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Home - Camera - Commissione Lavoro, pubblico e privato

Commissione Lavoro, pubblico e privato

22 Ottobre 2009
in Camera

(Dal Resoconto Sommario)

SEDE REFERENTE


Martedì 16 novembre 2004. – Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Pasquale Viespoli.

La seduta comincia alle 14.15.

Decreto-legge 249/04: Interventi urgenti in materia di politiche del lavoro e sociali.
C. 5398 Governo, approvato dal Senato.

(Seguito dell’esame e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, nella seduta di ieri.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, avverte che le interrogazioni a risposta immediata previste per la seduta di domani verranno svolte giovedì 18 novembre.
Avverte quindi che sono stati presentati emendamenti riferiti al testo del decreto-legge, nel testo risultante dalle modifiche introdotte al Senato (vedi allegato).

Emerenzio BARBIERI (UDC) sottolinea come occorrano alcuni chiarimenti in ordine ai beneficiari delle norme in esame, anche con riferimento alla data della loro entrata in vigore. Rileva in proposito come l’articolo 1-quinquies, secondo periodo, preveda l’applicabilità dell’ipotesi di decadenza anche ai lavoratori ammessi ai trattamenti di sostegno al reddito prima dell’entrata in vigore del decreto-legge: essendo stato l’articolo introdotto in sede di conversione, sarebbe corretto richiamare l’entrata in vigore della legge di conversione al fine di evitare incertezze sull’applicabilità della norma ai lavoratori ammessi ai trattamenti di sostegno al reddito nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore del decreto e la data della sua conversione.
Rileva altresì come l’articolo 1-bis, comma 5, detti una disciplina di carattere generale per i lavoratori delle imprese ammesse al trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria, ai quali viene preclusa la possibilità di accedere agli incentivi al posticipo del pensionamento (cosiddetto bonus previdenziale), restando comunque salve le domande presentate prima dell’ammissione al trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria. Osserva che la norma non reca una disciplina delle domande di posticipo del pensionamento presentate prima dell’entrata in vigore della legge di conversione del decreto da lavoratori delle imprese ammesse alla cassa integrazione guadagni straordinaria.

Roberto GUERZONI (DS-U) sottolinea come, anche nel parere reso dal Comitato per la legislazione, si osservi che all’articolo 1-bis, comma 5, che detta una disciplina di carattere generale per i lavoratori delle imprese ammesse al trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria, ai quali viene temporaneamente preclusa la possibilità di accedere agli incentivi del cosiddetto bonus previdenziale, dovrebbe valutarsi l’opportunità di esplicitare la disciplina da applicare alle domande di posticipo del pensionamento presentate da lavoratori delle imprese ammesse alla cassa integrazione guadagni straordinaria prima dell’entrata in vigore della legge di conversione del decreto. Analogamente, si rileva, con riferimento all’articolo 1-quinquies, cui peraltro ribadisce la contrarietà del suo gruppo, che il comma 1, dove si dispone la decadenza dai trattamenti di sostegno al reddito in casi particolari «anche nelle ipotesi in cui il lavoratore sia stato ammesso al trattamento con decorrenza anteriore alla data di entrata in vigore del decreto», che dovrebbe valutarsi l’opportunità di fare riferimento all’entrata in vigore della legge di conversione, e non del decreto, al fine di evitare incertezze sull’applicabilità della norma, introdotta in sede di conversione, ai lavoratori ammessi ai trattamenti di sostegno al reddito nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore del decreto e la data della sua conversione.

Il sottosegretario Pasquale VIESPOLI evidenzia come le questioni sollevate attengano all’integrazione del testo originario del decreto-legge emanato dal Governo con le successive modifiche introdotte nel corso dell’esame da parte del Senato e collegate all’attuazione del protocollo d’intesa siglato per il settore del trasporto aereo. L’articolo 1-quinquies è peraltro volto ad evitare l’assimilazione della disciplina della decadenza dal trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria con quella della decadenza dal trattamento di mobilità. Si è infatti stabilito di distinguere tra la sanzione della decadenza dai trattamenti connessa al rifiuto di un’offerta di formazione opposto dal lavoratore che percepisce il trattamento straordinario di cassa integrazione e il regime sanzionatorio per tutti gli altri trattamenti, per i quali la decadenza è determinata dal rifiuto di un’offerta di formazione ovvero di un’offerta di lavoro.

Elena Emma CORDONI (DS-U) evidenzia come con il provvedimento in esame vengano affrontate non soltanto materie per le quali sussistono i presupposti di necessità ed urgenza, come nel caso dell’attuazione del protocollo d’intesa per il trasporto aereo, ma anche modifiche della legge n. 223 del 1991 in materia di cassa integrazione, mobilità e trattamenti di disoccupazione che sarebbe stato invece opportuno disciplinare in altra sede, come la riforma degli ammortizzatori sociali recata dall’A.S. 848-bis. Evidenziato inoltre come non sia condivisibile l’equiparazione della disciplina di decadenza per i casi di cassa integrazione guadagni, in cui permane un rapporto di lavoro subordinato con l’azienda, e quelli di mobilità, in cui tale rapporto non sussiste, ribadisce la contrarietà del suo gruppo all’articolo 1-quinquies.
Quanto all’articolo 1-bis, comma 5, che prevede la preclusione della possibilità di accedere agli incentivi del cosiddetto bonusprevidenziale per i lavoratori delle imprese ammesse al trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria, ritiene sia necessario una precisazione, considerato che per i lavoratori dell’Alitalia le norme avranno vigore dal 1o gennaio 2005, mentre la norma non reca una disciplina delle domande di posticipo del pensionamento presentate prima dell’entrata in vigore della legge di conversione.

Il sottosegretario Pasquale VIESPOLI sottolinea come il provvedimento in esame, nel suo complesso, sia finalizzato ad una estensione delle tutele in favore dei lavoratori, anche attraverso l’aumento delle relative dotazioni finanziarie, nonché mediante l’ampliamento a nuovi comparti delle misure di cassa integrazione guadagni straordinaria. Ribadito come l’articolo 1-quinquies sia stato introdotto proprio per evitare la sovrapposizione dei regimi di cassa integrazione guadagni con altri trattamenti mediante una disciplina diversificata, sottolinea come tale possibilità possa eventualmente sussistere in caso di proroga della cassa integrazione guadagni, essendo in tal caso prevista la possibilità dell’offerta di lavoro, oltre che quella formativa.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, avverte che, ai sensi dell’articolo 96-bis, comma 7, del regolamento della Camera, non sono ammissibili gli emendamenti che non siano strettamente attinenti alla materia del decreto-legge, criterio più restrittivo di quello dettato con riferimento agli altri progetti di legge dall’articolo 89 del regolamento, che attribuisce al Presidente la facoltà di dichiarare inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi che siano estranei all’oggetto del provvedimento.
Ricorda che l’articolo 1, comma 1, consente la proroga del trattamento straordinario di integrazione salariale (CIGS) concesso per crisi aziendale fino ad un periodo di 12 mesi oltre gli ordinari limiti di durata del trattamento medesimo. Il comma 2 differisce il termine per la concessione o la proroga di interventi di sostegno al reddito – di cui all’articolo 3, comma 137, della legge finanziaria per il 2004 – previsti da accordi stipulati in sede governativa e connessi a programmi volti alla gestione di crisi occupazionali o al reimpiego di lavoratori, incrementando le relative risorse di 50 milioni di euro (da 310 milioni a 360 milioni) e differendo il termine finale per l’applicazione dei relativi trattamenti dal 31 dicembre 2004 al 30 aprile 2005. L’elencazione degli interventi da effettuare non fa parte della disciplina legislativa, ma è contenuta nella relazione illustrativa, dove si fa menzione del settore tessile della provincia di Bergamo e delle regioni Emilia-Romagna, Umbria, Puglia, nonché delle aziende Celestica e Case di Cura Riunite di Bari.
I commi 3-bis, 3-ter e 3-quater del medesimo articolo – introdotti a seguito dell’approvazione di un emendamento in Assemblea al Senato – recano una disposizione di favore per i lavoratori dipendenti della Regione Valle d’Aosta a seguito della crisi occupazionale nelle attività connesse ai flussi internazionali di traffico derivante dalla chiusura del traforo del Monte Bianco.
Gli articoli 1-bis, 1-ter e 1-quater riguardano i trattamenti di cassa integrazione guadagni straordinaria e di mobilità al settore del trasporto aereo.
L’articolo 1-quinquies modifica il regime della decadenza dal trattamento di cassa integrazione.
All’articolo 2, che reca un serie di stanziamenti per interventi di carattere sociale, non sono stati presentati emendamenti, ma solo articoli aggiuntivi.
Alla luce delle disposizioni richiamate ed in considerazione del contenuto del decreto-legge in esame, comunica che presentano profili di dubbia ammissibilità gli emendamenti che, invece di ampliare le risorse finanziare per i trattamenti di cui ai commi 1 e 2, o modificare la relativa disciplina legislativa, dispongono direttamente nel decreto-legge interventi per specifici settori o territori. Si tratta, in particolare, dei seguenti emendamenti: Alfonso Gianni 1.2, relativo ai lavoratori dello stabilimento Alfa Romeo di Arese; Molinari 1.6, sui lavoratori Interklim e Valbasento; Lusetti 1.5, sui lavoratori del settore tessile, peraltro già interessati dai programmi prorogati ai sensi del comma 2; Molinari 1.8, sul pensionamento anticipato dei lavoratori Interklim e Valbasento; Cordoni 1-quinquies.01, volto alla concessione del trattamento di integrazione salariale alle aziende artigiane esercenti attività di escavazione e lavorazione del marmo; Cordoni 1-quinquies.02, volto a superare il limite di tre mesi di integrazione salariale previsto per i lavoratori addetti alla escavazione e alla lavorazione di materiali lapidei; Cordoni 2.01, volto a riaprire il termine per la mobilità lunga concessa dall’articolo 1-septies del decreto-legge n. 78 del 1998.
L’emendamento Alfonso Gianni 1-ter.1, invece, appare inammissibile in quanto, richiamando la legge 23 agosto 2004, n. 243, introduce misure di delega nell’ambito del decreto-legge.
Invita pertanto i presentatori al ritiro delle suddette proposte emendative, ai fini di consentirne una più compiuta valutazione in occasione della loro eventuale ripresentazione in Assemblea.

Elena Emma CORDONI (DS-U) evidenzia come alcuni degli emendamenti richiamati dal presidente riguardino trattamenti di cassa integrazione e possano dunque ritenersi ammissibili nell’ambito di un provvedimento che reca norme di carattere generale su tale istituto nonché norme di carattere specifico sulla sua applicazione in determinati settori.
Quanto all’ultima osservazione del sottosegretario Viespoli, osserva che l’articolo 1-quiunquies riguarda i trattamenti di cassa integrazione guadagni straordinaria, non soltanto le loro proroghe.

Roberto GUERZONI (DS-U) ritiene che, ai fini della dichiarazione di ammissibilità degli emendamenti, dovrebbe tenersi conto delle norme introdotte al Senato, che riguardano anche settori specifici.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente relatore, evidenziato come rientri nelle facoltà della Commissione la soppressione di norme introdotte dal Senato, sottolinea come le norme regolamentari in tema di ammissibilità degli emendamenti siano alla Camera particolarmente stringenti nel caso dei disegni di legge di conversione.
Esprime quindi parere contrario su tutti gli emendamenti presentati.

Roberto GUERZONI (DS-U) propone lo stralcio dell’articolo 1-quinquies, chiedendo che tale proposta venga votata prima di passare all’esame degli emendamenti.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente relatore, evidenzia come la disciplina regolamentare e la prassi non preveda lo stralcio in Commissione nel caso di esame di disegni di legge di conversione di decreti-legge.

Elena Emma CORDONI (DS-U) ritiene sia nella facoltà della Commissione modificare il testo da presentare all’esame dell’Assemblea, anche procedendo a stralci di sue parti. Sottolinea infatti come compito della Commissione sia migliorare il testo ove possibile.

Cesare CAMPA (FI) ritiene che, proprio al fine di valutare possibili miglioramenti del testo, si debba passare all’esame degli emendamenti presentati.

Roberto GUERZONI (DS-U) insiste perché la Commissione si esprima sulla sua proposta di stralcio dell’articolo 1-quinquies.

Andrea DI TEODORO (FI) sottolinea come, ai sensi dell’articolo 79, comma 8, del regolamento, nell’esame in sede referente, eccezioni pregiudiziali, sospensive o comunque volte ad impedire l’adempimento dell’obbligo della Commissione di riferire all’Assemblea non possono essere poste in votazione e di esse dovrà però farsi menzione nella relazione della Commissione. Ritiene che, in base a tale principio, la proposta di stralcio del deputato Guerzoni non possa essere esaminata.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente relatore, ricorda che l’articolo 86, comma 7, del regolamento recita: «Il relatore illustra all’Assemblea le proposte, deliberate dalla Commissione, di stralciare parti del progetto di legge…». È pertanto l’Assemblea l’unico organo abilitato a pronunciarsi definitivamente sulle proposte di stralcio eventualmente avanzate dalle Commissioni.

Renzo INNOCENTI (DS-U) sottolinea come, in base a tale norma regolamentare, in Commissione debba formarsi un orientamento in merito alla proposta di stralcio, su cui il relatore deve riferire all’Assemblea. Ritiene pertanto che la Commissione debba esprimersi immediatamente sulla proposta di stralcio del deputato Guerzoni, prima di passare all’esame degli emendamenti.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente relatore, sottolinea – con riferimento al momento della votazione della proposta di stralcio – che l’esame in Commissione in sede referente non è sottoposto strettamente alle norme che regolano la discussione in Assemblea, più chiaramente distinta in fasi procedurali. Ribadisce quindi le sue perplessità sulla possibilità di procedere ad uno stralcio di una disposizione contenuta all’interno di un decreto-legge, anche se riguardi una modifica introdotta dal Senato rispetto al testo originario. Considerata peraltro l’insistenza dei deputati dell’opposizione fin qui intervenuti, si riserva di richiedere una decisione alla Presidenza della Camera sulla procedibilità formale della richiesta del deputato Guerzoni, ove risultasse un orientamento prevalente della Commissione nel senso di espungere già in questa fase l’articolo 1-quinquies dal disegno di legge n. 5388.

Roberto GUERZONI (DS-U)evidenzia come il contenuto dell’articolo 1-quinquies non sia caratterizzato dai requisiti di necessità ed urgenza ed intervenga su una materia, come quella degli ammortizzatori sociali, che dovrebbe essere oggetto di una riforma complessiva. Invece, con lo strumento del decreto-legge, modificato dal Senato, si vorrebbe addirittura modificare la disciplina generale in materia di trattamenti di sostegno al reddito. Sottolinea come una deliberazione contraria al mantenimento dell’articolo 1-quinquies all’interno del testo in esame neagevolerebbe molto l’iter, considerato il limitato numero di emendamenti presentati con riferimento agli altri articoli.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, preso atto della pronuncia in senso contrario della Commissione sulla proposta del deputato Guerzoni relativa all’articolo 1-quinquies, ritiene superata ogni questione procedurale e rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.30.



AVVERTENZA


I seguenti punti all’ordine del giorno non sono stati trattati:



SEDE CONSULTIVA


Disposizioni per l’attivazione di contratti di formazione lavoro per i medici specializzandi.
Nuovo testo unificato C. 3687 e abb.

Norme per la protezione dei soggetti malati di celiachia.
Testo unificato C. 4231, approvata dal Senato e C. 3478.

Ratifica ed esecuzione del Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa.
C. 5388, Governo.

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