano” sull’esito del referendum del 17 aprile, fallito a causa del non raggiungimento del quorum. I sindacati di categoria Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uilctem-Uil avevano già espresso in un comunicato unitario la loro contrarietà all’abrogazione del testo di legge sottoposto a consultazione referendaria. Oggi, il segretario generale della Filctem-Cgil, Emilio Miceli ha infatti dichiarato che “e’ una bella giornata per tutte le lavoratrici e i lavoratori del settore, anche dell’indotto, che così potranno guardare con maggiore tranquillità alla propria prospettiva e a quella delle loro famiglie.”
Per Miceli, “si è voluto sottoporre a referendum il tema di una ulteriore accelerazione della fase di transizione energetica e questa scelta è stata sconfitta dell’esito della consultazione. Ora – ha aggiunto- si apra sul serio il confronto di merito sulla Strategia Energetica Nazionale: probabilmente sarà necessario discutere della politica energetica in sede europea”.
Di queste ultime ore, anche i commenti dei segretari generali della Cgil, Cisl e Uil che hanno però sottolineato come la partecipazione sia fondamento di una democrazia e “festeggiare il fatto che ci sia poca partecipazione al voto sia un errore perché in particolare la politica trae la sua legittimazione al fatto che ci sia il voto, quindi, credo che vada sempre ampiamente rispettato e favorito”. Così ha commentato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Un commento, quello della Camusso, che fa un chiaro riferimento alle dichiarazioni del premier, Matteo Renzi subito dopo l’esito della consultazione referendaria. Quello di domenica “mi pare sia un risultato non all’altezza del bisogno di partecipazione che c’è in questo Paese – ha continuato il segretario generale della Cgil -. Continuiamo ad essere convinti che invece, essendo il voto il luogo di legittimazione democratica per tutti, sia bene smettere con una politica che favorisce la non partecipazione”.
Il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, ha invece sottolineato “il dilemma irrisolvibile” di fronte alla quale il referendum ha messo di fronte i propri cittadini: “scegliere per l’affermazione del diritto al lavoro, sancito dall’articolo 1 della Costituzione o del diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione”.
Secondo Barbagallo “è stato un errore strategico aver determinato questa condizione. Un deficit di partecipazione è sempre un vulnus della democrazia del quale andrebbero ricercate le vere cause e le vere responsabilità. Nel merito, ribadiamo la nostra posizione: bisogna coniugare lavoro, ambiente e sicurezza e ogni sforzo deve andare in questa direzione. Chiediamo, ora, a tutte le Istituzioni interessate di creare i presupposti per realizzare questa sintesi, anche con investimenti mirati. In particolare, le Regioni – ha concluso Barbagallo – dovrebbero chiedere un aumento delle royalties e dovrebbero usare questi proventi non per risanare deficit di bilancio o per finanziare la spesa pubblica, ma per salvaguardare e bonificare l’ambiente”.
“Non ci sono ne’ vincitori ne’ vinti nel risultato del referendum di ieri sulle trivelle – questa, invece, la sintesi trovata dal segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan -. Bisogna rispettare sia chi ha scelto giustamente l’astensione sia chi ha espresso volontariamente un’altra indicazione di voto. Ma e’ stato un errore mettere in contrapposizione lo sviluppo industriale e la necessaria tutela dell’ambiente , opporre il futuro di tanti lavoratori ed il diritto sacrosanto alla salute dei cittadini”.
“Senza un approvvigionamento energetico certo, continuo e sicuro, sarà difficile far ripartire la crescita, lo sviluppo e il miglioramento dei servizi nel nostro Paese. Dobbiamo – ha continuato Furlan – affrontare il dibattito sulla transizione energetica fuori da rigidità ideologiche pregiudizievoli e da conflitti istituzionali tra Regioni e Governo centrale. Le istituzioni centrali e locali – ha concluso la leader della Cisl – devono assumersi le loro responsabilità con trasparenza e moralità, mettendo in campo investimenti e progetti sullo sviluppo della tecnologia verde e comportamenti coerenti per una progressiva trasformazione in termini di sostenibilità ambientale, delle nostre attività energetiche ed industriali”.


























