Uno scambio di cortesie in piena regola, tra il presidente rieletto dell’Abi Antonio Patuelli e il sindacato dei bancari. Il tutto, certo non casualmente, proprio alla vigilia della trattativa per il rinnovo del contratto dei bancari, il cui primo appuntamento è fissato per giovedì 16 luglio.
È accaduto nella sede più formale possibile, quella dell’assemblea annuale dell’Abi. Nella sua relazione di apertura, Patuelli ha rimarcato il ruolo positivo dei sindacati di categoria nel supportare le grandi trasformazioni del sistema creditizio nazionale: “Le banche – ha detto il presidente Abi – hanno affrontato ogni tipo di crisi, hanno applicato in Italia tante riforme e hanno fatto in questi anni continui, ingenti rafforzamenti di capitale e riorganizzazioni più che in altre parti d’Europa, con il costruttivo ruolo dei sindacati dei bancari”.
Un riconoscimento apprezzato dai diretti interessati, tanto che Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi, presente all’Assemblea, lo ha immediatamente ricambiato: “A Patuelli va riconosciuto non solo il valore e l’efficacia della sua relazione odierna, ma anche la coerenza dimostrata negli anni: ha sempre considerato il sindacato un interlocutore serio e indispensabile. In una stagione di grandi trasformazioni, questa cultura del confronto rappresenta un valore aggiunto per tutto il settore bancario”, e ha aggiunto: ‘’anche in previsione dell’avvio delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale, previsto domani 16 luglio in Abi”.
Anche il segretario della Uilca, Fulvio Furlan, dichiara apprezzamento per “il riconoscimento del presidente Patuelli” al “costruttivo ruolo dei sindacati nell’affrontare crisi, riforme e riorganizzazioni che hanno riguardato il settore”, e ricorda che ricorda che proprio dall’assemblea Abi e’ ulteriormente emersa la solidità delle banche italiane: “una situazione che evidenzia come esistano tutte le condizioni per raggiungere un positivo rinnovo del contratto nazionale, che dia reali aumenti economici e concrete condizioni a favore della conciliazione dei tempi di vita e lavoro, del benessere lavorativo e della riduzione dell’orario di lavoro, in un contesto di continua contrattazione collettiva, soprattutto per gestire l’impatto delle novità tecnologiche”, sottolinea il sindacalista.
Dunque, da domani, 16 luglio, nella sede dell’Abi, si aprirà ufficialmente il confronto con Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin per il rinnovo del Ccnl, scaduto lo scorso marzo. Sul tavolo, la piattaforma unitaria dei sindacati, con le richieste economiche e normative: aumento salariale, riduzione dell’orario di lavoro, nuove tutele sull’intelligenza artificiale e interventi su organizzazione del lavoro, welfare e formazione per circa 280 mila lavoratrici e lavoratori del settore.
La piattaforma è stata sottoposta alle assemblee dei lavoratori, che hanno dato giudizio positivo. Al centro delle richieste, l’aumento retributivo di 518 euro mensili per la figura di riferimento e la riduzione dell’orario di lavoro settimanale a 35 ore, rispetto alle attuali 37: due interventi considerati “prioritari per redistribuire la ricchezza prodotta dal settore e migliorare concretamente la qualità della vita delle lavoratrici e dei lavoratori.
Tra le richieste dei sindacati, inoltre, l’allargamento dell’area contrattuale e l’introduzione di limiti certi alle attività appaltabili. Particolare attenzione è dedicata ai temi dell’organizzazione del lavoro e delle ristrutturazioni aziendali: si propone di rafforzare il confronto con i sindacati per intervenire sui carichi di lavoro, sulla carenza degli organici e sui criteri gestionali. Sul piano delle tutele, viene richiesta la reintegra nei casi di licenziamento disciplinare ingiustificato e il rafforzamento delle garanzie in materia di procedimenti disciplinari e diritti del personale. Non manca il tema della trasformazione digitale, prevedendo una gestione condivisa con le organizzazioni sindacali dei processi legati alla digitalizzazione e all’intelligenza artificiale, con una funzione di supporto al lavoro e non sostitutiva delle persone, “che restano centrali nell’attività bancaria”. Infine, sono previsti interventi in materia di politiche di genere, permessi e welfare, con il miglioramento dei diritti, l’estensione delle tutele sanitarie e il rafforzamento del Fondo per l’occupazione, oltre a una maggiore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.
Per Riccardo Colombani, segretario generale della First Cisl, l’aumento da 518 euro è “indispensabile per la tutela del potere d’acquisto sulla base delle previsioni di inflazione 2026-2028 e per redistribuire l’enorme valore prodotto dai lavoratori”. Colombani sottolinea che le richieste economiche, la riduzione dell’orario di lavoro settimanale a 35 ore, il rafforzamento dei presìdi per contrastare le indebite pressioni commerciali, le previsioni sul welfare, e tutte le altre richieste, “sono ispirate alla centralità delle persone. Perciò, l’elevazione economica e sociale delle lavoratrici e dei lavoratori è obiettivo irrinunciabile e al contempo dimensione necessaria per certificare la responsabilità sociale delle banche”.
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