78ª Seduta (antimeridiana)
Presidenza del Presidente
La seduta inizia alle ore 8,35.
IN SEDE CONSULTIVA
(Doc. LVII, n. 2) Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2008-2011
(Parere alla 5a Commissione. Seguito dell’esame e rinvio)
Riprende l’esame del provvedimento in titolo sospeso nella seduta di ieri.
Il senatore NOVI (FI), intervenendo nel dibattito, rileva preliminarmente che lo scenario economico europeo in cui si colloca il Documento in esame è caratterizzato da un trend positivo di sviluppo, risultando quindi ben diverso da quello riscontrabile nel 2001, primo anno della passata Legislatura, connotato invece da elementi di crisi comuni a tutti i grandi Paesi dell’Unione. Negli anni immediatamente successivi – ossia nel 2003-2004 – la dinamica dell’economia italiana risultò positiva, a seguito delle misure assunte dall’Esecutivo allora in carica relativamente alla ristrutturazione dei distretti industriali, nonostante la sfavorevole congiuntura europea, dovuta anche alla erronea politica promossa dalla tecnocrazia operante nell’ambito della Commissione europea – all’epoca presieduta da Romano Prodi – in ordine ai rapporti commerciali con altri Paesi, quali l’India e la Cina.
Negli anni 2005-2006 si è registrato un andamento favorevole del ciclo europeo, che è proseguito anche nel 2007 e che avrebbe richiesto – in armonia con gli obiettivi di Lisbona per il rilancio della competitività – l’adozione di linee strategiche idonee ad affrontare taluni rilevanti nodi problematici, quali quello della bassa qualità dei servizi pubblici, dell’inadeguatezza del sistema creditizio italiano, del gap infrastrutturale del Paese e in particolare del Mezzogiorno.
Nel Documento in titolo non viene affrontata nessuna delle sopracitate criticità, e non si assumono impegni credibili e concreti finalizzati al consolidamento della finanza pubblica ed alla riduzione del deficit, né tantomeno al riassetto del sistema complessivo del welfare e delle vigenti forme di protezione sociale, obsolete e inadeguate rispetto all’attuale contesto produttivo, sempre più caratterizzato dalla prevalenza della piccola impresa.
Negli ultimi tempi, sia i sindacati sia il Governo si sono concentrati esclusivamente sulla tematica dei requisiti anagrafici per il pensionamento – prefigurando, in particolare, un abbassamento dell’età per l’accesso alla pensione di anzianità e un contestuale aumento dei requisiti anagrafici per la pensione di vecchiaia delle donne – senza rendersi minimamente conto che tale impostazione risulta incompatibile con la prospettiva di una revisione complessiva del sistema del welfare, la cui realizzazione presuppone necessariamente il reperimento di adeguate risorse finanziarie in un contesto di stabilizzazione dell’incidenza della spesa pensionistica sul PIL.
Anche gli interventi prospettati dall’Esecutivo in ordine a talune forme contrattuali disciplinate dalla legge Biagi, quali il contratto di lavoro a chiamata e lo staff leasing, risultano incongrui e inadeguati. In particolare, la disciplina contemplata dal decreto legislativo n. 276 del 2003 per il rapporto di lavoro a chiamata, utilizzato soprattutto nel settore turistico-alberghiero, introduce una serie di misure di tutela per i lavoratori, che verrebbero eliminate a seguito di un’eventuale abrogazione di tali disposizioni.
Analoghe considerazioni possono riguardare l’istituto dello staff leasing, utilizzato soprattutto per le attività di pulizia e di facchinaggio: l’eliminazione di questa tipologia contrattuale, e delle garanzie che la accompagnano, potrebbe dare luogo all’effetto indesiderato di favorire la proliferazione di una serie “micro-appalti” di servizi, nella cui gestione inevitabilmente si ingerirebbe la criminalità organizzata, soprattutto nel Sud Italia.
Occorre peraltro considerare che, relativamente alla tematica della flessibilità del lavoro, la posizione delle forze sindacali non risulta omogenea, in quanto da un lato la CISL e la UIL sono maggiormente sensibili alle esigenze di riordino dello Stato sociale, mentre nella CGIL permane forte l’influenza di istanze marcatamente ideologiche provenienti dalle forze politiche dell’estrema sinistra, istanze che, se trovassero pratica attuazione, sortirebbero un effetto disastroso per l’economia del paese.
Il senatore POLI (UDC), dopo aver espresso un giudizio negativo sull’impostazione complessiva del Documento in titolo – rispetto alla quale, peraltro, sono state espresse delle forti riserve anche in sede ECOFIN – osserva che, per quanto riguarda l’ambito di competenza della Commissione, il Documento stesso non formula alcuna efficace proposta operativa, limitandosi ad una mera elencazione dei nodi problematici principali, quali il lavoro sommerso, la prevenzione degli infortuni – rispetto alla quale il Senato ha varato un disegno di legge destinato a restare lettera morta, poiché non è sostenuto da adeguate risorse finanziarie – la flessibilità del lavoro, che andrebbe invece incrementata, soprattutto in uscita, gli ammortizzatori sociali, per i quali sarebbe stato necessario impiegare una parte consistente delle somme provenienti dall’incremento del gettito fiscale ed infine le pensioni, rispetto alle quali il DPEF mantiene un preoccupante e significativo silenzio.
Interviene quindi nella discussione presidente TREU, il quale sottolinea preliminarmente che la continuità tra il Documento all’esame e quello presentato dal Governo nel 2006, più volte richiamata nel corso del dibattito anche con toni critici, costituisce invece un titolo di merito, indicativo di una apprezzabile coerenza nelle politiche economiche e del lavoro, rispetto agli indirizzi che hanno orientato l’azione di risanamento dei conti pubblici attuata con la manovra finanziaria per l’anno in corso. Su questo versante, infatti, anche se l’emergenza può considerarsi superata, occorre mantenere comportamenti che consolidino il risanamento: a questo proposito il Documento all’esame, formulando una previsione pienamente rispettosa degli impegni assunti in sede europea per il rientro del disavanzo, prevede che, nel quadro programmatico, l’indebitamento netto per il 2007, comprensivo degli effetti dei nuovi interventi, per i quali è prevista una spesa pari allo 0,4 per cento del PIL, risulterà pari al 2,5 per cento del PIL medesimo. Un’altra novità importante contenuta nel Documento riguarda la valutazione dell’evoluzione della finanza pubblica conseguente alle politiche di risanamento, tale da permettere di conseguire l’obiettivo programmatico senza il ricorso ad ulteriori manovre correttive per l’anno a venire. In tale quadro, occorre considerare con estrema attenzione gli ulteriori possibili interventi, specialmente in materia previdenziale, considerato che il Documento stesso formula previsioni di spesa molto consistenti in ordine agli impegni già assunti, alle prassi consolidate e alle nuove iniziative, molte delle quali riguardano misure di natura sociale e aventi ad oggetto il lavoro. E’ anche molto significativa l’enunciazione dell’intento di salvaguardare la stabilità finanziaria recuperata con la manovra avviata nel 2006, puntando sulla qualità della spesa, senza gravare di nuovi oneri le generazioni future: si tratta di indicazioni importanti anche per quanto attiene al dibattito in corso sul sistema pensionistico, rispetto al quale il Documento manifesta l’apprezzabile intento di destinare ulteriori risorse solo nella misura in cui esse saranno reperite nell’ambito dello stesso sistema previdenziale.
Le previsioni di crescita formulate dal Governo – prosegue il Presidente – sono molto prudenti, ed è auspicabile che si creino le condizioni per superare il tasso stimato del 2 per cento, ed avvicinarsi a quello potenziale del 3 per cento del PIL. A determinare la crescita dell’ultimo anno hanno contribuito sia il comportamento virtuoso degli attori sociali sia gli interventi legislativi in materia di liberalizzazioni e di politica industriale: a questo proposito, è importante che venga data tempestivamente piena attuazione a tutte le misure per la crescita e l’equità previste dalla legge finanziaria per il 2007, con particolare riferimento agli interventi per lo sviluppo e l’incremento degli investimenti nel Mezzogiorno.
Come ha ricordato nel suo intervento il senatore Zuccherini, il lavoro ha dato un notevole contributo alla crescita; i dati disponibili, però, indicano anche che la diminuzione del costo del lavoro per unità di prodotto e il conseguente incremento di produttività stanno già trovando compensazioni sul piano della politica retributiva, come peraltro non accadeva da alcuni anni.
Nell’ambito degli interventi di carattere sociale enunciati dal Documento – alcuni dei quali già in corso di avanzata predisposizione, come quelli relativi alla sicurezza del lavoro – si avverte l’esigenza di rafforzare le misure di politiche attiva del lavoro destinate ai soggetti più deboli. Permangono infatti non poche difficoltà per i giovani – penalizzati dalle condizioni di precarietà che caratterizza la loro presenza sul mercato del lavoro – e per le donne. Il Documento è alquanto generico sull’occupazione femminile, e non preannuncia misure adeguate a rafforzare il welfare familiare, e, in relazione ad esso, a creare condizioni più favorevoli per l’occupazione femminile. Occorrerebbe altresì prevedere misure più specificamente rivolte a favorire la stabilità occupazionale dei lavoratori ultracinquantenni, in assenza della quale risulta illusoria qualsiasi ipotesi di prolungamento, anche volontario, della vita lavorativa. Si tratta di un tema che la Commissione dovrà affrontare, insieme alla promozione del welfare familiare – iscrivendo quanto prima all’ordine del giorno le relative proposte di legge di iniziativa parlamentare – e alla formazione permanente, sulla quale è imminente la presentazione di una specifica iniziativa legislativa del Governo.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 9,15.
79ª Seduta (pomeridiana)
Presidenza del Presidente
La seduta inizia alle ore 15,05.
IN SEDE CONSULTIVA
(Doc. LVII, n. 2) Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2008-2011
(Parere alla 5a Commissione. Seguito e conclusione dell’esame. Parere favorevole con osservazioni)
Riprende l’esame del provvedimento in titolo, sospeso nella seduta antimeridiana di oggi.
Poiché non vi sono altre richieste di intervenire nella discussione, il presidente TREU avverte che si passerà all’illustrazione degli schemi di parere presentati, rispettivamente, dal relatore Livi Bacci e dai senatori Sacconi, Cutrufo, Galli, Poli e Viespoli.
Il senatore SACCONI(FI), intervenendo sull’ordine dei lavori, sottolinea in senso critico la sostituzione per l’odierna seduta pomeridiana del senatore Pininfarina con un senatore di nomina elettiva, osservando che tale scelta risulta incompatibile con la connotazione intuitu personae della nomina a vita del predetto parlamentare effettuata dal Capo dello Stato.
Peraltro, la condotta del senatore Pininfarina in ambito parlamentare è stata sempre improntata ad una piena indipendenza ed autonomia di giudizio, irriducibile alle logiche di schieramento che, invece, condizionano inevitabilmente la condotta dei senatori eletti, soggetti, di fatto ad un più stringente vincolo di coalizione.
Il senatore Pininfarina potrebbe inoltre non essere al corrente delle scelte effettuate in sua vece dal senatore che lo sostituisce, ovvero non condividerle, come avverrebbe di certo nel caso in cui venisse ad essere sostituito da senatori aderenti a Gruppi politici di maggioranza in occasione dell’eventuale esame in Commissione dei ventilati interventi in materia previdenziale o di modifica al decreto legislativo n. 276 del 2003.
Il presidente TREU fa presente che i lavori parlamentari sono soggetti ad un regime di pubblicità e conseguentemente in qualsiasi momento il senatore Pinifarina può avere la possibilità di conoscere l’andamento delle attività della Commissione, regolandosi di conseguenza anche per quel che concerne la sua partecipazione ai lavori.
Dopo che il relatore LIVI BACCI (Ulivo) ha illustrato uno schema di parere favorevole con osservazioni sul Documento in titolo (v. allegato), il senatore SACCONI (FI) illustra, anche a nome degli altri proponenti, uno schema di parere contrario (v. allegato), preannunciando, a nome del Gruppo politico di appartenenza, il voto contrario sullo schema di parere predisposto dal relatore. Tale atto, pur prospettando obiettivi in sé condivisibili in materia lavoristica e sociale, non tiene tuttavia conto della variabile costituita dalla revisione dei requisiti anagrafici per il pensionamento, che rischia di rendere oggettivamente impossibile il conseguimento di tali finalità, comportando anzi un drastico peggioramento della situazione dei conti pubblici.
In relazione alla materia previdenziale, peraltro, le opinioni all’interno della maggioranza sono diverse e confuse. Ad accrescere tale confusione, concorre anche un pletorico articolo apparso quest’oggi su un importante quotidiano nazionale, a firma del sindaco di Roma, autorevole esponente del costituendo Partito democratico. L’articolo in questione contiene una generica esortazione, rivolta soprattutto alle organizzazioni sindacali, a perseguire un obiettivo di equità intergenerazionale, priva però di qualsiasi indicazione sulle politiche e sugli strumenti che dovrebbero essere adottati per realizzare un obiettivo così ambizioso.
Anche in ambito comunitario – prosegue l’oratore –, si assiste ad una progressiva perdita di credibilità dell’Italia: mentre la Commissione europea ha autorizzato la Francia ad effettuare alcuni scostamenti dai vincoli derivanti dal patto di stabilità, prendendo atto con favore delle politiche di riduzione della pressione fiscale e di sviluppo adottate, le perplessità delle istituzioni comunitarie sul DPEF appaiono destinate ad accrescersi, poiché è evidente che tale Documento si discosta dagli indirizzi rivolti alla crescita e all’equilibrio dei conti pubblici che caratterizzano invece le scelte degli altri Stati membri dell’Unione.
Il senatore BOBBA (Ulivo) propone di riformulare l’osservazione relativa alle politiche familiari, contenuta nello schema di parere illustrato dal relatore, inserendo un esplicito riferimento alle famiglie numerose e con figli minorenni, e all’esigenza di avviare una revisione dell’ISEE coerente con le indicazioni presenti nello schema di parere, anche in relazione alla prospettiva, ivi enunciata, di rimodulare il sistema di imposizione sul reddito familiare.
La senatrice ALFONZI(RC-SE), nell’esprimere apprezzamento per lo schema di parere favorevole illustrato dal relatore, propone di integrarlo con un riferimento più esplicito alla particolare vulnerabilità economica dei nuclei monoparentali, delle famiglie numerose e degli anziani soli, nella parte riguardante il welfare rivolto alla famiglia. Segnala inoltre l’opportunità di adottare, in tutte le parti dello schema di parere che riguardano la condizione dei lavoratori, una formulazione che faccia sempre riferimento alle lavoratrici ed ai lavoratori, e di inserire anche un richiamo sulla necessità di rafforzare il fondo sanitario nazionale, al fine di garantire i livelli essenziali delle prestazioni.
Il senatore ZUCCHERINI(RC-SE), nell’annunciare il voto favorevole, anche a nome della sua parte politica, sullo schema predisposto dal relatore, precisa che pur essendo ancora in atto il confronto con le parti sociali sui profili previdenziali, il Governo ha già delineato la propria posizione in materia, manifestando l’intendimento di ridisegnare in modo più graduale i requisiti anagrafici per l’accesso alla pensione di anzianità, rispetto a quanto è previsto nella legge n. 243 del 2004.
Risulta poi apprezzabile l’attenzione che il DPEF dedica a tematiche di fondamentale importanza, quali quella attinente alla repressione del lavoro nero e alla sicurezza sul lavoro, come pure è condivisibile l’impostazione seguita nell’ambito del predetto Documento in materia fiscale, rispetto alla quale in particolare si precisa che non si avrà alcun incremento della pressione tributaria.
La senatrice MONGIELLO(Ulivo), dopo aver sottolineato la valenza sociale delle tematiche inerenti alle politiche abitative, prospetta al relatore l’opportunità di integrare il predetto schema di parere con un esplicito riferimento a tali profili.
Il senatore DI SIENA(SDSE), dopo aver preannunciato a nome del Gruppo politico di appartenenza, il voto favorevole sullo schema di parere illustrato dal relatore, ritiene opportuno sottolineare, anche per una imprescindibile esigenza di trasparenza nei confronti della pubblica opinione, che il confronto nell’ambito della coalizione di maggioranza sulla tematica previdenziale è tuttora aperto.
E’ peraltro auspicabile che il dibattito in corso si concluda positivamente, realizzando una più forte convergenza programmatica, in grado di rafforzare la coesione all’interno della coalizione di centro-sinistra.
Il senatore PETERLINI (Aut) preannuncia, a nome del Gruppo politico di appartenenza, il voto favorevole sullo schema di parere illustrato dal relatore, evidenziando che il DPEF individua un accettabile punto di equilibrio tra le esigenze di risanamento finanziario e quelle attinenti alla promozione di politiche di sviluppo e di equità, nel quadro dei parametri fissati in sede europea relativamente al deficit.
Il senatore GALLI (LNP) preannuncia, a nome del Gruppo politico di appartenenza, il voto contrario sullo schema di parere illustrato dal relatore, rilevando che oltre ai profili critici inererenti alla riforma previdenziale, già sottolineati nell’intervento del senatore Sacconi – pienamente condivisibile -, nel DPEF è assente qualsivoglia riferimento alla tematica del cuneo fiscale, che pure aveva caratterizzato la campagna elettorale del centro-sinistra. Si tratta, infatti, di una misura rimasta inattuata, dato che il costo del lavoro è in realtà aumentato, anche a seguito dell’innalzamento dei contributi previdenziali per alcune categorie, mentre il positivo andamento dell’occupazione per l’anno in corso è ascrivibile alla flessibilizzazione dei rapporti di lavoro operata dalla legge Biagi, che le forze politiche di maggioranza hanno fortemente criticato, pur essendosi poi guardate bene dal porre in atto gli interventi correttivi più volte annunciati.
Occorre poi sottolineare che le scelte politiche effettuate dall’Esecutivo di centro-destra durante la XIV Legislatura erano state sempre condivise dalle istituzioni comunitarie, mentre attualmente le linee prospettate dall’Esecutivo in carica hanno registrato forti critiche in ambito europeo.
Il prodotto interno lordo italiano – prosegue l’oratore – cresce in misura inferiore agli altri paesi europei e dalla lettura del DPEF si desume che non si stanno predisponendo iniziative efficaci e concrete per colmare tale gap.
Dopo aver ampiamente criticato l’intervento operato dal precedente Governo, relativamente al cosiddetto bonus per i nuovi nati, le forze politiche di maggioranza si sono poi rivelate incapaci di porre in atto interventi alternativi altrettanto validi a sostegno della natalità, come pure non è stato prefigurato alcun intervento in ordine al quoziente familiare.
Carenze e criticità sono riscontrabili anche relativamente alle politiche a favore della occupazione femminile ed alla tutela della maternità, che andrebbe posta integralmente a carico della fiscalità generale, senza alcun onere per le aziende.
Il senatore GENTILE (FI) fa presente che nel DPEF non è previsto alcuno stanziamento destinato alle infrastrutture nelle regioni meridionali – tra cui la Calabria – nonostante le fallaci promesse di alcuni esponenti delle forze politiche di centro-sinistra, che avevano ipotizzato la possibilità di recuperare le risorse a suo tempo stanziate nell’ambito della manovra di finanza pubblica per il 2008.
Poiché non vi sono altre richieste di intervenire per dichiarazione di voto, il presidente TREU sottolinea che talune richieste di riformulazione prospettate dagli intervenuti non sembrano accoglibili, non tanto per il merito dei problemi sollevati, quanto perché investono profili estranei alla competenza della Commissione, come ad esempio la questione del fondo sanitario nazionale, sollevata dalla senatrice Alfonzi, o quella delle politiche abitative, evidenziata dalla senatrice Mongiello, ed infine gli aspetti relativi alle infrastrutture, sui quali da ultimo si è soffermato il senatore Gentile.
Il relatore LIVI BACCI (Ulivo) conviene con le osservazioni del Presidente, e ritiene quindi preferibile non includere nel parere che la Commissione si accinge ad esprimere riferimenti e rilievi che esulano dalla sua stessa sfera di competenza; dichiara quindi di condividere le proposte di riformulazione avanzate dalla senatrice Alfonzi e dal senatore Bobba; chiede quindi che la Commissione gli conferisca il mandato di riformulare la parte del parere dedicata al tema della famiglia, nel senso di sottolineare la necessità di rafforzare le politiche di welfare, con particolare riferimento alle situazioni di maggiore vulnerabilità economica, quali i nuclei monoparentali, le famiglie numerose e con figli minori, gli anziani soli, anche mediante la rimodulazione del sistema di imposizione sul reddito familiare. Conformemente con tali indirizzi, andrebbe richiamata nel parere anche l’esigenza di provvedere ad una revisione dell’ISEE; resterebbe invece non modificata la parte stessa relativa al rafforzamento della rete di servizi per l’infanzia e per i minori e alla promozione del fondo per la non autosufficienza. Accogliendo l’altra segnalazione della senatrice Alfonzi, si riserva di sostituire la dizione “lavoratrici e lavoratori” nelle parti del parere in cui si fa riferimento esclusivamente ai lavoratori.
Il PRESIDENTE , verificata la sussistenza del numero legale, pone, quindi ai voti lo schema di parere favorevole con osservazioni illustrato dal relatore Livi Bacci, nonché la proposta di conferirgli il mandato di integrare lo schema di parere nel senso indicato, in accoglimento delle osservazioni della senatrice Alfonzi e del senatore Bobba.
La Commissione approva.
Risulta conseguentemente preclusa la votazione sullo schema di parere contrario illustrato dal senatore Sacconi.
SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI GIOVEDÌ 12 LUGLIO
Il presidente TREU, aderendo alla richiesta pervenutagli dai rappresentanti di alcuni Gruppi politici, avverte che la seduta della Commissione già convocata per domani, giovedì 12 luglio, alle ore 15, non avrà più luogo.
La seduta termina alle ore 15,50.
SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SUL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA RELATIVO ALLA MANOVRA DI FINANZA PUBBLICA PER GLI ANNI 2008 – 2011 (Doc. LVII, n. 2)
La Commissione, esaminato il Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni 2008-2011 per le parti di competenza,
preso atto che il Documento prospetta che la legge finanziaria per il 2008 non conterrà nessuna manovra correttiva, ma soltanto “una riprogrammazione della spesa, con aumenti in alcuni settori che saranno compensati da riduzioni in altri settori”, e con esclusione di ogni ipotesi di aumento della pressione fiscale,
preso atto dell’impegno, enunciato dal Documento stesso, di attuare politiche volte a favorire una maggiore equità intergenerazionale;
rilevato che, nel quadro programmatico del Documento, si prevede una sensibile espansione dell’occupazione ed una graduale ulteriore riduzione del tasso di disoccupazione,
preso atto che le tendenze predette potranno realizzarsi solo in presenza di politiche attive per il lavoro e, in particolare, di interventi specifici in favore dei giovani, delle donne e dei lavoratori più anziani,
esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni:
occorre dare piena attuazione a tutte le misure per la crescita e l’equità previste dalla legge finanziaria per il 2007, con particolare riferimento agli interventi per lo sviluppo e l’incremento degli investimenti per il Mezzogiorno;
riguardo alla spesa pubblica, si sottolinea la necessità di un rafforzamento dell’azione di qualificazione e selettività della spesa stessa, mantenendone costanti i livelli;
riguardo alle politiche per il contrasto del lavoro nero ed irregolare e per l’elevamento del livello dell’attività di prevenzione degli infortuni sul lavoro, si raccomanda un rapido proseguimento nell’esame del disegno di legge di iniziativa governativa sulla sicurezza sul lavoro. Quest’ultimo, peraltro, nella versione approvata dal Senato in prima lettura, non contiene solo una disciplina di delega, ma anche norme direttamente operative, intese, in particolare, al miglioramento delle attività di prevenzione e vigilanza e alla definizione di un coordinamento organico sul territorio tra i vari soggetti competenti alle attività suddette;
l’adozione di interventi organici in favore dei giovani appare necessaria anche al fine di superare la dimensione di precarietà, che contraddistingue in larga misura l’inizio dell’attività lavorativa, e di anticipare l’ingresso nel mondo del lavoro, allineando l’Italia, per quest’aspetto, alle medie degli altri Paesi europei. Il conseguimento di tali obiettivi permetterebbe anche un miglioramento della misura delle prestazioni pensionistiche future, che il sistema di calcolo contributivo pone in stretta connessione con l’anzianità contributiva;
si rileva la necessità di rafforzare le politiche di welfare, con particolare attenzione alle famiglie numerose a basso reddito, anche mediante la rimodulazione del sistema di imposizione sul reddito familiare; va anche rilevata l’urgenza di rafforzare la rete di servizi per l’infanzia e per i minori e di promuovere il fondo per la non autosufficienza;
la Commissione sottolinea anche la rilevanza sociale delle politiche di conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro, considerando tra l’altro che ogni misura volta a favorire l’occupazione delle donne pone anche i presupposti per un incremento della natalità, in quanto attualmente le scelte delle coppie in merito alla procreazione sono condizionate negativamente dall’assenza di un secondo reddito nelle famiglie;
si invita il Governo ad avviare entro l’anno la discussione in Parlamento per l’approvazione del piano straordinario per il lavoro delle donne, al fine di aumentare l’occupazione ed eliminare le disparità tra generi, rimuovendo gli ostacoli all’ ingresso ed alla permanenza delle donne nel lavoro;
sempre nell’ambito di politiche del lavoro mirate a promuovere l’occupazione delle fasce più deboli, vanno messe in atto misure volte a favorire la stabilità occupazionale dei lavoratori ultracinquantenni, senza la quale risulta illusoria qualsiasi ipotesi di prolungamento, anche volontario, della vita lavorativa;
si rileva che all’aumento della produttività del lavoro avvenuto negli ultimi tempi deve corrispondere anche un adeguamento delle politiche retributive, valorizzando il contributo del lavoro alla crescita complessiva del sistema economico;
con riferimento alle precedenti osservazioni, la Commissione ritiene necessario sviluppare un particolare impegno, anche mediante l”elaborazione normativa, sui temi del welfare familiare, della tutela dei lavoratori ultracinquantenni e della formazione continua.
SCHEMA DI PARERE PRESENTATO DAI SENATORI SACCONI, VIESPOLI, POLI, GALLI E CUTRUFO SUL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA RELATIVO
ALLA MANOVRA DI FINANZA PUBBLICA PER GLI ANNI
2008-2011 (Doc. LVII, N. 2)
La 11a Commissione esprime parere contrario al DPEF in quanto il Documento è pesantemente condizionato e fortemente “svuotato” di credibilità, dalla straordinaria “variabile” rappresentata dall’esito del confronto, ancora confusamente in atto, tra le parti sociali ed il Governo sul sistema previdenziale.
La controriforma pensionistica che si profila, appare destinata a compromettere la sostenibilità dei conti e quindi la stabilità del quadro di finanza pubblica.
Inoltre il DPEF si caratterizza per la genericità degli impegni sulle riforme del welfare e non affronta l’autentica mina per i conti pubblici rappresentata dalle spese obbligatorie non conteggiate.
Tutto questo rafforza il parere contrario al Documento la cui impostazione rende ulteriormente problematico l’impegno per maggiori spese sociali, per un adeguato livello di investimenti produttivi e per le riduzioni della pressione fiscale.

























