(Dal Resoconto Sommario)
Mercoledì 9 febbraio 2005. – Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Alberto Brambilla.
La seduta comincia alle 14.20.
Interventi per la tutela del risparmio.
Testo unificato C. 2436 e abbinate.
(Parere alla VI e alla X Commissione).
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame, rinviato nella seduta di ieri.
Cesare CAMPA (FI), relatore, formula una proposta di parere favorevole con condizione e osservazione (vedi allegato 1).
Alfonso GIANNI (RC) dichiara il suo voto contrario sulla proposta di parere del relatore per una valutazione negativa di carattere generale sul provvedimento in esame, dovuta in particolare al mancato inserimento di corrette norme in materia falso in bilancio, nonché per una considerazione specifica relativa all’opportunità di incentivare piani per la partecipazione dei lavoratori nelle imprese. Sottolineato in proposito come l’attuale realtà di globalizzazione comporti un’articolazione produttiva delle imprese nel cui ambito soltanto alcuni lavoratori – quelli addetti alla gestione centrale dell’azienda – potrebbero essere coinvolti nella partecipazione agli utili mentre altri – quelli addetti alla produzione nelle realtà periferiche – ne sarebbero esclusi, ritiene si potrebbe così configurare il pericolo di un’aristocrazia operaia già prefigurato dal pensiero marxista.
Aldo PERROTTA (FI) condivide la proposta di parere del relatore, ritenendo tuttavia preferibile trasformare in osservazione la condizione concernente il sostegno del piano di attribuzione di azioni ai dipendenti da parte del Fondo speciale per l’incentivazione della partecipazione dei lavoratori nelle imprese.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, dichiara di essere contrario alla trasformazione di tale condizione in un’osservazione.
Cesare CAMPA (FI), relatore, sottolineato come la partecipazione dei lavoratori nella vita delle imprese non configuri a suo avviso il pericolo di aristocrazia operaia paventato dal deputato Gianni, esprime la propria disponibilità a trasformare la condizione in osservazione al fine di raccogliere un più ampio consenso sul parere che verrà espresso dalla Commissione.
Andrea DI TEODORO (FI) evidenziato come il provvedimento in esame sia di particolare delicatezza e complessità, richiama la lunga discussione svolta nelle Commissioni di merito, con particolare riferimento all’ipotesi di soppressione dell’ISVAP e della COVIP per trasferirne le competenze alla CONSOB. Ritiene a tale riguardo che sia opportuno sopprimere l’osservazione formulata dal relatore.
Cesare CAMPA (FI), relatore, sottolinea come nel suo parere si invitino le Commissioni di merito a chiarire le competenze dell’ISVAP e della COVIP in relazione alle forme di previdenza non obbligatoria di natura assicurativa, senza inserire indicazioni specifiche che contraddicano il dibattito svoltosi nelle Commissioni di merito.
Emilio DELBONO (MARGH-U) evidenzia come il testo in esame, frutto di un lungo lavoro e di mediazioni, risulti caratterizzato da una sensibilità di carattere economico e finanziario mancando invece la dovuta attenzione per gli aspetti previdenziali. Ricordato come in altri paesi europei, n particolare in Inghilterra, si stia attualmente rafforzando l’attenzione sulle funzioni di controllo e vigilanza relative ai fondi previdenziali, lamenta lo scarso approfondimento di tale tematica nell’ambito del provvedimento in esame. Di conseguenza, il testo appare caratterizzato da ambiguità relativamente al ruolo di ISVAP, COVIP e CONSOB in materia di vigilanza sui fondi previdenziali; propone pertanto di sostituire, nella seconda osservazione, la parola «chiarire» con la seguente «definire».
Giovanni DIDONÈ (LNFP) ritiene sia preferibile trasformare la prima condizione in osservazione sulla base della discussione svoltasi nelle Commissioni di merito. Quanto alla seconda osservazione, ricorda come il suo gruppo si fosse dichiarato favorevole ad un sistema di controlli fondato sulle funzioni che avrebbe determinato l’assorbimento delle funzioni di ISVAP e COVIP da parte della CONSOB, mentre si è poi scelta la strada di fare riferimento agli organismi di controllo e vigilanza esistenti. Sottolinea infine l’esigenza di destinare adeguati mezzi e professionalità alla tutela del risparmio.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, ribadisce che, se il relatore trasformasse in osservazione la condizione relativa all’incentivazione della partecipazione dei lavoratori nelle imprese, il suo voto sulla proposta di parere sarebbe contrario. Quanto alla seconda osservazione, ritiene opportuno un approfondimento su cui il Governo dovrebbe offrire il proprio contributo.
Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA ricorda che, con la riforma previdenziale recata dalla legge n. 243 del 2004, il Governo è stato delegato ad adottare decreti legislativi per perfezionare l’unitarietà e l’omogeneità del sistema di vigilanza sull’intero settore della previdenza complementare attribuendo alla COVIP il compito di impartire disposizioni volte a garantire la trasparenza delle condizioni contrattuali fra tutte le forme pensionistiche collettive e individuali: preannuncia che il relativo schema di decreto legislativo sarà sottoposto alle competenti Commissioni parlamentari in tempi brevi. Evidenziato come tale normativa sia di importanza fondamentale per la trasparenza del mercato, riguardando fra l’altro un alto numero di contratti assicurativi già in essere, sottolinea come sia dunque previsto un organismo di vigilanza unico. Ritiene pertanto che sulla materia vi debba essere un opportuno confronto con le Commissioni di merito, ricordando inoltre che il decreto-legge in via di definizione sulla competitività sarà finalizzato anche al decollo dei fondi pensione.
Emilio DELBONO (MARGH-U), sulla base dell’intervento del sottosegretario Brambilla, sollecita un intervento chiarificatore del Governo attraverso la presentazione di un emendamento nel corso dell’esame in Assemblea, osservando peraltro che tale tipo di chiarimento sarebbe già dovuto intervenire nel corso dell’esame in Commissione. Ribadita l’esigenza di un chiarimento sulla materia, invita il relatore a trasformare la seconda osservazione in condizione e a sopprimere le parole «di natura assicurativa».
Andrea DI TEODORO (FI) precisa che la sua richiesta di sopprimere la seconda osservazione era dovuta al fatto che, nel corso delle audizioni svolte dalle Commissioni di merito, era stata sottolineata l’opportunità di un riordino fondato sulle funzioni, sopprimendo l’ISVAP e la COVIP ed attribuendo le relative funzioni alla CONSOB. Rilevato tuttavia come la legge n. 243 del 2004 preveda invece una competenza unitaria in materia di vigilanza sui fondi pensione, sottolinea l’esigenza di un opportuno coordinamento con le norme del testo in esame.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.
Norme per la tutela dei diritti della partoriente, la promozione del parto fisiologico e la salvaguardia della salute del neonato.
Testo unificato C. 193 e abbinate.
(Parere alla XII Commissione).
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole con condizioni).
La Commissione prosegue l’esame, rinviato nella seduta di ieri.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente relatore, formula una proposta di parere favorevole con condizioni (vedi allegato 2).
Aldo PERROTTA (FI) dichiara voto favorevole sulla proposta di parere del relatore, evidenziando in particolare l’opportunità della condizione prevista alla lettera c), considerato che la definizione delle attività lavorative usuranti forma oggetto di tavoli contrattuali che, nell’ambito del settore medico, stanno valutando la possibilità di inserirvi i lavori organizzati su turni.
Giovanni DIDONÈ (LNFP) dichiara il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore, sottolineando di condividere in particolare la condizione di cui alla lettera c).
La Commissione approva la proposta di parere del relatore.
La seduta termina alle 15.20.
Mercoledì 9 febbraio 2005. – Presidenza del vicepresidente Giuseppe CAMO. – Interviene il Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Alberto Brambilla.
La seduta comincia alle 15.20.
Ricalcolo del trattamento pensionistico dei lavoratori postelegrafonici.
C. 535 Pistone, C. 2349 Trupia, C. 2364 A. Gianni, C. 2458 Perrotta, C. 2722 Merlo, C. 2752 Delbono, C. 3245 Maninetti, C. 4259 Mazzoni e C. 4930 Zacchera.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 6 luglio 2004.
Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA ricorda che la proposta di legge in esame ha lo scopo di concedere il ricalcolo della pensione e della buonuscita ai lavoratori dell’ex Ente Poste Italiane, andati in pensione nel periodo compreso tra il 1o gennaio del 1994 e il 1o ottobre del 1995, che non hanno usufruito dei miglioramenti economici generalmente previsti dai contratti nazionali di lavoro dei vari settori del pubblico impiego per tutti i lavoratori comunque collocati a riposo nell’arco di vigenza contrattuale. Infatti, il contratto collettivo nazionale stipulato per i lavoratori postelegrafonici il 26 novembre 1994, secondo regole privatistiche, escluse il concetto di «vigenza contrattuale», anche se poi esso fu reinserito nei contratti collettivi successivi. Come precisato sia dalle Poste italiane che dall’IPOST con note del 25 settembre 2002, tale CCNL, stabilendo, all’articolo 65, aumenti economici alle decorrenze 1o ottobre 1994, 1o gennaio 1995 e 1o ottobre 1995, ha escluso tassativamente da tali aumenti il personale cessato anteriormente alle date medesime, anche perché, per coloro che avrebbero cessato il rapporto di lavoro entro il 31 dicembre 1994, già era prevista (articolo 62), un’indennità una tantum, sostitutiva dei successivi incrementi retributivi. Ribadisce quindi l’opportunità che siano quanto meno approfonditi i raccordi tra l’attribuzione della predetta indennità una tantum e la determinazione della base retributiva ai fini pensionistici.
Per quanto concerne la norma di copertura finanziaria del provvedimento, esprime in proposito un orientamento contrario in quanto, essendo stata prevista l’utilizzazione, per ciascuno degli anni 2005 e 2006, di 2 milioni di euro nell’ambito del «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, allo scopo utilizzando l’accantonamento relativo a questo Ministero, tale operazione va ad incidere negativamente sulle risorse destinate alla realizzazione di un aspetto fondamentale della politica del Ministero, vale e dire la definizione di un nuovo sistema di ammortizzatori sociali – con particolare riferimento all’indennità di disoccupazione – che costituisce uno dei punti fondamentali del «Patto per l’Italia».
Rappresenta, infine, che la relazione tecnica predisposta dall’IPOST, relativa agli oneri finanziari connessi all’attribuzione del beneficio pensionistico in questione, è stata negativamente verificata dalla Ragioneria generale dello Stato per quanto attiene la quantificazione degli oneri, poiché non dà conto, nell’arco di un decennio, dei benefici pensionistici (in totale circa 30 milioni di euro annui) e di buonuscita (complessivamente 80 milioni di euro) attribuibili nei limiti della dotazione del Fondo previsto all’articolo 1 (1 milione dì euro nel 2004 e 2 milioni di euro per gli anni 2005 e 2006) e relativamente alla copertura finanziaria, in quanto gli stanziamenti del fondo speciale dello stato di previsione del Ministero dell’Economia e delle finanze per l’anno 2004, indicati a copertura dell’onere per il triennio 2004-2006 non recano sufficienti disponibilità. Inoltre, a decorrere dall’anno 2007, la prevista modalità di finanziamento, per un onere non quantificato, ai sensi dell’articolo 11, comma 3, lett. d), della legge n. 468/78, non è coerente con la tipologia di spesa che riconosce diritti soggettivi. Infine, è stata rilevata l’assenza della clausola di salvaguardia richiesta dalla legge n. 246 del 2002.
La questione presenta, con tutta chiarezza, aspetti analoghi a quelli già riscontrati nella proposta, approvata in prima lettura alla Camera dei deputati, concernente il trattamento di quiescenza del personale delle Ferrovie dello Stato e sulla quale, in ragione del non univoco esito del contenzioso giudiziario in corso, dei rilevanti costi per il sistema pensionistico e proprio per il pericolo dell’innescarsi di «effetti emulativi» in altri settori del pubblico impiego, sì era ritenuto che l’intervento normativo ipotizzato non potesse essere accolto.
Ricorda altresì che sulla questione si è espressa più volte la Corte Costituzionale, che, con l’ordinanza 18 dicembre 2002, n. 531, ha sostenuto che nel nostro ordinamento non esiste una norma o principio di carattere generale che imponga l’estensione automatica al trattamento di quiescenza degli incrementi retributivi del personale in attività di servizio e, pertanto, appartiene alla valutazione discrezionale del legislatore ordinario disciplinare il meccanismo di perequazione dei trattamenti pensionistici e determinare le modalità di attuazione del principio sancito dall’articolo 38 della Costituzione. La stessa Corte, con la sentenza 23 gennaio 2004, n. 30, ha affermato che nonostante la mancata estensione delle clausole contrattuali produca uno scostamento tra trattamenti maturati in tempi diversi, essa non contrasta con l’articolo 3 della Costituzione, essendo giustificata dal diverso trattamento economico di cui i lavoratori hanno goduto durante il rapporto di servizio e che era vigente nei diversi momenti in cui i relativi trattamenti pensionistici sono maturati.
Osserva, inoltre, che l’introduzione di un principio di carattere generale che preveda un aggancio automatico delle pensioni alle retribuzioni del personale in attività di servizio appare oggi di dubbia coerenza, visto il graduale passaggio al sistema contributivo, nel quale l’importo della pensione è sganciato dalle retribuzioni percepite ed è, al contrario, ancorato all’ammontare della contribuzione versata nel corso della vita lavorativa.
Rileva infine che la legge n. 243 del 2004 è finalizzata anche a perseguire l’armonizzazione e l’unitarietà del sistema previdenziale, superando l’eccessiva frammentazione delle gestioni e le differenti regolamentazioni: il testo in esame, che prevede l’istituzione di un ulteriore fondo specifico, andrebbe pertanto in direzione contraria a quella che si intende perseguire.
Luigi MANINETTI (UDC) dichiara il proprio stupore per la posizione assunta dal Governo su un’iniziativa parlamentare ampiamente condivisa dai gruppi, che peraltro fa seguito a quella già approvata alla Camera finalizzata alla perequazione delle pensioni per i ferrovieri: ritiene che, per un principio di serietà e di equità, si debba ora intervenire nella medesima direzione in favore dei lavoratori postelegrafonici. Evidenziato come la previsione dell’una tantum per il 1994 non sia sufficiente a superare la sperequazione pensionistica, condivide l’esigenza di perseguire l’armonizzazione dei sistemi pensionistici che tuttavia deve accompagnarsi a principi di giustizia ed equità.
Aldo PERROTTA (FI), relatore, sottolinea come, pur essendo stata prevista per coloro che abbiano cessato il rapporto di lavoro entro il 31 dicembre 1994 un’indennità una tantum, analoghe misure non sono state previste per gli altri lavoratori interessati al provvedimento. Evidenzia come, soprattutto per responsabilità sindacale, permanga ora una situazione di sperequazione fra tre gruppi di pensionati con trattamenti differenziati, cui occorre porre rimedio.
Cesare CAMPA (FI) apprezza il contributo offerto dal sottosegretario Brambilla, che consente un opportuno approfondimento del testo in esame con il fine di pervenire ad una soluzione condivisa. Il rilievo del Governo concernente l’articolo 1 del testo in esame, che reca l’istituzione di un nuovo fondo, con il che si complicherebbe ulteriormente la situazione di frammentazione delle gestioni previdenziali, lascia spazio per la valutazione di soluzioni alternative che la Commissione dovrà attentamente valutare per il riconoscimento di un diritto dei lavoratori interessati. Ribadisce infine l’opportunità di perseguire sul piano generale l’obiettivo della totalizzazione contributiva nell’attuale situazione caratterizzata da attività lavorativa non continuative.
Pietro GASPERONI (DS-U) ritiene che le posizioni enunciate dal Governo rischino di perpetrare una vera e propria discriminazione in violazione di principi di giustizia e di equità, penalizzando i lavoratori postelegrafonici rispetto a ferrovieri che si trovano nelle medesime condizioni. Ricordato come lo stesso Ministro delle comunicazioni si fosse formalmente dichiarato favorevole alla perequazione pensionistica per i lavoratori postelegrafonici, ritiene debba proseguire l’impegno parlamentare per l’individuazione di un’opportuna soluzione.
Emilio DELBONO (MARGH-U) dichiara di condividere le considerazioni del deputato Gasperoni, evidenziando come la possibilità di individuare una soluzione per la questione in esame dipenda sostanzialmente dalla volontà politica: tuttavia, se da un lato si pongono problemi di ordine tecnico, su cui la Commissione non ha pregiudiziali, dall’altro lato l’impostazione contraria enunciata dal Governo rischia di porre gravi difficoltà per il proseguimento dell’iter del provvedimento. Rileva infine come sia opportuno un ulteriore approfondimento da parte del Governo, considerato che i dati forniti nella relazione tecnica appaiono eccessivi con riferimento al numero degli interessati al provvedimento e conseguentemente ai relativi oneri finanziari.
Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA precisa che anche il provvedimento in favore dei lavoratori delle Ferrovie dello Stato è ancora all’esame del Senato per le difficoltà di reperire le necessarie risorse finanziarie.
Aldo PERROTTA (FI), relatore, condivide l’esigenza di effettuare un ulteriore approfondimento sugli oneri finanziari del provvedimento, considerato che quelli indicati nella relazione tecnica appaiono eccessivi. Sottolineato inoltre come non sia opportuno fare ricorso alla demagogia, ricorda al deputato Gasperoni che lo stesso Governo di centrosinistra non ha provveduto a dare una risposta positiva alle aspettative dei lavoratori postelegrafonici.
Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA assicura che verrà effettuato un ulteriore approfondimento sul numero degli interessati e sui relativi oneri finanziari.
Giuseppe CAMO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.
Lavoro prestato all’estero.
C. 1129 Benvenuto, C. 4365 Maninetti.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame, rinviato nella seduta del 25 gennaio 2005.
Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA rileva, in ordine agli articoli 2 e 4, relativi, rispettivamente, all’autorizzazione preventiva per l’assunzione dei lavoratori all’estero ed alla garanzia delle condizioni di sicurezza esistenti in tali paesi, che gli stessi disciplinano adempimenti propri dell’Amministrazione del lavoro e degli affari esteri, già disciplinati dalla legge n. 398 del 1987. Per quanto concerne, specificamente, l’amministrazione del lavoro trattasi di attività svolta, attualmente, dalla direzione generale dei mercato del lavoro e, quindi, concorda, in linea generale, con il rilievo che le modificazioni previste potrebbero essere ricomprese nel trattamento praticato al personale interessato.
Relativamente alle disposizioni recate dagli articoli 3 e 5, relativi all’istituzione di apposito albo e di una commissione tecnica permanente presso il Ministero del lavoro, la già citata direzione generale, interessata per competenza, ha messo in evidenza la carenza di personale da adibire, eventualmente, a tali nuove incombenze. In tale ipotesi, qualora da tale disposizione derivassero nuovi oneri, si potrebbe intervenire, come del resto suggerito dal relatore, con una eventuale soppressione delle disposizioni in parola ed il mantenimento del sistema attuale.
Sull’articolo 7, inerente la disciplina previdenziale, si registra la posizione sostanzialmente favorevole della direzione generale per le politiche previdenziali, che esprime perplessità unicamente in ordine al fatto che l’equivalenza delle prestazioni venga demandata allo stesso datore di lavoro ed evidenzia come le valutazioni compiute vadano nel senso proposto dalla Ragioneria generale dello Stato, superando, in tal modo, tutti i rilievi mossi.
Osserva pertanto che possono ritenersi superati tutti i problemi sollecitati dal Ministero dell’economia e delle finanze ad eccezione di quello relativo ai commi 2 e 4 dell’articolo 7. Nel merito, sussistono perplessità sul fatto che la valutazione dell’equivalenza delle prestazioni venga demandata allo stesso datore di lavoro, sul quale gravano. in caso di esito negativo notevoli oneri finanziari.
Giuseppe CAMO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell’esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 16.
I seguenti punti all’ordine del giorno non sono stati trattati:
CONSULTIVA
Alla IX: Norme per la sicurezza della navigazione e l’ammodernamento del naviglio.
Testo unificato C. 3528 e abbinate.
REFERENTE
Regolarizzazione di versamenti dei contributi e dei premi previdenziali e assistenziali obbligatori.
C. 655 Lucchese, C. 923 Lumia, C. 3037 Marras, C. 3827 Rossiello, C. 4140 Misuraca e C. 4392 G. Drago.
Tutela previdenziale dei giudici di pace.
C. 4900 Lo Presti E C. 5028 Taglialatela.
Infermità da esposizione all’uranio impoverito.
C. 4924 Santori.
Benefici previdenziali al personale delle Forze armate e delle Forze di polizia esposto all’amianto.
C. 3653 Lavagnini.
COMITATO RISTRETTO
Tutela professionale dei lavoratori del settore dello spettacolo, intrattenimento e svago.

























