GIOVEDÌ 9 APRILE 2026
393ª Seduta
Presidenza della Vice Presidente
La seduta inizia alle ore 11,05.
ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI E ALTRI ATTI DELL’UNIONE EUROPEA
Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al monitoraggio e al controllo dei precursori di droghe e che abroga i regolamenti (CE) n. 273/2004 e (CE) n. 111/2005 (COM(2025) 747 definitivo)
(Seguito dell’esame, ai sensi dell’articolo 144, commi 1 e 6 del Regolamento, e rinvio)
Prosegue l’esame, sospeso nella seduta del 31 marzo.
Su sollecitazione del senatore MAZZELLA (M5S), la relatrice MURELLI (LSP-PSd’Az) ricapitola l’andamento dell’iter, facendo presente l’opportunità di tenere conto dell’esito dell’esame in corso presso la 4a Commissione e di approfondire possibili profili di criticità del provvedimento in titolo, sui quali si è soffermata nel corso della propria relazione integrativa.
La presidente CANTU’, constatato che non ci sono richieste di intervento, specifica che la discussione generale resta aperta.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO
Schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 5 febbraio 2024, n. 20, recante istituzione dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità (n. 387)
(Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi degli articoli 1, comma 4, e 2, comma 2, lettera f), della legge 22 dicembre 2021, n. 227. Seguito dell’esame e rinvio)
Prosegue l’esame, sospeso nella seduta del 31 marzo.
La presidente CANTU’ dichiara aperta la discussione generale.
Il senatore MAZZELLA (M5S) rileva in primo luogo l’importanza dell’opportunità costituita dal provvedimento in esame. Si sofferma quindi sulla possibilità di apportarvi correttivi, in primo luogo nel senso di integrare le potestà di intervento dell’Autorità Garante, consentendogli di intervenire anche nei confronti dei soggetti privati, in linea con la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, considerato anche che la maggior parte dei casi di discriminazione è riconducibile alle interazioni con soggetti del settore privato. Inoltre, la normativa dovrebbe prevedere, a suo avviso, che i provvedimenti dell’Autorità Garante siano motivati, nonché tempi certi per la risposta del soggetto interessato.
Segnala successivamente l’utilità di una rete nazionale dei garanti competenti a livello dei singoli territori, al fine di un complessivo coordinamento con l’Autorità nazionale. Evidenzia che quest’ultima dovrebbe in particolare garantire uniformità degli interventi, sulla base delle segnalazioni provenienti dai garanti locali, a loro volta sollecitati dai cittadini. Reputa inoltre necessario definire sistemi di coordinamento con il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, con particolare riferimento alle specificità delle residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza.
La senatrice CAMUSSO (PD-IDP) valuta favorevolmente l’istituzione dell’Autorità Garante per i diritti delle persone con disabilità, alla luce degli obblighi posti dalla Convenzione delle Nazioni Unite e della dotazione di personale e strutture specifici.
Segnala peraltro il fattore di debolezza costituito dal frazionamento delle istituzioni deputate al contrasto alle discriminazioni, poco adeguato al carattere non univoco della maggioranza dei casi di discriminazione. Ravvisa inoltre l’esigenza di un’attenzione particolare alle discriminazioni che hanno luogo nel settore privato, a partire dalla frequente elusione degli obblighi legislativi in materia di inserimento lavorativo delle persone con disabilità.
Ritiene altresì da affrontare il tema del complessivo riordino e coordinamento dei diversi istituti previsti per la tutela contro le discriminazioni. A suo giudizio, deve essere garantita la possibilità per i cittadini di segnalare le violazioni a un’autorità competente a livello locale, la quale deve interagire con l’Autorità Garante nazionale, al fine di disporre di una capacità di intervento uniforme e coordinata.
La presidente CANTU’ dà atto della pregnanza delle considerazioni svolte ai fini di una valutazione complessiva circa le possibilità di intervento multidimensionale nei confronti dell’insieme delle condizioni di fragilità. Auspica che ulteriori spunti scaturiranno dal prosieguo del dibattito.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
SULLA PUBBLICAZIONE DI DOCUMENTAZIONE ACQUISITA
La presidente CANTU’ comunica che nel corso delle audizioni svolte in sede di Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi nell’ambito dell’esame del disegno di legge n. 1825 (riorganizzazione e potenziamento dell’assistenza sanitaria) è stata consegnata documentazione che, ove nulla osti, sarà resa disponibile per la pubblica consultazione sulla pagina web della Commissione, al pari dell’ulteriore documentazione che dovesse eventualmente pervenire in relazione a tale argomento.
La Commissione prende atto.
La seduta termina alle ore 11,35.
Riunione n. 108
GIOVEDÌ 9 APRILE 2026
Presidenza del Presidente
Orario: dalle ore 8,50 alle ore 10,45
AUDIZIONI DI RAPPRESENTANTI DI CGIL, CISL, UIL, UGL, FIMMG – FEDERAZIONE ITALIANA MEDICI DI FAMIGLIA E CIMO-FESMED SUL DDL N. 1825 (RIORGANIZZAZIONE E POTENZIAMENTO ASSISTENZA SANITARIA)
MERCOLEDÌ 8 APRILE 2026
24ª Seduta
Presidenza del Presidente della 7ª Commissione
Interviene il sottosegretario di Stato per l’istruzione e il merito Paola Frassinetti.
La seduta inizia alle ore 11,35.
IN SEDE REFERENTE
(1766) Deputato Elena BONETTI e altri. – Delega al Governo per il sostegno delle attività educative e ricreative non formali
(Seguito e conclusione dell’esame)
Il PRESIDENTE, dopo aver dato conto dei pareri sul testo espressi dalle Commissioni affari costituzionali e bilancio, informa che alla scadenza del termine del 2 aprile scorso è stato presentato un ordine del giorno (pubblicato in allegato), mentre non sono stati presentati emendamenti.
La senatrice D’ELIA (PD-IDP) illustra l’ordine del giorno G/1766/1/7 e 10 a sua prima firma, volto a fornire indirizzi di carattere politico al Governo, ad integrazione dei principi e dei criteri direttivi già contenuti nel provvedimento, per l’esercizio della delega legislativa. Precisa che la propria parte politica ha preferito ricorrere ad un ordine del giorno senza presentare emendamenti per non alterare l’equilibrio politico raggiunto alla Camera sul testo in esame, frutto di un’intensa mediazione.
Nel richiamare il rilievo dei contenuti dell’atto d’indirizzo, che tiene conto anche delle indicazioni emerse nel corso delle audizioni svolte, segnala in particolare l’impegno richiesto all’Esecutivo di promuovere l’utilizzo degli spazi scolastici – quali palestre e aree all’aperto – per attività pomeridiane ed extrascolastiche. Tali spazi dovrebbero essere destinati ad attività sportive e di educazione non formale, inclusi lo scoutismo e altre esperienze educative, al fine di potenziare l’offerta formativa rivolta ai giovani.
La senatrice Barbara FLORIDIA (M5S) sottoscrive, anche a nome dei senatori Pirondini e Aloisio, l’ordine del giorno in esame.
Le RELATRICI, in riferimento all’atto di indirizzo, si rimettono alla valutazione della Rappresentante del Governo.
La sottosegretaria FRASSINETTI si dichiara disponibile ad accogliere l’ordine del giorno a condizione di una sua riformulazione di cui dà lettura.
La senatrice D’ELIA (PD-IDP) accoglie i suggerimenti del Governo e riformula conseguentemente l’ordine del giorno in un testo 2 (pubblicato in allegato), che si intende accolto.
Il PRESIDENTE avverte che si passa direttamente alla votazione del mandato alle relatrici non essendo stati presentati emendamenti.
In assenza di richieste di intervento in dichiarazione di voto, previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, le Commissioni riunite conferiscono all’unanimità mandato alle relatrici Versace e Ternullo a riferire favorevolmente all’Assemblea sul disegno di legge in titolo, nel medesimo testo già approvato dalla Camera dei deputati, autorizzandole altresì a chiedere di poter svolgere la relazione oralmente.
SUL SEGUITO DELL’ESAME DELL’ATTO SENATO N. 1357
Il PRESIDENTE informa che non è ancora giunto il parere della Commissione bilancio sul testo dell’Atto Senato n.1357 (recante promozione della salute nelle scuole e istituzione della Giornata della prevenzione e promozione della salute e dei corretti stili di vita), che le Commissioni riunite esaminano in sede redigente. Dopo aver ricordato che il provvedimento risulta iscritto nel calendario dell’Assemblea nella settimana dal 21 al 23 aprile, fa presente che le Commissioni riunite saranno nuovamente convocate non appena giungerà il predetto parere, necessario per procedere alla votazione degli emendamenti.
Prendono atto le Commissioni riunite.
La seduta termina alle ore 11,45.
ORDINI DEL GIORNO AL DISEGNO DI LEGGE
G/1766/1/7 e 10
D’Elia, Crisanti, Rando, Verducci
Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge A.S. 1766 recante “Delega al Governo per il sostegno delle attività educative e ricreative non formali”,
premesso che:
le attività educative e ricreative non formali rappresentano una componente essenziale del diritto all’educazione e allo sviluppo equilibrato delle bambine, dei bambini e degli adolescenti, integrando l’offerta scolastica e contribuendo allo sviluppo delle competenze sociali, relazionali ed emotive;
tali attività costituiscono uno strumento rilevante per promuovere l’inclusione e contrastare le disuguaglianze, in particolare nei territori caratterizzati da fragilità economiche e sociali e da una carenza di servizi educativi;
la limitata disponibilità di opportunità educative non formali può incidere negativamente sul benessere psicofisico dei minori, sullo sviluppo dell’autonomia personale e sulle prospettive future, contribuendo alla trasmissione delle disuguaglianze tra generazioni;
le attività educative non formali rappresentano inoltre un importante presidio educativo di prossimità, in grado di intercettare situazioni di disagio prima che si traducano in fenomeni di esclusione sociale o abbandono scolastico;
il rafforzamento delle comunità educanti, attraverso la collaborazione tra enti locali, istituzioni scolastiche, enti del Terzo settore e associazionismo, costituisce una condizione essenziale per garantire pari opportunità di crescita a tutte e a tutti;
considerato che:
l’articolo 2 delega il Governo ad adottare, entro nove mesi dall’entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi volti a rafforzare e diffondere sull’intero territorio nazionale le opportunità educative non formali, aggiornando le disposizioni vigenti di sostegno ai comuni, con particolare attenzione alle famiglie con figli con bisogni speciali e a quelle numerose;
le attività potranno essere realizzate anche in forma associata tra comuni e in diversi contesti educativi e ricreativi – tra cui scuole, centri estivi, servizi socio-educativi e centri ricreativi – valorizzando percorsi sportivi, artistici, musicali e scientifico-tecnologici;
è inoltre previsto il coinvolgimento degli enti del Terzo settore e degli enti religiosi attraverso strumenti di co-programmazione e co-progettazione;
l’articolo 3 consente ai comuni, nel rispetto dell’autonomia scolastica, di stipulare convenzioni per l’utilizzo degli spazi scolastici al fine di realizzare attività educative e ricreative rivolte a giovani e famiglie, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica;
l’articolo 4 istituisce un tavolo tecnico nazionale per l’educazione non formale con il compito di coordinare e diffondere le buone pratiche e supportare enti locali e Terzo settore;
ritenuto che:
la versione originariamente presentata alla Camera, relativamente alle formulazioni degli articoli 2, 3 e 4, aveva alcuni elementi di maggiore efficacia;
in particolare, l’articolo 2 prevedeva l’istituzione di un Fondo stabile di 200 milioni di euro annui per il sostegno alle attività educative non formali, con una dotazione strutturale e criteri chiari di riparto delle risorse, mentre l’articolo 3 consentiva il riconoscimento e la certificazione delle competenze acquisite dagli studenti attraverso attività educative non formali ed, in fine, l’articolo 4 prevedeva l’istituzione di un Osservatorio nazionale in grado di garantire monitoraggio, valutazione e continuità delle politiche nel settore;
sarebbe pertanto opportuno, nell’esercizio della delega legislativa e nelle successive scelte attuative, recuperare tali elementi puntuali e qualificanti al fine di rafforzare gli strumenti di sostegno alle attività educative non formali,
impegna il Governo a:
considerare il contrasto alla povertà educativa una priorità trasversale delle politiche pubbliche, riconoscendo alle attività educative e ricreative non formali un ruolo strategico nel ridurre i divari sociali e territoriali;
prevedere, nell’ambito della prossima legge di bilancio, adeguate risorse destinate al finanziamento di iniziative e progetti di legge in materia, mediante l’istituzione o il rafforzamento di uno strumento finanziario stabile e, in tale prospettiva, a valutare che, nell’esercizio della delega legislativa, il Governo proceda all’istituzione o al potenziamento di un Fondo dedicato alle attività educative non formali, dotato di risorse strutturali e di criteri di riparto chiari e trasparenti;
rafforzare e rendere pienamente operativo il sistema di certificazione delle competenze acquisite attraverso esperienze educative non formali, al fine di garantirne chiarezza, trasparenza e tracciabilità, anche ai fini dell’inserimento nel curriculum degli studenti e, a tal fine, a promuovere iniziative volte a incentivare le istituzioni scolastiche a strutturare percorsi che valorizzino tali esperienze, assicurando che le attività da finanziare di cui all’articolo 2 siano riconosciute e certificate come parte integrante del percorso formativo, contribuendo concretamente alla crescita educativa degli studenti e al loro orientamento nel successivo percorso di studi e professionale;
valutare l’opportunità di promuovere, anche attraverso il coinvolgimento dei dirigenti scolastici, in collaborazione con gli enti del Terzo settore e le realtà associative del territorio, la messa a disposizione degli spazi scolastici, quali palestre e aree all’aperto, per lo svolgimento in orario pomeridiano ed extrascolastico di attività sportive e di educazione non formale – tra cui, a titolo esemplificativo, esperienze educative associative come lo scoutismo – al fine di ampliare le opportunità educative rivolte a bambini e adolescenti e di garantire, in particolare nei contesti caratterizzati da maggiore fragilità sociale, percorsi di accompagnamento e crescita anche oltre il tempo strettamente scolastico;
valutare l’opportunità di effettuare una mappatura degli spazi pubblici, sia al chiuso che all’aperto, potenzialmente utilizzabili dal Terzo settore nonché definire percorsi facilitati di assegnazione per tali enti.
G/1766/1/7 e 10 (testo 2)
D’Elia, Crisanti, Rando, Verducci, Barbara Floridia, Pirondini, Aloisio
Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge A.S. 1766 recante “Delega al Governo per il sostegno delle attività educative e ricreative non formali”,
premesso che:
le attività educative e ricreative non formali rappresentano una componente essenziale del diritto all’educazione e allo sviluppo equilibrato delle bambine, dei bambini e degli adolescenti, integrando l’offerta scolastica e contribuendo allo sviluppo delle competenze sociali, relazionali ed emotive;
tali attività costituiscono uno strumento rilevante per promuovere l’inclusione e contrastare le disuguaglianze, in particolare nei territori caratterizzati da fragilità economiche e sociali e da una carenza di servizi educativi;
la limitata disponibilità di opportunità educative non formali può incidere negativamente sul benessere psicofisico dei minori, sullo sviluppo dell’autonomia personale e sulle prospettive future, contribuendo alla trasmissione delle disuguaglianze tra generazioni;
le attività educative non formali rappresentano inoltre un importante presidio educativo di prossimità, in grado di intercettare situazioni di disagio prima che si traducano in fenomeni di esclusione sociale o abbandono scolastico;
il rafforzamento delle comunità educanti, attraverso la collaborazione tra enti locali, istituzioni scolastiche, enti del Terzo settore e associazionismo, costituisce una condizione essenziale per garantire pari opportunità di crescita a tutte e a tutti;
considerato che:
l’articolo 2 delega il Governo ad adottare, entro nove mesi dall’entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi volti a rafforzare e diffondere sull’intero territorio nazionale le opportunità educative non formali, aggiornando le disposizioni vigenti di sostegno ai comuni, con particolare attenzione alle famiglie con figli con bisogni speciali e a quelle numerose;
le attività potranno essere realizzate anche in forma associata tra comuni e in diversi contesti educativi e ricreativi – tra cui scuole, centri estivi, servizi socio-educativi e centri ricreativi – valorizzando percorsi sportivi, artistici, musicali e scientifico-tecnologici;
è inoltre previsto il coinvolgimento degli enti del Terzo settore e degli enti religiosi attraverso strumenti di co-programmazione e co-progettazione;
l’articolo 3 consente ai comuni, nel rispetto dell’autonomia scolastica, di stipulare convenzioni per l’utilizzo degli spazi scolastici al fine di realizzare attività educative e ricreative rivolte a giovani e famiglie, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica;
l’articolo 4 istituisce un tavolo tecnico nazionale per l’educazione non formale con il compito di coordinare e diffondere le buone pratiche e supportare enti locali e Terzo settore;
ritenuto che:
la versione originariamente presentata alla Camera, relativamente alle formulazioni degli articoli 2, 3 e 4, aveva alcuni elementi di maggiore efficacia;
in particolare, l’articolo 2 prevedeva l’istituzione di un Fondo stabile di 200 milioni di euro annui per il sostegno alle attività educative non formali, con una dotazione strutturale e criteri chiari di riparto delle risorse, mentre l’articolo 3 consentiva il riconoscimento e la certificazione delle competenze acquisite dagli studenti attraverso attività educative non formali ed, in fine, l’articolo 4 prevedeva l’istituzione di un Osservatorio nazionale in grado di garantire monitoraggio, valutazione e continuità delle politiche nel settore;
sarebbe pertanto opportuno, nell’esercizio della delega legislativa e nelle successive scelte attuative, recuperare tali elementi puntuali e qualificanti al fine di rafforzare gli strumenti di sostegno alle attività educative non formali,
impegna il Governo a:
considerare il contrasto alla povertà educativa una priorità trasversale delle politiche pubbliche, riconoscendo alle attività educative e ricreative non formali un ruolo strategico nel ridurre i divari sociali e territoriali;
a valutare, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, l’opportunità di prevedere, nell’ambito della prossima legge di bilancio, adeguate risorse destinate al finanziamento di iniziative e progetti di legge in materia, mediante l’istituzione o il rafforzamento di uno strumento finanziario stabile e, in tale prospettiva, a valutare che, nell’esercizio della delega legislativa, il Governo proceda all’istituzione o al potenziamento di un Fondo dedicato alle attività educative non formali, dotato di risorse strutturali e di criteri di riparto chiari e trasparenti;
proseguire nella valorizzazione delle competenze acquisite in contesti non formali, anche al fine dell’inserimento nel curriculum dello studente;
valutare l’opportunità di promuovere, anche attraverso il coinvolgimento dei dirigenti scolastici, in collaborazione con gli enti del Terzo settore e le realtà associative del territorio, la messa a disposizione degli spazi scolastici, quali palestre e aree all’aperto, per lo svolgimento in orario pomeridiano ed extrascolastico di attività sportive e di educazione non formale – tra cui, a titolo esemplificativo, esperienze educative associative come lo scoutismo – al fine di ampliare le opportunità educative rivolte a bambini e adolescenti e di garantire, in particolare nei contesti caratterizzati da maggiore fragilità sociale, percorsi di accompagnamento e crescita anche oltre il tempo strettamente scolastico;
valutare l’opportunità di effettuare una mappatura degli spazi pubblici, sia al chiuso che all’aperto, potenzialmente utilizzabili dal Terzo settore nonché definire percorsi facilitati di assegnazione per tali enti.
Riunione n. 4
MERCOLEDÌ 8 APRILE 2026
Presidenza del Presidente della 3ª Commissione
Orario: dalle ore 10,05 alle ore 11
AUDIZIONE DELL’ISPETTORE GENERALE DELLA SANITÀ MILITARE, TENENTE GENERALE CARLO CATALANO, E DEL CAPO UFFICIO GENERALE PREVENZIONE, VIGILANZA ANTINFORTUNISTICA E TUTELA AMBIENTALE DELLO STATO MAGGIORE DELLA DIFESA, BRIGADIERE GENERALE MANUELE BERNABEI, ACCOMPAGNATI DAL GENERALE ISPETTORE FABIO MORGAGNI, DAL CONTRAMMIRAGLIO STEFANO PIERALLINI, DAL COLONNELLO MAURIZIO ELISIO, DAL COLONNELLO GIUSEPPE MERCADANTE, DAL CONTRAMMIRAGLIO RAFFAELE GUIDA E DAL TENENTE COLONNELLO ROSALBA BRADDE, SULL’AG 390 (SCHEMA DI REG. MIN. RECANTE MODIFICHE AL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 15 MARZO 2010, N. 90, RECANTE IL TESTO UNICO DELLE DISPOSIZIONI REGOLAMENTARI IN MATERIA DI ORDINAMENTO MILITARE, AI SENSI DELL’ARTICOLO 3, COMMA 2, DEL DECRETO LEGISLATIVO 9 APRILE 2008, N. 81, IN MATERIA DI SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO)



























