Si conferma il 21 novembre l’appuntamento dell’Italia con il verdetto della Commissione europea sulla manovra. “Possiamo confermare che abbiamo ricevuto il progetto di Bilancio rivisto e il prossimo passo è completare la nostra valutazione: pubblicheremo una opinione il 21 novembre assieme alle opinioni su tutti i Paesi”. Parola del primo portavoce dell’esecutivo comunitario, Margaritis Schinas, in riferimento alla lettera che il governo italiano ha inviato ieri notte a Bruxelles.
Questo per quanto riguarda la valutazione dell’Ue. Poi ci sarebbe la possibile ricaduta sanzionatoria, che viaggia con una procedura in parallelo, seppure collegata al giudizio sui conti, e che ruota attorno a quella che viene chiamata “regola del debito”. In questo caso però la tempistica dei prossimi passi è meno definita.
Prima del 21 novembre, una nuova occasione di confronto sarà rappresentata dall’Eurogrupopo straordinario fissato lunedì 19, che era stato convocato non per parlare di bilanci ma per cercare di trovare una intesa sulla tassazione dei giganti digitali. L’unica variazione di rilievo che l’Italia potrà affermare di aver inserito nella manovra rivista riguarda il rafforzamento del piano di dismissioni. Che però impatterebbe in positivo proprio sul livello del debito. Nel documento si stima che dopo il 130,9% del 2018, il debito-Pil scenda al 129,2% nel 2019, al 127,3% nel 2020 e al 126%& l’anno successivo.






















