(Dal Resoconto Sommario)
SEDE CONSULTIVA
Martedì 11 novembre 2003. – Presidenza del vicepresidente Angelo SANTORI.
La seduta comincia alle 10.55.
Decreto-legge 269/2003: Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell’andamento dei conti pubblici.
C. 4447, Governo, approvato dal Senato.
(Parere alla V Commissione).
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole con osservazioni).
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2004).
S. 2512, Governo.
Bilancio di previsione anno finanziario 2004 e bilancio pluriennale triennio 2004-2006.
S. 2513 Governo.
Tab. n. 4 Stato di previsione del Ministero del lavoro per l’anno finanziario 2004.
(Parere alla V Commissione).
(Seguito dell’esame congiunto ai sensi dell’articolo 120, comma 5, del regolamento).
La Commissione prosegue l’esame congiunto, rinviato nella seduta del 6 novembre 2003.
Angelo SANTORI, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, dichiara concluso l’esame congiunto dei disegni di legge in titolo.
Invita pertanto il relatore ad illustrare lo schema di parere da lui predisposto, riguardante il decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269.
Antonino LO PRESTI (AN), relatore, formula una proposta di parere favorevole con osservazioni (vedi allegato 1).
Angelo SANTORI, presidente, avverte che è stata presentata una proposta alternativa di parere dai deputati Cordoni, Delbono e Sgobio (vedi allegato 2).
Emilio DELBONO (MARGH-U), nell’illustrare la proposta alternativa di parere, esprime un giudizio complessivamente negativo sulla manovra finanziaria per il 2004, caratterizzata da una pluralità di provvedimenti che ne hanno stravolto le regole, i tempi e le procedure, oltre ad averne vanificato l’efficacia e la trasparenza. Si tratta di una manovra discutibile anche sotto il profilo della sostanza, posto che l’attività parlamentare risulta elusa ed impedita dalla presentazione di un decreto-legge che, per i problemi di tempo legati alla sua conversione, ha costretto il Governo nell’altro ramo del Parlamento a porre la fiducia per difendersi anche dalle proposte di modifica presentate dalla stessa maggioranza.
Osserva che il provvedimento in esame contiene disposizioni che non si muovono né nella direzione del rigore e del risanamento economico, finanziario e strutturale, né in quella del rilancio e dello sviluppo del paese.
Nell’esprimere netta contrarietà al continuo utilizzo di misure una tantum relative al condono fiscale così come al condono edilizio, solleva perplessità in relazione alla vendita di immobili pubblici mediante cartolarizzazioni, paventando il rischio che gli stessi possano essere ceduti e riaffittati agli uffici pubblici sulla base di canoni a prezzi di mercato.
In ordine ai tagli della spesa, ritiene che questi siano indiscriminati e capaci solo di comprimere le risorse disponibili destinate agli ammortizzatori sociali, riducendo quelle destinate agli enti locali.
Esprime altresì un giudizio negativo in merito alla manovra economica per il Mezzogiorno e le aree sottoutilizzate, le cui risorse risultano dimezzate rispetto alla finanziaria per il 2003 (da 11 a 5,6 miliardi di euro).
Rileva inoltre che sono assenti nella manovra finanziaria per il 2004 norme a favore sia dell’estensione degli ammortizzatori sociali ai soggetti che ne sono privi sia dell’aumento dell’indennità di disoccupazione, così come mancano disposizioni a favore delle fasce più deboli della popolazione.
Soffermandosi poi in particolare sulle parti del decreto-legge di competenza della Commissione, rileva che all’articolo 43, relativo agli associati in partecipazione, sarebbe opportuno inserire una norma a tutela dei lavoratori che, qualora ci siano associazioni in cui la partecipazione del lavoratore non sia effettiva, possano rientrare nella fattispecie del lavoro subordinato, deponendo a carico del datore di lavoro l’onere di provare che la prestazione svolta dal lavoratore sia diversa dal lavoro subordinato. Riterrebbe altresì opportuno uniformare l’aliquota di computo dei lavoratori associati in partecipazione a quella attualmente prevista per i lavoratori autonomi.
Osserva quindi che all’articolo 44, comma 6, viene inserita una norma che riduce a 12 mensilità il trattamento di integrazione salariale concessa in caso di intervento straordinario di cassa integrazione, tagliando la tredicesima e, ove presente, la quattordicesima mensilità; in questo modo, ritiene si privino i lavoratori di notevoli entrate, prefigurando per essi la possibile restituzione delle mensilità percepite in più negli ultimi dieci anni.
Rileva poi che nel testo in esame non viene prevista alcuna norma di proroga dei trattamenti di cassa integrazione, di mobilità e dei contratti di solidarietà, in scadenza al 31 dicembre 2003, che interessano migliaia di lavoratori.
In ordine all’articolo 47, di cui preannuncia la richiesta di stralcio, considera grave ed inopportuna la scelta del Governo di inserire la disposizione relativa ai benefici previdenziali per i lavoratori esposti all’amianto nell’ambito di un decreto-legge collegato alla manovra finanziaria; inoltre, ritiene che la formulazione dell’articolo 47 incida negativamente sui lavoratori già fortemente penalizzati dall’esposizione all’amianto, eliminando diritti già acquisiti in virtù della legge n. 257 del 1992.
In conclusione, per quanto riguarda il parere predisposto dal relatore, considera corretta l’osservazione formulata, secondo la quale i benefici riconosciuti ai lavoratori del settore privato iscritti all’INAIL andrebbero estesi anche ai dipendenti pubblici e ai lavoratori privati iscritti a forme assicurative diverse dall’INAIL, nei casi in cui essi siano stati esposti all’amianto, anche in attuazione della sentenza della Corte costituzionale n. 127 del 2002; concorda infine sulla necessità che il riferimento alle otto ore al giorno, contenuto nell’articolo 47, comma 3, del decreto-legge, vada sostituito con il riferimento alla durata del turno lavorativo.
Andrea DI TEODORO (FI), nel condividere l’impostazione dello schema di parere favorevole predisposta dal relatore, giudica positivamente l’osservazione riferita al comma 26 dell’articolo 5, concernente il personale della Cassa depositi e prestiti, posto che ritiene doveroso prevedere l’inquadramento del personale trasferito nella corrispondente area e posizione economica rispetto a quella ricoperta in precedenza, mentre considera necessario, per evitare sperequazioni, escludere che si possa recuperare automaticamente la posizione eventualmente ricoperta in precedenti servizi prestati presso altre pubbliche amministrazioni.
Condivide l’osservazione relativa all’articolo 46 in ordine alla sanzione amministrativa pecuniaria per mancata comunicazione agli enti previdenziali dei decessi avvenuti, da estendersi anche alla mancata comunicazione dei matrimoni, ai fini della certezza del rapporto previdenziale; in proposito, sottolinea l’opportunità di individuare nel contempo l’autorità competente a comminare la sanzione.
Evidenzia poi l’intento di socialità e di equanimità che emerge dal parere del relatore, volto a recuperare un principio di proporzionalità in merito alla possibilità di rimodulare il coefficiente moltiplicatore riferito ai periodi lavorativi contraddistinti da esposizione all’amianto per tutte le ipotesi previste dalla legge n. 257 del 1992, compresa quella di cui all’articolo 13, comma 8; ciò al fine di garantire la concessione di un beneficio anche ai lavoratori con un periodo di esposizione all’amianto inferiore ai dieci anni.
Condivide altresì la necessità che i benefici riconosciuti ai lavoratori del settore privato iscritti all’INAIL siano estesi anche ai dipendenti pubblici e ai lavoratori privati iscritti a forme assicurative diverse dall’INAIL, anche se ritiene che la questione sia in parte affrontata dal maxiemendamento presentato dal Governo al Senato.
In conclusione, considera il parere predisposto dal relatore pertinente e giusto, in quanto ispirato a criteri di giustizia sociale, pur nella consapevolezza del necessario rigore nell’andamento della finanza pubblica. Preannuncia pertanto il proprio voto favorevole.
Antonino LO PRESTI (AN), relatore, ritiene che il riferimento all’articolo 43, relativo agli associati in partecipazione, di cui alla proposta alternativa di parere, riguardi piuttosto un aspetto patologico del rapporto di lavoro e pertanto considera ultroneo l’inserimento di una norma specifica al riguardo.
Per quanto concerne il richiamo al comma 6 dell’articolo 44, ritiene che, in una fase di contenimento del deficit e di correzione dell’andamento dei conti pubblici, aver interpretato in modo autentico ciò che finora era sfuggito ad una corretta valutazione da parte del legislatore significhi muoversi in conformità con la linea di rigore avviata dal Governo.
Ribadita la sensibilità e l’impegno in favore dei lavoratori esposti all’amianto, anche se nell’ambito di interventi austeri e contenuti, auspica che, in un immediato futuro, si possa procedere ad una maggiore distribuzione delle ricchezze a vantaggio di tali lavoratori.
Roberto GUERZONI (DS-U), intervenendo sull’ordine dei lavori, chiede al presidente di valutare la possibilità di rinviare alla seduta di domani la votazione dei pareri, per consentire ai deputati dell’opposizione, impegnati oggi in un’assemblea di gruppo in ordine alle disposizioni contenute nell’articolo 47 del provvedimento in esame, di partecipare alla seduta della Commissione nella quale verrà espresso il parere.
Antonino LO PRESTI (AN), relatore, ritiene opportuno che si proceda alla votazione del parere nella seduta di oggi, in considerazione del fatto che sono già stati svolti tutti gli interventi e nessun altro intende intervenire.
Angelo SANTORI, presidente, in assenza di obiezioni, ritiene che la Commissione possa senz’altro procedere alla votazione della proposta di parere.
La Commissione approva la proposta di parere del relatore, restando così preclusa la proposta alternativa di parere dei deputati Cordoni, Delbono e Sgobio.
La seduta termina alle 11.30.
Martedì 11 novembre 2003. – Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI. – Interviene il ministro della funzione pubblica Luigi Mazzella.
La seduta comincia alle 12.40.
Audizione del ministro della funzione pubblica, avvocato Luigi Mazzella, sulla disciplina del rapporto del pubblico impiego e sui rinnovi contrattuali.
(Svolgimento, ai sensi dell’articolo 143, comma 2, del regolamento, e conclusione).
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, propone che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche mediante impianti audiovisivi a circuito chiuso.
Non essendovi obiezioni, così rimane stabilito.
Introduce quindi l’audizione.
Il ministro Luigi MAZZELLA svolge una relazione sui temi oggetto dell’audizione.
Intervengono per formulare quesiti ed osservazioni i deputati Roberto GUERZONI (DS-U), Angelo SANTORI (FI), Antonino LO PRESTI (AN), Emerenzio BARBIERI (UDC) e Andrea DI TEODORO (FI).
Il ministro Luigi MAZZELLA fornisce ulteriori precisazioni.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, ringrazia il ministro per l’esauriente relazione svolta e dichiara conclusa l’audizione.
La seduta termina alle 13.40.

























