Con un comunicato stampe il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, informa che: “sono migliaia i posti del piano straordinario di assunzioni, inclusi nella riforma della scuola, che rimarranno vuoti: incrociando le disposizioni previste dalla Legge 107/2015 e dal D.M. 767 pubblicato del ministero dell’Istruzione, emerge che su circa la metà delle 102mila immissioni in ruolo complessive, ben 3.142 posti non potranno essere coperte per mancanza di aspiranti, sia all’interno delle graduatorie di merito, derivanti dagli esiti dei concorsi a cattedra, sia in quelle ad esaurimento provinciali dove sono collocati gli abilitati ante 2011”.
“Mettendo a confronto la disponibilità dei posti vacanti da ricoprire con nomine in ruolo con gli elenchi dei docenti aspiranti alla nomina – spiega Pacifico- la rivista specializzata Tuttoscuola ha dedotto che almeno “3.142 posti non potranno essere coperti. La causa? Il numero complessivo di docenti per talune classi di concorso è inferiore al numero dei posti vacanti rilevati dal Miur e resi noti in questi giorni”.
“Ma la carenza di professori -prosegue il sindacalista- da assumere in ruolo potrebbe diventare ben più gravosa: prima di tutto perché, come riportato dalla rivista, “i 3.142 posti che al termine dell’intera procedura di assegnazione rimarranno scoperti potrebbero aumentare se i docenti titolari, iscritti in più classi di concorso, optassero diversamente”. In seconda battuta, perché non possiamo prevedere quali saranno le classi di concorso da potenziare in ogni istituto”.
“La mancanza di copertura dei posti destinato alle assunzioni diventerà, infatti – prosegue Pacifico- , ancora più cogente nel momento in cui verrà reso noto agli Uffici Scolastici Regionali l’organico potenziato che si dipanerà dai Collegi di tutta Italia: laddove, infatti, le richieste delle scuole dovessero concentrarsi su alcune materie, ben presto altre classi di concorso si esauriranno. Determinando un’ulteriore, ben più corposa, mancanza di insegnanti da assumere. E, a quel punto, probabilmente in autunno, ci si renderà conto che saranno molte meno le cattedre da assegnare ai ruoli, rispetto alle 48.821 su materia comune previste dalla riforma”.
“Oltre a confermare quanto Anief sostiene da tempo, ovvero che la riforma non eliminerà il precariato scolastico, tutto questo conferma la necessità per tanti docenti abilitati non inseriti nelle Graduatorie ad esaurimento di candidarsi comunque all’inserimento nel maxi-piano di assunzioni. Sebbene il comma 96 della Legge 107/2015 limiti l’accesso al piano straordinario di immissioni in ruolo ad alcune categorie di abilitati, solo coloro che sono inseriti nelle graduatorie di merito e nelle GaE, è evidente che la questione si sposterà nelle aule dei tribunali. Dove spetterà ai giudici decidere se è lecito non assumere dei docenti regolarmente selezionati e abilitati all’insegnamento (tramite dei corsi Tfa, Pas, di Scienze della formazione primaria, all’estero e via dicendo con modalità identiche a quelli che li hanno proceduti), a dispetto di indicazioni invece opposte provenienti sia da Bruxelles, attraverso la direttiva 70/99 , sia dalla Commissione di Giustizia europea, che lo scorso 26 novembre ha chiesto esplicitamente agli Stati membri di stabilizzare tutto il personale che, in possesso dei titoli di accesso, abbia svolto più di 36 mesi di servizio su posto vacante”, conclude la nota.

























