146ª Seduta
Presidenza del Presidente
La seduta inizia alle ore 15.
IN SEDE CONSULTIVA
(1905) Norme in materia di organizzazione delle Università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario
(Parere alla 7a Commissione. Seguito e conclusione dell’esame. Parere favorevole)
Riprende l’esame, sospeso nella seduta del 13 gennaio scorso.
Il presidente relatore GIULIANO (PdL) ricorda che nella precedente seduta ha illustrato il provvedimento, proponendo l’espressione di un parere favorevole, non ravvisando nel provvedimento disposizioni di interesse della Commissione.
La senatrice BLAZINA (PD), intervenendo per dichiarazione di voto, sottolinea che il disegno di legge non rileva dal punto di vista della specifica competenza della Commissione; ne auspica tuttavia modifiche nella Commissione di merito, presso la quale sono stati presentati oltre 600 emendamenti, alcuni dei quali a firma di senatori della maggioranza, che evidentemente non ne condividono pienamente l’impostazione. Sottolinea quindi che l’università, lungi dall’aver bisogno di tagli, necessiterebbe semmai di investimenti, in assenza dei quali difficilmente l’Italia potrà essere competitiva rispetto agli altri paesi industrializzati. Nel merito, ritiene il provvedimento burocratico nell’impostazione e lesivo dell’autonomia universitaria, nonché del legame di ciascun Ateneo con il proprio territorio, eccessivamente infarcito di deleghe che più correttamente dovrebbero formare oggetto di provvedimenti diversi e fonte di incertezza, ad esempio, con riferimento alla ripartizione delle competenze tra Senato accademico e C.d.A.. Anche sul tema del lavoro, di cui agli articoli dal 9 al 13, il provvedimento non offre risposte sufficienti né regole certe in tema di personale amministrativo e di ricercatori, oltre ad essere carente sotto il profilo della revisione delle fasce di docenza, nonché della progressione economica dei professori e dei ricercatori. Da ciò la netta contrarietà del Gruppo al disegno di legge.
La senatrice CARLINO (IdV) non reputa possibile immaginare un rilancio della qualità e dell’efficienza del sistema universitario italiano senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica né attuare questa riforma “efficientista” quando la stragrande maggioranza degli Atenei già oggi lotta per la sopravvivenza a causa dei ripetuti tagli finanziari operati dal Governo.
Numerose sono infatti le proteste contro il disegno di legge, che incrementa il precariato con la figura del ricercatore a termine e con la messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori, invece di prevederne reali sbocchi in ruolo, e non ne riconosce il ruolo docente né configura reali prospettive di carriera.
Le norme in esame non aiutano la meritocrazia, ma sono destinate a perpetuare il nepotismo e il clientelismo dei concorsi locali truccati. Il Governo non si fa carico del futuro delle migliaia di ricercatori che oggi operano presso le università italiane né si occupa del presente tanto dei ricercatori quanto degli Atenei presso i quali operano; in sintesi, con il provvedimento ribadisce la totale indifferenza dell’Esecutivo ai precari nella pubblica amministrazione, siano essi ricercatori o lavoratori di altri enti. Ciò motiva la contrarietà del suo Gruppo.
Nessun altro chiedendo in intervenire per dichiarazione di voto, presente il prescritto numero di senatori, la Commissione approva la proposta di parere favorevole del Presidente relatore.
IN SEDE REFERENTE
(1110) FINOCCHIARO ed altri. – Norme per un lavoro stabile, sicuro e di qualità; misure per il contrasto alla precarietà del lavoro, nonché deleghe in materia di apprendimento permanente, apprendistato e contratto di inserimento
(Esame e rinvio)
Nell’introdurre l’esame, il relatore ZANOLETTI (PdL) evidenzia che il disegno di legge ha l’obiettivo di fondo di combattere la precarietà e promuovere la buona occupazione, obiettivo da raggiungersi attraverso il sostegno alla competitività ottenuto non tanto con il contenimento dei costi del lavoro o la diminuzione dei diritti del lavoratore, quanto attraverso il miglioramenti dei fattori produttivi, a cominciare dal lavoro.
Evidenzia quindi che esso si compone di tre parti. La prima contiene norme per la stabilità e la qualità del lavoro: sulla formazione continua, il rafforzamento delle tutele nel rapporto di lavoro, le misure di sostegno per l’invecchiamento attivo, l’estensione delle tutele nel mercato del lavoro. La seconda riguarda la sicurezza, la legalità, l’emersione dal lavoro nero, puntando su strumenti promozionali e premiali e sul maggior coordinamento dei controlli. La terza, infine, tratta delle dignità della retribuzione anche con l’introduzione di un salario minimo.
Dopo aver dato conto diffusamente dell’articolato, sottolinea che si tratta di un progetto complesso e ambizioso che riforma ampiamente l’attuale legislazione e va valutato positivamente per l’organicità della proposta. Non va sottovalutata peraltro l’entità delle risorse economiche necessarie e non indicate in modo specifico nella proposta, poiché tante volte iniziative opportune e condivise o condivisibili non possono essere realizzate per carenza di fondi. Ritiene inoltre necessario verificare, su un tema di tale delicatezza, l’esistenza di un sufficiente consenso fra le varie forze politiche.
Il presidente GIULIANO ringrazia il relatore per l’ampia ed interessante disamina del disegno di legge e ne rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 15,30.



























