(Dal Resoconto Sommario)
Giovedì 11 luglio 2002. Giovedì 11 luglio 2002. – Presidenza del vicepresidente Angelo SANTORI. Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2002. Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle amministrazioni autonome per l’anno finanziario 2002. Tabella numero 4: Stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali per l’anno finanziario 2002 (limitatamente alle parti di competenza). La Commissione inizia l’esame congiunto dei disegni di legge in titolo. Daniele GALLI (FI), relatore, osserva che la discussione sui disegni di legge recanti l’assestamento ed il rendiconto del bilancio dello Stato consente al Parlamento di fare il punto sulle risultanze del bilancio riferito all’anno precedente e sulle variazioni da apportare al bilancio dell’anno in corso. Angelo SANTORI, presidente, avverte che, in base alle determinazioni assunte oggi nell’ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, la conclusione dell’esame dei disegni di legge in titolo avrà luogo martedì prossimo.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
SEDE CONSULTIVA
C. 2922 Governo.
C. 2923 Governo.
(Relazione alla V Commissione).
(Esame congiunto, ai sensi dell’articolo 119, comma 8, del regolamento, e rinvio).
Il rendiconto generale dello Stato rappresenta lo strumento attraverso il quale il Governo, alla chiusura del ciclo di gestione della finanza pubblica (anno finanziario) adempie all’obbligo costituzionale di rendere conto al Parlamento dei risultati della gestione finanziaria.
Il disegno di legge recante il Rendiconto generale dello Stato per l’esercizio finanziario 2001 (A.C. 2922) dispone l’approvazione dei risultati della gestione per l’anno 2001, con specifico riferimento alle entrate, alle spese, al saldo di competenza e alla situazione finanziaria, e la situazione patrimoniale al termine di detto esercizio. Un apposito articolo dispone l’approvazione delle eccedenze di impegno e di pagamento che sono risultate a consuntivo rispetto agli stanziamenti di bilancio: con l’approvazione del rendiconto tali eccedenze vengono sanate. Gli altri articoli del disegno di legge in esame hanno per oggetto l’approvazione dei risultati di gestione e della situazione patrimoniale delle aziende speciali e autonome.
A seguito della riforma del bilancio del 1997, anche i conti consuntivi sono redatti per unità previsionali di base, che costituiscono oggetto di decisione parlamentare. Per evidenziare le finalità alle quali sono destinate le spese compiute dalle amministrazioni statali, in un’apposita appendice del conto del bilancio i dati di consuntivo della spesa sono classificati, con riferimento a ciascun ministero, per funzioni-obiettivo.
Dal rendiconto per il 2001, il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato, per quanto riguarda la gestione di competenza, risulta pari a 63.500 miliardi di lire, rispetto ad un saldo di 31.600 miliardi di lire registrato nel 2000. Il saldo corrente (risparmio pubblico) si è mantenuto positivo ed è risultato pari a 26.300 miliardi di lire (nel 2000 era stato di 42.500 miliardi). Il ricorso al mercato, vale a dire il saldo che rappresenta la differenza tra entrate finali e il complesso delle spese, comprese quelle per rimborso prestiti, si è attestato a 424.200 miliardi. Anche il risparmio pubblico e il ricorso al mercato registrano significativi miglioramenti rispetto alle previsioni iniziali e a quelle definitive.
Soffermandosi sul conto consuntivo della spesa del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, osserva che il rendiconto evidenzia che gli stanziamenti definitivi del Ministero del lavoro, nel corso dell’esercizio finanziario 2001, sono stati i seguenti: competenza: 109.563,9 miliardi di lire, di cui 104.916,7 miliardi di parte corrente e 4.647,2 miliardi di parte capitale; rispetto alla previsione iniziale, come sopra ottenuta, si registra un aumento netto di 3.515 miliardi. Gli impegni effettivi di competenza ammontano a lire 108.298,1 miliardi, con economie (stanziamenti meno impegni) pari a lire 1.265,8 miliardi; cassa: lire 110.423,6 miliardi, di cui 104.658,8 miliardi di parte corrente e 5.764,8 miliardi in conto capitale; rispetto alla previsione iniziale, si registra un aumento netto di 2.819,7 miliardi. I pagamenti ammontano a lire 106.409,9 miliardi, con una differenza di 4.013,7 miliardi rispetto agli stanziamenti.
I dati relativi alla massa spendibile (competenza più residui iniziali totali) evidenziano nel 2001 un ammontare globale di lire 122.884,3 miliardi. I residui totali finali al 31 dicembre 2001 ammontano a lire 14.327,5 miliardi. Il rapporto tra pagamenti totali e massa spendibile è nel 2001 dell’86,6 per cento inferiore a quello del 2000 (87,23 per cento).
La Corte dei conti esamina i risultati della gestione del ministero secondo lo schema di classificazione del rendiconto per funzioni-obiettivo e per centri di responsabilità. Nell’analisi delle funzioni-obiettivo la Corte dei conti sottolinea come in alcuni casi si registri un rapporto tra impegni totali e massa impegnabile molto vicino al 100 per cento: trattasi in particolare della funzione-obiettivo 6 (Rapporti con le parti sociali) e della funzione-obiettivo 2 (Misure per promuovere l’occupazione: 99,4 per cento). Altri valori percentuali significativi sono i seguenti: 95,9 per cento per la funzione n. 3 (Misure per promuovere l’occupazione nelle aree depresse anche a seguito di calamità: 2.066,9 miliardi di lire su 2.096,6) e 89,7 per cento per la funzione n. 4 (Sgravi contributivi per le aree depresse: 1.880,1 miliardi di lire su 2.155,2).
Nel caso delle funzioni «Vigilanza» e «Pianificazione» si verifica addirittura una «eccedenza»: infatti al 31 maggio 2002 risulta impegnato un importo superiore alla massa impegnabile, mentre per la funzione «Rilevazione» gli impegni raggiungono solo il 43,4 per cento della massa impegnabile.
Non sempre tuttavia l’alto livello di impegni si traduce in attuazione dei progetti (ad esempio, per quanto riguarda il campo degli incentivi all’occupazione con le problematiche connesse al rapporto tra LSU e LPU), mentre per altre funzioni un ostacolo è rappresentato dai vincoli normativi che rendono necessaria una serie di interventi mirati al fine di raggiungimento degli obiettivi posti dalla norma (ad esempio, la funzione «Vigilanza, prevenzione e tutela delle condizioni di lavoro»).
La Corte dei conti evidenzia peraltro come nell’esercizio 2001 abbiano registrato una crescita quelle funzioni che attengono alla strategia ed alla pianificazione.
Per quanto riguarda l’analisi per centri di responsabilità, la Corte dei conti evidenzia in primo luogo lo scarso livello degli impegni sulla massa impegnabile del centro di responsabilità «Affari generali e personale», che corrisponde al 28,4 per cento (201,6 miliardi su 709,2); i pagamenti totali sono pari a 161,8 miliardi su 848,1 miliardi di massa spendibile e 760,1 miliardi di autorizzazioni di cassa.
Per quanto attiene al centro di responsabilità «Previdenza e assistenza sociale», di gran lunga il più rilevante quanto ad entità delle risorse attribuite, al medesimo fanno carico tutti i trasferimenti alle gestioni previdenziali: tale circostanza non consente valutazioni significative sulla sua attività. Il livello degli impegni sulla massa impegnabile (84.096,6 miliardi su 85.317,4) e quello dei pagamenti sulle autorizzazioni di cassa (81.969,9 miliardi su 84.660,6, pari al 96,8 per cento) sono molto elevati derivando da semplici trasferimenti.
Il secondo centro di responsabilità in ordine di rilevanza finanziaria è «Impiego», al quale viene ricondotta l’attività inerente sia alle politiche attive del lavoro (a parte quella relativa, in senso stretto, alla formazione, che, a livello centrale, fa capo al centro di responsabilità «Orientamento e formazione professionale») sia agli ammortizzatori sociali. Tale centro fa registrare un livello di impegni sulla massa impegnabile pari al 87,6 per cento (3.097,5 miliardi su 3.532,4) mentre il livello dei pagamenti sulla massa spendibile raggiunge soltanto il 42,3 per cento (4.016,9 miliardi su 9.492,3) in forza dell’alto livello dei residui propri iniziali (5.942,9 miliardi).
Per quanto attiene gli altri centri di responsabilità, rileva l’aumento delle risorse a disposizione dell’«Osservatorio del mercato del lavoro», che raggiungono 62,15 miliardi di stanziamenti definitivi, ai quali si aggiungono 21,8 miliardi di residui iniziali di stanziamento, ma il rapporto tra gli impegni e la massa impegnabile, è solo del 23,5 per cento (14,6 miliardi su 62,1). Al riguardo rileva che questo centro di responsabilità – in ottemperanza a quanto previsto nel regolamento del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, e come auspicato dalla Corte dei conti nella relazione sull’esercizio finanziario 2000 – ha attuato la propria trasformazione nella Direzione reti informative ed osservatorio del mercato del lavoro, per realizzare un’autonoma attività di rilevazione e monitoraggio, anche attraverso la sinergia con il Sistema informativo lavoro.
Per quanto riguarda il centro di responsabilità «Cooperazione» dell’ex Ministero del lavoro, la legge di bilancio per il 2001 prevedeva una dotazione di competenza di 19 miliardi (9,8 milioni di euro), destinati quasi interamente a spese di parte corrente (18,9 miliardi -9,7 milioni di euro – contro 0,1 miliardi -53,7 migliaia di euro – per spese in conto capitale). L’autorizzazione di cassa ammontava, invece, sempre nelle previsioni iniziali, a 30 miliardi. La dotazione definitiva di competenza, determinata a seguito delle variazioni intervenute nel corso dell’anno, risulta pari a 81,2 miliardi (41,9 milioni di euro) tutte di parte corrente, mentre le autorizzazioni di cassa ammontano a 80,5 miliardi (41,6 milioni di euro). Per quanto riguarda gli stanziamenti di competenza definitivi, rispetto alle previsioni iniziali si segnala quindi un incremento di 64,2 miliardi (+337,9 per cento) mentre risultano aumentate di 50,5 miliardi le autorizzazioni di spesa (+168,3 per cento). L’incremento di competenza più consistente, che interessa le spese di parte corrente, si registra sul capitolo 2211, «Promozione e sviluppo dell’attività di cooperazione», (cap. 2301 – Attività produttive) dell’UPB 5.1.2.1 «Cooperative e loro consorzi», con 25,3 miliardi e sul cap. 2150 (2237- Attività produttive) relativo all’attività di vigilanza sulle cooperative, dell’UPB 5.1.1.0. «Funzionamento» con 31,5 miliardi.
Passando a considerare l’assestamento, premette che il disegno di legge di assestamento contiene le sole proposte di variazione degli stanziamenti di bilancio, in termini di competenza e di cassa, che vengono effettuate tramite il disegno di legge medesimo e che costituiscono oggetto di approvazione da parte del Parlamento.
Le previsioni assestate, risultanti dalle variazioni apportate per atto amministrativo fino al 31 maggio scorso e da quelle proposte con il disegno di legge di assestamento, determinano, rispetto al bilancio di previsione per il 2002, approvato con legge 28 dicembre 2001, n. 449, un incremento del saldo netto da finanziare, al netto delle regolazioni contabili, debitorie e dei rimborsi IVA, da 32.763 milioni di euro a 36.155 milioni di euro, con un incremento di 3.392 milioni di euro.
Riguardo alle spese, l’ammontare delle spese correnti al netto degli interessi è aumentato da 276.817 a 278.490 milioni di euro (+1.673 milioni di euro, di cui 1.571 milioni di euro relativi a variazioni proposte in sede di assestamento), la spesa per interessi è passata da 76.475 a 76.469 milioni di euro (-6 milioni di euro) e la spesa in conto capitale è salita da 48.627 a 50.675 milioni di euro (+2.048 milioni di euro, risultanti da 4.069 milioni di euro di aumento per atto amministrativo e 931 milioni di euro di diminuzione proposti con l’assestamento). Il saldo corrente (risparmio pubblico) si mantiene positivo, pur registrando con l’assestamento una riduzione da 9.634 a 8.194 milioni di euro (-1.440 milioni di euro). Il ricorso al mercato è aumentato da 207.602 a 260.583 milioni di euro (+52.981 milioni di euro, di cui 50.509 proposti con l’assestamento).
Passando a considerare l’assestamento relativo al bilancio del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, premette che, in attuazione del citato decreto legislativo n. 300 del 1999 e del successivo regolamento di organizzazione di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 2001, n. 176, le competenze del Ministero del lavoro e delle politiche sociali sono state ripartite tra due dipartimenti: Dipartimento per le politiche del lavoro e dell’occupazione e tutela dei lavoratori; Dipartimento delle politiche sociali e previdenziali.
Le variazioni proposte dal disegno di legge di assestamento in termini di competenza consistono in un incremento di 1.514,3 miliardi di euro per le spese correnti ed in un decremento di 290,2 miliardi di euro per le spese in conto capitale, pari ad un incremento complessivo di 1.224,1 miliardi di euro.
Per quanto concerne i residui, si registra un incremento complessivo di 1.551,9 milioni di euro, derivanti da un aumento di 1.593,2 milioni per la parte corrente e da una diminuzione di 41,3 milioni per il conto capitale.
Relativamente alla cassa, le variazioni proposte consistono in un incremento di 1.440,4 milioni di euro, determinato da un aumento per le spese correnti di 1.715,2 milioni di euro e da una diminuzione delle spese in conto capitale pari a 274,8 milioni.
Conseguentemente, le previsioni per il bilancio 2002 si assestano: per i residui, in 7.399,7 milioni di euro, di cui 3.258,9 per la parte corrente e 4.140,8 in conto capitale; per la competenza, in 60.990,1 milioni, di cui 59.588,4 per le spese correnti e 1.401,7 in conto capitale; per la cassa, in 61.889,2 milioni di euro, di cui 59.248,2 per le spese correnti e 2.641 in conto capitale.
La consistenza effettiva dei residui passivi, accertata con il rendiconto per l’esercizio 2001 – tenuto conto anche delle variazioni compensative intervenute in relazione all’applicazione di disposizioni legislative – è risultata pari a 3.258,9 milioni di euro (+1.593,2 milioni rispetto alle previsioni) per la parte corrente e a 4.140,8 milioni di euro (-41,3 milioni) in conto capitale, per un totale di 7.399,7 milioni di euro (+1.551,9 milioni).
Le variazioni accertate in merito ai residui per le spese di parte corrente riguardano principalmente (+1.486,8 milioni) alcune Unità previsionali di base del centro di responsabilità 3 «Politiche sociali e previdenziali».
I residui riguardanti lespese in conto capitale sono contenuti principalmente nel centro di responsabilità 2 «Politiche del lavoro e dell’occupazione e tutela dei lavoratori».
Le variazioni relative alla competenza traggono origine dalle esigenze dell’effettivo svolgimento della gestione e sono pari a +1.224,1 milioni di euro, di cui +1.514,3 milioni per la parte corrente e -290,2 milioni per la parte capitale. Tra le più significative si segnalano quelle relative al centro di responsabilità 2 «Politiche del lavoro e dell’occupazione e tutela dei lavoratori» (+213,2 milioni di euro).
Le variazioni di cassa adeguano le autorizzazioni alle variazioni proposte per la competenza e alla nuova consistenza dei residui. L’importo delle variazioni proposte è pari a +1.715,2 milioni di parte corrente e a -274,8 milioni di parte capitale, per un totale complessivo di +1440,4 milioni di euro.
Nessuno chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell’esame.


























