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Home - Camera - Commissione Lavoro, pubblico e privato

Commissione Lavoro, pubblico e privato

22 Ottobre 2009
in Camera

(Dal Resoconto Sommario)

SEDE CONSULTIVA


Mercoledì 13 ottobre 2004. – Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI.

La seduta comincia alle 15.15.

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2005).
C. 5310-bis Governo.

Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2005 e bilancio pluriennale per il triennio 2005-2007.
C. 5311 Governo.

Tabella n. 4: Stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
(Parere alla V Commissione).
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo nella seduta di ieri.

Elena Emma CORDONI (DS-U) sottolinea come, essendo la Commissione bilancio in attesa di ulteriore documentazione prodotta dal Ministero dell’economia e delle finanze, in relazione all’esigenza di acquisire chiarimenti sulla individuazione delle voci di spesa per le quali trova applicazione la regola del 2 per cento di incremento degli stanziamenti, sia opportuno prorogare il termine per la presentazione di emendamenti.

Emerenzio BARBIERI (UDC) condivide la opportunità di prorogare il termine per la presentazione di emendamenti.

Dario GALLI (LNFP), relatore, ritiene che si possa proseguire nella giornata di oggi ed in quella di domani l’esame preliminare e che il termine per la presentazione degli emendamenti possa essere prorogato.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, avverte che è stata trasmessa dal presidente della Commissione bilancio la documentazione inviata dal Ministero dell’economia e delle finanze relativa alle disposizioni di cui all’articolo 3, comma 1, del disegno di legge finanziaria per il 2005; la documentazione è costituita da una indicazione relativa ai singoli stati di previsione e da una tabella riepilogativa degli stanziamenti e delle riduzioni operate. Fissa il termine per la presentazione degli emendamenti a martedì 19 ottobre, alle 12.

Emerenzio BARBIERI (UDC) rileva come gli interventi svolti ieri dai membri della opposizione possano essere suddivisi in due diversi filoni, quello seguito dal deputato Gianni che, a prescindere dalle previsioni normative del disegno di legge finanziaria, si è concentrato su alcune questioni politiche ed economiche di fondo; quella, seguita dai deputati Guerzoni e Cordoni, che nell’esprimere un giudizio negativo sui documenti di bilancio, sono caduti nel vizio comune di criticare le norme senza proporre alternative, fra l’altro basandosi su dati non esatti relativamente alle entrate e alle uscite.
Quanto alle entrate, rileva come esse debbano inevitabilmente fondarsi su previsioni, come nel caso di quelle collegate ai cespiti immobiliari; quanto alle uscite, osserva che, per le politiche sociali e previdenziali, in realtà, si prevedono incrementi di stanziamento, con particolare riferimento ai trasferimenti in favore dell’INPS. Per quanto attiene allo stato di previsione del Ministero del lavoro, analogamente, si registra un aumento degli stanziamenti.
Sottolinea come, mentre rispetto alla impostazione del deputato Gianni, sia possibile un confronto – in particolare con riferimento alla questione fiscale e alla esigenza della riduzione delle tasse – rispetto a quella dei deputati Guerzoni e Cordoni, fondata su dati non esatti, non sia possibile un’analisi costruttiva.
In relazione alle questioni sollevate dal deputato Gianni, rileva che le difficoltà dell’economia europea, con particolare riferimento al costo del lavoro, siano dovute a cause strutturali, sulle quali non si può incidere con i documenti di bilancio in esame, ma occorre intervenire a livello europeo.
Con riferimento alla revisione degli studi di settore, sottolinea come bisogna porre attenzione nel non considerare tutti lavoratori autonomi alla stregua di evasori fiscali e tuttavia invita i rappresentanti del centro-sinistra ad illustrare quali iniziative e quali risultati abbiano avuto i governi del centro-sinistra nel settore della lotta alla evasione. Quanto ad altri slogan utilizzati dalla opposizione, quali quelli relativi alle famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese, osserva che i dati ufficiali dell’Istat documentano un incremento del reddito a disposizione delle famiglie. Rileva peraltro come, con la finanziaria per il 2003, si sia operata la più forte riduzione delle aliquote fiscali in favore dei ceti meno abbienti finora registrata: sottolinea in proposito come, sotto il profilo di politica economica, le misure per il rilancio dei consumi sono efficaci con riferimento alle famiglie con un reddito intorno ai 30 mila euro annui.

Carmen MOTTA (DS-U) giudica l’intervento del deputato Barbieri stimolante e tuttavia rileva che, anche alla luce della documentazione prodotta da ultimo dal Ministero dell’economia, si registra una riduzione degli stanziamenti nel settore di competenza della Commissione. Accoglie pertanto l’invito a fare riferimento ai numeri, evidenziando come i documenti di bilancio in esame siano finalizzati a riportare gli squilibri di bilancio su una linea di galleggiamento, a causa del forte incremento del deficit tendenziale e del debito pubblico; sottolinea in proposito come l’avanzo primario sia fortemente peggiorato rispetto alla gestione dei governi di centro-sinistra.
Richiama quindi l’attenzione sulle problematiche che bisognerebbe affrontare con il disegno di legge finanziaria, in particolare l’esigenza di rilanciare una domanda stagnante e di stimolare la competitività del sistema, secondo quanto evidenziato, non soltanto dai gruppi di opposizione ma anche dagli ambienti imprenditoriali e sindacali.
Rileva quindi come le minori spese previste dal disegno di legge finanziaria, dovute in particolare alla fissazione di un tetto del 2 per cento di incremento quando la tendenziale crescita della spesa è del 5 per cento, possano essere definite tagli, anche se il termine non è gradito alla maggioranza; osserva peraltro come l’80 per cento delle spese correnti sia incomprimibile, riguardando stipendi, interessi sul debito pubblico, spese obbligatorie. Il taglio andrà quindi a incidere sulle spese diverse, ossia le più significative sul piano della manovra finanziaria.
Quanto alla revisione degli studi di settore, giudica tale misura inopportuna in una fase di domanda calante, caratterizzata anche dall’obiettivo del contenimento dei prezzi. La misura proposta potrebbe quindi produrre effetti depressivi sull’economia.
Evidenzia quindi come il suo gruppo proponga in primo luogo il sostegno del potere d’acquisto dei redditi da lavoro dipendente, mentre la maggioranza prevede stanziamenti per i rinnovi contrattuali nel pubblico impiego molto inferiori rispetto a tale esigenza, non prevedendo nel contempo alcuna restituzione del fiscal drag.
Rileva quindi come lo spostamento della pressione fiscale sugli enti locali, incidendo su servizi fondamentali, penalizzerà maggiormente le fasce deboli della popolazione.
Evidenzia inoltre come l’assenza di sufficienti stanziamenti per gli ammortizzatori sociali non assicuri la rete di sostegno necessaria in una realtà sempre più caratterizzata dal lavoro flessibile e precario.
Rileva quindi, con riferimento all’articolo 15, in materia di contratti a tempo determinato nel pubblico impiego, che dovrebbero essere avviati percorsi di stabilizzazione per personale che da tempo presta la propria opera nell’ambito della pubblica amministrazione.
Sottolinea altresì come manchino norme per l’emersione del lavoro sommerso, una piaga sociale che caratterizza il paese e come gli stanziamenti in favore della famiglia siano molto inferiori rispetto alla media europea.
Rilevato come manchino risorse in favore di invalidi e disabili, osserva infine che, visto che è stata prevista una tassazione di scopo contro le calamità naturali, a maggior ragione si potrebbe prevedere un analogo strumento per le persone non autosufficienti.

Antonino LO PRESTI (AN), espresso un giudizio complessivamente positivo sui documenti di bilancio in esame, salva rimanendo l’eventuale possibilità di introdurvi miglioramenti, ritiene che occorra concentrare la riflessione sulla filosofia fondamentale che li ispira. Evidenziate le difficoltà dell’economia internazionale ed europea, con conseguente perdita di posti di lavoro, rileva come l’Italia sia riuscita ad adottare una strategia di difesa che ha consentito di evitare licenziamenti nonostante gravi crisi aziendali: i documenti di bilancio in esame si pongono quindi, almeno questo lo si potrebbe riconoscere, nel solco di una efficace politica di contenimento del danno. Evidenzia peraltro come il Governo abbia adottato una serie di politiche che debbono entrare a regime e che tuttavia hanno già prodotto un aumento, per quanto contenuto, dell’occupazione, benché permangano forti squilibri tra il nord e il sud del paese. In particolare, la modernizzazione del mercato del lavoro, ancora in via di definizione, sarà foriera di risultati positivi; segnala come la regolarizzazione dei lavoratori immigrati abbia prodotto consistenti aumenti dei contributi versati all’Inps.
Ritiene pertanto che la manovra di bilancio debba essere valutata in tale prospettiva, valutando possibili correzioni in particolare per quanto attiene alle provvidenze in favore delle fasce deboli della società, come le persone non autosufficienti e gli invalidi.

Renzo LUSETTI (MARGH-U) ritiene che, cifre alla mano, la manovra in esame non possa che essere giudicata fortemente restrittiva, con la previsione di più tasse e meno investimenti, peraltro con distorsioni come quella determinata dalla previsione di un aumento del 2 per cento per le spese dell’apparato centrale, al netto delle spese per interessi sul debito e delle prestazioni sociali, mentre il medesimo tetto per gli enti locali è fissato al lordo di quelle voci.
Sottolinea quindi come i tagli di spesa dovrebbero avere carattere virtuoso e rientrare in una logica di sostegno alle politiche di sviluppo, mentre la manovra in esame prevede tagli indifferenziati.
Esprime la propria preoccupazione con riferimento agli stanziamenti per i rinnovi contrattuali del pubblico impiego, che rischiano di innescare conflittualità sociale in un settore che dovrebbe invece contribuire al miglioramento dell’efficienza della pubblica amministrazione, anche al fine di sostenere la crescita dell’economia.
Evidenzia quindi l’insufficienza degli stanziamenti per gli ammortizzatori sociali, che risultano invece particolarmente necessari in una situazione di crisi dell’economia internazionale e di precarizzazione dei rapporti di lavoro.
Evidenziato inoltre come siano necessari chiarimenti in ordine agli stanziamenti per la copertura degli oneri collegati all’attuazione della delega previdenziale recata dalla legge n. 243 del 2004, preannuncia la presentazione di proposte di modifica contenenti ipotesi concrete di miglioramento dei testi in esame.

Roberto GUERZONI (DS-U), evidenziata l’esigenza che un rappresentante del Governo sia presente alle sedute della Commissione in cui si esaminano i documenti di bilancio, sottolinea come debba essere chiarita da parte del Governo la ripartizione degli stanziamenti in Tabella A, voce Ministero del lavoro, in quanto è necessario appurare quale somma s’intenda stanziare per gli ammortizzatori sociali, anche per confrontarla con quella prevista in relazione all’A.S. 848-bis. Invita altresì il Governo a chiarire la composizione del Fondo per l’occupazione, secondo quanto risultante dagli stanziamenti previsti nelle Tabelle D ed F.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, assicura che la presenza di un rappresentante del Governo verrà sollecitata per la seduta di domani, anche al fine di fornire i chiarimenti richiesti dal deputato Guerzoni.
Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 17.


AVVERTENZA


I seguenti punti all’ordine del giorno non sono stati trattati:


SEDE CONSULTIVA


Costruzioni in terra cruda.
Testo unificato C. 2347 e C. 4019.

Corpo di polizia penitenziaria.
C. 2867 e C. 971.

Nuove norme in materia di separazione dei coniugi e affidamento condiviso dei figli.
Testo unificato C. 66 e abb.

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