(Dal Resoconto Sommario)
IN SEDE REFERENTE
(848-B) Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro, approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati
(Seguito dell’esame e rinvio)
Si riprende l’esame sospeso nella seduta di mercoledì 4 dicembre scorso.
Il PRESIDENTE avverte che sostituirà il relatore Tofani, impossibilitato a prendere parte alla seduta odierna. Avverte altresì che riprenderà la votazione degli emendamenti riferiti all’articolo 1 del disegno di legge n. 848-B.
Dopo una dichiarazione di voto favorevole della senatrice PILONI, a nome del Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo, l’emendamento 1.147 è posto ai voti e respinto.
Il senatore BATTAFARANO annuncia che il Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo voterà a favore dell’emendamento 1.149, volto a precisare le condizioni entro le quali le università possono essere autorizzate a svolgere l’attività di intermediazione di manodopera.
L’emendamento 1.149, posto ai voti, è quindi respinto.
La senatrice PILONI annuncia il voto favorevole del Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo sull’emendamento 1.150 che, sulla falsariga del precedente emendamento, intende precisare che le università possono svolgere attività di intermediazione esclusivamente a favore dei propri iscritti. Si tratta, peraltro, di una precisazione che anche il rappresentante del Governo dichiarò, in altra seduta, di condividere.
Posto ai voti, l’emendamento 1.150 è respinto.
E’ altresì respinto l’emendamento 1.4.
Sono quindi posti congiuntamente ai voti, in quanto identici, e respinti gli emendamenti 1.22 e 1.152.
Posti separatamente ai voti, sono quindi respinti gli emendamenti 1.25, 1.24, 1.5, 1.23, 1.26, 1.28, 1.37 e 1.30.
Dopo una dichiarazione di voto favorevole della senatrice PILONI, a nome del Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo, è quindi posto ai voti e respinto l’emendamento 1.38.
E’ altresì respinto l’emendamento 1.130, dopo che su di esso la senatrice PILONI ha annunciato il voto favorevole del Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo.
Posti separatamente ai voti, sono quindi respinti gli emendamenti 1.27, 1.39, 1.29, 1.31 e 1.6.
Nel dichiarare il voto favorevole del Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo sugli emendamenti 1.8, 1.158 e 1.11, di identico contenuto, il senatore BATTAFARANO ricorda che essi hanno ad oggetto uno dei punti più controversi del disegno di legge all’esame, in quanto prospettano il ripristino del principio relativo alla preesistenza del requisito dell’autonomia funzionale nella disciplina relativa al trasferimento di ramo di impresa, quale risultava nel testo licenziato dal Senato. Si tratta di un tema rilevante, sul quale, tra l’altro, il relatore Tofani ha svolto, in altre occasioni, interessanti riflessioni ed approfondimenti. Considerata l’importanza della materia, il senatore Battafarano fa presente che la sua parte politica è disposta a votare a favore di qualsiasi emendamento che vada nel senso da lui indicato, nel caso in cui il Relatore ed il rappresentante del Governo, modificando l’avviso precedentemente espresso, esprimano il loro assenso su una delle proposte di modifica all’esame.
Il sottosegretario SACCONI fa presente che l’argomento sollevato dal senatore Battafarano è stato affrontato in diverse sedi, ed è oggetto anche del successivo emendamento 1.153 che, peraltro, risponde alla sostanza di quanto il Governo intende rendere esplicito, in sede di esercizio della delega. L’articolo 2112 del codice civile conserva pertanto la sua validità anche in riferimento al combinato disposto risultante dalla modifica del presupposto relativo al momento della formazione del requisito dell’autonomia funzionale nel trasferimento del ramo di azienda. In sede di esercizio della delega, si intende sbarrare la strada a comportamenti elusivi, consistenti nella mera esternalizzazione di settori di impresa, privi di una propria autonoma identità: una volta assunte le idonee garanzie rispetto a un tale profilo elusivo – il cui fine essenziale è la riduzione del grado di protezione dei lavoratori, che il legislatore delegato intende invece mantenere inalterato rispetto ai livelli attuali – i decreti legislativi adottati in forza della delega all’esame dovranno consentire lo svolgimento di processi di riorganizzazione aziendale, sulla base di una disciplina ormai comune a tutti i paesi europei.
Il senatore MONTAGNINO prende atto dei chiarimenti forniti dal Sottosegretario, ma osserva che proprio alla luce di questi ultimi gli riesce difficile comprendere le motivazioni in base alle quali la Camera dei deputati ha modificato il testo licenziato dal Senato, a suo avviso preferibile anche per questo aspetto. Per tali motivi annuncia il voto favorevole del Gruppo Margherita-DL – l’Ulivo sugli emendamenti in discussione.
Posti congiuntamente ai voti, in quanto identici, gli emendamenti 1.8, 1.158 e 1.11 sono quindi respinti.
E’ altresì respinto l’emendamento 1.7.
La senatrice PILONI, nell’annunciare il voto favorevole del Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo sull’emendamento 1.153, si dichiara perplessa sulla potenziale efficacia antielusiva dei principi di delega di cui alla lettera p) del comma 2 dell’articolo 1, riformulati dalla Camera dei deputati. Come è noto, per questo aspetto, le modifiche introdotte dall’altro ramo del Parlamento hanno recepito il testo del cosiddetto patto per l’Italia: una tale scelta è del tutto legittima, ma un’attenta lettura dell’articolato induce a ritenere sussistente il rischio di una disapplicazione dell’articolo 2112 del codice civile. Nel prendere atto delle dichiarazioni del rappresentante del Governo, la senatrice Piloni osserva che da esse consegue comunque la necessità di modificare l’ultimo comma dello stesso articolo 2112, nella parte in cui si fa riferimento al trasferimento di parte dell’azienda, intesa come articolazione funzionalmente autonoma di un’attività economica organizzata, preesistente come tale al trasferimento e che conserva nel trasferimento la propria identità. Tale disposizione deve essere adeguata alla luce della nuova disciplina del trasferimento di ramo d’azienda, quale viene prospettata con la delega all’esame. Ove il Governo avesse consentito, si sarebbe potuto apportare tale modifica già nell’ambito del disegno di legge all’esame, con la conseguenza ultima di ridurre i tempi di approvazione definitiva del provvedimento in titolo, rispetto a quelli che si vanno profilando, al prezzo del tutto accettabile di un brevissimo rinvio all’altro ramo del Parlamento.
Dopo che il sottosegretario SACCONI ha dichiarato di condividere le osservazioni della senatrice Piloni circa la necessità di modificare l’articolo 2112 del codice civile, adeguandolo alla nuova disciplina del trasferimento di ramo d’azienda risultante dai principi di delega in discussione, l’emendamento 1.153 è posto ai voti e respinto.
Dopo la reiezione dell’emendamento 1.154, sono posti congiuntamente ai voti, in quanto identici, e respinti gli emendamenti 1.155 e 1.12.
Posti separatamente ai voti, sono quindi respinti gli emendamenti 1.17 e 1.14.
La senatrice PILONI annuncia il voto favorevole del Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo sugli emendamenti 1.13 e 1.156 che, sopprimendo il riferimento all’articolo 1676 del codice civile, intendono rafforzare le garanzie poste a favore dei lavoratori coinvolti in un trasferimento di ramo d’azienda al quale sia connesso un contratto di appalto.
Posti congiuntamente ai voti, in quanto di identico contenuto, gli emendamenti 1.13 e 1.156 sono respinti.
Il senatore MONTAGNINO annuncia quindi il voto favorevole del Gruppo Margherita-DL – l’Ulivo sugli emendamenti 1.157 e 1.16 che, senza scardinare il principio di delega di cui al numero 3 della lettera p) del comma 2 dell’articolo 1, lo integrano opportunamente con un riferimento al principio di uniforme trattamento economico e normativo per il lavoratori interessati.
La senatrice PILONI, associandosi alla dichiarazione del senatore Montagnino, annuncia che il Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo voterà a favore degli emendamenti 1.157 e 1.16.
Gli stessi emendamenti 1.157 e 1.16, posti congiuntamente ai voti in quanto identici, sono respinti, ed è altresì respinto l’emendamento 1.15.
Il PRESIDENTE avverte che è conclusa la votazione sugli emendamenti riferiti all’articolo 1 e che si passerà alla votazione degli emendamenti riferiti all’articolo 2, sui quali il Relatore ed il rappresentante del Governo hanno già espresso parere contrario.
Il senatore MONTAGNINO annuncia che il Gruppo Margherita-DL – l’Ulivo voterà a favore dell’emendamento 2.20 che prevede la consultazione delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative, preliminarmente all’adozione degli schemi di decreto legislativo in materia di riordino dei contratti a contenuto formativo e di tirocinio. Osserva che l’emendamento è coerente con gli intendimenti più volte enunciati dal Governo circa la valorizzazione del dialogo sociale e con l’esigenza di verificare, con le organizzazioni firmatarie, la coerenza della delega all’esame con i contenuti del patto per l’Italia, una parte del quale è dedicato alle problematiche della formazione.
Il senatore VIVIANI annuncia il voto favorevole del Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo sull’emendamento 2.20, che intende assecondare l’asserito orientamento del Governo a favore di un rafforzamento del confronto con le parti sociali. Queste ultime, peraltro, sono fortemente coinvolte sulle problematiche della formazione professionale, sia nella fase di progettazione, sia in quella della gestione, attraverso la creazione di fondi a gestione bilaterale. Inoltre, i contratti con finalità formativa costituiscono l’aspetto più complesso della normativa volta a perseguire finalità di flessibilizzazione del rapporto di lavoro: in particolare, il contratto di apprendistato, già fortemente innovato con la legge n. 196 del 1997, deve essere ulteriormente perfezionato, anche in rapporto alla funzione che gli è conferita nel percorso di assolvimento dell’obbligo formativo e, in tale fase di transizione, il ruolo di supporto della parti sociali risulta indispensabile.
Il sottosegretario SACCONI, nel prendere atto della finalità meramente ostruzionistica di alcuni emendamenti, osserva che l’emendamento 2.20 non innova, dal punto di vista contenutistico, rispetto a quanto già previsto dal comma 1 dell’articolo 7 del disegno di legge n. 848-B, recante disposizioni comuni concernenti l’esercizio delle deleghe di cui agli articoli da 1 a 5. In tale disposizione, infatti, è esplicitamente prevista la consultazione delle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative dei datori e prestatori di lavoro.
Dopo che il senatore VIVIANI ha fatto presente di ritenere preferibile l’inserimento della disposizione richiamata dal rappresentante del Governo nell’alinea del comma 1 dell’articolo 2, l’emendamento 2.20, posto ai voti, è respinto.
Posti separatamente ai voti, sono quindi respinti gli emendamenti 2.21, 2.1 e 2.2. Sono posti congiuntamente ai voti, in quanto di analogo tenore, e respinti gli emendamenti 2.4 e 2.3. Con distinte e successive votazioni sono quindi respinti gli emendamenti 2.5, 2.6, 2.8, 2.9, 2.10, 2.7, 2.11, 2.13 e 2.14. Sono poi posti congiuntamente ai voti, in quanto di analogo tenore, e respinti gli emendamenti 2.16 e 2.15. E’ altresì respinto l’emendamento 2.12.
Il senatore BATTAFARANO annuncia quindi il voto favorevole del Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo sugli emendamenti 2.19 e 2.17, entrambi finalizzati a sopprimere il riferimento al ruolo degli enti bicamerali introdotto dalla Camera dei deputati. Tale integrazione, infatti, appare una inutile forzatura, che non fornisce alcuna precisazione circa il ruolo degli enti bilaterali in relazione ai contratti a contenuto formativo.
Anche il senatore MONTAGNINO ritiene che la modifica introdotta dall’altro ramo del Parlamento debba essere cancellata, a causa della sua ambiguità. A suo avviso, anche il Gruppo Margherita-DL – l’Ulivo della Camera dei deputati, che ha sostenuto l’emendamento di cui si propone la soppressione, rivedrà tale posizione e condividerà la scelta, prospettata dagli emendamenti in corso di votazione, di ripristinare il testo varato dal Senato.
Posti congiuntamente ai voti, in quanto di identico contenuto, gli emendamenti 2.19 e 2.17 sono respinti. E’ altresì respinto l’emendamento 2.18.
Il PRESIDENTE avverte che si è conclusa la votazione degli emendamenti all’articolo 2 e che si passerà alla votazione degli emendamenti all’articolo 3, sui quali hanno già espresso parere contrario il rappresentante del Governo ed il Relatore.
Posti separatamente ai voti, sono quindi respinti gli emendamenti 3.3, 3.2, 3.1 e 3.4.
Il PRESIDENTE avverte che si è conclusa la votazione degli emendamenti all’articolo 3 e che si passerà alla votazione degli emendamenti all’articolo 4 sui quali hanno già espresso parere contrario il rappresentante del Governo ed il Relatore.
Il senatore MONTAGNINO, perplesso sulla formulazione dell’emendamento 4.20, annuncia il voto contrario del Gruppo Margherita-DL – l’Ulivo su di esso.
L’emendamento 4.20, posto ai voti, è respinto.
La senatrice PILONI annuncia che il Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo voterà a favore dell’emendamento 4.22, sul quale il senatore MONTAGNINO annuncia invece l’astensione del Gruppo Margherita-DL – l’Ulivo.
Posti separatamente ai voti, sono quindi respinti gli emendamenti 4.22, 4.21 e 4.23.
La senatrice PILONI annuncia che il Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo voterà a favore dell’emendamento 4.1 che, opportunamente, quantifica la misura dell’indennità di disponibilità, agganciandola all’importo della retribuzione.
Il senatore MONTAGNINO sottoscrive l’emendamento 4.1, a favore del quale voterà il Gruppo Margherita-DL – l’Ulivo.
L’emendamento 4.1, posto ai voti, è respinto.
Il senatore BATTAFARANO annuncia quindi il voto favorevole dei senatori del Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo alla soppressione della lettera b) del comma 1 dell’articolo 4, che la Camera dei deputati ha riformulato senza tenere conto adeguatamente della delicatezza della normativa con cui si dovrebbe estendere all’intero settore agricolo la possibilità di ricorrere al lavoro temporaneo.
Il senatore MONTAGNINO dichiara che anche il Gruppo Margherita-DL – l’Ulivo è favorevole alla soppressione della lettera b) del comma 1 dell’articolo 4, stante l’assenza di veri e propri principi e criteri direttivi di delega relativamente alla completa estensione al settore agricolo del lavoro temporaneo tramite agenzia.
Il sottosegretario SACCONI fa presente che, nel disegno di legge n. 848-B, per ogni tipologia contrattuale sono dettati esaurienti criteri e principi direttivi di delega. Peraltro, per la parte all’esame, la Camera dei deputati non ha introdotto innovazioni rispetto al testo varato dal Senato, limitandosi a sopprimere la disposizione che consentiva il ricorso a contratti di lavoro a tempo determinato o alla fornitura di lavoro temporaneo per soddisfare le quote obbligatorie di assunzione di lavoratori disabili, ai sensi della legge n. 68 del 1999, secondo il principio pro rata temporis.
Posti congiuntamente ai voti, in quanto entrambi soppressivi della lettera b) del comma 1 dell’articolo 4, gli emendamenti 4.42 e 4.2 sono respinti.
Il senatore MONTAGNINO annuncia il voto favorevole del gruppo Margherita-DL – l’Ulivo sull’emendamento 4.36 volto a riformulare la lettera b) del comma 1 dell’articolo 4, recuperando la più condivisibile impostazione del testo licenziato dal Senato.
Nel dichiarare il voto favorevole del Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo sull’emendamento 4.36, il senatore VIVIANI ricorda che nell’impostazione della legge n. 196 del 1997 si convenne di escludere temporaneamente dalla disciplina del lavoro interinale il settore dell’edilizia e dell’agricoltura, proprio al fine di impedire la riproduzione in nuove forme del fenomeno del caporalato. Si convenne altresì di prevedere una estensione graduale del lavoro temporaneo tramite agenzia ai due predetti comparti, mentre il principio di delega all’esame, prospettando la completa estensione del lavoro temporaneo in agricoltura, con conseguente applicabilità degli oneri contributivi del settore, rischia di favorire un uso strumentale ed elusivo della norma, nel senso che potrebbero essere ricondotti al settore agricolo rapporti di lavoro che gli sono estranei, al solo fine di fruire del minore onere contributivo. Ciò si traduce nel rischio di una ulteriore precarizzazione dei rapporti di lavoro oggetto della disposizione in discussione, considerato anche che, nel sistema di calcolo dei trattamenti pensionistici vigente, ad una minore contribuzione corrisponde una più ridotta misura della pensione. Un altro problema, posto in un emendamento già dichiarato inammissibile, riguarda la continuità dell’intervento formativo. Sarebbe opportuno che il Governo chiarisse la sua posizione su tale aspetto.
Il sottosegretario SACCONI fa presente che con il principio di delega in discussione il Governo intende favorire l’emersione di rapporti di lavoro attualmente irregolari, nell’ambito del settore agricolo. Per quel che riguarda il profilo contributivo, occorre considerare che un aumento dell’onere previdenziale oltre la misura prevista per l’agricoltura annullerebbe qualsiasi convenienza a ricorrere al lavoro temporaneo tramite agenzia, già di per sé più costoso rispetto ad altre tipologie contrattuali. La preoccupazione relativa ad eventuali abusi connessi al più ridotto onere contributivo vale per tutto il mercato del lavoro agricolo, e non soltanto per il segmento di esso suscettibile di essere coperto dal lavoro interinale. Peraltro, è intenzione del Governo di istituire un apposito tavolo di confronto con le parti sociali relativamente all’emersione del lavoro agricolo. Per quel che riguarda la formazione, la delega non prevede alcuna innovazione della disciplina vigente.
Posti separatamente ai voti, sono quindi respinti gli emendamenti 4.36, 4.37 e 4.8.
Sono posti congiuntamente ai voti, in quanto di analogo tenore, e respinti gli emendamenti 4.7 e 4.30.
Sono posti separatamente ai voti e respinti gli emendamenti 4.4, 4.31, 4.32, 4.33 e 4.35.
Il senatore MONTAGNINO fa presente che con l’emendamento 4.38, a favore del quale il Gruppo Margherita-DL – l’Ulivo voterà, si intende esplicitare con maggiore chiarezza il diritto dei titolari di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa ad astenersi dalla prestazione in caso di infortunio, malattia, gravidanza, maternità o paternità, congedo parentale, cura ed assistenza personale e di familiari, percependo un compenso ovvero un’indennità previdenziale nella misura stabilita dalla legge. In tal modo, lungi dal voler ricondurre le collaborazioni coordinate e continuative allo schema della subordinazione, si intende individuare un nucleo di diritti fondamentali, da riconoscere a tutti i lavoratori, a prescindere dalla tipologia contrattuale. La proposta contenuta nell’emendamento in votazione ed altre analoghe, peraltro, vennero già avanzate senza successo dai gruppi politici dell’opposizione nel corso della prima lettura del provvedimento in titolo. Occorre quindi dare atto al Governo di avere modificato il proprio avviso, con la parziale accettazione, nel corso della discussione presso l’altro ramo del Parlamento, di emendamenti ed argomentazioni che, invece, erano stati respinti al Senato. E’ auspicabile che nelle prossime occasioni la posizione del Governo presenti caratteristiche di minore discontinuità.
La senatrice PILONI annuncia che il Gruppo Democratici di sinistra- l’Ulivo voterà a favore dell’emendamento 4.38, che formula in modo molto più soddisfacente un principio di tutela già contenuto nel testo licenziato dall’altro ramo del Parlamento, integrandolo con l’esplicita possibilità di attribuire ai collaboratori un compenso o una indennità previdenziale nei periodi di interruzione del rapporto contemplati per legge.
Posto ai voti l’emendamento 4.38 è respinto.
Stante l’imminente inizio del lavori dell’Assemblea, il PRESIDENTE rinvia ad altra seduta il seguito dell’esame.
ANTICIPAZIONE DELL’ORARIO DI INIZIO DELLA SEDUTA DI DOMANI
Il PRESIDENTE avverte che il sottosegretario Brambilla, a causa di altri impegni precedentemente assunti, ha chiesto di anticipare alle ore 14.30 lo svolgimento delle interrogazioni iscritte all’ordine del giorno della seduta di domani. Il senatore Tommaso Sodano, primo firmatario di entrambe, ha già espresso la sua disponibilità in tal senso. Pertanto, ove la Commissione concordi, la seduta della Commissione già convocata per domani, giovedì 12 dicembre, avrà inizio alle ore 14.30 anziché alle ore 15 come precedentemente comunicato.
Poiché non si fanno obiezioni così rimane stabilito.
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Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu






















