“Preoccupa una possibile ulteriore stretta creditizia per le piccole imprese nel 2019”. Lo ha detto il presidente di Assolombarda, Carlo Bonomi, presentando il Libro Bianco dal titolo “Credito e finanza per la crescita delle imprese”, ridare alla finanza il suo ruolo di leva per la realizzazione delle politiche industriali, nel corso degli Stati generali dell’associazione.
“In Europa – ha detto -, si prevede a breve tassi ancora bassi, come confermato recentemente dalla Bce, a maggior ragione a fronte del rallentamento ormai rilevante della crescita. Poi, gli effetti della fine del QE. Capital requirements bancari in via di graduale aumento. Costi di compliance bancaria accresciuti per effetto della Mifid2, che ha un forte impatto sul modello tradizionale di raccolta e gestione del risparmio. E il Fintech sulla via del decollo, ulteriore vettore di compressione dei margini tradizionali di intermediazione.
Sono tutti fattori che rischiano di aggravare l’attuale situazione che vede le imprese italiane molto scarse di private equity necessario per il loro rilancio (meno di un quarto dell’analogo flusso annuale in Germania e Francia, in percentuale sul Pil), e scarsissime di venture capital per finanziare la loro innovazione (un nono rispetto alla Francia e un undicesimo rispetto alla Germania)”.
“I minibond introdotti nel 2012, a propria volta, fino a giugno 2018 – ha aggiunto – avevano raccolto circa 3,7 miliardi di euro con poco più di 450 emissioni: stiamo parlando di un risultato utile ma larga parte al di sotto della platea di imprese che vanno considerate come soggetti potenziali da instradare al funding obbligazionario.
Ecco perché puntiamo a discutere con tutti gli intermediari finanziari, le numerose proposte che avanziamo nel Libro Bianco”.






















