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Home - Camera - Commissione Lavoro, pubblico e privato

Commissione Lavoro, pubblico e privato

22 Ottobre 2009
in Camera

(Dal Resoconto Sommario)

AUDIZIONI INFORMALI

Mercoledì 29 settembre 2004.

Audizione di rappresentanti sindacali dei lavoratori Telecom sulle esternalizzazioni dei servizi.

L’audizione è stata svolta dalle 8.50 alle 9.30.


SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 29 settembre 2004. – Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e gli affari sociali Alberto Brambilla.

La seduta comincia alle 14.

Corpo di polizia penitenziaria.
C. 2867 e C. 971.
(Parere alla II Commissione).
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l’esame.

Marcello TAGLIALATELA (AN), relatore, rileva come le proposte di legge in esame intervengono sull’organizzazione e sull’ordinamento del Corpo di polizia penitenziaria, demilitarizzato in forza della legge 15 dicembre 1990, n. 395, che lo ha formalmente istituito quale corpo civile alle dipendenze del Ministero di grazia e giustizia. Il Corpo, ferme restando le proprie attribuzioni, fa parte delle forze di polizia.
La proposta di legge Pecorella C. 2867, adottata come testo base per la discussione, disciplina la concessione di una delega al Governo per la riforma del Corpo di polizia penitenziaria. In particolare, l’articolo 1 della proposta di legge istituisce, nell’ambito del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia, la direzione generale del Corpo di polizia penitenziaria alla quale è preposto un dirigente generale del Corpo di polizia penitenziaria, con funzioni di vice-capo del corpo medesimo. Viene stabilito, tuttavia (articolo 2, comma 2) che nella fase di prima applicazione della legge, e, comunque, fino all’istituzione di un ruolo dei dirigenti generali del Corpo di polizia penitenziaria, alla direzione generale prevista dall’articolo 1 possa essere preposto un dirigente generale dell’amministrazione penitenziaria.
In linea generale (articolo 2, comma 1) il dirigente generale del Corpo di polizia penitenziaria di cui all’articolo 1 è nominato tra i dirigenti superiori del Corpo secondo le modalità e i criteri previsti dalla legge 1o aprile 1981, n. 121 (Nuovo ordinamento dell’amministrazione della pubblica sicurezza). L’articolo 3, al comma 1, definisce la competenza spettante alla direzione generale del Corpo di polizia penitenziaria istituita dall’articolo 1, nonché i principi e i criteri direttivi ai quali il Governo dovrà attenersi nella disciplina della direzione medesima. In particolare, alla nuova direzione generale viene affidata la competenza su tutte le materie concernenti il Corpo di polizia penitenziaria, nonché l’organizzazione, il funzionamento e la gestione delle dotazioni di cui all’articolo 3 della legge 15 dicembre 1990, n. 395 (Ordinamento del Corpo di polizia penitenziaria). Tra i principi e i criteri direttivi ai quali il Governo dovrà attenersi è altresì indicato l’inserimento del Corpo di polizia penitenziaria tra le forze di polizia di cui all’articolo 16 della legge 1o aprile 1981, n. 121, stabilendone, fermo restando il proprio ordinamento, la parità di doveri, di diritti, di dignità e di valenza rispetto alle altre forze di polizia. Il citato articolo 16 della legge 1 aprile 1981, n. 121 («Nuovo ordinamento dell’Amministrazione della pubblica sicurezza»), prevede che «ai fini della tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, oltre alla Polizia di Stato sono forze di Polizia» l’Arma dei Carabinieri e il Corpo della Guardia di Finanza; inoltre, «fatte salve le rispettive attribuzioni e le normative dei vigenti ordinamenti, sono altresì forze di Polizia e possono essere chiamati a concorrere nell’espletamento di servizi di ordine e sicurezza pubblica il Corpo degli agenti di custodia [oggi Corpo di Polizia penitenziaria] e il Corpo forestale dello Stato».
L’articolo 4 disciplina i ruoli del personale e i doveri di subordinazione del corpo di polizia penitenziaria. Viene stabilito, in particolare, che il personale del Corpo di polizia penitenziaria sia suddiviso, secondo l’ordine gerarchico, nei seguenti ruoli: ruolo dei dirigenti; ruolo direttivo ordinario; ruolo direttivo speciale; ruolo degli ispettori; ruolo dei sovrintendenti; ruolo degli agenti ed assistenti. Per quanto riguarda, invece, i soggetti nei confronti dei quali gli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria hanno doveri di subordinazione gerarchica vengono indicati il ministro della giustizia; i sottosegretari di Stato alla giustizia quando esercitano, per delega del ministro, attribuzioni in materia penitenziaria; il capo della polizia penitenziaria – capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria; il vice capo della polizia penitenziaria; il comandante del reparto. Specifici doveri di dipendenza funzionale – nei casi e modi previsti dalla legge – sono poi stabiliti nei confronti del direttore dell’istituto penitenziario ove si svolge il servizio, dell’autorità giudiziaria e di pubblica sicurezza.
L’articolo 5 detta le disposizioni transitorie e finali. Viene stabilito che entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge in esame il personale del Corpo di polizia penitenziaria impegnato in compiti diversi dai compiti istituzionali di cui all’articolo 5 della legge n. 395 del 1990, sia nuovamente assegnato a servizi d’istituto.
Ricorda che mentre il rapporto di impiego del personale civile e militare con qualifica dirigenziale è disciplinato dai rispettivi ordinamenti ai sensi dell’articolo 2, comma 4, e delle altre disposizioni del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, le procedure che disciplinano i contenuti del rapporto di impiego del personale delle Forze di polizia anche ad ordinamento militare e delle Forze armate sono stabilite dal decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195 («Attuazione dell’articolo 2 della L. 6 marzo 1992, n. 216, in materia di procedure per disciplinare i contenuti del rapporto di impiego del personale delle Forze di polizia e delle Forze armate»). Tali procedure si concludono con l’emanazione di decreti del Presidente della Repubblica concernenti rispettivamente il personale delle Forze di polizia anche ad ordinamento militare e quello delle Forze armate.
Si riserva di esprimere una proposta di parere dopo gli interventi.

Antonino LO PRESTI (AN) evidenzia come stia per essere sottoposto alla Commissione la proposta di legge n. 5141, gia approvata dal Senato e assegnata il 19 luglio 2004 in sede referente alla I Commissione Affari costituzionali, recante una delega al Governo per disciplinare l’ordinamento della carriera dirigenziale penitenziaria, già approvato dal Senato. Evidenzia come ciò ponga una questione di coordinamento con il provvedimento in esame.

Roberto GUERZONI (DS-U) invita il presidente a rinviare il seguito dell’esame ad altra seduta, per consentire un approfondimento del provvedimento in esame e della questione posta dal deputato Lo Presti.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, invita il relatore ad approfondire la questione posta dal deputato Lo Presti. Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.

Delega al Governo per il riordino dello stato giuridico dei professori universitari.
Nuovo testo C. 4735, Governo.
(Parere alla VII Commissione).
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole con condizioni).

La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 28 settembre 2004.

Domenico BENEDETTI VALENTINI (AN), presidente relatore, formula una proposta di parere favorevole con condizioni (vedi allegato).

Andrea DI TEODORO (FI) ritiene che la condizione di cui al punto 5), relativa alla riduzione del limite percentuale dei contratti di diritto privato a tempo determinato consentiti alle università statali rispetto al numero dei loro docenti di ruolo, contenendolo a non oltre il 15-20 per cento, possa essere trasformata in osservazione.

Domenico BENEDETTI VALENTINI (AN), presidente relatore, apprezzato il contributo del deputato Di Teodoro, ispirato alla sua impostazione liberistica, ritiene tuttavia opportuno mantenere la condizione di cui al punto 5).

Roberto GUERZONI (DS-U) dichiara che il suo gruppo, pur apprezzando il contributo offerto dal relatore, voterà contro la sua proposta di parere favorevole, non condividendo il provvedimento in esame nel suo complesso.

La Commissione approva la proposta di parere del relatore.

La seduta termina alle 14.20.





SEDE REFERENTE

Mercoledì 29 settembre 2004. – Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e gli affari sociali Alberto Brambilla.

La seduta comincia alle 15.20.

Benefici previdenziali al personale militare esposto all’amianto.
C. 3653 Lavagnini.
(Seguito dell’esame e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame rinviato nella seduta dell’11 febbraio 2004.

Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA evidenzia come la normativa vigente già preveda il riconoscimento di un beneficio pensionistico per il personale esposto all’amianto in questione: infatti, l’articolo 47 del decreto-legge 24 novembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 settembre 2003, n. 326, riformando ed estendendo a tutti i lavoratori la disciplina già stabilita per i soli soggetti iscritti all’INAIL dalla legge n. 257 del 1992, prevede, ai fini delle prestazioni pensionistiche, l’applicazione del coefficiente moltiplicatore di 1,25 per tutti i periodi di esposizione all’amianto qualora superiori a 10 anni. Ciò premesso, non appare quindi equo stabilire un trattamento di maggior favore per la sola categoria dei militari e a breve distanza dall’intervento legislativo che ha ridato coerenza ad un quadro legislativo le cui incongruenze erano state messe in luce anche dalla Corte costituzionale.
Nella proposta di legge, il personale militare in questione non sarebbe sottoposto, come la generalità dei lavoratori, al raggiungimento della soglia minima di 10 anni di esposizione all’amianto per l’accesso al beneficio previdenziale; il comma 6-ter dell’articolo 47 del decreto-legge 24 novembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 settembre 2003, n. 326, prevede che il beneficio previdenziale da esposizione all’amianto sia soltanto oggetto di opzione rispetto ad altri benefici previdenziali previsti dal regime pensionistico di appartenenza, mentre il provvedimento in esame ne consente il cumulo. Infine, nella proposta in esame, non sono disciplinati altri aspetti tecnici e procedurali ormai consolidati nella disciplina vigente (concentrazione media annua dell’amianto necessaria per poter vantare l’esposizione alla sostanza, soggetto istituzionale incaricato di accertare e certificare la sussistenza e la durata dell’esposizione).

Aldo PERROTTA (FI) invita il Governo a chiarire se l’ampliamento a tutti i lavoratori verificatosi l’anno scorso sia il frutto di un accordo tra le parti sociali garantito dal Governo.

Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA precisa che inizialmente il Governo era intervenuto con atti di indirizzo per individuare la soluzione di alcuni casi, cui inevitabilmente ne erano stati collegati numerosi altri, per cui era stato in seguito recepito una soglia fissata a livello comunitario, escludendo i non iscritti all’INAIL. Successivamente, però, come già illustrato, le provvidenze sono state ampliate a tutti i lavoratori in presenza di determinati parametri.

Cesare CAMPA (FI) sottolinea come alcune categorie temano di essere discriminate rispetto ai benefici previsti per quanti sono stati esposti all’amianto: chiede ulteriori chiarimenti relativamente ai dipendenti delle Forze armate e dei cantieri navali.

Roberto GUERZONI (DS-U) evidenzia come debbano essere fornite precisazioni in ordine all’estensione dei benefici ai dipendenti pubblici non contrattualizzati, come gli appartenenti alle Forze armate e di polizia.

Marcello TAGLIALATELA (AN), relatore, ritiene opportuno che il Governo fornisca ulteriori elementi in ordine ai benefici previsti per le diverse categorie di lavoratori.

Elena Emma CORDONI (DS-U) evidenzia come l’equiparazione per i lavoratori iscritti ad assicurazioni obbligatorie e dunque all’INAIL sia stata frutto di una sentenza della Corte costituzionale, mentre resta da chiarire se l’estensione riguardi tutto il lavoro dipendente, comprese le categorie disciplinate da regimi specifici. Invita il Governo a fornire ulteriori delucidazioni in merito.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.

Lavoro prestato all’estero.
C. 1129 Benvenuto, C. 4635 Maninetti.
(Seguito dell’esame e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 15 giugno 2004.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, avverte che la X Commissione attività produttive e la XII Commissione affari sociali hanno espresso parere favorevole; la VI Commissione finanze ha espresso parere favorevole con osservazioni.

Anna Maria LEONE, relatore, ricordato come sia stato adottato il testo base per la discussione, invita il presidente a fissare il termine per la presentazione degli emendamenti. Evidenzia altresì l’opportunità che il Governo esprima la propria posizione sul provvedimento in esame.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.45.

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