La Ces chiede “un orario di lavoro che rispetti salute e sicurezza, ore lavorate pagate in modo rispettabile, un migliore bilanciamento tra tempo di lavoro e vita famigliare”. E’ quanto si legge in una nota della Confederazione, in vista del voto sull’orario di lavoro previsto domani al Parlamento di Strasburgo.
Se la Ue non respingerà la revisione della direttiva, spiega Paolo Pirani, segretario confederale della Uil, verrà sancita la possibilità di allungare l’orario fino a 60 ore settimanali, modificando la base di calcolo da 4 a 12 settimane, e sarà possibile accedere a un orario superiore alle 48 ore con accordi individuali tra lavoratori e datori. Si rischia di colpire l’occupazione femminile, a suo giudizio, di incidere negativamente sulla conciliazione dei tempi e compiere un passo indietro in tema di sicurezza. “Crediamo che la normativa italiana sia superiore in termini di adeguatezza alle misure previste dalla revisione della direttiva – conclude – per questo auspichiamo che quest’ultima non venga recepita”. (Edn)
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