(Dal Resoconto Sommario)
Presidenza del Presidente
ZANOLETTI
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Viespoli.
La seduta inizia alle ore 14,20.
IN SEDE REFERENTE
(2058) Delega al Governo in materia previdenziale, misure di sostegno alla previdenza complementare e all’ occupazione stabile e riordino degli enti di previdenza e assistenza obbligatoria, approvato dalla Camera dei deputati
(421) MAGNALBO’ – Modifiche e integrazioni all’ articolo 71 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, in materia di totalizzazione dei periodi di iscrizione e contribuzione
(1393) VANZO ed altri – Abrogazione delle disposizioni concernenti il divieto di cumulo tra redditi di pensione e redditi di lavoro autonomo
– e delle petizioni nn. 66, 84, 200, 255, 393, 574, 582 e 583 ad essi attinenti
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)
Si riprende l’esame congiunto dei provvedimenti in titolo, sospeso nella seduta di ieri.
Il senatore MALABARBA (Misto-RC), intervenendo sull’ordine dei lavori, evidenzia che anche dalla relazione svolta sul provvedimento in titolo durante l’iter in sede consultiva presso la Commissione bilancio, emergono nodi problematici di rilievo sul piano economico-finanziario, soprattutto in riferimento all’emendamento governativo 1.0.1.
Atteso che la finalità di fondo della disciplina contenuta nella sopracitata proposta emendativa si incentra sulla riduzione delle spese previdenziali, appare quanto mai inopportuno continuare l’espletamento di attività procedurali in Commissione lavoro, senza la previa acquisizione del parere della Commissione bilancio sul testo normativo in questione.
La senatrice PILONI (DS-U) prospetta l’opportunità di rinviare temporaneamente l’esame del disegno di legge in titolo, precisando che tale richiesta risulta avulsa da qualsivoglia intento ostruzionistico, essendo giustificata esclusivamente dall’esigenza di acquisire preventivamente sia il parere dalla Commissione bilancio, sia le ulteriori proposte emendative preannunciate dal Governo.
Il PRESIDENTE fa presente che è opportuno procedere nell’esame del disegno di legge in questione, poiché eventuali rinvii potrebbero comportare, a seguito dell’eventuale iscrizione all’ordine del giorno dell’Assemblea del disegno di legge n. 2058, l’applicabilità delle norme in base alle quali qualora non venga completato l’esame in Commissione, il disegno di legge viene discusso in Assemblea senza la relazione della Commissione stessa.
Ricorda inoltre che, a fronte di un atteggiamento dell’opposizione, non orientato in senso ostruzionistico, la Presidenza ha garantito finora un ampio confronto dialettico in Commissione, senza porre restrizioni al dibattito e con piena e attenta considerazione delle esigenze via via prospettate da tutti i Gruppi politici.
Il senatore PETERLINI (Aut) dichiara di condividere le preoccupazioni espresse dal Presidente in ordine alla possibilità che eventuali rinvii vanifichino l’attività fin qui compiuta dalla Commissione, proponendo quindi di proseguire l’iter del disegno di legge in titolo, in modo tale da poter concludere l’esame in Commissione.
Il PRESIDENTE propone quindi di proseguire l’illustrazione degli emendamenti all’articolo 1 e dei relativi sub-emendamenti, iniziando dall’illustrazione dei sub-emendamenti all’emendamento governativo 1.0.1, non illustrati nella seduta di ieri. Ricorda peraltro che il predetto emendamento 1.0.1 è stato illustrato dal ministro Maroni nella seduta del 29 ottobre.
Conviene la Commissione.
Il senatore BATTAFARANO (DS-U) illustra il sub-emendamento 1.0.1/135, evidenziando che la mancata estensione al pubblico impiego degli incentivi al posticipo del pensionamento, previsti per i lavoratori del settore privato, comporta un’evidente disparità di trattamento tra tali due categorie, essendo peraltro incongruo il modulo prefigurato alla lettera B, punto 4), lettera p) dell’emendamento governativo 1.0.1. Dopo avere dato per illustrato l’emendamento 1.268, si riserva di illustrare gli altri emendamenti all’articolo 1 da lui sottoscritti in altra seduta.
Il senatore MALABARBA (Misto-RC) dichiara di aggiungere la propria firma al sub-emendamento 1.0.1/135.
Il senatore MONTAGNINO (Mar-DL-U) illustra il sub-emendamento 1.0.1/71, precisando preliminarmente che l’eventuale scelta di calendarizzare in tempi brevi in Assemblea il disegno di legge in titolo risulterebbe del tutto inspiegabile ed ingiustificata, non sussistendo alcuna urgenza in ordine alla materia in questione, atteso che la disposizione normativa inerente all’elevazione dei requisiti anagrafici e contributivi per il pensionamento esplica la propria efficacia a partire dal 2008.
Il subemendamento sopracitato – prosegue l’oratore – preclude l’applicabilità automatica degli incentivi al posticipo del pensionamento per le aziende che abbiano sottoscritto accordi sindacali di gestione degli esuberi, rinviando per tali casi alla disciplina prevista dagli accordi medesimi.
L’oratore illustra quindi l’emendamento 1.110, volto a razionalizzare, armonizzare ed incrementare i trattamenti previdenziali al minimo, al fine di assicurare maggiori tutele ai cittadini anziani e di completare il processo di innalzamento dei trattamenti pensionistici meno elevati, avviato in misura molto parziale dal Governo. Dichiara quindi di aggiungere la sua firma all’emendamento 1.268.
Proseguendo nell’esposizione, il senatore Montagnino dà conto del contenuto dell’emendamento 1.111, che propone le modalità ed i parametri da utilizzare per la rideterminazione del coefficiente di trasformazione adottato per il calcolo degli importi pensionistici secondo il sistema contributivo, prevista per il 2005 dalle legge n. 335 del 1995. Con l’emendamento 1.114 si intende riprendere una proposta già accolta nell’ambito della legge n. 30 del 2003, ma oggetto di una delega poi non esercitata, e riguardante l’incentivazione del ricorso ai contratti di lavoro a tempo parziale da parte dei lavoratori che abbiano maturato i requisiti per l’accesso al pensionamento di anzianità. L’emendamento 1.115 ripropone invece la questione dell’aggancio delle pensioni alla dinamica salariale, recentemente sollevata anche da un partito politico appartenente all’attuale coalizione di governo. Aggiunge la sua firma all’emendamento 1.78, nonché all’emendamento 1.166, che dà per illustrato. Si riserva infine di illustrare gli altri emendamenti all’articolo 1 da lui sottoscritti in altra seduta.
Il PRESIDENTE dà quindi per illustrato il sub-emendamento 1.0.1/119.
Il senatore MALABARBA (Misto-RC) e il senatore PETERLINI (Aut) aggiungono la firma all’emendamento 1.110.
La senatrice PILONI (DS-U), dopo aver aggiunto la propria firma al subemendamento 1.0.1/110, si sofferma sulle finalità sottese allo stesso, evidenziando che il rinvio a un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze – contenuto al comma 4 dell’articolo 1-quater – risulta superfluo e inopportuno.
Inoltre, la valutazione circa l’impatto degli incentivi al posticipo del pensionamento sulla sostenibilità finanziaria del sistema previdenziale andrebbe compiuta prima dell’approvazione del disegno di legge in titolo, e non quindi in fase successiva, come prevede invece il comma 5 dell’articolo 1-quater dell’emendamento governativo 1.0.1 – che in particolare fissa il termine massimo per tale verifica al 30 giugno 2007 -.
Dopo aver aggiunto la firma al subemendamento 1.0.1/112, la senatrice Piloni evidenzia che lo stesso è volto ad eliminare le differenziazioni prefigurate alla lettera B, punto 4), lettera p) dell’emendamento governativo 1.0.1, che è suscettibile di introdurre ingiustificate disparità di trattamento nell’ambito della disciplina previdenziale del pubblico impiego, sulla base di parametri incongrui, incentrati sulla specificità dei singoli settori, nonché sull’esigenza di efficienza dell’apparato amministrativo.
La senatrice Piloni illustra poi l’emendamento 1.112 che intende porre il problema del completamento del processo di armonizzazione dei regimi contributivi, in relazione alle esigenze di equità distributiva e di stabilità finanziaria del sistema pensionistico, più volte richiamate nel corso del dibattito. A tal fine, l’emendamento propone, per tutte le gestioni, di uniformare le aliquote di rendimento, di adottare un arco temporale di riferimento unico in relazione alle retribuzioni da prendere in considerazione per calcolare la base pensionabile e di omogeneizzare i metodi di perequazione. Anche l’emendamento 1.113 ripropone la questione dell’armonizzazione dei regimi contributivi con riferimento all’esigenza di stabilire un’aliquota di calcolo uniforme per tutte le gestioni.
La senatrice Piloni sottoscrive e illustra l’emendamento 1.154, che introduce un opportuno riferimento ai fondi di previdenza integrativa di origine contrattuale, e illustra l’emendamento 1.118, nel quale viene esplicitata l’esigenza di assicurare specifiche forme di incentivazione fiscale al conferimento, su base volontaria, del trattamento di fine rapporto ai fondi pensionistici di fonte collettiva. Dati per illustrati gli emendamenti 1.117, 1.270 , 1.116 , 1.119 e 1.269, si sofferma sull’emendamento 1.120, nel quale si precisa la necessità di estendere ai lavoratori titolari di contratti atipici gli istituti di sostegno e integrazione del reddito previsti dalla normativa vigente. Aggiunge quindi la sua firma all’emendamento 1.160, che illustra congiuntamente all’identico emendamento 1.271, sottolineandone la finalità di estendere la platea dei beneficiari dell’elevazione delle pensioni al minimo. Dà quindi per illustrati gli emendamenti 1.285, 1.284, 1.286, 1.287 (che viene sottoscritto dal senatore MALABARBA), 1.288, 1.289, 1.290 e 1.291. Si riserva infine di illustrare gli altri emendamenti all’articolo 1 da lei sottoscritti in altra seduta.
Il senatore MONTAGNINO (Mar-DL-U) dichiara di aggiungere la propria firma al subemendamento 1.0.1/112, nonché agli emendamenti 1.271, 1.160, 1.285 e 1.288.
Il senatore MALABARBA (Misto-RC) sottoscrive gli emendamenti 1.271, 1.160, 1.285 e 1.288.
Il relatore MORRA (FI) , dopo avere dato per illustrato il sub-emendamento 1.0.1/57 (al quale aggiunge la firma la senatrice PILONI), illustra il subemendamento 1.0.1/48 soffermandosi sulla disciplina contenuta nello stesso, volta alla soppressione della lettera q-bis) dell’emendamento governativo 1.0.1.
Dopo aver dato per illustrato il subemendamento 1.0.1/60, si sofferma sul subemendamento 1.0.1/47, evidenziando che la ratio sottesa allo stesso si incentra sull’esigenza di salvaguardare l’autonomia normativa degli enti previdenziali di diritto privato.
Il subemendamento 1.0.1/58 si giustifica alla luce di esigenze tecnico-formali.
Il subemendamento 1.0.1./49 – prosegue il relatore – è volto ad estendere i benefici sulla contribuzione figurativa, previsti al penultimo capoverso, punto B, lettera q-quater) dell’emendamento 1.0.1 – riferiti alle famiglie con situazioni di disabilità – anche al disabile stesso.
Il subemendamento 1.0.1/56 viene dato per illustrato. Si riserva infine di illustrare gli altri emendamenti all’articolo 1 da lui sottoscritti in altra seduta.
Il senatore MALABARBA (Misto-RC) illustra il subemendamento 1.0.1/33, soffermandosi sulle ragioni di equità e di moralità sottese alla disciplina prefigurata nell’ambito dello stesso in relazione al massimale per i trattamenti pensionistici, nonché sui profili di opportunità inerenti alla rivalutazione annuale dell’assegno pensionistico minimo in base alla dinamica salariale.
Il subemendamento 1.0.1/34 introduce una contribuzione figurativa a carico dello Stato per i lavoratori che espletano attività di cura di disabili, anche se – precisa l’oratore – tale modulo andrebbe esteso anche ad ulteriori fattispecie, atteso che le nuove forme di lavoro intermittente potrebbero comportare periodi più o meno lunghi di inattività.
Il senatore Malabarba aggiunge la sua firma all’emendamento 1.146 e lo illustra, rilevando preliminarmente la scarsa congruità della formulazione adottata per la lettera b) del comma 1 dell’articolo 1, di cui si propone la soppressione. La già ricordata relazione del presidente della Commissione bilancio ha infatti posto in luce l’esigenza di acquisire chiarimenti sull’eventuale inclusione, nei benefici previsti dal principio di delega all’esame, dei contributi non pensionistici, dovuti per infortuni, malattia e assegno per il nucleo familiare: il mancato versamento di tali contributi può determinare effetti di ridimensionamento o annullamento delle relative prestazioni che non può non essere preso in considerazione e che, per altro verso, rafforza l’opinione di quanti ritengono del tutto prive di attrattiva le incentivazioni prospettate dal testo all’esame. L’emendamento 1.73 propone la soppressione, al comma 1 dell’articolo 1, della lettera c) riguardante la liberalizzazione dell’età pensionabile: tale misura, di per sé interessante, viene infatti attuata nella delega all’esame secondo un meccanismo che non persegue l’interesse del lavoratore, ma una mera finalità di risparmio, con un’impostazione del tutto antitetica al principio di flessibilità dell’accesso al pensionamento. Con l’emendamento 1.74 si propone una misura limitata, ma significativa, intesa ad incrementare di 100 euro le pensioni e gli assegni sociali e di inabilità inferiori a 2000 euro mensili, sottolineando in tal modo l’urgenza di interventi per salvaguardare il declinante potere d’acquisto di pensioni e salari.
La lettera d) del comma 1 dell’articolo 1 – prosegue il senatore Malabarba – prospetta la progressiva eliminazione del divieto di cumulo tra pensioni e redditi da lavoro: l’emendamento 1.75 ne propone la soppressione per evidenziare l’intrinseca contraddittorietà della proposta complessiva del Governo, che non considera come l’eliminazione del divieto di cumulo concorra a rendere ancora meno appetibile, per i lavoratori, l’incentivo al prolungamento della vita lavorativa di cui all’articolo 1-quater , con conseguenza rilevanti, anche sul piano finanziario.
Dopo averlo sottoscritto, il senatore Malabarba illustra l’emendamento 1.115, che modifica la lettera g) del comma 1 dell’articolo 1 sopprimendone una parte in contrasto con la finalità enunciata dallo stesso principio di delega. Aggiunge la sua firma all’emendamento 1.269 e dà per illustrato l’emendamento 1.83, soffermandosi poi sull’emendamento 1.76, che intende garantire la posizione previdenziale di lavoratori esclusi dal mercato del lavoro, ponendo i relativi oneri a carico della fiscalità generale. Ad analoghe finalità di tutela si ispira anche l’emendamento 1.77 che, in particolare, pone la questione cruciale dell’esclusione del reddito della casa di abitazione e dell’adeguamento delle pensioni alla rivalutazione dei salari. L’emendamento 1.78, che si occupa dei minimi e dei massimi pensionistici propone che, per i mancati aumenti ai pensionati al minimo, sia riconosciuta una indennità una tantum di 600 euro. Dichiara di aggiungere la sua firma agli emendamenti 1.289 e 1.290 e, nell’illustrare l’emendamento 1.79, soppressivo della lettera c) del comma 2 dell’articolo 1, sottolinea le rigidità e le incongruenze delle modalità con cui il Governo si propone di attuare la liberalizzazione dell’età pensionabile. Si riserva infine di illustrare gli altri emendamenti all’articolo 1 da lui sottoscritti in altra seduta.
La senatrice PILONI (DS-U) dichiara di aggiungere la propria firma al subemendamento 1.0.1/33.
Il senatore VIVIANI (DS-U) illustra il subemendamento 1.0.1/137, evidenziando che lo stesso appare ispirato da esigenze di tipo tecnico, essendo volto a chiarire che la contribuzione figurativa prevista al punto B, lettera q-quater) dell’emendamento 1.0.1, va riferita ai lavoratori le cui famiglie presentino situazioni di disabilità, piuttosto che alle famiglie stesse.
Il subemendamento 1.0.1/136 contempla moduli di copertura previdenziale figurativa per i periodi di inattività a favore dei lavoratori con contratti di lavoro atipici – quanto mai opportuni alla luce della flessibilità del mercato del lavoro – ed altresì prefigura l’individuazione di forme di sostegno dei trattamenti previdenziali, finalizzate a fronteggiare la progressiva perdita di potere d’acquisto degli stessi.
L’oratore illustra l’emendamento 1. 266, che integra la lettera c) del comma 1 dell’articolo 1 con un esplicito riferimento alla flessibilità dei percorsi di uscita dal lavoro, e dà per illustrato l’emendamento 1.267. Si riserva quindi di illustrare gli altri emendamenti all’articolo 1 da lui sottoscritti in altra seduta.
Il senatore PETERLINI (Aut) illustra l’emendamento 1.8, volto a ridefinire l’istituto della pensione privilegiata ordinaria, e l’emendamento 1.9, che introduce la salvaguardia delle competenze delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano. A questo proposito, il senatore Peterlini sottolinea anche l’esigenza di attenersi alla previsione dell’articolo 117 della Costituzione, nella parte in cui attribuisce alla competenza legislativa concorrente delle regioni e dello Stato la disciplina della previdenza integrativa. Si riserva infine di illustrare gli altri emendamenti all’articolo 1 da lui sottoscritti in altra seduta.
Il senatore VANZO (LP) illustra quindi l’emendamento 1.98, volto a garantire il mantenimento dei requisiti per il pensionamento ai lavoratori interessati a programmi di riorganizzazione e di ristrutturazione aziendale già adottati.
A tale emendamento aggiungono la firma i senatori MONTAGNINO (Mar-DL-U), MALABARBA (Misto-RC) e PILONI (DS-U).
Il senatore Vanzo dà quindi per illustrati i subemendamenti 1.0.1/42, 1.0.1/44, 1.0.1/43 e si riserva di illustrare gli altri emendamenti all’articolo 1 da lui sottoscritti in altra seduta.
Sono quindi dati per illustrati i subemendamenti 1.0.1/109, 1.0.1/117, 1.0.1/134, 1.0.1/30, 1.0.1/32, 1.0.1/113, nonché gli emendamenti 1.147, 1.263, 1.148, 1.149, 1.265, 1.150, 1.151, 1.152, 1.153, 1.155, 1.144, 1.145, 1.262, 1.156, 1.157, 1.158, 1.159, 1.162, 1.163, 1.44, 1.169, 1.165, 1.167, 1.61, 1.168, 1.170, 1.164, 1.172, 1.171, 1.173 e 1.174.
Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 15,40.
Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali
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Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

























