(Dal Resoconto Sommario)
Schema di regolamento sul Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito e dell’occupazione, della riconversione e della riqualificazione professionale del personale delle Poste Italiane S.p.a.
Atto n. 260.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame, rinviato nella seduta di ieri.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, invita il relatore a formulare la proposta di parere.
Aldo PERROTTA (FI), relatore, sulla base delle indicazioni emerse nel corso del dibattito svoltosi nella seduta di ieri, formula una proposta di parere con condizioni (vedi allegato 2).
Emilio DELBONO (MARGH-U) chiede al relatore di chiarire le ragioni per le quali il fondo di solidarietà disciplinato dallo schema di regolamento in esame sia istituito presso l’INPS e non, invece, presso l’IPOST, così come previsto dall’accordo del 18 luglio 2001 tra le Poste italiane e le organizzazioni sindacali.
Aldo PERROTTA (FI), relatore, fa presente che l’istituzione del fondo presso l’INPS è espressamente prevista dall’articolo 2, comma 28, della legge n. 662 del 1996. Si tratta, peraltro, di una collocazione confermata anche in ambito contrattuale. L’eventuale istituzione del fondo presso l’IPOST potrebbe pertanto avvenire solo modificando la richiamata disposizione della legge n. 662 del 1996.
Emilio DELBONO (MARGH-U) ritiene che quella testè descritta dal relatore co
stituisca una situazione paradossale, dal momento che nell’ambito dell’accordo del 18 luglio 2001 tra le Poste italiane e le organizzazioni sindacali è stato espressamente previsto che il fondo fosse costituito presso l’IPOST.
Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA fa presente che il fondo di solidarietà del personale delle Poste italiane Spa è un fondo autonomo sia sotto il profilo finanziario che con riferimento alle compentenze: peraltro, una volta completato il processo di privatizzazione, anche tale fondo sarà ricondotto all’INPS.
Emilio DELBONO (MARGH-U) ribadisce le perplessità sul meccanismo configurato dallo schema di regolamento in esame a proposito dell’istituzione del fondo presso l’INPS, che induce a ritenere si possa trattare di un fondo di assistenza, proprio nel momento in cui si insiste molto sulla distinzione tra assistenza e previdenza.
Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA osserva che il fondo di solidarietà del personale delle Poste italiane è riconducibile ad una precisa tipologia che intende affrontare la delicata questione degli ammortizzatori sociali nel settore terziario. Non si tratta, quindi, di un fondo di assistenza, anche perché lo stesso, per sua natura, è alimentato dall’autofinanziamento. Certo, la soluzione migliore consisterebbe nel creare un fondo esuberi unico gestito dall’INPS; è evidente, tuttavia, che la gestione dell’IPOST è legata a profili previdenziali mentre l’INPS gestisce un fondo che deve essere alimentato e tenuto costantemente in equilibrio.
Roberto GUERZONI (DS-U) rileva che nell’accordo del 2001 è contenuto un esplicito riferimento all’IPOST.
Aldo PERROTTA (FI), relatore, ribadisce che nell’ambito della contrattazione conclusa nel 2001 il riferimento è all’INPS.
Roberto GUERZONI (DS-U) chiede al rappresentante del Governo di precisare se, in una fase successiva all’accordo e alla contrattazione del 2001, sull’orientamento ad istituire il fondo presso l’INPS si sia registrato l’accordo delle organizzazioni sindacali.
Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA lo conferma, sottolineando l’opportunità che le nuove forme di ammortizzatori sociali sono ricondotte alla competenza dell’INPS.
Aldo PERROTTA (FI), relatore, conferma che nella riunione del 9 novembre 2001, le organizzazioni sindacali hanno condiviso tale orientamento.
Pietro GASPERONI (DS-U) nel dichiararsi pregiudizialmente non contrario all’ipotesi formulata dal sottosegretario secondo la quale tutta la questione relativa agli ammortizzatori sociali sia gestita, nel tempo, dall’INPS, ritiene utile una riforma complessiva del sistema degli ammortizzatori, salvaguardando gli equilibri finanziari dell’INPS.
Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA precisa che il 50 per cento del disavanzo dell’INPS è prodotto dai fondi speciali, che peraltro rappresentano solo l’8 per cento degli iscritti.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, ritenendo opportuno attendere i rilievi della V Commissione prima di procedere alla deliberazione, preso atto della disponibilità del Governo, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.

























