• Chi siamo
  • Abbonamenti
  • Contatti
giovedì, 27 Agosto 2026
  • Accedi
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Istat, il Covid frena rinnovi, 10 mln i lavoratori con contratto scaduto

    Il contratto collettivo non si sceglie liberamente: la regola del minimale contributivo

    Il paradosso di Meloni: governabilità e stabilità garantite, ma paralizzata (o quasi) sul fronte estero

    Il bluff delle accise e il conto della manovra: l’autunno decisivo del Governo

    Giorgia Meloni in conferenza stampa: “sempre pronta a un Patto sociale: con la Cisl e con chiunque altro senza pregiudizi”. Giovani in fuga: “colpa di stipendi bassi e scarsa meritocrazia”. E lancia il “salario di primo ingresso”. Culle vuote, “tema anche culturale”

    L’Italia come un far west, così Meloni punta al bis

    Sottoscritta ipotesi d’accordo per le piccole e medie imprese tessili e chimiche

    Il tramonto del “brambillisimo” e la sfida dell’industria italiana

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Lavoro su piattaforma, sottoscritto il primo accordo tra sindacati e Assogrocery

    La Procura di Milano boccia il piano Glovo-Foodinho per uscire dal controllo giudiziario: “30% del lavoro non retribuito”. La società pronta a lasciare l’Italia

    Lavoro, sottoscritta intesa tra Cnel e Cref sull’intelligenza artificiale

    Il sindacato nell’era dell’IA

    Le aziende americane contro Trump: le deportazioni degli immigrati rischiano di fare grossi danni all’economia

    L’Italia ha bisogno di immigrati. Ma continua a trattarli come un’emergenza

    Dopo lo sgombero di San Ferdinando e i 150 milioni stanziati dal governo restano ancora incertezze. Il sindacato chiede una rapida convocazione del Tavolo di contrasto al caporalato

    Dopo lo sgombero di San Ferdinando e i 150 milioni stanziati dal governo restano ancora incertezze. Il sindacato chiede una rapida convocazione del Tavolo di contrasto al caporalato

    Caporalato, Borselli (Flai-Cgil Toscana): una proposta di legge regionale e il protocollo di Siena e Grosseto per dare piena attuazione alla legge 199

    Caporalato, Borselli (Flai-Cgil Toscana): una proposta di legge regionale e il protocollo di Siena e Grosseto per dare piena attuazione alla legge 199

    Cinema, sindacati chiedono tavolo al Mibact per la crisi delle sale cinematografiche

    Cinema e audiovisivo, una riforma che mette tutti d’accordo

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    Il report Deloitte “Il rischio climatico in Italia. Dagli scenari alle proposte di intervento”

    Unicalce, sindacati: sottoscritto il contratto di secondo livello

    Unicalce, sindacati: sottoscritto il contratto di secondo livello

    Il testo dell’ipotesi di rinnovo del contratto Confimi Industria Meccanica-Fim Cisl

    Metalmeccanici, sottoscritto il rinnovo del contratto Confimi: aumenti fino a 200 euro nel quadriennio

    Metalmeccanici, sottoscritto il rinnovo del contratto Confimi: aumenti fino a 200 euro nel quadriennio

    Manifestazione nazionale su patto per la marineria italiana

    Marittimi, Fit-Cisl e il sindacato turco TDS firmano un accordo per la tutela dei lavoratori. Al centro transizione, digitalizzazione e geopolitica

    Istat, più di 1 lavoratore su 2 ha il contratto scaduto, non accadeva dal 2016

    Pa, firmato il testo definitivo del Ccnl Funzioni centrali 2025-2027: aumenti medi da 162 euro e nuove regole su IA e lavoro agile

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro
  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Istat, il Covid frena rinnovi, 10 mln i lavoratori con contratto scaduto

    Il contratto collettivo non si sceglie liberamente: la regola del minimale contributivo

    Il paradosso di Meloni: governabilità e stabilità garantite, ma paralizzata (o quasi) sul fronte estero

    Il bluff delle accise e il conto della manovra: l’autunno decisivo del Governo

    Giorgia Meloni in conferenza stampa: “sempre pronta a un Patto sociale: con la Cisl e con chiunque altro senza pregiudizi”. Giovani in fuga: “colpa di stipendi bassi e scarsa meritocrazia”. E lancia il “salario di primo ingresso”. Culle vuote, “tema anche culturale”

    L’Italia come un far west, così Meloni punta al bis

    Sottoscritta ipotesi d’accordo per le piccole e medie imprese tessili e chimiche

    Il tramonto del “brambillisimo” e la sfida dell’industria italiana

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Lavoro su piattaforma, sottoscritto il primo accordo tra sindacati e Assogrocery

    La Procura di Milano boccia il piano Glovo-Foodinho per uscire dal controllo giudiziario: “30% del lavoro non retribuito”. La società pronta a lasciare l’Italia

    Lavoro, sottoscritta intesa tra Cnel e Cref sull’intelligenza artificiale

    Il sindacato nell’era dell’IA

    Le aziende americane contro Trump: le deportazioni degli immigrati rischiano di fare grossi danni all’economia

    L’Italia ha bisogno di immigrati. Ma continua a trattarli come un’emergenza

    Dopo lo sgombero di San Ferdinando e i 150 milioni stanziati dal governo restano ancora incertezze. Il sindacato chiede una rapida convocazione del Tavolo di contrasto al caporalato

    Dopo lo sgombero di San Ferdinando e i 150 milioni stanziati dal governo restano ancora incertezze. Il sindacato chiede una rapida convocazione del Tavolo di contrasto al caporalato

    Caporalato, Borselli (Flai-Cgil Toscana): una proposta di legge regionale e il protocollo di Siena e Grosseto per dare piena attuazione alla legge 199

    Caporalato, Borselli (Flai-Cgil Toscana): una proposta di legge regionale e il protocollo di Siena e Grosseto per dare piena attuazione alla legge 199

    Cinema, sindacati chiedono tavolo al Mibact per la crisi delle sale cinematografiche

    Cinema e audiovisivo, una riforma che mette tutti d’accordo

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    Il report Deloitte “Il rischio climatico in Italia. Dagli scenari alle proposte di intervento”

    Unicalce, sindacati: sottoscritto il contratto di secondo livello

    Unicalce, sindacati: sottoscritto il contratto di secondo livello

    Il testo dell’ipotesi di rinnovo del contratto Confimi Industria Meccanica-Fim Cisl

    Metalmeccanici, sottoscritto il rinnovo del contratto Confimi: aumenti fino a 200 euro nel quadriennio

    Metalmeccanici, sottoscritto il rinnovo del contratto Confimi: aumenti fino a 200 euro nel quadriennio

    Manifestazione nazionale su patto per la marineria italiana

    Marittimi, Fit-Cisl e il sindacato turco TDS firmano un accordo per la tutela dei lavoratori. Al centro transizione, digitalizzazione e geopolitica

    Istat, più di 1 lavoratore su 2 ha il contratto scaduto, non accadeva dal 2016

    Pa, firmato il testo definitivo del Ccnl Funzioni centrali 2025-2027: aumenti medi da 162 euro e nuove regole su IA e lavoro agile

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

  • Appuntamenti
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro
No Result
View All Result

Home - Approfondimenti - Analisi - AstraZeneca e la riffa dei vaccini

AstraZeneca e la riffa dei vaccini

di Marco Cianca
18 Marzo 2021
in Analisi
Sindacati e Confindustria scendono in campo per i vaccini

Autore: Christian Emmer | Ringraziamenti: emmer.com.ar Copyright: © 2015

“Come ha potuto la commissione europea accettare di inchinarsi così davanti alle case farmaceutiche? Sono loro che decidono. Tutte le informazioni più importanti come prezzo, programma di consegna e anche i dettagli delle clausole di responsabilità, sono segrete. Un pasticcio di ritardi e nessun programma rispettato. Senza alcuna sanzione. Sui brevetti, stesso scandalo. Questi vaccini sono stati resi possibili da miliardi di euro di denaro pubblico. Ma i brevetti rimangono proprietà esclusiva di Big Pharma. Di conseguenza, gli Stati non possono produrre su larga scala le dosi di cui il mondo ha così tanto bisogno. E infine la ciliegina sulla torta: i profitti. Quindici miliardi di fatturato, con un margine di guadagno dal 20 al 25 per cento, già registrati da Pfizer, felicissimo del suo blockbuster. Sanofi non ha trovato alcun vaccino ma ha trovato 400 posti di ricerca da tagliare e 4 miliardi di euro da distribuire in dividendi. I laboratori tirano fuori lo champagne”.

“Che confessione di impotenza! Non spetta a noi, in questo luogo, stabilire la legge? Siamo in grado di imporre ai nostri concittadini restrizioni senza precedenti delle nostre libertà ma non siamo capaci di stabilire regole per Big Pharma. Chiediamo una commissione d’inchiesta sulle responsabilità per questo disastro. Abbiamo diritto di sapere. Perché, dopo tutto, questi vaccini sono stati prodotti con i nostri soldi e l’equazione dovrebbe essere semplice: denaro pubblico, appalti pubblici, brevetti di dominio pubblico. Per decenni abbiamo lasciato tutto, compresa la nostra salute, nelle mani del settore privato. Ed eccoci qui in un vicolo cieco. Proponiamo un percorso inverso per porre fine all’onnipotenza dei laboratori. È ora di abbandonare i brevetti e assicurarsi che non si tragga alcun profitto dalla pandemia. Questo è l’unico modo per poter vaccinare rapidamente l’intero pianeta. I paesi ricchi e quelli poveri. Per rassicurare i cittadini che dubitano, facendoci uscire dalle grinfie delle multinazionali. Per sperare di rivivere dopo un anno di lutti, preoccupazioni, isolamento, precarietà. Non possiamo arrenderci alle case farmaceutiche, la popolazione non può più sopportarlo. Riprendiamo il controllo, togliamo la salute dal mercato. I vaccini vanno considerati bene comuni dell’umanità, non il bancomat degli azionisti”.

Ecco. Questo è il testo integrale del j’accuse pronunciato da Manon Aubry, europarlamentare francese, sinistra alternativa, nell’aula della commissione di Bruxelles. Quattro minuti e una manciata di secondi.  “Non ci andrò alla leggera, signora Von Der Leyen” aveva esordito rivolgendosi direttamente alla presidente, immobile come una statua. Era il 10 febbraio. Non ebbe alcuna risposta adeguata e soddisfacente. L’ottimismo profuso a quattro mani dall’ Unione e dai vari governi per pompare la campagna vaccinale non ammetteva critiche.

Le parole della rappresentante di France Insoumise sembravano destinate a cadere nel vuoto. Relegate a espressione di un marginale populismo di stampo marxista. Poi è arrivato il caso AstraZeneca e ci si è resi conto che la sfrenata corsa al vaccino, e la contesa senza esclusioni di colpi per chi vince il titolo di campione di incassi, può avere effetti nefasti. E così il breve video sta diventando virale.

Cresce la consapevolezza che tutela della salute pubblica e logica del profitto collidono spesso e volentieri. Nulla esclude che le grandi aziende, in specie le multinazionali americane, dietro un’apparente concorrenza selvaggia, abbiano un accordo di cartello per spartirsi il mercato, come facevano le sette sorelle del petrolio.

Qualcuno ha perfino ipnotizzato che AstraZeneca, fuori da questa intesa, sia stata abilmente danneggiata, in quanto applica prezzi inferiori (meno di 3 euro a dose contro i 15-16 della Pfizer), diffondendo fin da subito notizie allarmanti sull’ efficacia dei suoi prodotti. L’azienda inglese, che ha sviluppato il progetto in una sinergia tra l’università di Oxford e l’Irbm di Pomezia, sconta anche le scorie della Brexit.

Come ha ben scritto la rivista Left, è in azione la “diplomazia dei vaccini” e siamo in presenza di un rivolgimento della stessa geopolitica, con la nascita di nuove alleanze, come quelle tra Danimarca, Austria e Israele. L’Unione Europea vacilla. La Russia sembra più impegnata nell’esportazione del suo Sputnik, già in uso a San Marino, che nella profilassi interna. Un modo per esibire la propria potenza. E la Cina, sempre lei, sta cercando di estendere il già ramificato dominio sull’Africa con una propria campagna vaccinale a base di Sinopharm.

Gli Stati Uniti (di gran lunga i più provvisti avendo in casa Pfizer, Moderna, Johnson&Johnson) hanno detto chiaramente di voler pensare prima a se stessi. America first. In questo, Joe Biden non si differenzia da Donald Trump. La clamorosa rottura con Vladimir Putin, tacciato di essere un killer, è di tutt’altro genere, riguardando le accuse di ingerenza nelle elezioni presidenziali, ma rientra in questo caos generale. La pandemia, invece di generare concordia, sta facendo ballare il mondo sull’orlo del precipizio.

Egoismi nazionali, errori e omissioni sovranazionali, interessi più o meno inconfessabili, guerre commerciali, scontri di potere, appaiono fatti apposta per alimentare l’inquietante e pericoloso universo del complottismo e del negazionismo. Big Pharma, cioè la potenza dittatoriale dei principali marchi, è un’espressione coniata proprio per dare un connotato tutto negativo, persino diabolico, a questa entità dedita essenzialmente al lucro.

Da qui a sostenere che alcuni morbi sono creati ad arte per poi vendere le cure necessarie, il passo e breve. La vicenda dell’Aids può essere definita la madre di tutte queste distorsioni interpretative. Con effetti gravissimi persino nella contestazione alle cure contro il cancro. Linfa irrazionale ma costante per la paranoia dei no vax, che ha raggiunto picchi stratosferici con il mistero del coronavirus.  I ritardi nel comunicare l’inizio della pandemia e la mancanza di trasparenza sulla sua origine hanno innaffiato a dismisura sospetti e accuse. Che cosa è accaduto a Wuhan? I colpevoli sono davvero topi e pipistrelli?

Si esce dal campo degli scienziati e si entra in quello dei giallisti. Il destino di AstraZeneca è stato affidato alle autopsie. Un macabro metodo per dimostrare che non esiste legame tra la somministrazione e i decessi improvvisi. Giudici, poliziotti e coroner al capezzale della fiducia pubblica. Ora l’Ema, l’agenzia europea dei medicinali, ha stabilito di riammettere il contestato siero nell’elenco dei buoni. “È efficace e i benefici sono superiori ai rischi”. Verrà comunque modificato il foglietto illustrativo per chiarire gli effetti collaterali. Ma il danno di immagine, sempre che solo di questo si tratti, è difficile da superare. La diffidenza regna sovrana.

Barbara Spinelli, sul Fatto Quotidiano, ha spiegato che la decisione del precauzionale stop deciso da Angela Merkel si basava su un serio rapporto scientifico del prestigioso Istituto Paul Ehrlich. Lo studio “smonta la vulgata secondo cui i deceduti sarebbero morti anche qualora non si fossero vaccinati” ed evidenzia che il numero di casi letali di cui si sta occupando è “statisticamente superiore, in maniera significativa, al numero di trombosi cerebrali che si manifestano abitualmente nella popolazione”. Sul quotidiano Domani, il medico e giornalista Andrea Casadio rimarca invece che “se col vaccino una persona ogni due milioni rischia la trombosi, col Covid muoiono due persone ogni cento”.

Comunque sia, è inaccettabile che chi soffre di particolari patologie o le donne che assumono la pillola anticoncezionale siano alla fine costrette a scegliere da sole quale rischio correre, se quello di coaguli assassini o quello di finire contagiati. Servirebbe un maggior coinvolgimento dei medici di base, ai quali non andrebbe riconosciuto un ruolo meramente inoculatorio, e degli specialisti, nell’indicazione del farmaco più adatto. Alla riffa dei vaccini, sotto a chi tocca, la fretta, pur di fronte all’emergenza pandemica, è sempre cattiva consigliera. Il principio precauzionale non può essere mai eluso. Nel raggiungimento dell’immunità di gregge andrebbe tutelata la vita di ogni pecora.

Poi c’è il dramma dei Paesi Poveri. Non si tratta solo di umanità.  A pesare, è la consapevolezza che se non vengono vaccinati tutti gli abitanti del pianeta, prima o poi il virus potrebbe tornare indietro, magari rafforzato e mutato. Una catena senza fine. Il progetto Covax, animato da organismi internazionali come l’Oms e l’Unicef, sta cercando di distribuire le fiale là dove non era previsto che arrivassero. Uno sforzo immane, eppure non sufficiente. Le nazioni ricche, che rappresentano solo il 14 per cento della popolazione mondiale, si sono assicurate la stragrande maggioranza dei lotti. “Immorale, ma anche miope e inefficace, la spartizione fra dieci commensali internazionali del 75 per cento delle dosi disponibili per tutta l’umanità”, ha denunciato l’Osservatore Romano.

Nel tentativo di scalare la montagna dei ritardi e delle inadempienze, India e Sudafrica hanno chiesto che il Wto, l’unico competente in materia, stabilisca una moratoria temporanea dei brevetti, riferiti ai soli vaccini, in modo da poter avviare su larga scala la produzione. Più di cento paesi e centinaia di organizzazioni civili si sono espresse in tal senso. Da noi, appelli con firme che vanno da Silvio Garattini a don Luigi Ciotti, hanno cercato di convincere il governo ad appoggiare queste posizioni. Ma nella riunione dell’11 marzo i più importanti stati membri dell’Organizzazione mondiale del commercio, Italia compresa, hanno detto no. La motivazione è che tanto non esiste una capacità produttiva sufficiente e adeguata, con il timore di una corsa incontrollata a fabbricare e distribuire sieri senza alcuna garanzia.

In verità, si è voluto riaffermare il principio che solo l’iniziativa privata può spingere in avanti l’innovazione e la ricerca. Toccarla, questo il retropensiero, potrebbe essere un primo passo per quella collettivizzazione dei beni primari, farmaci compresi, che viene vista come fumo agli occhi dalla trionfante visione capitalistico-liberista. Qui si colloca la valenza dell’atto d’accusa lanciato da Manon Aubry.

Ricordiamoci, lo rimarcano Nicoletta Dentico e Eduardo Missoni in un interessante saggio, che Jonas Salk, prima, e Albert Sabin, dopo, non brevettarono le loro scoperte per sconfiggere la polio. Appartengono alla gente, dissero. Era un regalo a tutti i bambini del mondo.

Marco Cianca

Marco Cianca

Marco Cianca

In evidenza

Lavoro su piattaforma, sottoscritto il primo accordo tra sindacati e Assogrocery

La Procura di Milano boccia il piano Glovo-Foodinho per uscire dal controllo giudiziario: “30% del lavoro non retribuito”. La società pronta a lasciare l’Italia

26 Agosto 2026
Confcommercio, dato novembre buon segnale per l’economia

Economia, Confcommercio: le spese obbligate mangiano il 42% dei consumi delle famiglie italiane, boom per l’energia

26 Agosto 2026
EssilorLuxottica, MF: Leonardo Maria Del Vecchio lascia tutti gli incarichi

EssilorLuxottica, MF: Leonardo Maria Del Vecchio lascia tutti gli incarichi

25 Agosto 2026
“Scompare” dalla Borsa Luxottica, dopo la fusione con la francese Essilor

Luxottica, sindacati: ora serve rafforzare confronto

25 Agosto 2026
edilizia cantieri

Cantieri, Ance: in manovra servono risposte per il caro materiali

25 Agosto 2026
Ulteriori informazioni

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

© 2024 - Il diario del lavoro s.r.l.
Via Flaminia 287, 00196 Roma

P.IVA 06364231008
Testata giornalistica registrata
al Tribunale di Roma n.497 del 2002

segreteria@ildiariodellavoro.it
cell: 349 9402148

  • Abbonamenti
  • Newsletter
  • Impostazioni Cookies

Ben Tornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.

Accedi
No Result
View All Result
  • Rubriche
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
  • Approfondimenti
    • L’Editoriale
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    • Diario delle crisi
  • Fatti e Dati
    • Documentazione
    • Contrattazione
  • I Blogger del Diario
  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Accedi